Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

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Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Immagine Dr. Strangelove - The War Room.png.
Titolo originale Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb
Paese Gran Bretagna, Stati Uniti d'America
Anno 1964
Genere satirico, commedia
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Peter George (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick, Peter George, Terry Southern
Attori
Doppiatori italiani

Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, film anglo-statunitense del 1964 con Peter Sellers e George C. Scott, regia di Stanley Kubrick.

Tagline
Ieri fantapolitica, oggi... quasi realtà.
Questo film è la... fine del mondo!

Incipit[modifica]

Da più di un anno, nelle altissime sfere del mondo occidentale, circolavano voci sinistre secondo le quali l'Unione Sovietica preparava quella che veniva considerata l'arma nucleare senza scampo, l'ordigno "Fine del mondo". I servizi informazioni avevano localizzato le basi di questo segretissimo piano nelle desolate lande perennemente avvolte dalla nebbia ai piedi delle cime artiche delle isole Zhokhov. Che cosa si stesse preparando in quella zona tanto lontana e inospitale, nessuno avrebbe potuto specificare. (voce narrante)

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Senti, Goldie, io mi sono fatto per lo meno quattro campagne elettorali, ma questa è la fesseria più grossa che abbia mai sentito! (Maggiore T.J. "King" Kong)
  • Ragazzi ho l'impressione che ci siamo: questo è un corpo-a-corpo nucleare coi russi! (Maggiore T.J. "King" Kong)
  • Prima sparare e poi chiedere spiegazioni. (Generale Ripper)
  • Mi prepari un po' d'alcol medicinale allungato con acqua piovana, e lei beva quello che desidera. (Generale Ripper)
  • Signor Presidente, io non dico che non ci costerà proprio niente. Però io dico non più di 10-20 milioni di morti. Massimo, ah... questione di fortuna. (Generale Turgidson)
  • Controllo del pacco di sopravvivenza. Ognuno deve contenere: una pistola calibro 45, due scatole di munizioni, razioni concentrate di emergenza per quattro giorni, un pacchetto medicinale contenente antibiotici, morfina, pillole di vitamine, stimolanti, sonniferi, pillole tranquillanti, un libretto comprendente un elenco di semplici frasi russe e la Bibbia, 100 dollari in moneta russa, altri 100 dollari in oro, nove pacchetti di gomma da masticare, un pacchetto di preservativi, tre rossetti, tre paia di calze di nylon... ci si potrebbe passare una bella domenica con tutta questa roba! (Maggiore T.J. "King" Kong)
  • Signori, non potete fare a botte in Centrale Operativa! (Presidente Muffley)
Gentlemen, you can't fight in here. This is the War Room! [1]
  • La deterrenza è l'arte di creare nell'animo dell'eventuale nemico il terrore di attaccare. Ed è proprio a causa dei congegni che determinano la decisione automatica e irreversibile, escludendo ogni indebita interferenza umana, che l'ordigno "Fine di mondo" è terrorizzante. Eh, eh, eh... è di facile comprensione. E assolutamente credibile e convincente. (Dottor Stranamore)
  • Dunque, ragazzi: abbiamo tre motori fuori combattimento e abbiamo nella pancia più buchi di uno scolabrodo. La radio è partita, perdiamo carburante, e se scendiamo un altro po' ci vogliono gli sci, invece delle ali. Però un vantaggio ce l'abbiamo, sui russi: a questa altezza ci possono arpionare, magari, ma sullo schermo del radar sicuramente non ci trovano. (Maggiore T.J. "King" Kong)
  • Dimitri, senti, se è come dici e se l'aereo riesce a mollare la bomba, insomma, è... è sufficiente a far scattare l'ordigno "Fine del mondo"? Ne sei certo? Vabbe', senti... senti, questo aereo allora me lo devi abbattere, Dimitri! E vabbe', scusa se mette in difficoltà i tuoi radar volando basso, ma è proprio così che gli insegnano a fare qui da noi. Vi abbiamo anche detto dove sta andando, non mi dire che con tutto quel po' po' di roba che avete non riuscite a fermare un aereo, uno?! Ma insomma, mi sembra che non faccia comodo neanche a voi se l'ordigno "Fine del mondo" si mette a scoppiare! (Presidente Muffley) [al telefono col primo ministro Kisov]
  • Siamo sulla rotta d'attacco, ragazzi. Questi portelloni li apro a costo di dover usare l'apriscatole. (Maggiore T.J. "King" Kong) [mentre va nell'alloggiamento della bomba per riparare un problema meccanico]
