Gore Vidal

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Gore Vidal

Gore Vidal, pseudonimo di Eugene Luther Vidal (1925 – 2012), scrittore, sceneggiatore e saggista statunitense.

Citazioni di Gore Vidal[modifica]

  • Il grande innominabile male alla base della nostra cultura è il monoteismo. Da un testo barbarico dell'età del bronzo conosciuto come Antico Testamento si sono evolute tre religioni antiumane: ebraismo, cristianesimo e islamismo. Sono religioni di un dio celeste. Sono, letteralmente, patriarcali: Dio è il Padre Onnipotente. Da qui il disprezzo bimillenario per le donne nei paesi afflitti dal dio celeste e dai suoi delegati maschi in terra. Il dio celeste è geloso, ovviamente, e richiede totale obbedienza da ognuno sulla terra, ed egli non è là soltanto per una parte, ma per l'intero creato. Coloro che non lo riconoscono devono essere o convertiti o uccisi per il loro stesso bene. In ultima analisi, il totalitarismo è l'unico sistema politico che può davvero assecondare i fini del dio celeste. Qualsiasi movimento di natura liberale mette in pericolo la sua autorità e quella dei suoi delegati sulla terra. Un solo Dio, un solo Re, un solo Papa, un solo padrone in fabbrica, un padre-padrone in casa.
The great unmentionable evil at the center of our culture is monotheism. From a barbaric Bronze Age text known as the Old Testament, three anti-human religions have evolved--Judaism, Christianity, and Islam. These are sky-god religions. They are, literally, patriarchal--God is the Omnipotent Father--hence the loathing of women for 2,000 years in those countries afflicted by the sky-god and his earthly male delegates. The sky-god is a jealous god, of course. He requires total obedience from everyone on earth, as he is not just in place for one tribe, but for all creation. Those who would reject him must be converted or killed for their own good. Ultimately, totalitarianism is the only sort of politics that can truly serve the sky-god's purpose. Any movement of a liberal nature endangers his authority and those of his delegates on earth. One God, one King, one Pope, one master in the factory, one father-leader in the family at home. (da Literary and Political Critic of the New York Review of Books; citato in America First? America Last? America at Last?, harvard.edu, 20 aprile 1992)
  • Non esistono gli omosessuali; esistono atti omosessuali. (da Pink Triangle and Yellow Star; citato in Luca Fontana, Come il sodomita diventò gay, in Il secolo gay, Diario del mese, gennaio 2006, p. 12)
  • Se una cosa non mi piace lo dico a mia madre. Può interessare al massimo a lei. (dal programma televisivo Che tempo che fa, puntata del 7 gennaio 2007)
  • Uno scrittore non si contenta di avere successo. Per essere realmente in pace con se stesso ha bisogno dell'insuccesso altrui. (citato in Corriere della sera, 5 novembre 2009)

La statua di sale[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Là potevano fare pettegolezzi, amoreggiare per finta ed evitare la noia, se non la disperazione. (p. 62)
  • L'idea stessa di essere innamorato di un uomo gli pareva ridicola e innaturale; al massimo un uomo poteva trovare il suo gemello, come Bob, ma era una cosa rara e del tutto diversa. (p. 72)
  • Uno dei ragazzi fece una battuta con la parola pace, e il professore rise forte quanto loro, come se fosse contento di essere il loro zimbello. Jim fu triste nel vedere che recitava la parte del buffone. Era importante rimanere se stessi. Anche se non poteva ammettere di essere come era, rifiutava di far finta di essere come tutti gli altri. Lo feriva vedere un altro uomo sacrificare il suo orgoglio, in particolare quando non era necessario. (p. 119)
  • Al di fuori del lavoro, vedeva pochissimo i suoi soci. Erano entrambi padri di famiglia e non avevano interesse nel mondo esterno. Nemmeno lui ne aveva quando lavorava. Non vedeva nessuno. (p. 157)
  • Durante tutto l'inverno, Jim frequentò molto la cerchia di Rolloson. Le regine lo disgustavano, ma non aveva altri amici. Gli incontri furtivi con i giovani sposati portavano raramente a qualcosa. (p. 165)
  • Era infastidito dalle sue bugie necessarie. Come desiderava dire a tutti esattamente quello che era! A un tratto si domandò cosa sarebbe successo se ogni uomo come lui fosse stato naturale e onesto. La vita sarebbe stata senz'altro migliore in un mondo dove il sesso venisse considerato come quelcosa di naturale e non spaventoso, e gli uomini potessero amare gli uomini naturalmente, secondo la loro inclinazione, proprio con la stessa naturalezza con cui amavano le donne. Ma anche mentre era seduto a tavola, meditando sulla libertà, sapeva che era pericoloso essere un uomo onesto; e alla fine gli mancò il coraggio. (p. 190)

