Il gladiatore
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Il gladiatore, film del 2000 con Russell Crowe, regia di Ridley Scott.
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La gloria rende gli eroi immortali.
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[modifica] Frasi
- Forza e onore. (Massimo)
- Strength and Honor!
- A tre settimane da oggi, io mieterò il mio raccolto. Immaginate dove vorrete essere, perché così sarà! Serrate i ranghi! Seguitemi! (Massimo)
- Se vi ritroverete soli, a cavalcare su verdi praterie col sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché sarete nei campi Elisi, e sarete già morti. (Massimo)
- Fratelli! Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità! (Massimo)
- Al mio segnale, scatenate l'inferno. (Massimo)
- Roma ha vinto! (Massimo)
- C'è stato un sogno una volta che era Roma lo si poteva soltanto sussurrare, ogni cosa più forte di un sospiro l'avrebbe fatto svanire, era così fragile. Io temo che non sopravviverà all'inverno. (Marco Aurelio) [Rivolto a Massimo]
- Un soldato ha il grande vantaggio di poter guardare il suo nemico negli occhi. (Massimo)
- Massacrerei il mondo intero se solo tu mi amassi! (Commodo)
- Io sono Proximo e per i pochi giorni che seguiranno, gli ultimi della vostra miserabile vita, io vi starò più vicino di quella puttana che vi ha messo al mondo urlando; non ho pagato per godere della vostra compagnia, ho pagato per trarre profitto dalla vostra morte, e come vostra madre era con voi al principio, io sarò con voi alla fine... e quando morirete, perché voi morirete, il vostro trapasso avverrà con questo suono: [Clap Clap Clap] Gladiatori, io vi saluto! (Proximo)
- [...] in fin dei conti dobbiamo tutti morire, purtroppo non possiamo scegliere in che modo, ma possiamo decidere come andare in contro alla fine, per poter essere ricordati... da uomini. (Proximo)
- Io non sono stato il migliore perché uccidevo velocemente. Ero il migliore perché la folla mi amava. Conquista la folla, e conquisterai la libertà. (Proximo)
- [Parlando di Commodo] Credo che lui sappia che cos'è Roma, Roma è il popolo, farà qualche magia per loro per distrarli, toglierà loro la libertà e la folla ruggirà lo stesso. Il cuore pulsante di Roma non è certo il marmo del Senato, ma la sabbia del Colosseo, lui porterà loro la morte, in cambio lo ameranno. (Senatore Gracco)
- Noi mortali non siamo che ombre e polvere. Ombre e polvere, Massimo! (Proximo)
- Sangue! Sangue! Sangue! (La folla) [All'arena dei gladiatori]
- Ispanico! Ispanico! Ispanico! (La folla) [All'arena dei gladiatori]
- Morte, morte, morte! (La folla) [All'arena dei gladiatori]
- Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta... in questa vita o nell'altra. (Massimo)
- È un sogno, un sogno spaventoso, la vita. (Commodo)
- Hai un grande nome, dovrà uccidere il tuo nome prima di uccidere te! (Iuba) [Rivolto a Massimo]
- Roma vale la vita di un uomo giusto? Noi lo credevamo una volta. Fate in modo che possiamo crederlo ancora! (Lucilla)
- Era un soldato di Roma. Onoratelo! (Lucilla) [Davanti al corpo esanime di Massimo]
- Io ti riincontrerò un giorno... ma non ancora. Non ancora. (Iuba)
- Il tempo degli onori presto sarà finito per te, principe. (Massimo)
- Qualsiasi cosa esca da quella porta... State uniti. (Massimo)
[modifica] Dialoghi
- Commodo: Soldato, sei famoso, ti chiamano "L'Ispanico", ma perché l'eroe non si rivela e ci dice il suo vero nome? Perché tu hai un nome vero?
Massimo: Mi chiamano"gladiatore" [si volta dandogli le spalle]
Commodo: Come osi voltare le spalle a me? Schiavo! Ti toglierai l'elmo e mi dirai il tuo nome!
Massimo [togliendosi l'elmo]: Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell'esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell'unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa... e avrò la mia vendetta... in questa vita o nell'altra!
- Quinto: Soldato, ti ho ordinato di spostare in avanti quelle catapulte, sono troppo distanti.
Massimo: La distanza è buona...
Quinto: Il rischio per la cavalleria...
Massimo: ...è accettabile, intesi?
- Quinto: Un popolo dovrebbe capire quando è sconfitto.
Massimo: Tu lo capiresti Quinto? Io lo capirei?
- Marco Aurelio: Hai dimostrato il tuo valore ancora una volta, Massimo... speriamo che sia l'ultima.
Massimo: Non c'è più nessuno da combattere, Cesare.
Marco Aurelio: Ahh... c'è sempre qualcuno da combattere...
- Marco Aurelio: Come posso ricompensare il più grande condottiero di Roma?
Massimo: Lasciami tornare a casa.
- Valerio: Torni agli accampamenti, generale? ...oppure a Roma?
