Football Club Internazionale Milano

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Inter)
Striscione esposto dalla curva interista in occasione del derby di Milano

Citazioni sul Football Club Internazionale Milano.

  • All'Inter ho trovato un ambiente che ha saputo apprezzare le mie qualità umane, conoscendole. Ho trovato persone che mi hanno valutato anche negli errori per come ero davvero e che mi sono state vicine anche nei momenti di difficoltà. Ed è per questo che sono ancora qui. (Marco Materazzi)
  • Amo l'Inter perché c'è Cordoba, perché c'è l'azzurro che è il mio colore preferito, per l'importanza del club, perché da qui sono passati i migliori giocatori del mondo fra cui un altro mio idolo, Vieira, quello per il quale ho la maglia numero 14. (Fredy Guarín)
  • Chi per la patria muor vissuto è assai, chi per l'Inter vive non muore mai. (Milano miliardaria)
  • Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. (Radiofreccia)
  • Da bambino ce l'avevo con l'Inter che era venuta a battere a Belgrado la mia squadra, la Stella Rossa. Ma poi quando, qualche anno dopo, fu il Milan ad eliminarci all'ultimo minuto da una coppa europea, diventati per reazione tifoso interista. (Vuk Jeremić)
  • Da piccolo ero tifoso dell'Inter. (Zlatan Ibrahimovic)
  • E fui dell'Internazionale, della squadra, cioè, di 'sciori', come veniva chiamata allora per distinguerla dal Milan. Al Milan infatti andavano le simpatie degli operai, dei brumisti [gli antenati dei tassisti] e dei ferrovieri. Il seguito dell'Internazionale invece era composto di studenti, impiegati. Era la squadra snob, insomma. (Ermanno Aebi)
  • Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza. Vi chiedo di urlare forza Inter con passione, ma senza rabbia. (Giacinto Facchetti)
  • Grazie alla squadra che mi ha dato la possibilità di finire così, con la mia gente, con la mia famiglia, con questa splendida vittoria: non è stato facile prendere questa decisione ma sono felice di aver concluso così, in questo modo. E grazie al presidente Moratti per aver dato la possibilità di giocare con questa squadra. (Iván Córdoba)
  • Hanno scelto per noi, i colori del cielo e della notte... Sono passati 100 anni e li ringraziamo ancora per aver fondato l'Internazionale Football Club. Era la sera del 9 marzo 1908, erano poco più di quaranta: oggi siamo milioni. Si radunarono nel cuore di Milano, al ristorante L'orologio; erano ribelli e avevano un sogno, dare la possibilità a tutti, italiani e stranieri, di giocare a calcio per la stessa bandiera nerazzurra. Sono passati cento anni da quella sera, cento anni di passione e bellezza, cento anni di attese, di fantasie, cento anni di sfide, di vittorie e di orgoglio, di tantissimo orgoglio! Questa è la notte della memoria, e del futuro, del filo che unisce i campioni di ieri, di oggi e di domani; è la notte che sognavano in quel lontano 9 marzo, e che noi regaliamo ai nostri bambini. È la notte di tutti gli interisti, piccoli e grandi, vicini e lontani. Per cento di questi giorni, per cento di queste emozioni, per sempre solo Inter! Con i colori del cielo della notte, infinito amore eterna squadra mia! (Gianfelice Facchetti)
  • Il giorno in cui l'Inter mi chiamerà, potrò pure morire. (Walter Zenga)
  • I nerazzurri sono forti e l'Inter è uno dei club più importanti del mondo. (Lionel Messi)
  • I nostri giocatori vivono le emozioni al massimo perché questo fa parte di noi. Il pubblico ci trasmette passione e noi li seguiamo, il presidente per primo. Siamo molto fortunati anche a poter puntare, prima che sulle doti tecniche, anche su quelle umane dei nostri giocatori: siamo stati bravi e fortunati a riuscire a trasmettere la nostra filosofia, il nostro modo di essere che ci rende diversi da tutti gli altri. (Marco Branca)
  • [Sulle parole di Antonio Ingroia che aveva definito l'Inter «la squadra della legalità»] Insomma, hanno avuto anche loro delle disavventure: passaporti falsi, cose strambe [...] hanno avuto anche alcuni presidenti arrestati, insomma, non è che brilla... Diciamo che il mondo del calcio non è mai brillato per legalità. (Marco Travaglio)
  • In Sudamerica l'Inter è da anni la squadra... sudamericana. Come se fosse un club in più, le televisioni diffondono più l'Inter delle altre. (Fredy Guarín)
  • La Curva Nord mi ha sempre stordito, la prima partita in amichevole non la dimenticherò mai. L'Inter mi ha portato la serenità di essere un uomo libero perché quando giochi per questa società che ti fa diventare il migliore, mi ha dato la fiducia, la verità di essere leader. (Youri Djorkaeff)
