Henri Bergson
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Henri-Louis Bergson (1859 – 1941), filosofo francese.
- I fatti di coscienza si compenetrano, e nel più semplice di essi si può riflettere l'anima intera.[1]
- Il cristianesimo trasfigura tutto ciò che tocca rendendolo semplicemente cristiano. (riferito da Jacques Chevalier)[2]
- Il riso castiga certi difetti pressappoco come la malattia castiga certi eccessi. (da Il riso. Saggio insignificante del comico)
- Le mie riflessioni mi hanno portato sempre più vicino al cattolicesimo, nel quale vedo il completamento dell'ebraismo. Io mi sarei convertito, se non avessi visto prepararsi da diversi anni la formidabile ondata di antisemitismo, che va dilagando sul mondo. Ho voluto restare tra coloro che domani saranno dei perseguitati. Ma io spero che un prete cattolico vorrà venire a dire le preghiere alle mie esequie, se il cardinale arcivescovo di Parigi lo autorizzerà. Nel caso che questa autorizzazione non sia concessa, bisognerà chiamare un rabbino, ma senza nascondere a lui o ad altri la mia adesione morale al cattolicesimo, come pure il desiderio da me espresso di avere le preghiere di un prete cattolico. (dal testamento, 8 febbraio 1937)[2]
- Le opinioni alle quali teniamo di più sono quelle di cui più difficilmente potremmo rendere conto. (da Saggio sui dati immediati della coscienza)
- Quel che si trova nell'effetto era già nella causa. (da L'evoluzione creatrice)
Indice |
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- Il presente è il limite indivisibile che separa il passato dall'avvenire.
- Gli strumenti della mente diventano ceppi, quando l'ambiente che li ha resi necessari ha cessato di esistere.
- Il presente non contiene altro che il passato; così, ciò che si scopre nell'effetto si trovava già nella causa.
- L'Intelligenza è la facoltà di creare artificialmente degli oggetti, specialmente arnesi per fare arnesi.
- L'umanità geme, per metà schiacciata sotto il peso dei progressi che ha fatto.
- Pensa da uomo d'azione e agisci da uomo di pensiero.
[modifica] Citazioni su Henri Bergson
- Già da tempo avevo una certa antipatia per la lucida filosofia di Bergson. La spiegazione delle "pseudorimembranze", per esempio, poggia l'ipotesi di una vita in perenne progressione; ma non ero proprio sicuro che progredisse sempre. Non poteva darsi che in alcuni casi regredisse ripetutamente? L'ipotesi della vita che perennemente progredisce e si amplifica è certamente un concetto che lusinga l'amor proprio dell'uomo moderno; ma io sono solito esser molto cauto verso tutto ciò che lusinga me stesso. (Shôhei Ôoka)
- I primi contatti che Étienne ebbe con Bergson non furono né molto personali né molto calorosi, ma dal punto di vista intellettuale furono importantissimi. Étienne dirà che il corso di Bergson fu «l'avvenimento culminante della mia vita».In Bergson incontrò per la prima volta un autentico filosofo nell'atto stesso di filosofare. (Laurence Kennedy Shook)
- La sua evoluzione è stata così radicale che sentiva il bisogno di raccordarsi non solo con Cristo e con i santi, ma anche con la Chiesa. (Antonin-Dalmace Sertillanges)
- Non mi arresterò di più davanti all'ipotesi del Bergson; secondo lui l'istinto non fa che continuare il lavoro attraverso il quale la vita organizza la natura. Ciò che è una verità evidente o una tautologia, giacché la vita e la natura sono in fondo due nomi di una stessa incognita: ma questa verità troppo evidente, negli sviluppi che dà l'autore di Materia e Memoria e dell' Evoluzione creatrice, è spesso gradevole. (Maurice Maeterlinck)
[modifica] Note
- ↑ citato in Laura Santone, Voci dall'abisso: nuovi elementi sulla genesi del monologo interiore, Edipuglia, Bari 1999. ISBN 88-7228-259-4
- ↑ a b Citato in Piero Viotto, Grandi amicizie: i Maritain e i loro contemporanei, Città Nuova, Roma 2008, p. 20.
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