Girolamo Savonarola

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Girolamo Savonarola

Girolamo Savonarola (1452 – 1498), frate domenicano, politico e letterato.

Citazioni su Girolamo Savonarola[modifica]

  • Il temere inimicizia non v'è utile a nessuno e non ne cavate bene alcuno, ma più presto male. (da Prediche italiane ai Fiorentini)
  • 'l padre della orazione è lo silenzio e la sua madre è la solitudine. (da Operette spirituali)
  • Tu vorresti roba: vivi secondo Dio e parcamente e non volere le pompe, e le vanità, ed a questo modo, risparmierai ed avrai più roba. (da Prediche italiane ai Fiorentini)

Sermoni e prediche[modifica]

  • Guardati adunque, o uomo di Dio, di conversare con i peccatori di modo che tu faccia amicizia con loro; perché sarà più facil cosa che tu declini dalla retta via, che essi ritornino alla giustizia.
  • I santi cercarono sempre di stare nascosti e di non apparire santi, e non hanno potuto perché quanto più si nascondevano e quanto più occultavano l'opere loro, tanto più Iddio le manifestava agli altri.
  • Il ventre di Maria Vergine è più capace di tutto il mondo.
  • Se una nuvola che non sia molto oscura fia opposta al sole, potremo veder il corpo del sole, per rispetto della nuvola che tempera lo splendore de' raggi. Così ancora il Signore Dio, cioè il Verbo Eterno del Padre, si ha opposta la nuvola non molto oscura, acciocché potessimo conoscere la sua divinità.

Trattato sul governo di Firenze[modifica]

Incipit[modifica]

L'onnipotente Dio, el quale regge tutto l'universo, in due modi infunde la virtú del suo governo nelle creature. Però che nelle creature, che non hanno intelletto e libero arbitrio, infunde certe virtú e perfezioni, per le quali sono inclinate naturalmente ad andare per li debiti mezzi al proprio fine, senza difetto, se già non sono impedite da qualche cosa contraria: il che accade rare volte. Onde tale creature non governano sé medesime, ma sono governate e menate alli fini proprii da Dio e dalla natura data da lui.

Citazioni[modifica]

  • Non è animale piú cattivo dell'uomo che è senza legge.
  • Tiranno è nome di uomo di mala vita, e pessimo tra tutti gli altri uomini, che per forza sopra tutti vuole regnare, massime quello che di cittadino è fatto tiranno. Perché, prima, è necessario dire che sia superbo, volendo esaltarsi sopra li suoi equali, anzi sopra li migliori di sé e quelli a' quali piú tosto meriteria di essere subietto: e però è invidioso, e sempre si contrista della gloria delli altri uomini, e massime delli cittadini della sua città; e non può patire di udire laudare altri, benché molte volte dissimuli e oda con cruciato di core; e si allegra delle ignominie del prossimo per tal modo, che vorria che ogni uomo fussi vituperato, acciò che lui solo restassi glorioso.

Citazioni su Girolamo Savonarola[modifica]

  • Detesto i potenti della città, detesto Sua Santità, un uomo carico d'avidità che vende cariche come babà.[1] (Caparezza)
  • Invece io sono il domenicano ma non chiedermi come mi chiamo, | qua è sicuro che non me la cavo, mi mettono a fuoco non come la Canon.[1] (Caparezza)
  • La tratta dei bimbi come geishe cresce tutto il clero ma nessuno ne parla e il millequattro non è annozero ed ora mi impiccano, mi appiccano come un bengala a capodanno, di me rimarrà un pugno di cenere da gettare in Arno![1] (Caparezza)

Note[modifica]

  1. a b c La canzone Sono il tuo sogno eretico si divide in tre parti, nella seconda Caparezza racconta la storia di Girolamo Savonarola. Il cantante pugliese non cita esplicitamente né il nome del frate domenicano, né quelli di Giovanna d'Arco e Giordano Bruno, i protagonisti delle altre due parti del brano. Ciò che accomuna i tre personaggi è il fatto che tutti e tre furono condannati a morte per eresia. Girolamo Savonarola, nella sua strofa, racconta dal suo punto di vista la sua storia e in particolar modo la vicenda che l'ha portato ad essere condannato a morte.

Bibliografia[modifica]

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