In Treatment

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In Treatment

Serie TV

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Titolo originale In Treatment
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2008 – 2010
Genere drammatico
Stagioni 3
Episodi 106
Ideatore Hagai Levi, Rodrigo García
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

In Treatment, serie televisiva statunitense, prodotta dal 2008 al 2010.

Stagione 1[modifica]

Episodio 1, Laura – Prima settimana[modifica]

  • Laura: Te l'avevo detto.
    Paul: Detto cosa?
    Laura: Che ti saresti pentito di avermi incoraggiato a piangere qui.
    Paul: Non sono affatto pentito.
    Laura: Non ti aspettavi che sarebbe stato così, scommetto.
    Paul: Così come?
    Laura: Sai una cosa? È una delusione. Credevo che mi sarei sentita meglio, sollevata. Credevo che sarebbe stato più divertente.
    Paul: E non è così?
    Laura: No, è orribile. Non so se riesco a parlare, oggi, Paul. Non sarei dovuta venire.
  • Laura: Ha detto... "Sembri così triste". E io ho detto: "Davvero"? E lui ha detto: "Sì, davvero". "Ti dona". "Ti dona"...Voglio dire, che ne è stato dei vari "Sai dirmi l'ora"? o "Non ci siamo già incontrati prima"? Devo essere veramente fuori dal giro, Paul. Che ne pensi? Voglio dire, sono bella quando sono triste?
    Paul: Penso che nessuno sia bello, quando è triste.

Episodio 2, Alex – Prima settimana[modifica]

  • Paul: Forse non mi sono spiegato in modo chiaro prima quando dicevo che il cliente ha sempre torto. Quello che volevo dire era che, qualche volta, il paziente nasconde delle cose al suo terapista, a sé stesso. E quindi parte del nostro lavoro consiste nel riportare alla luce le cose che teniamo nascoste.

Episodio 3, Sophie – Prima settimana[modifica]

  • Paul: Quali domande vuoi che ti faccia?
    Sophie: Non lo so, domande da strizzacervelli.
    Paul: Dici riguardo a tua mamma, a tuo papà, questo genere di cose?
    Sophie: Non sembra che le interessi.
    Paul: Perché dici questo, Sophie? Sono molto interessato a qualsiasi cosa tu abbia da dire.

Episodio 4, Jake ed Amy – Prima settimana[modifica]

  • Paul: Mi sembra che entrambi proviate un'ampia varietà di emozioni nei confronti di questa gravidanza. Forse, Jake non stai affrontando le tue paure riguardo al non volere un altro figlio. E tu, Amy, dal canto tuo, se non fossi così impegnata a respingerlo potresti trovare, dentro di te, dei motivi per volere un altro figlio.
    Amy: Perché per voi due è così difficile capire che una donna possa voler anteporre la carriera, il suo corpo, o quant'altro all'avere un figlio?
    Paul: Quello che cerco di dire è che non credo che il problema sia stato messo bene a fuoco come entrambi vogliate ammettere.
  • Paul: Sapete perché non posso dirvi se abortire o meno? Non ha niente a che vedere col fatto che io sia uno psicoterapeuta o meno, se sono autorizzato o meno a farlo. Questa è una decisione personale, per entrambi. È una decisione personale e morale che dovete prendere da soli. Quello che posso fare è aiutarvi ad affrontare le vostre emozioni, in modo che possiate prendere la giusta decisione per entrambi. È tutto quello che posso fare. Tutto qui.

Episodio 5, Paul e Gina – Prima settimana[modifica]

  • Paul: Hanno un figlio, ma hanno provato ad averne un altro per cinque anni. Così lei rimane incinta e adesso vuole abortire. Credo che quello che voglia davvero sia liberarsi del marito.
  • Paul: Sai, se i pazienti potessero vedere cosa penso di loro, se davvero potessero leggermi nella mente, fuggirebbero a gambe levate, credimi. Cercherebbero di nascondersi.
    Gina: Cosa mi dici dei nuovi pazienti? Ne hai preso in carico qualcuno?
    Paul: Sì. Credo di farlo per provare a me stesso che è tutto a posto.
  • Paul: Mi ricordo quando hai detto che uno dei nostri più grandi problemi è che non abbiamo un pubblico, non abbiamo nessuno che ci dia una pacca sulla spalla, che approvi ciò che stiamo facendo. Qualcuno da cui tu possa andare a chiedere: "Hai visto come ho raggirato quella persona in quella situazione? Hai visto come sono riuscito a farla arrivare dove volevo?"
    Gina: Quel che volevo dire è che non abbiamo nessuno che ci critichi, nessuno che ci giudichi.

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