Ian McEwan

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Ian McEwan

Ian McEwan (1948 – vivente), scrittore britannico.

Citazioni di Ian McEwan[modifica]

  • Lavorare al Pronto soccorso è come prendere lezioni di misantropia. (da Sabato)
Caffè letterario, intervista di Giulia Mozzato, 5 maggio 2003
  • Espiazione va veramente alla radice dei sentimenti ed era quello che io cercavo di fare: rimettere al centro i sentimenti, la psicologia dei protagonisti, produrre dei personaggi "veri". Mi sono reso conto che negli ultimi tempi il "romanzo letterario" si è allontanato dalle situazioni amorose e dall'amore: grandi romanzi d'amore come Anna Karenina o Madame Bovary non erano più di moda, gli scrittori ambivano a storie più moderne lasciando l'amore a Hollywood e alle canzoni pop, o ad altre cose che non avevano nulla a che vedere con la letteratura. Ma io percepivo questo sentimento che mi veniva dal cuore, avevo l'esigenza di riportare l'amore al centro di un intreccio, con personaggi ben disegnati.
  • È vero che quando io scrivo d'impulso qualche cosa, ovviamente racconto le emozioni dei miei personaggi, ma è anche ovvio che se devo poi far muovere questi personaggi, farli agire, e svolgere una storia che regga un romanzo, per costruire la situazione e l'intreccio, ho bisogno delle idee.
Gli scrittori hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale (ma hanno perso la Guerra Fredda)., intervista di Antonio D'Orrico, Sette, 2 novembre 2011
  • I romanzieri sono sempre dei grandi maestri di spionaggio perché, per tenere avvinta l'attenzione del lettore, non rivelano tutte le informazioni in loro possesso. Usano trucchi. Hanno segreti che non confessano se non quando gli conviene (sempre per questioni di strategia narrativa). Fanno disinformazione dando informazioni erronee ai lettori, sempre allo scopo di coinvolgerli maggiormente nella lettura.
  • Bisogna stare attenti con la finzione perché può diventare realtà, così come la realtà ama diventare finzione.
  • Negli Anni Sessanta noi abbiamo, letteralmente, sollevato il coperchio, fatto piazza pulita della repressione. E il mondo è cambiato soprattutto dal punto di vista dei rapporti umani, di quelli sessuali in particolare. Però nello stesso tempo si è anche aperto una specie di vaso di Pandora. [...] Pensavamo di scoprire una cosa e invece ne scoprivamo una diversa e di tutt'altro genere. [...] Le speranze che si avevano negli Anni Sessanta si sono via via trasformate nelle delusioni degli Anni Settanta.
  • Il giornalismo non deve chiedere perché (why, col punto interrogativo) succede una cosa, deve spiegare perché (because, senza punto interrogativo) succede una cosa.
  • Penso da sempre che il romanzo viene dall'amore o, comunque, dal gusto per il pettegolezzo. Cos'è il pettegolezzo? È la curiosità che abbiamo nei confronti dei fatti della vita altrui. Se il romanzo e il pettegolezzo sono cose durate tutto questo tempo è perché soddisfano qualcosa che è dentro di noi, qualcosa di primario. Credo che alle persone piacerà sempre leggere (conoscere) i fatti degli altri. Ne saranno sempre affascinati.

Espiazione[modifica]

Incipit[modifica]

Lo spettacolo per il quale Briony aveva ideato locandine, programmi e biglietti, costruito il botteghino con un paravento sbilenco e foderato di carta rossa la cassetta dei soldi, era opera sua, frutto di due giornate di una creatività tanto burrascosa da farle saltare una colazione e un pranzo. Quando ebbe concluso i preparativi, non le restò altro da fare che contemplarne la stesura definitiva e aspettare di veder comparire i suoi cugini dal lontano nord.

