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Il valzer del pesce freccia, film statunitense del 1993 del regista bosniaco Emir Kusturica.
- «Buon giorno Colombo!» diceva sempre così mia madre, per ricordarmi che l'America è già stata scoperta e che i sogni sono molto lontani dalla realtà. Ma che senso ha vivere se qualcuno ti ha già spiegato la differenza tra una mela e una bicicletta? Se mordo una bicicletta e faccio un giro su una mela allora scoprirò la differenza. Ma pensare a cosa fare mi stancava più dello stesso fare. Ricordo che mio padre una volta disse che per vedere l'anima di una persona bisognava farsi raccontare i suoi sogni; questo ti avrebbe permesso di averer pietà per quelli che stavano nella merda anche più di te. Mi chiamo Axel Blackmar e lavoro per il dipartimento della caccia e della pesca. Molta gente pensa che io conti i pesci, ma non è così. Io li osservo: osservo le loro anime e leggo i loro sogni e poi li faccio entrare nei miei sogni. La gente pensa che i pesci siano stupidi ma io ho sempre saputo che non lo sono perché loro sanno sempre quando stare zitti... è la gente che è stupida. I pesci sanno tutto e non hanno bisogno di pensare. (Axel)
- È come essere il dio dei pesci. Davvero non ho mai sentito un pesce mentire. Non ho mai visto un pesce nuotare nella merda come fanno gli esseri umani: è per questo che mi piace il mio lavoro. E mi piace anche New York. Non perché mia madre diceva che New York è uno degli otto punti più magnetici del mondo, ma perché qui puoi vedere tutti, senza essere visto da nessuno. (Axel)
- Mio padre diceva sempre che il lavoro è come un cappello che ti metti sulla testa. Anche se non hai i calzoni, non devi andare in giro vergognandoti del tuo sedere, finché hai un cappello sulla testa. (Axel)
- Dicevo che mi stavo innamorando da morire, ma mi sbagliavo perché per la prima volta in vita mia mi stavo innamorando da volare. (Axel)
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