Giuseppe Ungaretti

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Giuseppe Ungaretti

Giuseppe Ungaretti (1888 – 1970), poeta italiano.

  • Di che reggimento siete | fratelli? | Parola tremante | nella notte. | Foglia appena nata | Nell'aria spasimante | involontaria rivolta | dell'uomo presente alla sua | fragilità | Fratelli. (da Fratelli, ne L'allegria)
  • Inverno. Come un seme il mio animo ha bisogno del lavoro nascosto di questa stagione. (da Derniers Jours, a cura di Enrico Falqui, Garzanti)
  • Non mi rimane che rassegnarmi a morire. | Alleverò dunque tranquillamente una prole. (da Lucca, ne L'allegrìa, Preda, Milano)
  • La morte | si sconta | vivendo. (da Sono una creatura, ne L'allegria)
  • Maria! Maria! Maria! Maria! Maria! Maria! | Dolce è la sera e vive le stelle brillano | nel mare, e un vento smuove i rami secolari | degli eucalipti. Tutto è pace e un pastore | sale con le capre, mi saluta e sorride. | Chora in alto, nel suo monastero antico, | con le sue bianche case, isola e sigilla | un segreto che porto per sempre nel cuore. | Il vento ora tace. Sono solo, è vero, | così doveva essere, mi dico. D'improvviso, | un lampo squarcia il cielo. Nel silenzio |della cupa grotta dell'Apocalisse, odo un dialogo, |rivivo una domanda di Giovanni alla madre di Dio. (da Salire costa; citato in Elio Fiore, In purissimo azzurro, Garzanti, 1986)
  • Non mi lasciare, resta, sofferenza! (da Auguri per il proprio compleanno, in Sentimento del tempo, Mondadori)
  • Vita. Corruzione che s'adorna di illusioni. (da La Guerre, in Derniers Jours, 1919)
  • La parola è impotente, la parola non riuscirà mai a dare il segreto che è in noi, mai. Lo avvicina. (da Incontro con... Giuseppe Ungaretti, a cura di Ettore Della Giovanna, Rai, 1961[1])
  • Si sta come | d'autunno | sugli alberi | le foglie. (da Soldati, ne L'allegria)
  • Sei comparsa al portone | in un vestito rosso | per dirmi che sei fuoco | che consuma e riaccende. (da 12 settembre 1966, in Dialogo)
  • La carità feroce del ricordo. (da Ultimi cori per la Terra Promessa)
  • M'illumino | d'immenso. (da Mattina)
  • Il vero amore è una quiete accesa. (da Silenzio in Liguria, da Sentimento del tempo, Mondadori)
  • Quando trovo | in questo mio silenzio | una parola | scavata è nella mia vita | come un abisso. (citato in Umberto Marvardi, Ermetismo, ERI, 1964)
  • Le poesie dell'Allegria sono scritte per dire con la massima precisione possibile (non si arriva mai ad esprimersi con precisione), ma, insomma, per dire con la massima approssimazione quello che sentivo: dire così in pochissime parole... Non c'era tempo. (da Vita, poetica, opere scelte, Mondadori, 2007)
  • Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante la morte.(da Il naufragio e l'Assoluto)
  • D'altri diluvi una colomba ascolto (Una colomba, in Vita di un'uomo)

Citazioni su Giuseppe Ungaretti[modifica]

  • Alcuni imitatori di Ungaretti, esasperando il suo modo di scrivere in manierismo, crearono il vero ermetismo, un modo di poetare quindi, non originale, che degenerò in una indecifrabile e gratuita oscurità. (Umberto Marvardi)
  • Prima che il Crotone mi venga consegnato, arrivato sulla mezzanotte con una macchina da Catanzaro Lido, fa il suo ingresso all'Ariston, Ungaretti. Messinetti è il primo ad avvistare il poeta mentre entra in teatro, e dice con voce a stormo:
    — Abbiamo in sala il poeta Giuseppe Ungaretti!
    A questo annunzio platea e galleria rizzatesi in piedi prorompono in un galoppo di cavalleria inciso con le mani, mentre Ungaretti, pallido, rollante, si fa strada tra la gente, guadagnando il palcoscenico come una bàttima scandita dai marosi. Saluta tutti con un sorriso sbalordito, siede sempre un po' pallido, ringrazia la sala agitando a più riprese la mano, poi dice a se stesso più che agli altri:
    — Mai mi era successa una cosa cosí… Dei contadini… Degli operai… (Leonida Rèpaci)
  • [...] Ungaretti fu nominato professore di ruolo di Storia della Letteratura italiana moderna e contemporanea nel 1942. Credo che allora quella di Ungaretti fosse l'unica cattedra di ruolo di questo insegnamento in Italia. [...] La nascita di questa cattedra era stata contrassegnata da un'etichetta, per la verità, un po' sciagurata; era infatti stato nominato professore di ruolo per chiara fama in base ad una legge che risaliva al Risorgimento. [...] Del resto, pochi potevano vantare una fama chiara come quella di Ungaretti. Di questo tutti noi, che ruotavamo attorno alla sua cattedra, eravamo convinti. Eppure [...] presto molte nubi, più o meno cupe, si addensarono sulla cattedra di Ungaretti a Roma.
    (Tratto dal libro Ungaretti e la cultura romana, capitolo su Ungaretti professore: una cattedra difficile, di Luigi Silori, 1983, Bulzoni Editore)

Note[modifica]

  1. Visibile su YouTube.

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