Citazioni[modifica]

  • Ecco da cosa nasceva quella sua sensazione prossima alla felicità. Forse non era poi così debole come aveva sempre creduto; dopotutto, ci si misura rapportandosi agli altri, non esiste alternativa. Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto. (p. 125)
  • Del resto, era probabilmente impossibile convincerla a rinunciare a un abito che le rendeva il passo tanto impacciato. Il raggiungimento dell'età adulta aveva parecchio a che fare con la disponibilità incondizionata ad accettare simili impedimenti fisici. (p. 129)
  • Aveva modi spontanei abbinati a una banalità intellettuale che si sforzava di spacciare per faticosa saggezza. (p. 153)
  • Erano i momenti di lucidità a tormentarlo. (p. 252)
  • Tutto quello che Fiona doveva fare era vivere, seguire la strada che aveva davanti e scoprire il proprio futuro. A Briony invece pareva che la sua vita si sarebbe svolta tutta in una stanza priva di porta. (p. 295)
  • Ecco l'occasione per affermare in pubblico tutta la sua intima angoscia, e per espiare il male che aveva commesso. Davanti all'altare di quella razionalissima chiesa. (p. 332)
  • Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo. (p. 380)

Explicit[modifica]

Ho osservato il primo chiarore grigio rivelare i contorni del parco e dei ponti sul lago che non c'è più. E del viale lungo e stretto sul quale portarono via Robbie, nella luce bianca. Mi piace pensare che non sia debolezza né desiderio di fuga, ma un ultimo gesto di cortesia, una presa di posizione contro la dimenticanza e l'angoscia, permettere ai miei amanti di sopravvivere e vederli riuniti alla fine. Ho regalato loro la felicità, ma non sono stata tanto opportunista da consentire che mi perdonassero, non proprio, non ancora. E se avessi il potere di evocare la loro presenza alla mia festa di compleanno... Robbie e Cecilia, ancora vivi, ancora innamorati, seduti accanto in biblioteca, a sorridere delle Disavventure di Arabella? Non è escluso. Ora basta però, devo dormire.

Chesil Beach[modifica]

Incipit[modifica]

Erano giovani, freschi di studi, e tutti e due ancora vergini in quella loro prima notte di nozze, nonché figli di un tempo in cui affrontare a voce problemi sessuali risultava semplicemente impossibile. Anche se facile non lo è mai.

Citazioni[modifica]

  • Erano adulti, una buona volta, in vacanza, e liberi di fare di testa loro. In capo a pochi anni, anche gente senza pretese si sarebbe comportata esattamente così. Ma per adesso, i tempi lo impedivano. Anche quando erano soli, migliaia di regole tacite continuavano a essere in vigore per Edward e Florence. Proprio perché erano adulti, non potevano abbandonarsi a gesti puerili come alzarsi da tavola snobbando piatti che qualcuno si era preso la briga di cucinare. Era ora di cena, no? E poi, essere infantili non era ancora onorevole, e neppure di moda. (p. 17)
  • Essendo domenica, non si era fatto la barba: Lionel non aveva una fede religiosa, anche se a scuola fingeva. Gli piaceva riservarsi quella mattina per sé. E non radersi la domenica, gesto eccentrico per un uomo della sua posizione, significava evitarsi deliberatamente ogni impegno sociale. (p. 59)
  • La parola «teenager» era stata inventata da poco, e non gli passò mai per la testa che quella dolorosa, dolcissima sensazione di lontananza dal resto del mondo potesse provarla come lui anche qualcun altro. (p. 62)
  • Una libertà oscena, gioiosa, nuda, che nella sua fantasia si ergeva come un'immensa cattedrale spaziosa, magari in rovina, magari scoperchiata, spalancata verso la volta del cielo, nella quale lui e lei sarebbero ascesi in assenza di peso verso un poderoso abbraccio per perdersi, per annegare in ondate di purissima estasi dimentiche di tutto. Era talmente semplice! Come mai non vi si trovavano già, e invece stavano ancora seduti lì, intrappolati da tutte le cose che non sapevano dire, o che non osavano fare?
    E in che consisteva l'ostacolo? Nelle rispettive personalità unite al passato, a ignoranza e paura, timidezza, pruderie, mancanza di fiducia in se stessi, esperienza e disinvoltura, più qualche strascico di divieto religioso, l'educazione britannica e l'appartenenza di classe, la Storia insomma. Cosette di poco conto. (pp. 80-81)
  • Si sforzava di non pensare al futuro prossimo e nemmeno al passato, e immaginava di aggrapparsi a quell'attimo, all'inestimabile tempo presente, come un alpinista in arrampicata libera che prema forte la faccia contro la parete di roccia, paralizzato dalla paura. L'aria fresca le accarezzava le gambe nude. Lei intanto ascoltava le onde lontane, il grido dei gabbiani reali, e il fruscio di Edward che si spogliava. Il passato la travolse comunque, un passato confuso. (p. 83)

