Ifigonia in Culide

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Ifigonia in Culide, tragedia goliardica in tre atti, scritta a Torino nel 1928 da Hertz De Benedetti, all'epoca studente di Medicina.

Incipit[modifica]

ATTO PRIMO

O popolo bruto, su snuda il banano
non vedi che giunge l'amato sovrano?
Il Sir di Corinto, dal nobile augello
qual mai non fu visto più duro e più bello.
Il sir di Corinto dall'agile pene
terrore e ruina del fragile imene;
il sir di Corinto dal cazzo peloso
del cul rubicondo ognora goloso.
O popolo invitto, in gesta d'amore
s'affermi il Sovrano più caro al tuo cuore.
Rendiamogli omaggio nel modo migliore,
offrendogli il culo delle nostre signore. (Gran Cerimoniere)

Citazioni[modifica]

  • Adesso fuori dai coglioni | per lasciar posto ai Principi e ai Baroni. | Ai Principi e ai Baroni e ad Ifigonia bella | che sospirando brama l'ardor d'una cappella. (Cerimoniere, Atto I)
  • Padre mio, padre mio. | sono presa dal desio. | Ho gia' un dito che fa male | per l'abuso del ditale; | ho la fica che mi tira | come corda di una lira | sto soffrendo atroci pene | del prurito dell'imene, | nella fica ho persin messo | la manopola del cesso | mi ficcai nella vagina | la più grossa colubrina; | mi son messa dentro il buso | sino il cero di Caruso; | mi piantai nel deretano | cinque dita, e la mano. (Ifigonia, Atto I)
  • S'avanzi Enter O'Clisma, il Sacerdote, | dal culo più vezzoso delle gote. (Cerimoniere, Atto I)
  • Sacerdote. Al Sire di Corinto, Signore degli Achei, | auguro cazzi in culo non men di trentasei.
    Re. Al Gran Sacerdote, d'ogni rispetto degno | venga dato, in omaggio, un bel cazzo di legno.
    Gran sacerdote. La tua proposta, o Sire. mi rende il cuore gaio. | pero', l'avrei più caro di ben temprato acciaio. (Atto I)
  • Noi siam felici, noi siam contenti, | il re che L'ha duro in tutti i momenti; | seguiamo l'esempio del caro sovrano. | facciamoci forza, pigliamolo in mano! (popolo, Atto I)
  • Hallah Ben Dur. Superando monte e valle | v'ho portato le mie palle; | e riempio un gran mastello | con il brodo del mio uccello.
    Don Peder-Asta. Sarete delusa di tutti sti doni | guardando d'Oriente i gloriosi coglioni: | ho riempito quattro stalle | col sudor delle mie palle!
    Uccellone. O fulgida stella, o figlia del Re, | deh guarda il dono portato per te! | Ho riempito una caserma | solamente col mio sperma.
    Spiro Kito. Io sono Spiro Kito, | dalle palle di granito. | Ho creato un nuovo lago | col prodotto del mio mago. (Atto II)
  • Ifigonia. O Principe sapiente, venuto ai miei pie'. | da quanto tempo pensi non uso più il bide'?
    Don Peder-Asta. Se il fiuto non m'inganna, | o mia adorata fata, | io debbo dirti che | non ti sei mai lavata! (Atto II)
  • Sono il nobile Uccellone, | sono conte e son barone, | chiavo donne a buon mercato | col mio cazzo fortunato. (Uccellone, Atto II)
  • Ifigonia. Sai tu dirmi il mistero della sfinge, | la quale prima caca e dopo spinge?
    Uccellone Mi riesce, Ifigonia, la tua parola oscura. | il cazzo gia' mi suda di pallida paura. (Atto II)
  • Re. Tu ridi, sconsigliato, davanti al gran travaglio | di far la Mille Miglia col culo pieno d'aglio?!
    Uccellone. Mi fate solo pena o poveri coglioni, | che' per riempirmi il culo ne occorron tre vagoni. | Col culo pieno d'aglio, novello errante ebreo; | io freghero' in volata la rossa Alfa Romeo.
    Cerimoniere. Sian tosto eseguiti i comandi del Sire, | col cul pieno d'aglio ei deve finire. (Atto II)
  • Io vengo dal paese dei mandrilli | dove si va nel culo pure ai grilli. (Spiro Kito, Atto II)
  • Ifigonia. O amato Spiro Kito. Prence e Samurai, | il tempo passa e non mi chiavi mai!
    Spiro Kito. Desisti, o Principessa, dal chieder spiegazioni | non vedi che cominci a rompermi i coglioni? (Atto III)
  • Non godo di dietro a modo di prete. | È noto che il prete modello e perfetto. | privato dell'uso di maschio uccelletto, | se preso da brama di ibrida voglia | qualunque desio nel culo convoglia. (Spiro Kito, Atto III)
  • Fui vittima innocente di un infame tranello; | il verme divorarti potea cuore non uccello. | Crudele e perverso mi è stato il destino, | scegliendo a consorte per me un culatino. (Ifigonia, Atto III)
  • Ti sara' dato il trattamento duro | d'esser legata con la fica al muro. | Il popolo sfilera' e tu con l'ano | farai da monumento vespasiano. (Cerimoniere, Atto III)

Explicit[modifica]

Addio per sempre, Spiro Kito sposo,
mi butto pel dolor nel water closo.
Tu porrai fin, ti prego, alla mia pena,
tirando lentamente la catena. (Ifigonia, Atto III)

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]