Guida galattica per autostoppisti

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Guida galattica per autostoppisti

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Titolo originale The hitchhiker's guide to the galaxy
Paese Usa
Anno 2005
Genere Fantascienza, commedia, avventura
Regia Garth Jennings
Soggetto Douglas Adams
Sceneggiatura Karey Kirkpatrick, Douglas Adams
Attori

Guida galattica per autostoppisti, film statunitense del 2005, regia di Garth Jennings.

Tagline
Non dimenticatela sul pianeta Terra!

Frasi[modifica]

  • È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l'uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell'imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l'umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L'ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l'inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: "addio e grazie per tutto il pesce". (Introduzione)
  • Barman, sei pinte di birra e presto, il mondo sta per finire. Tieni il resto, hai dieci minuti circa per spenderli. (Ford)
  • Il tempo è un'illusione, l'ora di pranzo una doppia illusione. (Ford)
  • Beeblebrox, universalmente riconosciuto come la stella meno brillante di svariati sistemi solari, è più famoso per la controversa vittoria su Humma Kavula, secondo il quale in molti erano convinti di avere votato al concorso per l'essere senziente peggio vestito dell'universo conosciuto. (Notizia al telegiornale)
  • La Guida galattica per autostoppisti è un libro decisamente notevole, forse il più notevole, sicuramente quello di maggiore successo, mai pubblicato dalle grandi case editrici dell'Orsa Minore. Più popolare del "Manuale di economia domestica celeste", più venduto di "Altre 53 cose da fare a gravità zero" e più discusso della trilogia di bestseller filosofici di Oolon Colluphyd "Dove ha sbagliato Dio", "Ancora alcuni tra i più grandi sbagli di Dio" e "Chi è questo Dio, in fin dei conti?". La Guida ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, come l'indiscussa depositaria di tutta la conoscenza e la saggezza, per due importanti ragioni. Primo, costa un po' meno; secondo, reca la scritta, DON'T PANIC, niente panico, in grandi e rassicuranti caratteri sulla copertina. (Guida Galattica)
  • I Vogon sono una delle razze più sgradevoli della galassia; non sono cattivi ma insensibili burocrati zelanti con un pessimo carattere, sì. Non alzerebbero un dito per salvare la propria nonna dalla vorace bestia Bugblatteral di Traal senza un ordine in triplice copia spedito, ricevuto, verificato, smarrito, ritrovato, soggetto a inchiesta ufficiale, smarrito di nuovo ed infine sepolto nella torba per tre mesi e riciclato come cubetti accendifuoco. (Guida Galattica)
  • Ehi! Smilza, porti le mie mutande? Perché io porto le tue, e non è che sia una festa... andiamo dai! (Zaphod Beeblebrox)
  • Il motore ad improbabilità infinita fu inventato svolgendo ricerche sull'improbabilità finita, spesso usata per rompere il ghiaccio alle feste facendo saltare simultaneamente tutte le molecole della biancheria dell'ospite di trenta centimetri sulla sinistra, secondo la teoria dell'indeterminazione. Molti autorevoli fisici protestarono vibratamente, un po' perché squalificava la scienza, ma soprattutto perché non riuscivano a farsi invitare a quel genere di feste. (Guida galattica)
  • Potrei calcolare le tue probabilita di sopravvivenza, ma non ti piacerebbe. (Marvin)
  • Che cosa fare se vi trovate intrappolati senza alcuna speranza? Meditate su quanto siete fortunati che la vita finora vi abbia sorriso. O in alternativa se non vi avesse sorriso, il che viste le attuali circostanze sembrerebbe più probabile, meditate su quanto siete fortunati che la vita smetterà presto di tormentarvi. (Guida galattica)
  • Avrei un suggerimento, ma non mi ascoltereste... Nessuno mi ascolta mai... (Marvin)
  • L'enciclopedia galattica nel capitolo dedicato all'amore afferma che è troppo complicato da definire. La guida galattica per autostoppisti invece, sull'argomento amore, dice evitatelo se possibile. (Guida galattica)
  • Oh, no! Ha chiuso il cancello dall'altra parte! Dobbiamo fare il giro... (Soldato Vogon)
  • Non che a qualcuno interessi quello che dico, ma il ristorante è all'altro capo dell'universo. (Marvin)

Dialoghi[modifica]