Cani neri[modifica]

Incipit[modifica]

Wiltshire
La foto in cornice che June Tremaine teneva sul tavolino accanto al letto aveva una duplice funzione: ricordare a lei e a far conoscere ai visitatori quella bella ragazza il cui viso, a differenza di quello del marito, nascondeva ogni indizio della piega che la sua vita avrebbe preso. L'istantanea risale al '46, un paio di giorni dopo le nozze e una settimana prima della partenza per la luna di miele in Italia e in Francia. La coppia vi appare a braccetto, ai cancelli d'ingresso del British Museum.

Citazioni[modifica]

  • Non serve a niente sostenere che pensiero razionale e visione spirituale costituiscono domini separati dei quali non è concepibile una contrapposizione reale. (dal preambolo, p. 14)
  • Credere a tutto, non costringersi mai a una scelta finisce, secondo me, col coincidere con lo scetticismo totale. (dal preambolo, p. 14)
  • Non so dire se la nostra civiltà che ormai si affaccia alla fine di questo millennio soffra più per mancanza o per eccesso di fede [...] (dal preambolo, p. 14)
  • [...] commetterei una scorrettezza nei riguardi della mia personale esperienza se non dichiarassi che credo nella possibilità dell'amore di trasformare e di redimere un'esistenza. (dal preambolo, p. 14)
  • Ho conosciuto il maligno e scoperto Dio. Ne parlo come della mia scoperta, ma va da sé che non si tratta di niente di nuovo, né di mio appannaggio esclusivo. Ciascuno vive qualcosa di analogo prima o poi. Usiamo solo modi diversi per dirlo. Secondo me, tutte le grandi religioni nascono da singoli individui che si sono ritrovati in contatto con una realtà spirituale e che si sono sforzati in seguito per mantenere vivo quel sapere. Quasi tutto si perde in dogmi, cerimoniali e gerarchie. Le religioni sono fatte così. Ma alla fine ha ben poca importanza l'esposizione del concetto se si è afferrata la verità essenziale, e cioè che dentro ognuno di noi ci sono risorse infinite, il potenziale per una condizione dell'essere superiore, un fondo di bontà... (p. 53)

Incipit di alcune opere[modifica]

Il giardino di cemento[modifica]

Non ho ucciso mio padre, ma certe volte mi sembra quasi di avergli dato una mano a morire. E se non fosse capitata in coincidenza con una pietra miliare nel mio sviluppo fisico, la sua morte sembrerebbe un fatto insignificante in confronto a quello che è successo dopo. Parlai di lui con le mie sorelle per tutta la settimana seguente al giorno in cui morì, e Sue di sicuro pianse un po' quando gli uomini dell'ambulanza lo rimboccarono in una vivace coperta rossa e lo portarono via. Era un uomo fragile, irascibile e ossessivo, con le mani e il viso giallastri. Includo qui la breve storia della sua morte solo per spiegare come mai le mie sorelle ed io ci trovammo con tanto cemento a nostra disposizione.

Bambini nel tempo [modifica]

Da tempo ormai, tanto il governo quanto la maggioranza dei cittadini associavano mentalmente le sovvenzioni ai trasporti pubblici con la negazione della libertà individuale.

Bibliografia[modifica]

  • Ian McEwan, Il giardino di cemento, traduzione di Stefania Bertola, Einaudi, 1994.
  • Ian McEwan, Cani neri (Black Dogs), traduzione di Susanna Basso, CDE, Milano, 1993.
  • Ian McEwan, Espiazione (2001), traduzione di S. Basso, Einaudi, 2003. ISBN 8806164767.
  • Ian McEwan, Chesil Beach (2007), traduzione di S. Basso, Einaudi, 2007. ISBN 9788806188702.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]