Il mio nome è Nessuno

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Il mio nome è Nessuno

Immagine Il mio nome è Nessuno.jpg.
Titolo originale Il mio nome è Nessuno
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1973
Genere western
Regia Tonino Valerii
Soggetto Ernesto Gastaldi, Fulvio Morsella, Sergio Leone
Sceneggiatura Ernesto Gastaldi
Interpreti e personaggi
Note
Musiche: Ennio Morricone

Il mio nome è Nessuno, film italiano del 1973 con Terence Hill ed Henry Fonda, regia di Tonino Valerii.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • L'unico modo per allungarsi la vita è cercare di non accorciarla. (Nessuno)
  • Beato chi divide col prossimo i pesi della vita. (Nessuno)
  • Io ho giocato solo da bambino, e giocavo a Jack Beauregard. (Nessuno a Jack Beauregard nel cimitero indiano)
  • Luccichi come la porta di un bordello. (Jack Beauregard a Nessuno nel cimitero indiano)
  • Il destino spesso lo si incontra proprio sulla strada presa per evitarlo. (Nessuno)
  • Caro Nessuno, morire non è poi la cosa peggiore che possa capitare ad un uomo. Guarda me: sono morto da tre giorni, e finalmente ho trovato la pace. Dicevi sempre che la mia vita era appesa ad un filo, be'... adesso anche la tua è appesa ad un filo, e sono in molti a volerlo tagliare quel filo; ma a te piace rischiare, è il tuo modo di sentirti vivo. Ecco vedi, forse la differenza tra me e te è tutta qui: io, quando capivo che c'era un guaio in vista se potevo lo evitavo; tu no, se il guaio non c'è te lo inventi, e poi risolvi tutto lasciando il merito a un altro, così puoi continuare ad essere nessuno; non è mal pensata sai? Ma stavolta hai giocato grosso, e sono già in troppi a sapere che sei qualcuno, così finirai anche tu per farti un nome, e allora vedrai che non avrai più tempo per giocare, e sarà sempre più dura, finché magari troverai anche tu uno che ti vuol mettere nella storia e per tornare ad essere nessuno, si può solo morire. Be', d'ora in poi dovrai camminare nelle mie scarpe e forse ti passerà un po' di tutta quella voglia di ridere che c'hai. Ma una cosa la puoi ancora fare: conservare un po' di quella illusione che faceva muovere noi altri, quelli della vecchia generazione, e anche se lo farai col tuo solito tono da burla te ne saremo grati lo stesso. Perché in fondo, ai miei tempi eravamo romantici, credevamo ancora di poter risolvere tutto faccia a faccia con un buon colpo di pistola, allora il west era immenso, sconfinato, deserto, un posto dove non si incontrava mai due volte la stessa persona. Poi? poi sei arrivato tu, ed è diventato piccolo, affollato, ci si incontra continuamente! Eppure, se tu puoi andare ancora in giro acchiappando mosche, lo puoi fare anche perché prima ci sono stati quelli come me. Sì, quelli che devono finire sui libri di scuola perché la gente deve pur credere in qualcosa, come dici tu. Ma non potrai certo farlo per molto tempo ancora. Il paese è cresciuto, è cambiato, io non lo riconosco più e già mi ci sento straniero. Ma quello che è peggio, è che anche la violenza è cambiata; si è organizzata! E un buon colpo di pistola non basta più. Ma tu lo sai già, perché questo è il tuo tempo, non più il mio. A proposito, ho trovato anche la morale della storiella che raccontava tuo nonno, sì quella dell'uccellino che la vacca aveva coperto di merda per farlo star caldo e che poi fu tirato fuori e mangiato dal cojote. È la morale dei tempi nuovi: non tutti quelli che ti buttano della merda addosso lo fanno per farti del male, non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda lo fanno per farti del bene. Ma soprattutto, quando sei nella merda fino al collo, sta zitto. Perciò, uno come me deve andarsene, e devo dire la verità: la tua è stata una buona idea, all'altezza dei tempi nuovi. Con il tuo finto duello, hai trovato il modo più pulito di farmi uscire dal West. Del resto io sono stanco, e gli anni non fanno dei sapienti, fanno solo dei vecchi, è vero che si può essere come te, giovani di anni e vecchi di ore. Sto sputando sentenze, eh? Ma è colpa tua: come vuoi che parli un monumento nazionale? Ti auguro di incontrare uno di quelli che non si incontrano mai, o quasi mai, così potrete farvi compagnia. Per me è difficile che il miracolo si ripeta, ma come si dice... la distanza fa più cara l'amicizia e l'assenza la fa più dolce. Ma adesso che non ti vedo da tre giorni, comincio già a sentire la tua mancanza. Be', ora ti devo proprio lasciare, e anche se sei un gran ficcanaso rompiscatole e impiccione, grazie di tutto. Ah, dimenticavo, quando vai dal barbiere, assicurati che dietro al grembiule ci sia sempre la faccia giusta. (Jack Beauregard, lettera a Nessuno nella scena finale del film)
  • Jack Beauregard. 1848-1899. Nobody was faster on the draw. (Cartello stradale, appeso dove "morì" Jack)