  • Signor Presidente, io non escluderei la possibilità di conservare un nucleo di esemplari umani. Sarebbe piuttosto facile, eh, eh... in fondo a qualcuna delle nostre miniere più profonde. La radioattività non potrebbe arrivare in fondo ai pozzi migliaia di metri sotto terra. E in qualche settimana si potrebbero approntare le sistemazioni per renderli abitabili. (Dottor Stranamore)
  • Senza dubbio, mein Führer! Coi reattori nucleari... Oh, eh... volevo dire: signor Presidente. (Dottor Stranamore)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Ambasciatore sovietico [dopo aver chiamato al telefono il primo ministro sovietico Dimitri Kisov, passando la telefonata al presidente Muffley]: Io fatto come voleva, ma attento signor Presidente, io credo che ubriaco!
    Presidente Muffley: Pronto? ...Eh, eh... pro... pronto, Dimitri? Dimitri, non sento molto bene, ti dispiacerebbe abbassare un po' il giradischi? Adesso è molto meglio, sì. Eh... Sì, sì, bene. Ti sento alla perfezione, Dimitri. La voce mi arriva chiara e senza il minimo disturbo. Anch'io non sono disturbato, vero? Bene, bene... Allora vuol dire che né io né te siamo disturbati. Bene. Sì, è una bella cosa che tu stia bene e anch'io. Sono dello stesso parere. È bello stare bene. Senti un po', Dimitri... Ti ricordi che noi... noi abbiamo sempre parlato di questa possibilità che succedesse qualche inconveniente con la bomba? La bomba, Dimitri. La bomba all'idrogeno. Be', insomma, è successo questo: uno dei nostri comandanti di base ha... ha... ha... ha avuto come... be', insomma, gli è girato il boccino. Be', sai, è diventato un po'... strano, e... Insomma, ha fatto una sciocchezzuola... Ecco, adesso ti dico cosa ha fatto: ha ordinato ai suoi aerei di venirvi a bombardare. Ma lasciami finire, Dimitri! Lasciami finire, Dimitri! Ma cosa credi, che io mi stia divertendo? Tu te l'immagini quello che sto passando io, Dimitri? E se no perché t'avrei telefonato? Per dirti "ciao"? Certo che mi fa piacere parlarti! Mi fa molto, moltissimo piacere... Non adesso però, un'altra volta, adesso ti ho chiamato per dirti che è successo qualcosa di... di veramente terribile... È una telefonata amichevole, sicuro che è amichevole... eh... senti, se non fosse amichevole... eh... non te l'avrei fatta proprio.
    [...]
    Dispiace anche a me Dimitri... Mi dispiace molto... Va bene, dispiace più a te che a me, però dispiace anche a me... A me dispiace quanto a te, Dimitri! Non dire che a te dispiace più che a me, perché io ho il diritto di essere dispiaciuto quanto lo sei tu, né più né meno... Ci dispiace ugualmente, va bene? D'accordo.
  • Dottor Stranamore: Perché, insomma, lo scopo dell'ordigno "Fine di mondo" è perduto se si tiene segreto. Perché non l'avete detto al mondo, eh?
    Ambasciatore sovietico: Doveva essere annunciato a congresso di partito lunedì, a Kisov piace fare sorprese!
  • Comandante Mandrake [cercando di telefonare al Presidente Muffley da un telefono pubblico]: Non ho abbastanza spiccioli, non si potrebbe fare a carico del destinatario la telefonata? [...] Signorina, ehm... senta, non è possibile fare la chiamata come se fosse impersonale? Be', come si dice... insomma... oh... insomma, al centralino. Maledetto il demonio, mancano sempre venti centesimi. Aspetti, signorina, aspetti un momento. Colonnello, quel distributore di Coca Cola. Faccia saltare la chiusura. Dentro ci saranno dei soldi.
    Colonnello Guano: Ma è proprietà privata.
    Comandante Mandrake: Colonnello, se lo immagina che cosa succederà a lei e ai paraocchi con cui guarda la vita e tutto il resto quando si saprà che ha ostacolato una telefonata di questa importanza diretta al Presidente degli Stati Uniti? Se l'immagina lei? Faccia saltare la serratura! Col mitra! A questo servono i mitra, fesso!
    Colonnello Guano: E va bene. Io lo faccio, se insiste. Ma se lei non parla col Presidente degli Stati Uniti sa che le succede poi?
    Comandante Mandrake: Cosa?
    Colonnello Guano: Che la società del Coca Cola le fa causa.
  • Generale Turgidson: Professore, eh... lei ha parlato di un rapporto di dieci femmine per ogni maschio, ma questo comporterebbe forse l'abbandono definitivo delle cosiddette relazioni sessuali monogame, intendo dire per quanto riguarda gli uomini?
    Dottor Stranamore: Disgraziatamente, sì. Questo però è un sacrificio al quale dovremmo rassegnarci per il bene del genere umano. E aggiungo subito che, siccome i maschi dovranno sottoporsi a questo eccezionale sforzo, a vantaggio dell'umanità, le femmine dovranno essere scelte tenendo presente le loro doti fisiche che dovranno essere stimolanti sessualmente.
    Ambasciatore sovietico: Io riconosco che c'è qualcosa di buono in questa idea, professore!
    Dottor Stranamore: Grazie, eccellenza.

