Guillaume Apollinaire

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Guillaume Apollinaire nel 1916, la testa bendata dopo essere stato ferito alla testa

Guillaume Apollinaire, pseudonimo di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowitcky (1880 – 1918), poeta, scrittore, critico letterario e drammaturgo francese.

Citazioni di Guillaume Apollinaire[modifica]

  • Il valore di un'opera d'arte si misura dalla quantità di lavoro fornita dall'artista. (da I pittori cubisti)
  • L'arte avrà, sempre più, una patria. (da Lo spirito nuovo e i poeti)
  • Non possiamo portarci dietro dappertutto il cadavere di nostro Padre. (da Le peintres cubistes, Méditations esthétiques)
  • Prima di tutto, gli artisti sono uomini che vogliono essere inumani. (da I pittori cubisti)
  • Sinora le tre dimensioni della geometria euclidea hanno soddisfatto l'inquietudine che il sentimento dell'infinito suscita nei grandi artisti. I nuovi pittori non si sono certo proposti, più degli antichi, di essere geometri. Ma si può dire che la geometria è per le arti plastiche ciò che la grammatica è per l'arte dello scrittore. Oggi gli scienziati non si attengono più alle tre dimensioni euclidee. I pittori sono stati portati naturalmente, e per così dire intuitivamente, a preoccuparsi delle nuove possibilità di misurare lo spazio che, nel linguaggio figurativo dei moderni, sono indicati con il termine di 'quarta dimensione'. (da I pittori Cubisti)
  • Vorrei avere nella mia casa: una donna ragionevole, un gatto che passi tra i libri, degli amici in ogni stagione senza i quali non posso vivere. (da Le bestiaire ou Cortege d'Orphée)

Poesie[modifica]

  • Ho colto questo filo di brughiera | Ricordati che l'autunno è morto | Non ci vedremo più sulla terra | Odore del tenero filo di brughiera | Ricorda ancora che io ti aspetto.[1]
  • Il fiume è simile alla mia pena | Si consuma e non si esaurisce. (da Maria, in Alcools, ne L'opera poetica)
  • L'Onore sta spesso nell'ora segnata dalla pendola. (da Lunedì via Cristina, in Calligrames, ne L'opera poetica)
  • Soldati passati Dove sono le guerre | Dove sono le guerre di un tempo. (da La chiamavano Lou, in Calligrames, ne L'opera poetica)
  • Se morissi laggiù sul fronte dell'armata | Tu piangeresti un giorno mia amatissima Lou | E poi il ricordo di me si spegnerebbe come muore | Una granata che esplode sul fronte dell'armata | Una bella granata simile alle mimose in fiore || E poi quel ricordo esploso nello spazio | Coprirebbe col mio sangue il mondo intero | Il mare i monti le valli e la stella che passa | Mentre i soli meravigliosi maturerebbero nello spazio | Come fanno le frutta dorate intorno a Baratier (Se morissi laggiù; 1991)
  • Quando il mio nome sarà famoso sulla terra | Sentendo nominare Guillaume Apollinaire | Dirai Mi amava e ne sarai orgogliosa | Su apri il tuo cuore Tu m'hai aperto le tue braccia (Treno militare; 1991)
  • Deliziosa stramba bambina tesoro | Così i cinque sensi partecipano a crearti di nuovo | Davanti a me | Benché tu sia assente e così lontana | Oh prestigiosa | Oh mio tesoro miracoloso | I miei cinque sensi ti fotografano a colori | E tu sei là tutt'intera | Bella | Carezzevole | E così voluttuosa | Colomba tenera graziosa colomba | Cielo cangiante oh Lou oh Lou | Mia adorata | Cara cara amatissima | Tu sei là | E io ti prendo tutta | Bocca sulla bocca | Come un tempo | Deliziosa stramba bambina tesoro (XLII ; 1991)
  • Terribile Aquilano di Maiorca | Ci vorrebbe lo so una bella sorca | Perché d'amore come un lupo ho fame | E un cazzo solo soddisfa le mie brame (Al mio terzuolo; 1991)
  • Bambina mia quando andremo in America come ho sempre sognato | Su un vascello fendente il mare delle Antille | E accompagnato da una schiera di pesci volanti le cui ali galleggianti fremono di luce | Seguiremo il Rio delle Amazzoni alla ricerca della sua fata d'isola in isola | E entreremo nelle grandi paludi dove le foreste sono allagate (Presentimento d'America; 1991)
  • Io stringo il vostro ricordo come un vero corpo | E quel che le mie mani potrebbero prendere della vostra bellezza | Quel che le mie mani potrebbero prendere un giorno | Avrà forse più realtà | Perché chi può prendere la magia della primavera | E quel che se ne può avere non è forse ancor meno reale | E più fugace del ricordo | E l'anima tuttavia afferra l'anima stessa di lontano | Più profondamente più completamente ancora (A Madeleine; 1991)
  • Tu l'ignori mia vergine il tuo corpo ha nove porte | Ne conosco sette e due mi sono nascoste | Ne ho aperte quattro vi sono entrato spero di non uscirne più (Le nove porte del tuo corpo; 1991)
  • E tu nona porta più misteriosa ancora | Che t'apri tra due montagne di perle | Tu più misteriosa ancora delle altre | Poret dei sortilegi di cui non osi parlare affatto | Anche tu appartieni a me | Suprema porta (Le nove porte del tuo corpo; 1991)
  • O vello triangolo isoscele tu sei la divinità stessa a tre lati folta innumerevole come lei | Oh giardino dell'adorabile amore | Oh giardino sottomarino d'alghe di coralli e ricci di mare e desideri arborescenti | Sì foresta di desideri che in continuazione si accresce di abissi e più dell'empireo (La seconda poesia segreta; 1991)

Citazioni su Guillaume Apollinaire[modifica]

  • Una poesia la sua, di piena avanguardia, pur tra le bizzarrie verbali e le artificiosità tipografiche o l'assenza di interpunzione; mirante a ritrarre il flusso psicologico e visivo di un'accesa fantasia che non ha limiti apparenti. (Elio Filippo Accrocca)

Note[modifica]

  1. Citato in Carlo Gasparini, Se questa notte andate sulla Plaia, La Fiera Letteraria, n. 14, aprile 1973.

Bibliografia[modifica]

  • Guillaume Apollinaire, L'opera poetica, traduzione di Mario Pasi, Guanda, 1967.
  • Guillaume Apollinaire, Poesie d'amore, a cura e traduzione di Claudio Rendina, Newton, 1991.

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