Dialoghi[modifica]

La scena mostra una strada di una cittadina del far-west dove molta gente sta assistendo in una giornata soleggiata e molto afosa ad un duello tra pistoleri.
In un fotogramma del film.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Nessuno: Se te ne vai anche tu qui chi ci rimane? Nessuno.
    Jack Beauregard: Smettere a volte è più difficile che cominciare.
    Nessuno: Smettere è giusto, ma uno come te deve finire in bellezza.
  • Nessuno: Pensa che bello, fin da ragazzo ti ho sempre sognato così. Una pianura sterminata e deserta, centocinquanta figli di puttana scatenati a cavallo da una parte e dall'altra parte tu, solo.
    Jack Beauregard: Perché solo centocinquanta?
    Nessuno: Eh, il mucchio selvaggio sono solo centocinquanta no?
    Jack Beauregard: Soltanto che cavalcano e sparano come fossero mille. Di un po' ma tu chi sei?
    Nessuno: Io? Nessuno.
    Jack Beauregard: Allora prima diventa qualcuno così ci andiamo in due e li accerchiamo.
  • Jack Beauregard: Che cosa fai qui?
    Nessuno: Sto pregando.
    Jack Beauregard: Fai bene a farlo.
    Nessuno: Perché?
    Jack Beauregard: Perché continui a seguirmi.
    Nessuno: Ma io ho un sacco di amici qui. Ieri è morto Ramo Spezzato; il prete è arrivato in tempo, ma il medico no. Tu piuttosto che fai qui, in mezzo agli Indiani?
    Jack Beauregard: Sto cercando qualcuno.
    Nessuno: Amico o nemico?
    Jack Beauregard: Sono affari miei.
    Nessuno: Come si chiama?
    Jack Beauregard: Affari suoi.
  • Nessuno [Mostrando a Jack il cappello bucato dai suoi proiettili]: Quattro colpi, un buco solo: proprio come ai bei tempi!
    Jack Beauregard [Scansando le dita di Nessuno che coprivano un secondo foro nel cappello]: I bei tempi non ci sono mai stati. Di un po', qual è il tuo gioco?
    Nessuno: Io ho giocato solo da bambino e giocavo a Jack Beauregard.
  • Nessuno [Cercando di convincere Jack Beauregard ad affrontare il Mucchio Selvaggio]: Pensa che bello, finiresti su tutti i libri di storia!
    Jack Beauregard: Così tu saresti tra quelli che leggono, ed io invece tra quelli che muoiono.
  • Jack Beauregard [rivolto a Nessuno]: Comunque mi hai salvato la pelle oggi, ma preferisco morire per colpa mia, che vivere per colpa tua.
    Vecchio: Ahhh questa mi pare proprio una stronzata ragazzo, quello che è meglio è vivere, fregatene di chi è la colpa.
  • Nessuno: La conosci la storia dell'uccellino? Mio nonno me la raccontava sempre.
    Jack Beauregard: Diventare nonni era estremamente difficile ai tempi miei.
    Vecchio: Era difficile, ragazzo, ma non impossibile.
    Nessuno: Allora, questo uccellino non sapeva ancora volare; durante l'inverno, in una notte fredda, ruzzola giù dal nido e finisce sul sentiero. Comincia a gridare "PIIO PIIO PIIO" come un matto e sta per morire di freddo, ma fortuna per lui ecco che arriva una vacca; lo vede e pensa di scaldarlo, e così alza la coda e... SPLASH!, una margherita bella e fumante, grossa così. L'uccellino al caldo è tutto contento, tira fuori il capino e ricomincia "PI-PIIO PI-PIIO" più forte di prima. Ma un vecchio cojote lo sente e arriva di corsa, allunga una zampa e lo tira fuori dalla cacca, lo pulisce ben benino, e poi... GNAM! Se lo ingoia in un solo boccone. Il nonno diceva che la morale c'è, ma che bisogna trovarsela da soli.
    Vecchio: ...l'uccellino, il cojote, la margherita... a me queste storie di merda mi fanno scoppiare la testa.
  • Jack Beauregard: Perché vuoi farmi diventare un eroe?.
    Nessuno: Ma lo sei già. Ti manca solo un gran finale, ti manca l'impresa da leggenda.
    Jack Beauregard: Quello che non riesco a capire è perche a te importa tanto.
    Nessuno: Un uomo che è un uomo deve credere in qualcosa.
    Jack Beauregard: Nella vita ho incontrato di tutto, ladri, assassini, preti e preti spretati, ricattatori, ruffiani, perfino qualche uomo onesto, ma uomini soltanto mai.
    Nessuno: Proprio di quelli parlo: non si incontrano quasi mai, ma sono gli unici che contano.

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