Explicit[modifica]

Mein Führer! Io cammino! (Dottor Stranamore) [alzandosi dalla sedia a rotelle, preso dall'entusiasmo nel descrivere le avventure che si apprestano davanti a loro]

Citazioni su Il dottor Stranamore[modifica]

  • Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. [Paolo Merenghetti, Dizionario dei film]
  • Con l'aiuto di Terry Souther, Kubrick ha costruito, penso, la sceneggiatura comica meglio scritta del cinema del dopo-guerra. [Alexander Walker intervistato in Inside the Making of Dr. Strangelove]
  • Enorme, beffardo, anarchico, violento e lucidissimo, è il più bell'attacco che sia stato fatto alla follia atomica dei nostri tempi, e al militarismo americano. Senza messaggi e illusioni, senza risparmiare nessuno, Kubrick descrive ghignando il meccanismo atroce in cui siamo inseriti, la danza macabra di cui siamo partecipi [George Sadoul, Dizionario dei film, Sansoni Ed., Firenze 1990]
  • Fu a questo punto che decisi di trattare la storia come una commedia-incubo. Seguendo questo approccio, trovai che non interferiva mai con la presentazione di argomenti ben elaborati. Mentre eliminavo le incongruenze, mi sembrò meno stilizzata e più realistica di qualsiasi cosiddetta seria o realistica trattazione, che di fatto è più stilizzata rispetto alla vita stessa, per via della meticolosa esclusione delle banalità, dell'assurdo e delle incongruenze. Nel contesto dell'imminente distruzione del mondo, l'ipocrisia, le incomprensioni, la lascivia, la paranoia, l'ambizione, gli eufemismi, il patriottismo, l'eroismo ed anche la ragionevolezza possono evocare un'orribile risata. [Stanley Kubrick, citato in Brian Siano, A Commentary on Dr. Strangelove]
  • La mia idea di girarlo come una commedia da incubo venne nelle prime settimane di lavoro sulla sceneggiatura. Trovai che cercando di mettere della carne attorno alle ossa e immaginando le scene nella loro completezza, bisognava continuare a tenere fuori cose che erano assurde o paradossali, se si voleva evitare che fossero divertenti; e queste cose sembravano essere vicine al cuore delle scene in questione. [Stanley Kubrick, citato in Macmillan International Dictionary of Films and Filmmakers, vol. 1, p. 126]
  • Per la maggioranza degli americani, la bomba "divenne il simbolo unificante della sicurezza e del consenso americano", ma per una piccola ma crescente minoranza rappresentava "l'insicurezza, l'immoralità, l'insanità e la ribellione americana". L'emergere della "cultura del dissenso" divenne evidente già dalla fine degli anni '40, in particolar modo in forme di cultura popolare come film, fiction e musica. Secondo Henrikson, le crisi dirompenti della guerra fredda sotto l'amministrazione Kennedy incitarono un "risveglio morale" riguardo alla bomba, perché gli americani medi fronteggiavano il pericolo dell'annientamento nucleare per la prima volta. Questo risveglio è esemplificato al meglio dal classico del 1964 di Stanley Kubrick, Il dottor Stranamore, la prima aperta critica alla bomba nella cultura popolare. Dopo il film di Kubrick, la cultura del dissenso crebbe nell'attivismo e nella ribellione degli anni '60 e '70, che alla fine contribuirono ad indebolire il potere degli stati della guerra fredda che controllavano la bomba. [Mark D. Van Ells commentando il libro di Margot A. Henriksen, Dr. Strangelove's America: Society and Culture in the Atomic Age, University of California Press, 1987]

Note[modifica]

  1. Tradotto letteralmente dall'inglese sarebbe: "Signori, non potete combattere qui, questa è la stanza della guerra!" Dopo un sondaggio tenuto negli USA nel 2005 dall'American Film Institute, che è andato a comporre l'AFI 100's years... 100 movie quotes, questa citazione è stata inserita al 64° posto nella classifica delle cento battute più celebri della storia del cinema.

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