Explicit[modifica]

I contorni degli edifici divennero nitidi e chiari. Sapeva esattamente dov'era e chi era e che non c'era più nulla da fare se non continuare, come se nulla fosse successo. Ma anche mentre formulava questo proposito, gli tornò alla mente la luce del fuoco e sentì ancora il rombo del fiume. Nessuna visione si esauriva se non in qualcosa di vivido e nuovo, e non c'era nulla di nuovo per lui. L'amante e il fratello erano scomparsi, sostituiti da un ricordo di carne illividita, lenzuola aggrovigliate, violenza. Provando panico, pensò alla fuga. Sarebbe tornato in mare. Avrebbe cambiato il suo nome, i suoi ricordi, la sua vita. Andò verso ovest in direzione del porto. Sì, si sarebbe imbarcato di nuovo e avebbe conosciuto altra gente. Ricominciato.
Poi, all'improvisso, fu sul molo, intorno a lui le navi silenziose. L'aria era fresca. Il mattino era vicino. Ai suoi piedi l'acqua si sollevava e si abbassava lentamente, gentilmente, come il respiro di un mostro enorme. Una volta di più fu sulla riva di un fiume, finalmene conscio che lo scopo dei fiumi è di sfociare nel mare. Niene cambia. Eppure nulla di ciò che è, potrà mai essere ciò che è stato. Rapito, guardò l'acqua frangersi fredda e scura contro l'isola di pietra. Presto sarebbe andato via.

Myra Breckinridge[modifica]

Incipit[modifica]

Io sono Myra Breckinridge, che nessun uomo possederà mai. Cinta d'un reggicalze e d'un solo sottascella, ho tenuto a bada l'intera congrega degli isolani di Trobiand, una razza che non ha parole per chiedere o rispondere "perché". Brandendo un'ascia di pietra, ho fiaccato le braccia, le membra, le palle dei loro più splendidi guerrieri, accecandoli con la mia bellezza, come faccio con tutti gli uomini, svirilizzandoli come King Kong, ridotto a un mero, scimmiesco uggiolio dalla vaga Fay Wray, alla quale somiglio, di tre quarti dal lato sinistro, se durante la ripresa in primo piano la luce principale non è un'altezza superiore al metro e mezzo.

Citazioni[modifica]

  • Non comincerò dal principio perché non c'è principio, ma solo da un mezzo in cui tu, fortunato lettore, sei appena capitato, ancora ignaro di ciò che ti faranno nel corso del nostro comune viaggio nel mio intimo. No, nel nostro intimo. Perché noi siamo, almeno nell'atto di questa creazione, una cosa sola, ciascuno nella trappola del tempo: tu dopo, io subito, attentamente, pensosamente formando lettere per comporre parole che compongano frasi. (p. 3)

L'invenzione degli Stati Uniti[modifica]

Citazioni[modifica]

  • I tre ministri americani relativamente innocenti furono ricevuti dal perenne ministro degli Esteri Talleyrad. Alla testa della protodittatura vi era il capo del Direttorio, Barras, appoggiato dal generale Bonaparte e dalla sua armata plurivittoriosa. Talleyrand si mostrò educatamente indifferente nei confronti dei diplomatici venuti dal Nuovo Mondo. Ma uno dei suoi aiutanti venne al sodo: se i due paesi dovevano firmare un trattato, Talleyrand voleva 250.000 dollari anticipati, come fanno i signori della guerra afgani del XXI Secolo.

Bibliografia[modifica]

  • Gore Vidal, La statua di sale (The City and the Pillar, 1948-1965), traduzione di Alessandra Osti, Fazi Editore, 1998. ISBN 8881120909
  • Gore Vidal, Myra Breckinridge, traduzione di Vincenzo Mantovani, Garzanti, 1973.
  • Gore Vidal, L'invenzione degli Stati Uniti, Fazi Editore, 2007.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]