Guglielmo II di Germania

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Guglielmo II di Germania

Guglielmo II di Prussia e Germania (1859 – 1941), ultimo imperatore tedesco.

Citazioni di Guglielmo II[modifica]

Vor Gott und der Geschichte ist mein Gewissen rein: Ich habe den Krieg nicht gewollt.
  • Dinanzi a tanta remissività la guerra non è più indispensabile. [...] Con queste parole ogni motivo di guerra cade. Giesl [l'ambasciatore austriaco a Belgrado] doveva rimanere tranquillamente a Belgrado: dopo questo non avrei mai ordinato la mobilitazione.[1]
  • [Al generale von Below dopo Caporetto] Il nostro antico alleato spergiuro ha provato che cosa siano capaci di fare la forza e il corruccio tedesco. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 682)
Unser treuloser ehemaliger Verbündeter hat erfahren, was deutsche Kraft und deutscher Zorn zu leisten vermag.
Ich kenne keine Parteien mehr, Ich kenne nur Deutsche.
  • Io non ho ministri, sono tutti ministri del principe di Bismarck.[2]
  • La spada è levata ed io non posso rinfoderarla senza la vittoria o senza onore. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 680)
Das Schwert ist gezogen, das ich ohne siegreich zu sein, ohne Ehre nicht wieder einstecken kann.
Der furchtbare Zusammenbruch des Gegners war ein Gottesgericht.
  • Mi considero come uno strumento del Signore e, senza tenere in alcun conto le idee e le opinioni del giorni, andrò per la mia strada.[2]
  • [Dopo la dichiarazione di guerra, 4 agosto 1914] Nella necessità impostaci dalla difesa impugniamo la spada con coscienza pura e mano pura. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 678)
In aufgedrungener Notwehr mit reinem Gewissen und reiner Hand ergreifen wir das Schwert.
  • Noi siamo il sale della terra, ma noi siamo anche degni di esserlo. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 678)
  • Non ostante che la Germania non abbia quella flotta che dovrebbe avere, noi abbiamo saputo conquistarci un posto al sole. Sarà adesso mio compito di fare in modo che il posto al sole rimanga nostro possesso indisturbato, in modo che i raggi del sole possano illuminare con frutto il nostro lavoro e il nostro commercio nei paesi stranieri. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 682-683)
  • Per la prima volta mi vergogno di essere tedesco.[2]
  • Quando si viene alla lotta, cessa ogni partito: noi siamo soltanto fratelli tedeschi. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 679)
Wenn es zum Kampfe kommt, hört jede Partei auf. Wir sind nur noch deutsche Brüder.
  • Siamo destinati a grandi cose, ed io vi guido verso tempi meravigliosi.[2]

Attribuite[modifica]

Et maintenant nous allons les battre comme platre.
  • Mettete in opera tutta la vostra abilità e tutto il valore dei miei soldati, per prima cosa, per sterminare gl'inglesi traditori e per annichilire il piccolo spregevole esercito del generale French. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 680)
  • Noi dobbiamo la vittoria al nostro vecchio Dio. Egli non ci abbandonerà, perché noi ci battiamo per una causa giusta e santa. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 681)
  • Non vi è più nessuna legge internazionale. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 681)
  • [Sull'esercito inglese] Poveri ragazzi! (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 680)
Poor boys!
  • Ricordatevi che siete il popolo eletto. Lo spirito del Signore è sceso su di me perché io sono l'imperatore dei Tedeschi! Io sono lo strumento dell'Altissimo. Io sono la sua spada, il suo scudo e il suo vicario. Sventura e morte a coloro che disobbediranno alla mia volontà! Sventura e morte ai codardi e agli uomini senza fede! (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 680-681)

Citazioni su Guglielmo II[modifica]

  • Gli bastava muoversi impettito e mettersi in posa facendo tintinnare la sciabola nel fodero. Desiderava solo sentirsi come Napoleone senza combattere battaglie. [...] Ma sotto tutte quelle pose e orpelli vi era un uomo molto comune, vanesio ma nel complesso benevolo, che coltivava la speranza di passare per un secondo Federico il Grande. (Winston Churchill)
  • Ha tendenza all'esagerazione! (Federico III di Germania)
  • Non fa nulla se non per vanità. (Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha)
  • Non ha nessun senso nelle proporzioni! (Otto von Bismarck)
  • Sua Maestà trova la vita impossibile se la Prussia non l'applaude una volta al giorno, la Germania una alla settimana, e l'Europa ogni due settimane (Theobald von Bethmann-Hollweg)
  • Un'ebrezza più nobile e più sublime di quella che dà la birra lo sollevava sulla punta dei piedi e lo innalzava nell'aria. Egli agitava il cappello alto sopra tutte le teste, in una sfera di follia entusiatica, in un cielo dove muovono in giro i nostri sentimenti più esaltanti. Là, sul cavallo, sotto l'arco delle sfilate trionfali, con i tratti marmorei e folgoranti passava il Potere! Il Potere a cui bacianmo i piedi se passa sopra di noi! Il Potere che calpesta la fame, la rivolta e il disprezzo! Colui contro cui non possiamo niente, perché tutti lo amiamo; che abbiamo nel sangue perché vi abbiamo vi abbiamo la sottomissione! Noi siamo un atomo di lui, una infima molecola di qualche cosa che egli ha sputato! Ciascuno di noi è niente, ma in masse ordinate, come nuovi Teutoni, come esercito, come amministrazione, Chiesa, scienza, come organizzazione economica e associazioni del potere, noi ci innalziamo a piramide fino lassù, dove sta lui, pietrificato e folgorante! Noi viviamo in lui, ne siamo parte, spietati contro quelli che ne sono lontani e trionfanti anche se egli ci distrugge: perché è così che egli giustifica il nostro amore! (Golo Mann)

Note[modifica]

  1. Commentando la risposta della Serbia all'ultimatum dell'Austria, nel 1914, dopo che l'Austria aveva già dato inizio alla prima guerra mondiale; citato in Luciano Canfora, 1914, Sellerio editore, 2006, pp. 81 sg.)
  2. a b c d Citato in Guglielmo II di Cesare Marchi, in Le ultime monarchie, p. 45, 1973, Istituto Geografico De Agostini.

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