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Il capo dei capi, serie televisiva italiana del 2007.
- Fate sapere a Tommaso Buscetta che il suo sangue non invecchierà. (Riina)
- Lo Stato se vuole campare deve trattare con mia. (Riina)
- Voglio sapere a che punto vuoi arrivare, Totò. (Bernardo Provenzano)
- Mi chiamarono dall'ospedale, mi dissero di preparare la cravatta nera. (Riina)
- E allora stappiamo stò Moet et Chandon. (Riina)
- D'accordo, Zio Tano ve lo voglio salvare, ma Beppe di Cristina e Pippo Calderone devono morire. (Riina)
- [A Leoluca bagarella] Ti piace scannare un cristiano? [Indicando il giornale con la foto del giudice Terranova] E scanname a' chistu! (Riina)
- Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. (Buscetta)
- Chiamatemi Binnu e Pocket Coffee. (Riina)
- [A Leoluca bagarella] Portatemi qua Schirò però lo voglio vivo. (Riina)
- 'A democrazia chista è, chiacchiere, che fanno perdere tempo e picciuli. (Riina)
- [A Totò Riina] Totò chi si mette contro tutti prima o poi o piglia in culo! (Provenzano)
- [Ai corleonesi] Che è, sti due soldi che ci danno i palermitani vi fecero passare a fame? (Riina)
- [A Biagio Schirò] Tu per me sei come la televisione. Io ti guardo, e guardando la vita tua mi ricordo che ho fatto bene a scegliere la vita mia. (Riina)
- Chi ci doveva garantire ci ha tradito, questo vuol dire che non ci sono più accordi, cu nessuno. CU NESSUNO!! (Riina)
- [Ai corleonesi] E che è 'st applauso, che sugnu Mike Bongiorno io? Quando si tratta d' ammazzare cristiani un s'applaude!! (Riina)
- Ma tu t'ummaggini a Falcone ca fa u sbirru cchiu sbirru di tutti? T'ummagini? (Riina)
- [A Bernardo Provenzano] E poi tocca ad Inzerillo, poi a Buscetta e poi ai parenti suoi. Di questi neanche il seme deve restare! (Riina)
- [alla Commissione] Voi la guardate la televisione? Guardatela, il mondo è confuso, l'Italia, è confusa, la sicilia è confusa, tutti confusi. Prendete la base di Comiso, interessa agli americani, interessa alla sicilia, e interessa pure a noi che ci siamo comprati i terreni vicini all'aereoporto, ma c'è un comunista che non la vuole, si chiama Pio La Torre. Lui vuole solo che lo Stato ci scassi la minchia! (Riina)
- Michele Greco: Johnny Gambino è il rappresentante di TUTTE le famiglie americane. E quello adesso, sta venendo qui, a Palermo.
Riina: E noi lo accoglieremo col rispetto che si deve a un capo.
Michele Greco: Johnny gambino non è un capo, Johnny gambino è IL capo. E speriamo che tu lo convinci che tutta questa carnezzeria era proprio necessaria.
Riina: E vediamo che cosa si può fare.
- Riina: Balduccio, che dici di Binnu?
Balduccio Di Maggio: Binnu è fedele a vossia.
Riina: Fedeli sono i cani.
- Buscetta: [A Falcone durante l'interrogatorio] Prima di incominciare vorrei dirle una cosa. Non sono un infame, non sono un pentito e non ho tradito Cosa Nostra, è Cosa Nostra che ha tradito se stessa.
Falcone: Ho capito. Mi usa la cortesia di togliersi gli occhiali? La vorrei guardare negli occhi.
Buscetta: Io ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore De Gennaro, ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la Mafia. E l'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà famoso, ma cercheranno di distruggerla, fisicamente e professionalmente. Pure a mia faranno la stessa cosa. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?
Falcone: Assolutamente, Buscetta.
Buscetta: Se vuole incominciare a scrivere... Mi chiamo Tommaso Buscetta e sono un uomo d'onore. Riina è il capo di tutto dottore, non vi lasciate incantare dalle sue facce da villano. Cosa Nostra è fatta come una Chiesa. Alla base ci stanno i soldati. I soldati sono organizzati in decine. Le decine sono comandate dai capidecine, che sono le colonne. E le colonne reggono la cupola. Totò Riina ha cominciato come un soldato e oggi sta sulla cupola. Comanda a tutti. Dai capifamiglia, ai politici, ai banchieri, ai poliziotti. Pure a voi. L'hanno chiamata guerra di mafia. Non è stata una guerra, dottore. È stato un massacro. La caccia all'uomo scatenata dai corleonesi. È salvatore Riina la mente, giudice Falcone. Poi c'è quella bestia di Bernardo Provenzano e Pino Scarpuzzedda e Luchino Bagarella sono il braccio, lasciate perdere Liggio, che è un povero buffone. Loro hanno ucciso il colonnello Russo, loro hanno voluto la morte di Terranova; è Totò 'u curtu che ha imposto alla commissione l'assassinio di Piersanti Mattarella e sempre 'u curtu che ha fatto uccidere il capitano Basile, l'onorevole Pio la Torre e il procuratore Scaglione. È lui che ha organizzato la morte di Dalla Chiesa, per fare un favore a qualche politico di Roma.
- Provenzano: [A Riina, prendendo un pacchetto di eroina in mano] Una volta se toccavamo questa roba i capi ci tagliavano le mani.
Riina: I tempi cambiano. Oggi chi non ce le mette le mani non conta una minchia. In confronto i soldi che facevamo con gli appalti sono niente.
Provenzano: Sì, ma ci siamo rotti la schiena.
Riina: E ora ricominciamo daccapo, come quando siamo venuti qui a Palermo.
Provenzano: Totò, ma per fare questo business ci vogliono amici e parenti in America. Tu ne hai parenti in America? No. E io manco. Perciò la strada passa per forza da quei cornuti palermitani.
Riina: Ma Binnu, ma dico, ma dopo tanti anni ancora non hai capito? La strada è i'cu s'a pigghia.
- Riina: [Ai poliziotti, durante l'arresto] Chi siete? Chi vi manda?
Ultimo: Ci mandano Falcone e Borsellino!
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