Guido Piovene

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Guido Piovene

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Guido Piovene (1907 – 1974), scrittore e giornalista italiano.

  • La persecuzione antiebraica è solo uno degli aspetti del razzismo nel mondo, ma ne è stata l'espressione più orribile. (da un articolo pubblicato sul Corriere della sera, 1961; da La coda di paglia, Mondadori, 1962)
  • Una virtù è sempre un vizio trasformato. Bisogna avere il coraggio di ammettere che ogni virtù si ricava dal vizio. (dalla prefazione a La gazzetta nera, Arnoldo Mondadori, Milano 1953)
  • Viaggiare dovrebbe essere sempre un atto di umiltà. (da De America)

[modifica] Viaggio in Italia

  • Dovunque si sente lo spazio. Lo sguardo, appena trova un varco, subito va lontano, con l'immediatezza di un corpo sommerso che viene a galla, fino al Gran Sasso ed al Sirente dominanti la vasta vallata.
  • [Bolzano] È opulenta, moderna. Ma la sua bellezza è gotica: le lunghe vie fiancheggiate di portici, abbellite non tanto da questa o quella costruzione, quanto dal movimento degli angoli e delle sporgenze, che crea fondali di teatro, giochi di luce.
  • La Calabria sembra essere stata creata da un Dio capriccioso che, dopo aver creato diversi mondi, si è divertito a mescolarli insieme.
  • Sotto un involucro di sorriso e di bonomia, l'Italia è diventata il paese d'Europa più duro da vivere, quello in cui più violenta e più assillante è diventata la lotta per il denaro e per il successo.
  • Un viaggio in Italia ci porta davanti alla società più mobile, più fluida e più distruttrice d'Europa. [...] In nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare città e campagne, secondo gli interessi e i capricci di un giorno. Gli italiani non temano di essere poco futuristi. Lo sono più degli altri, senza avvedersene, sebbene questo non significhi sempre essere più avanzati. [...] In nessun altro paese come da noi tutto il campo sembra occupato dagli attivisti di ogni specie; in nessun altro, quasi per tacito accordo di affaristi e sociologi, è così radicata la convinzione che contino solo i problemi di denaro e di cibo. [...] Il rischio dell'Italia è di entrare nel numero dei paesi di cultura bassa, giacché è possibile essere intelligenti e di cultura bassa.

[modifica] La gazzetta nera

[modifica] Incipit

La parte avuta da Giovanni Dorigo in alcuni fatti che accaddero anni fa in Inglitterra si può capire solo se si conoscono certe sue angosce del passato. Ora ha raggiunto la pace della coscienza, e abita in un piccolo appartamento a Milano, dove ha trovato un impiego modesto, rinunciando a certe ambizioni che l'hanno perseguitato negli anni giovanili. Il suo carattere si è anche mutato di molto, si è fatto più affabile e lieto, e certo meno solitario. Egli dice talvolta che un disperato attaccamento alla vita, un egoismo spinto a fondo, sono proprio i difetti che trsformandosi possono meglio degli altri aprirci l'animo a sentimenti d'amore. Ma la breve avventura del suo soggiorno in Inglitterra ha una parte tanto notevole in quella trasformazione, che bisognerà raccontarla, anche se la sua origine è una triste pazzia.

[modifica] Citazioni

  • «Ora capisco che cosa può dare di bene l'orrore per la rinuncia ed il terrore di morire. Ecco, ora mi dico: vi è un solo modo di non incontrare la morte, quello di morire prima. Io dovrò avere paura, molta paura, e grazie ad essa non rinuncerò a nulla, non romperò nessun vincolo, non ammetterò l'abbandono: mi chiuderò vivo in un mondo assoluto, che sia già l'aldilà. Allora il vizio di viltà e d'egoismo, l'avarizia e l'orgoglio, diverranno una fedeltà non mortale, in cui la morte non potrà avere effetto, perché il suo passaggio sarà un momento qualsiasi della nostra vita assoluta. Questo è il motivo per cui non ti lascio morire allontanandoti da me.»
  • Ogni attimo nuovo di vita è un diritto di più di rifiuto alla morte.
  • Ogni piacere umano trova dentro di sé il suo contrario e la sua distruzione.

[modifica] Romanzo americano

[modifica] Incipit

Michele era sbarcato, anni prima, nel porto di New York. Gli venne incontro il nuovo zio e, non conoscendosi ancora, si guardarono bene in faccia. Michele vide un uomo di mezza età, alto, con i capelli grigiastri un po' trascurati, come del resto anche il vestito; le sopracciglia folte, e gli occhi intelligenti bene aperti dietro gli occhiali; la bocca ripiegata in giù; sottile, il naso lungo, de un po' curvo, e la punta del mento un po' alzata verso esso. La lieve tendenza del naso e del mento ad andarsi incontro gli dava qualche anno di più, e ricordava che era nato lombardo; come anche una certa amarezza, che si scorgeva in quella faccia, un'amarezza un po' scorbutica, soprattutto guardinga.
John esaminò il nipote con attenzione maggiore. Essendo un uomo di gran cuore, spronato anche dalla moglie aveva risposto di sì, senza pensarci un attimo, quando gli era stato richiesto di occuparsi di lui.

[modifica] Citazioni

  • Io detesto i rimorsi, che legano l'uomo al passato. Ritengo giusto rivoltarsi davanti all'ingiustizia ed infatti ci sono i martiri, ma detesto i collezionisti di rivolte, che amano la rivolta in sé: è una tremenda catena. (p. 53)
  • L'anima è quello che si fa, ed i legami sono buoni se vi entrano, cattivi se rimangono contro o fuori, anche se li chiamano santi. (p. 59)
  • Non esistono leggi sante, nel mondo fisico e nel mondo morale; però tutte le leggi, man mano che si scoprono, sono sante. (p. 61)
  • Vi sono uomini il cui carattere è dato in maniera quasi esclusiva dal loro modo di pensare, ma anch'essi esistono in natura, non meno degli attivi e degli avventurieri. (p. 69)
  • «L'anima vive per l'opera, solo per l'opera. Senza l'opera non si è anime.» (p. 124)
  • Il cielo si divide in tre, la luna vicina, le stelle che bruciano e scappano, ed in mezzo, metà dell'uomo e metà del mondo, i pianeti tranquilli, grandi esseri ancora affettuosi che conciliano l'amore e il sonno. (p. 129)

[modifica] Bibliografia

  • Guido Piovene, De America, Garzanti, Milano 1961.
  • Guido Piovene, Viaggio in Italia (Mondadori, Milano, 1957), Baldini Castoldi Dalai 1999.
  • Guido Piovene, La gazzetta nera, Oscar Mondadori, 1968.
  • Guido Piovene, Romanzo americano, CDE, 1980.

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