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| I Cesaroni |
| Serie TV |
| Titolo originale: |
I Cesaroni |
| Paese: |
Italia |
| Anno: |
2006 |
| Genere: |
commedia |
| Stagioni: |
2 |
| Episodi/Puntate: |
52 |
| Regia: |
Francesco Vicario |
| Sceneggiatura: |
Antonio Antonelli, Aaron Ariotti, David Bellini, Violetta Bellocchio, Gianluca Bomprezzi, Massimiliano Bruno, Federico Calamante, Giulio Calvani, Tommaso Capolicchio, Maurizio Careddu, Ilaria Carlino, Fabrizio Cestaro (head writer), Giacomo Ciarrapico, Dario D'Amato, Sergio Di Pasquale Luci, Fabio Di Ranno, Giacomo Durzi, Federico Favot, Giovanni Forte, Valeria Giasi, Herbert Simone Paragnani (head writer), Luca Monesi, Miranda Pisione, Mattia Torre |
| Ideatore: |
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| Attori: |
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| Doppiatori Originali: |
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| Doppiatori Italiani: |
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| Note: |
- Fotografia: Roberto Benvenuti (AIC), Antonio Grambone (AIC)
- Montaggio: Gino Bartolini (AMC), Emanuele Foglietti (AMC)
- Musiche: Andrea Guerra
- Produttore: Carlo Bixio (Publispei)
- Vittoria Telegatto 2007 come miglior fiction
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I Cesaroni è una serie TV italiana, nata da un format spagnolo. Prodotta dalla Publispei di Carlo Bixio e da Mediaset nel 2006.
- Cesare Cesaroni: Che amarezza...
- [Rachele, rivolgendosi ad Eva]
Rachele: Si! Dall'ultima volta sono proprio cambiate le cose! Prima parlavi come una ragazzina innamorata... ora sei cresciuta e parli proprio come una STRONZA!
- [Giulio, convinto che il suo amico Ezio aspettasse un bambino]
Giulio: Alzo questo calice di vino in onore del mio amico Ezio sperando che sto novo regazzino non sia mai de 'a Lazio
- [Marco ad Eva, tramite dei cartelli in una Macchina per Fototessere]
non piangere, se piangi mi uccidi, ti amo, da sempre...
- [Marco parte per Londra e lascia ad Eva una lettera]
E sempre così se devo dirti una cosa importante riesco soltanto a scriverti perché parlare davanti a te è impossibile mi perdo balbetto oppure sto zitto, come ho fatto anche troppo in questi giorni. Sono troppo incerto e insicuro per valere quanto il tuo futuro, meglio che mi faccia un po' da parte perché tu possa accostare il mio ricordo e i tuoi progetti e valutare seriamente quale delle due cose ti somigli di più sia più tua per dedicarli di più la tua energia e la tua attenzione. La mia paura è che un giorno tu possa identificarmi come i tuoi rimpianti, paura che tu non me lo dica e che lasci a me la responsabilità di leggertelo negli occhi. Tra oggi e quel giorno preferisco partire oggi, perché oggi parto con la certezza che mi ami ancora, e ti lascio con la certezza che nonostante tutto, nonostante tutti ti amo anche io...
- Sergio Cudicini: Io non capisco perché bisogna usare le posate per mangiare quando le mani sono più comode e più facili da lavare! (episodio 2 prima stagione)
- [ Walter a Marco] Bello pisellone!
- [Dopo che Mimmo voleva rifiutarsi di fare un lavoretto per Rudi]
Rudi: Senti, tu sei il più piccolo quindi obbedisci! La famiglia funziona così: Marco obbedisce a papà, io faccio finta di obbedire a Marco e tu obbedisci a me!
Mimmo: Quindi se non sono il più piccolo posso comandare qualcuno?
Rudi: Certo! è la regola! Adesso vai!
Mimmo: OK!
- [Sul treno di ritorno da Bologna, dove Marco era andato con Rachele e ha incontrato Eva]
Signora sul treno: Io se fossi in te la seguirei... perché una donna quando fa così è perché è innamorata...
Marco: Sì... per un attimo ci ho creduto anch'io... ma poi sono stato solo uno stupido a illudermi...
- [Cesare era scappato dal viaggio con Pamela e lei è andata a cercarlo in bottiglieria in piena notte]
Pamela: Mazza! Bello in carne pe esse morto eh!
Cesare: Eh, può attendere un attimo... [Al telefono ]
Motivo della visita? Sono impegnato...
Pamela: Ah si? Co chi? Co 'a borsa de Tokyo?
Cesare: Perché te fà specie?
