Guido da Verona

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Guido da Verona, pseudonimo di Guido Verona (1881 – 1939), scrittore italiano.

Incipit di alcune opere[modifica]

I promessi sposi[modifica]

Quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli (tali notizie noi ricaviamo da un Manoscritto del Milleseicento, nel quale è narrata la presente istoria) è un lago esclusivamente d'acqua dolce, a differenza del Mar Caspio o del Mar Morto, che son salati per pura combinazione. Il suddetto ramo, strada facendo, vien, quasi d'un tratto, a restringersi formando in luogo la città di Lecco, i cui abitanti diconsi Leccobardi; gente industriosa e di grande malizia, che, per potervi gettar sopra un ponte, costrinsero il lago a divenire un fiume.

Mimi Bluette fiore del mio giardino[modifica]

Perdette la sua verginità, la prima volta, una sera del mese d'Aprile, per uno di quei tanti casi accidentali che toccano alle vergini, le quali sono per natura destinate a non esserlo più.
Quel giorno aveva circa diciott'anni; era bella, fresca, e si voleva bene. Si voleva tanto bene, che non le bastò la forza per impedire ad un altro di volerle bene insieme con lei.
Quest'altro fu per avventura uno Studente in medicina, giovine magro e giallognolo, che portava occhiali. Portava inoltre una camicia quasi mai di bucato, con i polsini che sfilacciavano e lo sparato gonfio d'amido male insaldato.

Sciogli la treccia, Maria Maddalena[modifica]

Fino ad oggi, nella regale città di Maria Cristina, in questa gloriosa capitale del Nord, sul divino Atlantico, la cosa che più m'interessava era – lo confesso – l'imbecillissimo gioco del "trente et quarante".
Ma questa sera ho incontrato una donna, che i miei calmi occhi di navigatore forse non potranno dimenticare mai.
Ervamo seduti così presso, alla tavola del "trente et quarante", che un sottile velo di cipria, staccandosi dal suo braccio seminudo, impolverava leggermente la mia manica nera.
[dall'Oglio editore, Milano 1966]

Bibliografia[modifica]

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