Hārūn al-Rashīd

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Hārūn al-Rashīd

Hārūn al-Rashīd (786 – 809), poeta, califfo e politico arabo.

  • Ahi, ahi! tu giaci nelle braccia della polvere; la gelosia consuma il mio cuore. || Datti pace, perocch'io non posso più riscaldarmi nel mondo per l'amore e il piacere. (citato in Cesare Cantù, Aron al-Rascid, p. 700, Biografie per corredo alla storia universale, Volume I)
  • [Riferito a suo figlio Mamun] Egli ha l'avvedutezza del suo bisavolo Almansorre, la pietà dei suo avo Modi, la lodevole ambizione di suo zio Adi, e se volessi aggiungere un'altra cosa, la predilezione di suo padre a petto del figlio di Zobeide; ma io non posso || Io opero contro il giudizio naturale; mi vince ciò che mi ripugna. Come poss'io ritoglier e il bene già dato? Perocché é già fatta la partigione del bottino. Io temeva l'avviluppamento degli affari, e che si perturbasse ciò ch'io aveva fermamente ordinato. (citato in Cesare Cantù, Aron al-Rascid, p. 700-701, Biografie per corredo alla storia universale, Volume I)

Citazioni su Hārūn al-Rashīd[modifica]

  • A chi non è noto Aron al-Rascid, se non altro per le Mille ed una notte, come il sovrano de' credenti, lo sposo della sua parente Zobeide, il contemporaneo d'Irene e di Carlo Magno, lo splendido e potente califfo, il tirannico sterminatore della casa di Barmek? La soverchiante copia delle cose conosciute e ricantate ne dispensa da un circonstanziato racconto, non però da una breve memoria di esse; e ne mette di rimpatto in dovere di adoperare con tanto maggiore accuratezza nel dar luce a poco note, e nuove. (Cesare Cantù)

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