Adolf Hitler

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Adolf Hitler

Adolf Hitler (1889 – 1945), politico e dittatore tedesco.

Indice

Citazioni di Adolf Hitler

  • All'inizio era il Volk, e solo dopo venne il Reich. (1938[1])
  • C'è soltanto la ribellione e l'odio [Trotz und Hass], odio e ancora odio. (1921; Lukacs 2006, p. 187)
  • Dobbiamo essere crudeli, dobbiamo esserlo con la coscienza pulita, dobbiamo distruggere in maniera tecnico-scientifica.
Wir müssen grausam sein, wir müssen es mit ruhigem Gewissen sein, wir müssen auf technische, wissenschaftliche Weise zerstören.[2]
  • Gli stranieri possono dire che siamo stati creati dallo Stato. No! Siamo noi "lo Stato". Noi non obbediamo agli ordini di nessuna potenza terrena, ma soltanto agli ordini di Dio, che ha creato il popolo tedesco. Noi siamo il fondamento dello Stato! (nel 1934 a Norimberga[1])
  • La propaganda efficace deve limitarsi a poche semplici necessità, e quindi esprimerle in poche formule stereotipate. [...] solo la ripetizione costante riuscirà alla fine a imprimere un concetto nella memoria di una folla.[3]
  • La speranza dell'Inghilterra sono la Russia e l'America. Se la speranza sulla Russia viene eliminata, si elimina anche l'America.[4]
  • Le religioni sono più stabili delle forme statuali. (1933[1])
  • Lo Stato è soltanto una forma obbligata (eine Zwangsform). (1944[1])
  • Niente accordi, niente assensi, niente pace, questa volta si fa sul serio. (dal primo discorso al Reichstag)
  • Per noi l'idea del Volk sta più in alto delle idee dello Stato. (1929[1])
  • Possa Dio onnipotente concedere la sua grazia al nostro lavoro, orientare la nostra volontà, benedire la nostra intelligenza e colmarci della fiducia del popolo!
    Perché vogliamo combattere non per noi stessi, ma per la Germania! (da un discorso di Hitler alla radio[5])
  • Una riforma sociale deve fare tre cose: innanzitutto abbattere i muri che separano fra loro i diversi ceti sociali, per aprire ad ognuno la strada dell'ascesa sociale; quindi creare un livello generale di vita tale da garantire un minimo di sopravvivenza anche ai più poveri; infine provvedere affinché tutti possano essere partecipi dei benefici della cultura. (26 febbraio 1942[6])
  • Una volta un tale m'ha detto: «E io le dico che, se lei fa questo, la Germania va a rotoli nel giro di 6 settimane». Ed io: «Che cosa intende dire?».«Dico che la Germania va a carte quarantotto». E io: «Vuol spiegarsi meglio?» «La Germania cessa di esistere». Io allora ho replicato:«Il popolo tedesco a suo tempo è sopravvissuto alle guerre con i romani. Il popolo tedesco è sopravvissuto all' emigrazione dei popoli. Poi, il popolo tedesco è sopravvissuto alle grandi lotte del primo e del tardo medioevo. Il popolo tedesco è sopravvissuto anche alle lotte religiose del periodo successivo. Il popolo tedesco è sopravvissuto quindi alla guerra dei trent'anni. E dopo, il popolo tedesco è sopravvissuto alle invasioni napoleoniche, alle guerre di liberazione, persino ad una guerra mondiale, persino ad una rivoluzione – e sopravvivrà anche a me».[7]
  • [Dopo essere uscito indenne nell'attentato del 20 luglio 1944] Vedo in questo una conferma del compito, affidatomi dalla Provvidenza, di proseguire l'obiettivo di tutta la mia vita, esattamente come ho fatto fino ad oggi...»[8]