  • Ford: Hey, Zaphod, com'è che hai due teste?
    Zaphod: Oh, sì, non ti fanno presidente se hai un cervello intero.
  • Marvin: È meglio che sappiate che mi sento molto depresso.
    Trillian: Be', abbiamo qualcosa che ti terrà la mente impegnata.
    Marvin: Non funzionerà, ho una mente terribilmente vasta.
    Trillian: Sì, lo so, ma... Vogliamo che tu scenda nel compartimento d'ingresso numero 2 a prendere i clandestini e ce li porti qui.
    Marvin: ...E basta? Non mi piacerà.
    Trillian: Si be', è la vita!
    Marvin: La vita? ...Non venitemi a parlare della vita...
  • Arthur Dent: Ma quella porta ha sospirato!
    Marvin: Allucinante, vero? [Arthur e Ford sobbalzano alla sua apparizione] Tutte le porte di questa astronave sono programmate per avere un carattere gioioso e solare. Comunque andiamo, ho l'ordine di accompagnarvi sul ponte. [Arthur e Ford sono sospettosi] Ah, fate pure..! Io sto qui con un cervello grosso quanto un pianeta e mi chiedono di accompagnarvi sul ponte. Me lo chiamate un lavoro glorificante? Non direi! Ringraziate la società cibernetica Sirio per aver creato i robot con V.P.P.
    Arthur Dent: V.P.P.?
    Marvin: Vera Personalità di Persona. Sono un prototipo con personalità. Si vede subito, no?
  • Arthur Dent: Marvin?
    Marvin: Stavo parlando col computer di bordo.
    Arthur Dent: E..?
    Marvin: ...Mi odia.
  • Arthur Dent: Marv, hai qualche idea?
    Marvin: Ho milioni di idee: conducono tutte a morte certa.
  • Zaphod: Wow, dove siamo?
    Trillian: Oh... Esattamente dove eravamo.
    Zaphod: E i missili?
    Ford: Sembra si siano trasformati in un vaso di petunie... E in una balena dall'aria molto stupita.
    Computer di bordo Eddie: Ha un fattore d'improbabilità di ottomilionisettecentosessantasettemilacentoventotto a uno.
    Trillian: Siamo alla... Normalità!
    Arthur Dent: [ironicamente] ...Normalità, sì... Possiamo parlarne finché i buoi tornano a casa.
    Ford: Cos'è "Normale"?
    Trillian: Cos'è "Casa"?
    Zaphod: ...Cose'è "buoi"?
    Arthur Dent: Ci vuole una tazza di tè per la mia normalità...
  • Guida Galattica: È importante notare come all'improvviso e contro ogni probabilità un capodoglio si fosse materializzato a molte miglia dalla superficie di un pianeta alieno. E non essendo questa una condizione naturalmente sostenibile per una balena, l'innocente creatura ebbe pochissimo tempo per accettare la propria identità. Ecco che cosa pensava mentre cadeva:
    Capodoglio: Aaah, ohhh, che succede, chi sono?! Perché sono qui? Qual è il mio scopo nella vita e soprattutto che significa "Chi sono"? Okay, okay, calma! Calma! Riprendiamo... Ah, che sensazione interessante! Che cos'è? È come un pizzicolino alla... Be' sarà il caso cominciare a dare un nome alle cose! Chiamiamola... "Coda"! Sì, coda! Eheheh! Ehi... Che cos'è questo fragore che mi sibila intorno a quella che chiamerò "testa"? "Vento"! Com'è come nome? Funziona? Sì! Ho le vertigini da cose nuove... Sarà il vento? Ce n'è veramente un sacco adesso, eh? E che cos'è che mi sta venendo incontro tanto in fretta, così grande, così piatta e tonda, ci vuole un nome altisonante! Anzi, altisuonante! Suono... Suolo... Perfetto! "Suolo"! Ahahah! Chissà se diventeremo amici! Ciao, suolo! [Si schianta]
    Guida Galattica: Curioso a dirsi, l'unico pensiero che attraversò la mente del vaso di petunie cadendo fu: "Oh no. Un'altra volta!"
  • Pensiero profondo: La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto è... 42. Sì, ci ho pensato attentamente è questa, 42. Certo sarebbe stato più semplice se avessi conosciuto la domanda.
    Loonquawl: Ma era LA domanda, la domanda fondamentale di tutto quanto!
    Pensiero profondo: Questa non è una domanda! Solo quando conoscerete la domanda comprenderete la risposta.
