Gottfried Benn

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Gottfried Benn

Gottfried Benn (1886 – 1956), scrittore e poeta tedesco.

Indice

[modifica] Citazioni di Gottfried Benn

  • [L'artista] è freddo, la sua materia deve essere mantenuta fredda, egli infatti deve dare forma all'idea, alle ebbrezze cui gli altri possono umanamente abbandonarsi [...]. È cinico e sostiene di non essere altro, mentre gli idealisti siedono fra gli uomini di cultura e le classi produttive. (da Doppia vita)
  • L'essenza dell'arte è riservatezza infinita. (da Doppia vita)
  • La storia non progredisce in base a principi democratici: avanza per mezzo della violenza. (da Doppia vita)
  • La tecnica c'è sempre stata, solo i più non hanno studiato abbastanza per saperlo. (da Problemi della lirica)
  • Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la dimostrazione dell'esistenza. (da Doppia vita)
  • Nella City: là soltanto, s'esaltano e gemono le muse. (da Doppia vita)

[modifica] Senza fonte

  • Il più grande piacere per un avaro è la rinuncia a un piacere.
  • Ovunque sono uomini, lì dimoreranno anche gli dei.
  • Quadri, statue, sonate, sinfonie sono internazionali – le poesie mai. La poesia si può definire l'intraducibile per eccellenza.

[modifica] Cervelli

[modifica] Cervelli

[modifica] Esergo

Chi crede che con le parole si possa mentire potrebbe pensare che qui ciò avvenga.

[modifica] Incipit

Rönne, un giovane medico che aveva fatto molta dissezione, attraversava la Germania meridionale diretto al Nord. Aveva passato nell'inerzia gli ultimi mesi; per due anni aveva lavorato in un istituto di patologia, in altre parole gli erano passati tra le mani inavvertitamente circa duemila cadaveri, e questo lo aveva sfinito in maniera strana e inspiegata.

[modifica] La conquista

[modifica] Esergo

Volevo conquistare una città, e ora mi sfiora una palma.

[modifica] Incipit

Uscendo dall'impotenza di lunghi mesi e di incessanti ripulse-; Voglio occupare questa terra, pensò Rönne, e i suoi occhi strapparono il velo bianco della strada, lo palparono e lo confrontarono con gli strati più vicini al cielo e con il chiarore dei muri di una casa, e subito si perse di felicità nella sera, nel netto prolungarsi della luce, in questa fresca fine d'un giorno che era stato pieno di primavera.

[modifica] Il viaggio

[modifica] Esergo

Assurdo e la fine ovunque intorno all'orlo.

[modifica] Incipit

Rönne voleva andare ad Anversa, ma come farlo senza creare scompiglio? Per mezzogiorno non poteva esserci. Doveva precisare che oggi per mezzogiorno non poteva esserci, andava ad Anversa. Ad Anversa? avrebbe pensato l'interlocutore. Contemplazione? Assimilazione? Andare in giro? Questo gli parve escluso. L'obiettivo era arricchimento ed edificazione interiore.

[modifica] L'isola

[modifica] Incipit

Che questa fosse la vita, era una supposizione che Rönne, un medico, era autorizzato a fare sulla base delle sue giornate ben regolate dall'alto, dei suoi compiti approvati, anzi prescritti dallo Stato.

[modifica] Il compleanno

[modifica] Esergo

Talvolta un' ora, e tu esisti; il resto è ciò che accade. Talvolta i due flutti si innalzano in un solo giorno.

[modifica] Incipit

A poco a poco un medico aveva raggiunto i ventinove anni e il suo aspetto non era tale da suscitare sensazioni di un qualche genere in particolare.

[Gottfried Benn, Cervelli, Adelphi, Piccola biblioteca 2002. ISBN 8845906175]

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