Senza fonte

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  • C'è chi mi dice: attento! Ti ritroverai vent'anni di guerriglia! Ed è una prospettiva che mi rallegra: una guerra permanente porterà la Germania ad uno stato di allerta continua!
  • Chiunque veda e dipinga un cielo verde e un pascolo azzurro, dovrebbe essere sterilizzato.
  • Deutschland, "Sieg Heil!" (da un discorso a Norimberga)
  • Dove il soldato tedesco mette piede, là resta!
  • I mezzi capaci di riportare la più facile vittoria sulla ragione sono il terrore e la forza.
  • Il Vaticano predica la bontà…ma sotto questo slogan ha bruciato milioni di persone ... Con la nascita del Cristianesimo la ricerca scientifica ha subito un arresto.
  • Io non ho mai finto, e non intendo fingere per un solo minuto. (Notte di Norimberga)
  • La propaganda non deve servire la verità, specialmente perché questa potrebbe favorire l'avversario.
  • Le masse sono abbagliate più facilmente da una grande bugia che da una piccola.
  • L'unica difesa sicura è l'attacco. Attaccate sempre!
  • O si è cristiano o si è tedesco. Essere tutti e due contemporaneamente è impossibile.
  • Se un giorno accadrà che sarò qui come rivoluzionario, sarà come essere un rivoluzionario contro la rivoluzione.
  • Tutti i grandi movimenti devono la loro origine a grandi oratori, non a grandi scrittori.
  • Un peccato di gioventù è quando si è giovani e non lo si commette.
  • Voglio rivedere negli occhi dei giovani la luce dell'animale da preda.
  • Chi non ha nulla da nascondere non ha nulla da temere (1936).