Pamela: Si Cesare... me fà specie...
Cesare: Y u A A IN Che cosa vuoi?
Pamela: Siccome io ce 'o so che tu a Milano nun ce l'hai degli amici ecco... Voglio sapè perché me so dovuta sveglià da sola dentro a n'arbergo co te che te ne sei annato e cor conto da pagà sur groppone... per chi m'hai preso? Pe 'a figlia de Swarosky?
Cesare: Non ho pagato perche non accettavano il bancomat e me ne sono andato perché ho capito che non ti amo più...
Pamela: Allora se è così questa a tieni te... io no'a voglio...
[Pamela consegna a Cesare una collanina]
Cesare: Basta saperlo... Nient' altro?
Pamela: No, nient'altro... allora io me ne vado...
- [Marco arriva tardi ad un appuntamento con Rachele per andare a salvare Eva]
Rachele: Allora che succede?
Marco: Ah no, niente... il dentista... questo dente mi... mi tormenterà per sempre...
Rachele: Toglilo!
Marco: Ci ho provato mille volte... ma è inutile... non ci riesco... non posso...
Rachele: Forse ho capito di che dolore si tratta...
Marco: è una sofferenza che non passa neanche con l'anestesia, anche se piacevole e attraente...
Rachele: Già...è una malattia da cui non si guarisce facilmente... lo so...
Marco: Rachele, forse è meglio che tu torni a Milano... finché non avrò trovato la cura adatta io non posso offrirti niente...
Rachele: L'unica cura che può guarirti è quella che ti fà ammalare... ciao... Salutami Eva...
- [Marco torna da Londra all'improvviso ed Eva inveisce contro di lui]
Eva: Sei tornato presumo.
Marco: Già.
Eva: Beh, ben tornato.
[ Eva sale le scale]
Marco: Ma io sono tornato per te! Gliel'ho spiegato anche a loro.
Eva: La prossima volta magari fai uno squillo.
[Marco le afferra una mano]
Eva: Che cosa vuoi?
Marco: Non hai capito! Gli ho appena spiegato che nonostante tutte le mie paure, nonostante Londra, nonostante tutto, io sono tuo. E non posso impedirmi di esserlo.
Eva: Mio...
[Marco afferra nuovamente la mano di Eva]
Eva: Guarda Marco che se mi fermi un'altra volta e mi impedisci di andare nella mia stanza a farmi i fatti miei e dimenticarmi di questa tua ultima girata di umore. Io ti giuro che…
Marco: Ma io… io credevo che tu fossi…
Eva: Io fossi cosa?
Marco: Che fossi contenta.
Eva: Contenta… sì, infatti, sono contenta! Sono contenta che mi hai dimostrato per l'ennesima volta di quanto sei egocentrico. Tu mi hai lasciata mentre dormivo! Hai rifiutato le mie chiamate! Mi hai respinta dopo che sono venuta a cercarti a chilometri di distanza da casa, senza neanche preoccuparti del fatto che io non avessi un posto dove dormire, dove mangiare, dove piangere per quella tua faccia di merda! E adesso cos'è, eh? Ti è passata la paura? Hai fatto il grande rientro? Hai trovato la grande soluzione, questo tuo grande atto di coraggio! E certo perché non è mica colpa tua se noi ci siamo lasciati, giusto? No, è colpa dei nostri genitori! Eh, sì. E perché adesso questo fardello del nostro amore impossibile deve passare a loro, dopo che l'ho tenuto io! Cos'è la nostra storia, eh? Una partita di palla avvelenata? Però c'è soltanto un'unica regola: che la palla non deve mai rimanere a te. Allora sai cosa c'è, Marco? Che adesso tu ti prendi le tue canzoni, i tuoi mezzi piagnistei, i tuoi mezzi sorrisi, le tue lettere strappalacrime, e te ne vai dritto all'inferno!
- [Marco: entra in classe con una divisa maleodorante a causa di un crudele scherzo di Eva]
Eva: Professoressa possiamo aprire la finestra, qualcuno deve aver parcheggiato un caprone vicino al mio banco?
Marco: Si vede che la scrofa si sentiva sola!
Eva: Caprone! Ti hanno mai detto che le scrofe sono anche vendicative?
Profe: Ragazzi, buoni!
Marco: E false. Soprattutto molto false. E doppie. Hai fame, scrofa? Vuoi una pannocchia?
- Carlotta: [ Riferendosi a Eva] Oh, insiste... insiste!
Walter: Qua ci serve il gioco pesante... bisogna passare al piano C.
Carlotta: E il piano B?
Walter: Io sono troppo avanti!
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