Gordon R. Dickson

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Gordon Dickson alla Minicon del 1974

Gordon R. Dickson (1923 – 2001), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Fratello d'acciaio[modifica]

Dal leggìo improvvisato, posto oltre la parete trasparente della cupola del campo d'atterraggio, il cappellano, con voce fievole ma intensa nell'aria sottile, intonava le meste parole dell'ufficio fune­bre.
Attraverso la doppia trasparenza della cupola e del rivestimen­to in plastica della capsula mortuaria, le truppe nerovestite, pote­vano vedere, disteso docilmente ad un angolo di quarantacinque gradi, il corpo cereo e immobile dell'addetto alla sorveglianza Ted Waskewicz, ormai nella pace della morte.

K94 chiama Terra[modifica]

Fu guerra violenta, sanguinosa per tutti, sin dal primo momen­to in cui le due astronavi si incrociarono, ad un grado dal piano dell'ellittica e a tre diametri di distanza dal secondo pianeta della stella conosciuta sulle carte astronautiche con il nome di K94. La K94 era una stella del tipo GO; lo stridente richiamo di battaglia del dispositivo d'allarme fece accorrere sedici uomini ai loro posti di combattimento. Questo accadde alle ore tredici, ventun minuti e quattro secondi.

Il mantello e il bastone[modifica]

Quando scese nella gelida, fredda alba di novembre dall'autobus affollato che aveva portato da Bologna i passeggeri della linea aerea (come succedeva spesso d'inverno, l'aeroporto di Milano era chiuso per la nebbia; e la nave-corriere, come i jet commerciali, era stata costretta ad atterrare a Bologna) Shane Everts scorse con la coda dell'occhio una piccola figura a bastoncino, incisa poco vistosamente sulla base d'un lampione.

Il pellegrino[modifica]

Il cielo primaverile era azzurro e profondo su Aalborg, Danimarca. Nella piazza, intorno alla statua del Toro Cimbriano, la folla era silenziosa; e sul muro di mattoni rossi scoloriti dal tempo, un uomo stava morendo sulla triplice lama, secondo una legge aliena. Le due autorità, giudici ed esecutori di quella legge, sedevano sulle loro cavalcature, impassibili a meno di due lunghi passi dal punto in cui si trovava Shane Evert, tra la folla di uomini a piedi.

La cosmonave dei ventiquattro[modifica]

Ben Shore si svegliò. Il lungo e stretto stanzone della baracca, appena illuminato dalla luna, era immerso nel silenzio. Shore aspettò disteso, immobile, che i ricordi riaffiorassero.
A un tratto, gli tornò in mente tutto, con una scossa violenta. Shore s'irrigidì.

Lo chiamerai «Signore»[modifica]

Come il sole non poteva mancare di sorgere sulle colline del Kentucky, così Kyle Arnam non poteva mancare di svegliarsi. Ci sarebbero state undici ore e quaranta minuti di luce. Kyle si alzò, si vestì, e uscì a sellare il mite cavallo grigio e l'impetuoso stallone bianco. Cavalcò lo stallone, finché il primo impeto tumultuoso non fu uscito dal collo candido e arcuato; e poi condusse entrambi gli animali davanti alla porta della cucina, e li legò alla sbarra. Poi entrò a fare colazione.

Bibliografia[modifica]

  • Gordon R. Dickson, Fratello d'acciaio, traduzione di Roberto Genovesi, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X
  • Gordon R. Dickson, K94 chiama Terra, traduzione di Antonangelo Pinna, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X
  • Gordon Dickson, Il mantello e il bastone, traduzione di Roberta Rambelli, in "I Premi Hugo 1976-1983", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1991.
  • Gordon R. Dickson, Il pellegrino, traduzione di Marina Nunzi, in "Storie del Pianeta Azzurro", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1987.
  • Gordon R. Dickson, La cosmonave dei ventiquattro, traduzione di Bianca Russo, Mondadori, 1980.
  • Gordon R. Dickson, Lo chiamerai «Signore», traduzione di Ugo Malaguti, in "I guerrieri delle galassie", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1986. ISBN 884290595X

Altri progetti[modifica]