Mein Kampf

  • "Adempimento del dovere" significa: non agire per sé, ma servire alla comunità.
  • Chi non è di buona razza in questa terra, è loglio.
  • Cogli ebrei non c'è modo alcuno di patteggiare, ma solo un durissimo si o no. Così decisi di diventare "homo politicus".
  • Coll'inchiodare Ludendorff alla gogna, rendendolo responsabile della sconfitta in guerra, si volle eliminare il più pericoloso accusatore, l'unico che avrebbe saputo ergersi a difesa della Patria coll'arma del diritto e della morale.
  • Ero un nazionalista, ma non ero un patriota. [9]
  • Fedeltà, dedizione e silenzio devono essere alla base di una grande nazione.
  • Già negli anni 1913-1914 io cominciai ad esprimere in diversi circoli, oggi fedeli alla causa nazionalsocialista, il pensiero che la questione del futuro tedesco ruotava attorno alla distruzione del marxismo.
  • Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.
  • Gli stai attuali, che pensano solo ad un onere finanziario, concedono la cittadinanza senza tenere in considerazione la razza. Essere cittadino tedesco è diverso dall'avere in sangue la razza tedesca.
  • I negri sono delle mezze scimmie.
  • I partiti politici sono aperti al compromesso, le concezioni del mondo no.
  • Il segno più caratteristico del rapporto tra gli ebrei e la cultura umana sta nel fatto che una "cultura ebraica" non è mai esistita e che le due regine dell'arte, architettura e musica, non devono niente di originale all'ebraismo. Ciò che l'ebreo produce in campo artistico è o furto o paradosso. Gli mancano le qualità geniali delle razze dotate di valori.
  • In creature fornite di un forte istinto di razza, la parte rimasta pura tenderà sempre all'accoppiamento fra eguali, impedendo un'ulteriore mescolanza. E con ciò gli elementi imbastarditi passano in secondo piano, a meno che essi non si siano così tanto moltiplicati da impedire la riaffermazione della razza pura.
  • In un mondo imbastardito e "negrizzato" sarebbero persi i concetti dell'umanamente bello e sublime.
  • Io non sono uno di quegli uomini che oggi cominciano una cosa per finirla domani, e passare poi ad un'altra.
  • Karl Marx in realtà fu solo uno tra milioni che, nel pantano di un mondo in putrefazione, riconobbe i veleni essenziali e li concentrò, come un negromante, in una soluzione destinata ad annientare l'esistenza di libere nazioni sulla terra.
  • La degradazione della razza e del sangue è il peccato mortale di questo mondo e la fine dell'umanità che vi si abbandoni.
  • La forza non sta nella difesa ma nell'attacco.
  • La Francia, in misura sempre maggiore, integra il suo esercito con gli elementi di colore del suo gigantesco impero e, dal punto di vista della razza, si va così rapidamente "negrizzando", che in verità si può parlare della nascita di uno stato africano sul suolo europeo. Se questa mescolanza continuasse per altri trecento anni, sparirebbero gli ultimi resti di sangue franco e si formerebbe un compatto stato africano-europeo che va dal Reno al Congo, popolato da una razza inferiore, figlia di un costante imbastardimento.
  • La nazione, o meglio, la razza non consiste nella lingua, ma solo nel sangue.
  • La povertà e la spietata realtà mi forzarono a decidere prontamente.
  • La premessa dell'esistenza di un'umanità superiore non è lo Stato, ma la nazione.
  • La razza umana è diventata forte nella lotta perpetua, e non potrà che perire in una perpetua pace.
  • L'ariano rinunciò alla purezza del sangue: e così perse il proprio posto nel paradiso che si era creato.
  • L'attività della cosiddetta "stampa liberale" è l'opera dei becchini del popolo. E non è il caso di parlare dei bugiardi fogli marxisti: per essi la bugia è una necessità vitale, come per il gatto i topi.
  • Le basi granitiche sulle quali uno Stato può vivere non sono soltanto i meccanismi dell'interesse economico, ma il popolo concepito come un vero organismo: cioè uno Stato Germanico di Nazione tedesca.
  • L'educazione deve instillare nei giovani la coscienza dell'importanza del rafforzamento del proprio corpo.
  • Le grandi masse non sono fatte di diplomatici o di giuristi, e nemmeno di gente ragionevole, ma sono come i bimbi: ondeggianti e dubbiose.
  • L'individuo di razza mista diventa incerto e prende decisioni non completamente valide. Già la stessa Natura compie delle selezioni... le razze bastarde sono destinate alla sconfitta.
  • Lo Stato è soltanto un mezzo per un fine.[1]
  • Lo Stato nazionale non verrà mai creato dalla volontà di compromesso di una "Comunità di lavoro nazionale", ma dalla ferrea volontà di un unico movimento, che s'è imposto contro tutti gli altri.
  • Nei partiti borghesi una sola preoccupazione spinge a costruire nuovi programmi o a "riformare" quelli che già esistono: la preoccupazione per l'esito delle prossime elezioni. Le commissioni si radunano e "rivedono" il vecchio programma come il soldato al fronte cambia la camicia: cioè quando è piena di pidocchi. Nel nuovo programma a ognuno è dato il suo; ma spesso ci si dimentica di una diffusa esigenza popolare. Allora in tutta fretta si inserisce nel programma ciò che ancora vi trova posto, sperando di aver soddisfatto l'esercito dei piccolo borghesi e delle rispettive mogli, e confidando nell'incrollabile stupidità degli elettori.
  • Nella debolezza fisica risiede quasi sempre la causa della vigliaccheria personale.
  • Noi abbiamo dimenticato che lo spirito sano, alla lunga, non può che sopravvivere in un corpo sano.
  • Può perfino capitare che una parte del popolo creda veramente che un ebreo possa essere tedesco o inglese, francese o italiano... ma questa è solo un'illusione.
  • Quaggiù, il successo è il solo metro di giudizio di ciò che è buono o cattivo.
  • Se gli ebrei fossero soli su questa terra, essi annegherebbero nella sporcizia e nel luridume, combattendosi ed eliminandosi in lotte gonfie d'odio; la mancanza di senso del sacrificio – resa evidente dalla vigliaccheria che li contraddistingue – fa della loro lotta una farsa.
  • Perciò io credo di agire nel senso del Creatore del mondo: in quanto mi difendo dagli ebrei, lotto per le opere del Signore.
  • Provai profonda ammirazione per il grande uomo a sud delle Alpi, che pieno di fervido amore per il suo popolo, non venne a patti con il nemico interno all'Italia, ma volle annientarlo con ogni mezzo. Ciò che farà annoverare Mussolini fra i grandi della Terra è la decisione di non spartirsi l'Italia con il Marxismo, ma di salvare la sua patria dal Marxismo distruggendolo.
  • Tutto ciò che è grande in questo mondo è frutto di un solo vincitore. I successi riportati da coalizioni portano già in sé il germe di futuri sgretolamenti.
  • Un movimento che si propone di rinnovare il mondo, non serve all'attimo che passa, ma al futuro.
  • Verrà un giorno in cui sarà più grande onore avere il titolo di cittadino del Reich in qualità di spazzino che essere re in uno Stato straniero, e questo giorno verrà certamente, poiché, in un mondo come il nostro, che permette la mescolanza delle razze, uno Stato che dedica tutti i suoi sforzi allo sviluppo dei migliori elementi razziali deve fatalmente diventare il padrone del mondo.
  • Gli ebrei sono indubbiamente una razza, ma non sono umani.

