Glenn Gould

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Alberto Guerrero (in piedi) con Glenn Gould, il suo studente più famoso, intorno al 1945. Image Archives Canada

Glenn Gould (1932 – 1982), pianista, compositore, clavicembalista e organista canadese.

  • [L'incisione discografica] costringe l'esecutore a cedere una parte del controllo all'ascoltatore, una situazione, tra l'altro, che trovo tanto incoraggiante quanto affascinante, per non dire esteticamente appropriata e moralmente giusta. [...] L'arte nella sua forma più elevata è assai poco umana.[1]
  • Occorre consentirgli [all'artista] di operare in segreto, per così dire, senza che egli debba preoccuparsi, o meglio ancora rendersi conto, delle presunte esigenze del mercato, le quali esigenze, se accolte con sufficiente indifferenza da un numero sufficiente di artisti, finirebbero semplicemente con lo scomparire.[1]
  • Non è che io sia asociale, ma credo che se un artista vuole utilizzare il cervello per un lavoro creativo, ciò che si chiama autodisciplina – che non è altro che un modo per sottrarsi alla società – sia assolutamente indispensabile. (da No, non sono un eccentrico)

Citazioni su Glenn Gould[modifica]

  • Ai fini della carriera morire è stata per lui una bella mossa. (un dirigente della Sony Classical[1])
  • Chez lui la musique est un autre état du silence, la lumière un leçon de ténèbres. (Michel Schneider)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Kevin Bazzana, Mirabilmente singolare (racconto della vita di Glenn Gould), traduzione dall'inglese di Silvia Nono, edizioni e/o, 2004. ISBN 88-7641-614-5

Bibliografia[modifica]

  • Glenn Gould, No, non sono un eccentrico, interviste e montaggio a cura di Bruno Monsaigeon, prefazione di Enzo Restagno, traduzione di Carlo Boschi, EDT edizioni di Torino, 1989. ISBN 88-7063-050-1

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