    Loonquawl: E dacci la domanda fondamentale!
    Pensiero profondo: Non posso, ma c'è qualcuno che può, un computer che calcolerà la domanda fondamentale. Un computer di tale e infinita complessità che la vita stessa farà parte della sua matrice operativa e voi assumerete nuove e più primitive forme ed entrerete nel computer a navigare i dieci milioni di anni di vita del suo programma. Io progetterò questo computer per voi e si chiamerà... [Fine del documentario]
  • Arthur Dent: Insomma [Ride convulsamente] è cosi che va a finire, eh?! Io da solo su un pianeta morto con un maniaco depressivo di robot!
    Marvin: E pensi di avere dei problemi? Che faresti se fossi tu il robot maniaco depressivo?
  • Arthur Dent: Tu chi sei?!
    Slartibartfast: Come? No, no, il mio nome non è importante... Ehm... Tu devi venire con me.
    Arthur Dent: Sta' lontano!
    Slartibartfast: Terribili eventi incombono... Ehm, tu... Tu devi seguirmi o mancherai!
    Arthur Dent: Mancherò cosa?
    Slartibartfast: Come? ...No, no, quale... Qual'è il tuo nome, terrestre?
    Arthur Dent: Dent, Arthur Dent!
    Slartibartfast: Bene, macherai com'è mancato Dentarthurdent!
  • Topo pandimensionale#1: Come sai, abbiamo passato molto tempo sul tuo pianeta cercando la Domanda Fondamentale per poi vedercelo scoppiare in faccia. Letteralmente!
    Topo pandimansionale#2: Ecco perchè sei qui! Ci hanno offerto un vantaggioso contratto per dei chat-show in 5D.
    Arthur Dent: Sì?
    Topo pandimensionale#2: Ma questo è il punto; dobbiamo avere un prodotto! Ci serve la Domanda Fondamentale, o almeno che suoni fondamentale.
    Arthur Dent: Certo...
    Topo pandimensionale#2: Sì, abbiamo ricostruito il tuo pianeta e ora ci serve solo il pezzo mancante del puzzle...
    Arthur Dent: Aha..?
    Topo pandimensionale#2: ...Che si dà il caso sia il tuo cervello. Altro tè?
    Arthur Dent: Chiaro... Uh? Ehm, scusa... Hai detto che vi serve il mio cervello?
    Topo pandimensionale#2: Sì, per completare il programma!
    Arthur Dent: [ride convulsamente] Okay, io non posso darvi il mio cervello, lo uso!
    Topo pandimensionale#2: Non tanto.
    Arthur Dent: "Non tanto"? Sfacciato... Sfacciato topo sfacciato... [dalla sua sedia escono fuori bracci meccanici che lo tengono bloccato] Ah! Zaphod! Trillian! Ford?! [i tre si sono addormentati] Che c'era in quel cibo? Oddio, che c'era nel mio tè??
    Topo pandimensionale#1: Tranquillo, non sentirai niente! [fanno uscire fuori due seghe circolari che si avviano verso la testa di Arthur]
    Arthur Dent: Oddio! Aspettate! Aspettate un attimo! Vi serve una domanda la qui risposta sia 42?! Be' che ve ne sembra di "6 per 7"? O a "Quanti Vogon ci vogliono per cambiare una lampadina"? O questa: "Quante strade un uomo farà"?!?
    Topo pandimensionale#2: [ferma le seghe] Ehi... Questa non è male!
    Arthur Dent: Bene. Tenetevela! Ho pieno il cervello di domande di cui vi assicuro nessuna delle risposte possibili mi ha portato una virgola di felicità! Apparte una... La domanda, l'unica della quale averei voluto la risposta... [guarda Trillian] "È la ragazza giusta"? E la risposta non è 42, ma "sì"... Indubbiamente, inevitabilmente, invariabilmente sì. E per... Una settimana... Una settimana nella mia triste ed effimera esistenza... Mi ha reso felice.
    Trillian: [svegliandosi per un attimo] Bella risposta...
    Topo pandimensionale#1: Fesserie, noi vogliamo la fama, non la felicità!
    Topo pandimensionale#2: Sììì!
    Topo pandimensionale#1: Basta con queste scemenze sentimentali!
    Topo pandimensionale#2: IL CERVELLO! [riattiva le seghe]
  • Trillian: Marvin, ci hai salvato la vita!
    Marvin: Lo so... Orribile, vero?

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