Giuseppe Tomasi di Lampedusa

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Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896 – 1957), scrittore italiano.

  • Ero un ragazzo cui piaceva la solitudine, cui piaceva di più stare con le cose che con le persone. (da I racconti, a cura di Gioacchino Lanza Tomasi, Feltrinelli)
  • Io sono una persona che sta molto sola; delle mie sedici ore di veglia quotidiane dieci almeno sono passate in solitudine. E non potendo, dopo tutto, leggere sempre, mi diverto a costruire teorie le quali, del resto, non reggono al minimo esame critico. (da Letteratura inglese, Mondadori)
  • Ci rimane adesso di parlare di Emily, l'ardente, la geniale, l'indimenticabile, l'immortale Emily. Essa non scrisse che pochi versi, brevi liriche aspre, ferite, alla cui malia non si sfugge. E un romanzo. Wuthering Heights, un romanzo come non ne sono mai stati scritti prima, come non saranno mai più scritti dopo. Lo si è voluto paragonare a King Lear. Ma veramente, non a Shakespeare fa pensare Emily, ma a Freud; un Freud che alla propria spregiudicatezza e al proprio tragico disinganno unisse le più alte, le più pure doti artistiche. Si tratta di una fosca vicenda di odi, di sadismo e di represse passioni, narrate con un stile teso e corrusco spirante, fra i tragici fatti, una selvaggia purezza. Il romanzo romantico, se mi si consente il bisticcio, ha qui raggiunto il proprio zenith. (da Letteratura inglese)

Indice

[modifica] Il gattopardo

[modifica] Incipit

"Nunc et in hora mortis nostrae. Amen."
La recita quotidiana del Rosario era finita. Durante mezz'ora la voce pacata del Principe aveva ricordato i Misteri Dolorosi; durante mezz'ora altre voci, frammiste avevano tessuto un brusio ondeggiante sul quale si erano distaccati i fiori d'oro di parole inconsuete: amore, verginità, morte; e mentre durava quel brusio il salone rococò sembrava aver mutato aspetto; financo i pappagalli che spiegavano le ali iridate sulla seta del parato erano apparsi intimiditi; perfino la Maddalena, fra le due finestre, era sembrata una penitente anziché una bella biondona, svagata in chissà quali sogni, come la si vedeva sempre.

[modifica] Citazioni

  • È meglio un male sperimentato che un bene ignoto.
  • L'amore [...] Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta.
  • Finché c'è morte c'è speranza. [Riflessioni del principe Fabrizio]
  • La facoltà di ingannare se stesso, questo requisito essenziale per chi voglia guidare gli altri.
  • Nelle persone del carattere e della classe di don Fabrizio la facoltà di essere divertiti costituisce i quattro quinti dell'affetto.
  • Se tutto deve rimanere com'è, è necessario che tutto cambi.
  • Pochi minuti dopo quel che rimaneva di Bendicò venne buttato in un angolo del cortile che l'immondezzaio visitava ogni giorno: durante il volo giù dalla finestra la sua forma si ricompose un istante: si sarebbe potuto vedere danzare nell'aria un quadrupede dai lunghi baffi e l'anteriore destro alzato sembrava imprecare. Poi tutto trovò pace in un mucchietto di polvere livida.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il gattopardo (1957), Feltrinelli, 1969. ISBN 880781028X

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