Il processo (film)

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Il processo

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Titolo originale

Le Procès

Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 1962
Genere drammatico, fantastico
Regia Orson Welles
Soggetto Franz Kafka (romanzo)
Sceneggiatura Orson Welles
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il processo, film statunitense del 1962 con Anthony Perkins, diretto ed interpretato da Orson Welles.

Dialoghi[modifica]

  • Prete: Tu sei Joseph K?
    Joseph K.: Sì.
    Prete: Un accusato.
    Joseph K.: Così mi hanno detto.
    Prete: La tua causa sta andando male.
    Joseph K.: Il... il mio primo ricorso non è stato ancora presentato.
    Prete: La tua colpevolezza pare sia stata provata.
    Joseph K.: Ma io non sono colpevole! E per di più, com'è possibile che un uomo sia colpevole? Non siamo forse tutti quanti uguali noi altri?
    Prete: È quello che dicono tutti i colpevoli. Cosa intendi fare tu adesso?
  • Joseph K.: Che fa qui in Chiesa lei? Ma sono in Chiesa o in una sezione del Tribunale?
    Avvocato Hastler: Ho lasciato il mio letto per te.
    Joseph K.: Per me può ritornarci anche subito.
    Avvocato Hastler: Non crederai sul serio di poterti difendere da solo.
    Joseph K.: Non mi restano che due vie: difendermi da solo o ribellarmi.
    Avvocato Hastler: Ribellarti al Tribunale?
    Joseph K.: Ribellarmi a tutti! Cos'è questo?
    Avvocato Hastler: Solo un mezzo per illuminati.
    Joseph K.: Sono stufo di chiacchierare.
    Avvocato Hastler: Ascolta figliolo, lo sbaglio che tu stai commettendo è descritto nelle note introduttive della Legge: davanti alla porta della Legge c'è un guardiano, un uomo di campagna si presenta a lui e lo prega di farlo entrare, ma il guardiano non può lasciarlo passare. L'uomo, sperando di essere ammesso più tardi, resta lì ad aspettare di sua iniziativa...
    Joseph K.: E quando l'uomo ormai vecchio sta per morire il guardiano gli rivela che quella porta era destinata a lui solo.
    Avvocato Hastler: Nessuno oltre te poteva varcare questa porta, e adesso, io andrò a chiuderla. Alcuni commentatori sottolineano che l'uomo venne spontaneamente alla porta, nessuno gliel'aveva imposto.
    Joseph K.: E io dovrei accettare tutto questo come una verità?
    Avvocato Hastler: Non è obbligatorio credere che tutto sia vero, ma solo che tutto è necessario.
    Joseph K.: Signore che miserevole teoria, la menzogna elevata a principio universale.
    Avvocato Hastler: Compiendo la follia di ribellarti al Tribunale speri per caso di dare ad intendere che sei pazzo? Indubbiamente hai trovato il modo di convalidare questa tesi, sostenendo di essere vittima di non si sa quale complotto!
    Joseph K.: Secondo lei questo è un segno di pazzia vero?
    Avvocato Hastler: Solo di mania di persecuzione.
    Joseph K.: Mania di...
    Avvocato Hastler: Certo.
    Joseph K.: Non pretendo di essere un martire. No.
    Avvocato Hastler: E nemmeno una vittima della società?
    Joseph K.: Io faccio parte della società.
    Avvocato Hastler: Pensi di poter convincere il Tribunale che non sei responsabile perché infermo di mente?
    Joseph K.: Penso sia il Tribunale a volermi convincere di questo. Sì, ecco qual è la vera congiura. Persuadere tutti noi che il mondo intero è pazzo! Informe! Privo di senso! Assurdo! Ecco lo sporco gioco. Perciò ho perso la mia causa! E con questo? Lo sa? Anche lei è perduto. Tutto è perduto. Tutto. E che significa? Crede basti una sentenza a condannare l'universo intero alla follia?
    Prete: Non riesci dunque a vedere niente?
    Joseph K.: Ma certo. Io sono responsabile.
    Prete: Figliolo.
    Joseph K.: Non sono suo figlio.

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