Citazioni su Adolf Hitler

  • Avete consegnato la nostra sacra madre terra Germania ad uno dei più grandi demagogi di tutti i tempi. Profetizzo solennemente che quest'uomo dannato scaglierà il nostro Reich negli abissi e porterà un'inconcepibile miseria nella nostra nazione. Le generazioni future vi malediranno nella tomba per la vostra azione. (Erich Ludendorff)
  • Avrei preferito che avesse seguito la sua ambizione originaria e fosse diventato un architetto. (Paula Hitler)
  • Avevo visto il terribile effetto di un falso ideale. Milioni di tedeschi erano rimasti incantati dalla cialtroneria di Hitler, avevano cercato di imitarlo, diventando loro stessi dei piccoli Hitler. (Louis De Wohl)
  • Adolf Hitler era una novella Giovanna d'Arco, un santo. Egli era un martire. E come molti martiri, portò con sé visioni estreme. (Ezra Pound)
  • Che significa l'avvento al potere di Hitler?
    Nessuno può saperlo, e, meno degli altri, Hitler stesso e il suo singolare assortimento di colleghi. Il presidente von Hindenburg e il suo «camerata» von Papen hanno messo Hitler in gabbia prima di torcergli il collo, oppure sono essi medesimi in gabbia? (Wickham Steed)
  • Considerando bene la situazione, Hitler si accontenta, in fondo, più che altro di soddisfazioni di amor proprio. (Camille Loutre, Gazette de Lausanne)
  • Hitler aveva creduto temporaneamente a confuse teorie economiche rivoluzionarie, ma le aveva rapidamente abbandonate quando notò che queste teorie gli nuocevano presso i ricchi industriali. In fondo, l'economia non interessava l'opportunista. Essa era una cosa secondaria e vi dovevano provvedere gli specialisti, gente che non sapeva fare altro. L'essenziale era la politica da cui dipendeva tutto il resto. L'essenziale era il potere. (Golo Mann)
  • Hitler è spiegabile in linea di principio, ma ciò non significa che sia stato spiegato. (Yehuda Bauer)
  • Il cane più volgare che abbia mai visto. (Neville Chamberlain)
  • In Hitler il popolo tedesco ha trovato riassunti, al di sopra di ogni schema tradizionale di divisioni classistiche, alcuni dei motivi essenziali da sempre ritornanti a definire il proprio carattere, la fisionomia del proprio ethos: il gusto della violenza, il misticismo «romantico», la fanatica dedizione a un ordine meccanico, disumano. Hitler sapeva trascinare il grande industriale con l'esca dell'interesse e col ricorso al mito prediletto della supremazia tedesca nel mondo; affascinava il piccolo borghese col suo estetismo pompier, con la sua.oratoria accesa e volgare, pronta sempre ad offrire, di ogni problema, la soluzione più semplicistica; piaceva all'intellettuale decadente, permeato di femmineo postnicianesimo (l'intelligencija tedesca già nel 1914 era in issato fallimentare come nessun'altra in Europa), per la sua ostentata energia virile, per il suo dichiarato disprezzo di ogni indugio morale o sentimentale, per quel suo rozzo materialismo demagogico che, nonostante tutto, pretendeva considerazione «spirituale». Conquistava infine anche l'operaio, facendo leva non soltanto sul suo sciovinismo non perfettamente esorcizzato, ma porgendogli, anche, delle sue rivendicazioni sociali, un'attuazione più concretamente immediata, meno utopica e intellettualistica di quanto non gliela prospettasse il programma della rivoluzione proletaria: e fosse pure nei limiti di una umiliante, paternalistica nota di concessioni padronali. [...] il nazismo non è certo la realizzazione di un genio. Hitler è effettivamente uno dei tanti [...].
    Parlare di tirannide perciò non persuade. Esiste una tecnica della tirannide, esposta in classiche trattazioni. Ma il nazionalsocialismo al potere non ne tiene conto per nulla, e in questo sì che è rivoluzionario. Assolutista, il nazismo raggiunge la popolarità proprio in ragione del suo prepotere. [...] Il nazionalsocialismo, al contrario, non concede nessuna rivincita, sia pure formale, alle avanguardie dello Spirito. Il suo cinismo, la sua crudeltà, la sua perfidia, trovano dall'inizio tutta una orgogliosa cultura preparata a giustificarli, a farseli propri. La tirannide non presenta più il viso odioso e meschino del regime di polizia, non adopera più di soppiatto, tra impaurita e feroce, i vecchi mezzucci della sobillazione e della calunnia, ma si accampa, fanatica e violenta, con la sicurezza, l'intransigenza esclusiva di una religione messianica. [...]
