Guy Debord
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Guy Debord (1931 – 1994), filosofo, sceneggiatore e regista francese.
- Il campo della storia era il memorabile, la totalità degli avvenimenti le cui conseguenze si sarebbero manifestate a lungo. Inseparabilmente, la conoscenza avrebbe dovuto durare, e aiutare a comprendere almeno in parte ciò che sarebbe successo di nuovo: «un'acquisizione per sempre», dice Tucidide. In tal modo la storia era la misura di un'autentica novità; e chi vende la novità ha tutto l'interesse a far sparire il modo di misurarla. (da La società dello spettacolo, p. 195)
- I personaggi ammirevoli in cui il sistema si personifica sono ben noti per non essere ciò che sono: sono divenuti grandi uomini scendendo al di sotto della realtà della minima vita individuale, e tutti lo sanno. (da La società dello spettacolo)
- Le citazioni sono utili in periodi di ignoranza o di oscure credenze. (da Panegirico, 1989)
- La noia è sempre controrivoluzionaria. Sempre. (da The Bad Old Days Will End, in The Incomplete Works of the Situationist International, novembre 1963)
- La vittoria sarà di coloro che avranno saputo provocare il disordine senza amarlo. (da L'internazionale situazionista)
- Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso. (da La società dello spettacolo)
- Non penso di essere così enigmatico come ci si compiace di dire. Anzi, credo di essere facilmente comprensibile.
Fonte? - Sottoprodotto della circolazione delle merci, la circolazione umana considerata come un consumo, il turismo, si riduce fondamentalmente alla facoltà di andare a vedere ciò che è diventato banale. (da La società dello spettacolo, cap 7, n. 168)
[modifica] Bibliografia
- Guy Debord, La società dello spettacolo (1967), Baldini & Castoldi Dalai, traduzione di C. Freccero e D. Strumia, Milano 1997. ISBN 8884900557.
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