Massimo: A casa, da mia moglie, da mio figlio e al mio raccolto...
Quinto: Massimo il contadino, è ancora difficile immaginarlo per me.
Massimo: La terra si toglie molto più facilmente del sangue, Quinto.
- Massimo: La mia casa è sulle colline di Trujillo. Un posto molto semplice, pietre rosa che si scaldano al sole e un orto che profuma di erbe di giorno e di gelsomino la notte. Oltre il cancello c'è un gigantesco pioppo, fichi, meli, peri. Il terreno, Marco, è nero, nero come i capelli di mia moglie, vigne sui declivi a sud, olivi su quelli a nord, cavallini giocano con mio figlio che vuole essere uno di loro.
Marco Aurelio: Da quanto manchi dalla tua casa?
Massimo: 2 anni, 264 giorni e questa mattina.
- Marco Aurelio: C'è un ultimo dovere che ti chiedo di compiere prima di tornare alla tua casa.
Massimo: Che cosa vuoi che faccia, Cesare?
Marco Aurelio: Voglio che tu divenga il protettore di Roma, dopo la mia morte. Te ne darò l'autorità... per un unico scopo: restituire il potere al popolo di Roma e porre fine alla corruzione che la rende abbietta.
- Massimo: E Commodo? [Parlando del successore]
Marco Aurelio: Commodo è un uomo senza moralità, lo sai sin da quando eri ragazzo... Commodo non può governare, non deve assolutamente governare.
- Lucilla: Servirai mio fratello come hai servito mio padre?
Massimo: Io servirò sempre Roma!
- Lucilla: C'è sempre stato un Senato...
Commodo: Roma è cambiata, ci vuole un imperatore... per governare un impero!
Lucilla: Certo, ma lascia al popolo le sue...
Commodo: ...illusioni?
Lucilla: Tradizioni!
- Lucilla: Il popolo ama sempre le vittorie... [Parlando della guerra del padre contro i barbari]
Commodo: Perché? Non assistono alle battaglie, cosa gliene importa della Germania?
Lucilla: Il popolo tiene alla grandezza di Roma.
Commodo: La grandezza di Roma? E che cos'è la grandezza?
Lucilla: È un'idea, la grandezza.... la grandezza è una visione...
- Lucilla: Conoscevo un uomo una volta, un uomo nobile, un uomo dai saldi principi che amava mio padre e che mio padre amava. Quell'uomo servì bene Roma.
Massimo: Quell'uomo non esiste più. Tuo fratello ha fatto bene il suo dovere.
Lucilla: Lasciati aiutare da me.
Massimo: Sì, tu puoi aiutarmi, dimentica di avermi conosciuto e non tornare mai più qui. Guardia, questa donna ha finito con me!
- Commodo: Che cosa devo fare con te, sembra proprio che tu non voglia morire. Siamo poi così diversi tu e io? Anche tu togli la vita quando devi, come faccio io.
Massimo: Ho solo un'altra vita da prendere, poi avrò finito.
Commodo: Allora prendila adesso! Mi hanno detto che tuo figlio gridava come una femminuccia mentre lo inchiodavano alla croce e tua moglie gemeva come una puttana mentre la violentavano ancora e ancora e ancora.
Massimo: Il tempo degli onori presto sarà finito per te, principe...
- Iuba: È laggiù da qualche parte il mio paese, casa mia. Mia moglie prepara il cibo, mia figlia va a prendere l'acqua al fiume, le potrò mai rivedere? Io non credo.
Massimo: Pensi che le rincontrerai dopo la tua morte?
Iuba: Penso di sì. Però io morirò presto, loro non moriranno per molti anni, dovrò aspettare.
Massimo: Ma tu aspetteresti loro?
Iuba: Certo.
Massimo: Vedi, mia moglie e mio figlio, loro mi stanno già aspettando.
Iuba: Li rincontrerai un giorno, ma non ancora.
- Commodo: Massimo, Massimo, Massimo, ti acclamano. Il generale che diventò uno schiavo, lo schiavo che diventò un gladiatore, il gladiatore che sfidò un imperatore, una storia che colpisce e adesso il popolo vuole sapere come va a finire, soltanto una morte gloriosa li soddisferà e cosa c'è di più glorioso che sfidare l'imperatore in persona nella Grande Arena?
Massimo: Tu combatteresti contro di me?
Commodo: Perché no? Credi che io abbia paura?
Massimo: Credo che tu abbia avuto paura per tutta la vita.
Commodo: A differenza di Massimo l'invincibile, che non conosce paura?
Massimo: Conoscevo un uomo che una volta disse: la morte sorride a tutti, un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.
Commodo: Mi chiedo se questo tuo amico ha sorriso alla sua morte.
Massimo: Dovresti saperlo, era tuo padre.
Commodo: Tu amavi mio padre lo so, ma lo amavo anch'io, questo ci rende fratelli non è così? Sorridi per me adesso fratello. [Lo pugnala al costato]
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