    Sentirsi puri, non contaminati. Il popolo tedesco ha sempre reagito alle proprie crisi con un disperato, irrazionale desiderio di purezza: e la rivolta luterana – a un livello umano e ideale ben diverso, d'accordo – rappresenta forse il primo, imponente documento storico di questo impulso innato. Sorto dopo Versaglia, il nazionalsocialismo non si è tanto imposto con la violenza alle masse, quanto piuttosto le ha trovate già pronte ad accoglierlo e ad acclamarlo. (Giorgio Bassani)
  • Naturalmente, non ci piace per la sua politica, che ci pare sbagliata. Ma per il fatto che è un uomo serio, retto, che non cerca nulla per se stesso, ma si preoccupa con tutto il cuore di costruire un nuovo governo. È profondamente sincero, spontaneo; ne ammiriamo la probità e la dedizione. (Karl Mannheim)
  • Nei giorni immediatamente successivi al fallito atentato, Hitler sterminò, facendoli impiccare a dei ganci di macelleria con delle corde da pianoforte (non ne mancavano certo, nella patria di Bach e di Beethoven) fucilandoli o inducendoli al suicidio (come nel caso di Rommel) tutti gli esponenti in uniforme di quegli Junkers prussiani che avevano costituito per secoli i depositari della tradizione militarista tedesca. Liquidò così alla sua sanguinaria e sbrigativa maniera l'opposizione nell'esercito. (Alberto Tagliati)
  • Nel cinturone dei soldati del Führer c'era scritto "Gott mit uns", Dio è con noi. Hitler lo aveva arruolato; per fortuna disertò. (Enzo Biagi)
  • Non vi sarà mai una spiegazione adeguata... Nulla potrà mai spiegare Hitler. (Emil Fackenheim)
  • Per giudicare una persona bisognerebbe partire dai suoi lati positivi: Hitler non fumava, era vegetariano e contrario alla vivisezione... degli animali. (Wilhelm Mühs)
  • Più cose apprendo sul conto di Hitler, più mi è difficile spiegare. (Alan Bullock)
  • Privo di qualsiasi legame etico ed umanitario, il potere di Hitler era immorale. Le SS ubbidivano a ogni ordine del Führer - anche l'ordine di omicidio di massa - realizzandolo senza scrupoli. Il potere delle SS, per grazia di Hitler, era un potere senza morale. (Reimund Schnabel)
  • Probabilmente non conosceremo mai con esattezza il nome del nonno di Adolf Hitler. Ma si è avanzata persino l'ipotesi che fosse un ebreo, senza poterlo provare. (Alan Bullock)
  • Quell'idiota di Berlino. (Benito Mussolini)
  • Se Hitler avesse avuto degli amici, io sarei stato suo amico. (Albert Speer)
  • So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer [Adolf Hitler], pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo. (Stalin)
  • Provate a spiegare Hitler ad un bambino. (George Carlin)
  • Vi attendono grandi compiti che dovete portare a compimento. La mia fede nel germanesimo non ha vacillato un solo istante, anche se le mie speranze - lo confesso - erano assai calate. Il fatto che nell'ora del massimo bisogno la Germania sia stata capace di generare un Hitler, è una prova della sua vitalità, proprio come la forza che egli irradia; giacché questi due elementi - la personalità e l'ascendente - vanno insieme... Dio vi protegga! (Houston Stewart Chamberlain)

Note

  1. a b c d e f Citato in Lukacs 2006, p. 111.
  2. Christian Eder, Zu den SS-Massakern in Marzabotto.
  3. Citato in Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo (Brave New World Revisited), traduzione di Luciano Bianciardi, Oscar Mondadori, Milano 2005.
  4. Citato in John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 (ISBN 978 88 7972 873 7), pag. 34.
  5. Citato in Alfred Grosser, Hitler.
  6. Citato in Rainer Zitelmann, Hitler.
  7. Citato in Joachim Fest, Hitler, una biografia, Garzanti.
  8. Citato in Alberto Tagliati, Adolfo Hitler si mangia Carlo Marx, Historia, giugno 1978, n. 244, Cino del Duca.
  9. Citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 69.

Bibliografia

  • Alfred Grosser, Hitler: nascita di una dittatura, traduzione di Eleonora Bortolon, SEI, Torino, 1959.
  • John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006.
  • John Lukacs, L'attacco alla Russia, traduzione di Marco Sartori, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978 88 7972 873 7
  • Rainer Zitelmann, Hitler (Adolf Hitler), traduzione di Nicola Antonacci, Laterza, Roma-Bari, 1991. ISBN 88-420-3751-6

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