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I soliti ignoti, film italiano del 1958 con Vittorio Gassman, Renato Salvatori e Totò, regia di Mario Monicelli.
- Femmina piccante, prendila per amante. Femmina cuciniera, prendila per mugliera! (Ferribotte)
- [Mentre riscalda la pasta e ceci] Ragassoli, ho paura che abbiamo rotto la cannella del gas. (Capannelle)
- Il sistema che usava il famoso Fu-Cimin... Macché cinese, veneziano era! "Fu" sarebbe che morì e "Cimin" è il cognome, no?! (Dante Cruciani)
- [Al brigadiere venuto a fare l'ispezione] Brigadiere, come vede, si lavicchia! (Dante Cruciani)
- Chi c'ha una sigaretta e nun me la vo' dà, gli possa morire il padre e la madre. [Silenzio] Tutti orfani... (Cosimo)
- Mò guarda dove son capitato. Fra i lavoratori! (Capannelle)
- [A Peppe, coinvolto per caso in un reclutamento di manovali] Peppe, ma dove vai... dove vai? Peppe, ma ti fanno lavorare!!! (Capannelle)
- Rubare è un mestiere impegnativo ci vuole gente seria, mica come voi! Voi, al massimo... potete andare a lavorare! (Tiberio) [ai complici, dopo il fallimento del colpo.]
- La prudenza non è mai troppo, ricordate: la prudenzia non è mai troppo! (Dante Cruciani)
- Capannelle: Dimmi un po' ragassolo, tu conosci un certo Mario che abita qua intorno?
Bambino: Qui de Mario ce ne so' cento.
Capannelle: Sì va bene, ma questo l'è uno che ruba...
Bambino: Sempre cento so'.
- Er Pantera: Ma per forza in giro così devi andare?
Capannelle: Sportivo!
Er Pantera: Ma quale sportivo, stai in divisa da ladro...
- [al funerale di Cosimo] Ferribotte: Sono sempre i più meglio che se ne vanno!
Dante Cruciani: È la vita, oggi a te domani a lui!
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