Hans-Georg Gadamer

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Hans-Georg Gadamer (1900 – 2002), filosofo tedesco.

Citazioni di Hans-Georg Gadamer[modifica]

  • [Su Eraclito] Egli parla del fiume, di come tutto in esso scorra. E questo è stato intepretato, molto probabilmente, in maniera piuttosto unilaterale dai pensatori successivi. Secondo loro Eraclito avrebbe insegnato la dottrina dello scorrere di tutte le cose. Se consideriamo però i Frammenti vediamo che egli ha insegnato la paradossalità secondo cui l'acqua sempre diversa, che scende scorrendo lungo il letto del fiume, è sempre una e una stessa corrente.[1]

Verità e metodo[modifica]

  • L'esperienza dell'arte costituisce, insieme all'esperienza della filosofia, il più pressante ammonimento rivolto alla coscienza scientifica perché essa ammetta e riconosca i proprio limiti. (p. 20)
  • Per il vero umanista, l'autore classico non è certo uno la cui opera si possa comprendere meglio di quanto egli stesso l'abbia compresa. Per l'umanista, cosa che non bisogna mai dimenticare, lo scopo supremo non è, originariamente, quello di "comprendere" i modelli classici, ma di uguagliarli o di superarli. Il filologo non è dunque legato ai suoi modelli anzitutto solo come interprete, ma come imitatore, quando non addirittura come rivale. (p. 235)
  • Chi vuol comprendere un testo deve essere pronto a lasciarsi dire qualcosa da esso. Perciò una coscienza ermeneuticamente educata deve essere preliminarmente sensibile all'alterità del testo. Tale sensibilità non presuppone né un'obiettiva "neutralità" né un oblio di sé stessi, ma implica una precisa presa di coscienza delle proprie pre-supposizioni e dei proprio pregiudizi. (p. 316)
  • La comprensione non va intesa tanto come un'azione del soggetto, quanto come l'inserirsi nel vivo di un processo di tramissione storica, nel quale passato e presente continuamente si sintetizzano. (p. 340)
  • L'autentica esperienza è quella in cui l'uomo diventa cosciente della propria finitezza" (p. 413)
  • Il linguaggio è il medium in cui gli interlocutori si comprendono e in cui si verifica l'intesa sulla cosa. (p. 442)
  • Chi ha linguaggio, "ha" il mondo. (p. 518)
  • L'essere che può venir compreso è linguaggio (p. 542)
  • La cultura implica un senso di misura e di distacco da se stessi, e di conseguenza un innalzamento al di sopra di sé verso l'universalità.

Note[modifica]

  1. Da Eraclito: panta rei, raiscuola, rai.it.

Bibliografia[modifica]

  • Hans-Georg Gadamer, Verità e metodo (Wahrheit und Methode. Grundzüge einer philosophischen Hermeneutik [1960], J.C.B. Mohr, Tübingen 1990), a cura di Gianni Vattimo, Bompiani, Milano, 1983.

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