  • La prima volta che ho indossato la maglia dell'Inter, ho capito subito che la squadra aveva tanti tifosi appassionati e che era la squadra perfetta per poter realizzare tutto quello che sognavo da bambino. (Júlio César)
  • L'Inter, come squadra di calcio, è nata il 9 marzo del 1908, sotto la costellazione dei Pesci. In una delle interpretazioni più convincenti della sequenza zodiacale, il passaggio dal primo segno, l'Ariete, all'ultimo, i Pesci, è contrassegnato da una tendenza gradualmente ascensionale: si parte dal segno più istintuale per raggiungere quello più elevato. Un percorso che procede dall'affermazione terrestre alla liberazione dall'istinto. I pesci, quindi, sono il segno zodiacale più 'mistico'. Ho scelto consapevolmente un percorso irrituale, quello astrologico, per approfondire la personalità e l'essenza della squadra "Inter". L'Inter, se ci riferiamo alla sua ascendenza zodiacale, è una squadra 'mistica', capace di impennate, ma anche di cadute clamorose. (Elio Matassi)
  • L'Inter, un sogno: non potete neanche immaginare quanto questa squadra sia amata e seguita all'estero. L'Inter è un sogno per tutti, ma in Sudamerica ancora di più: da quando si è bambini si guardano le partite dell'Inter. (Álvaro Pereira)
  • [Nel 2012] L'Inter è campione di prescrizioni. È già a quota 9, quando arriverà a 10 avrà diritto ad una stella sulla maglia. (Luciano Moggi)
  • L'Inter è Milano, i tifosi dell'Inter sono sempre stati considerati i milanesi veri.. L'Inter ha sempre rappresentato l'orgoglio dello sport milanese, ha più radici l'Inter per la città che il Milan anche se poi, comunque, anche la squadra rossonera ha fatto bene. (Massimo Moratti)
  • L'Inter è quella che prima ha detto che Facchetti era un santo, poi nel processo sui pedinamenti lo ha scaricato dicendo che ha fatto tutto da solo, pur di non pagare. Questa è l'Inter di Moratti, che con Telecom ha rovinato tanta gente. (Luciano Moggi)
  • L'Inter è spiritualità, è un modo di vivere, di essere. Un'avventura storica straordinaria: sconfitte, vittorie di Pirro, casualità, è sempre un sabato del villaggio. L'interista è programmato geneticamente alla sconfitta, noi la vittoria non sappiamo come gestirla. (Roberto Vecchioni)
  • L'Inter è speciale, è per sempre. Giochi con la maglia nerazzurra e ti senti speciale. Per filosofia, per anima, non so neanche dire perché. (Francesco Toldo)
  • L'Inter è squadra femmina, quindi passionale, volubile, e pertanto agli antipodi del pragmatismo che caratterizza la Juventus. (Gianni Brera)
  • L'Inter è una delle squadre più seguite in Uruguay. Sono molto orgoglioso di vestire questa maglia ed è importante per me poter rappresentare l'Uruguay nel calcio italiano. (Walter Gargano)
  • L'Inter è una squadra che punta sempre a vincere. Ogni giocatore che va all'Inter sa che deve andare a vincere lo Scudetto. (Álvaro Recoba)
  • L'Inter ha la vittoria nel suo dna come Senna che pensava solo a vincere anche se partiva 25esimo. (Leonardo Nascimento de Araújo)
  • L'Inter per me è come una seconda pelle. (Marco Materazzi)
  • [In riferimento alla Champions League 2010, vinta dai nerazzurri dopo aver battuto il Barça in semifinale] L'Inter può vincere la Champions un anno perché ha buoni giocatori o perché è stata fortunata. Ma l'Inter non rimarrà certo [nella storia]. (Xavi)
  • La bellezza di questa squadra è quella di avere sempre avuto nella sua storia un senso artistico da abbinare a una forza da esprimere in campo. C'è una cosa di cui vado orgoglioso che questa società è sempre stata condotta da persone per bene. (Massimo Moratti)
  • La maglia nerazzurra la ricordo di un peso incredibile. La gente dell'Inter mi ha sempre amato e lo fa ancora, ma arrivare a giocare nell'Inter dopo i fenomeni che c'erano stati mi faceva paura. Era incredibile, passare da Brescia alla grande città, Milano, per giocare con l'Inter: passare da Suarez, Corso, Mazzola a Beccalossi, emozioni impressionanti. (Evaristo Beccalossi)
  • Loro non hanno mai saputo perdere e quello che è sicuro è che non hanno imparato a vincere. (John Elkann)
  • Molti la chiamano Inter, io preferisco chiamarla Internazionale: un nome, un obiettivo. (Roberto Mancini)
  • Noi ci chiamiamo Inter e sul nostro nome c'è già il nostro obiettivo. (Andrea Stramaccioni)
  • Non dobbiamo avere paura di raccontare i fatti negativi o poco piacevoli. Noi abbiamo una storia diversa dalle altre squadre. Nel bene e soprattutto nel male. (Oliviero Toscani)
  • Per una semplice questione di colori e di eleganza. Fin da piccolo preferivo il neroazzurro al rossonero e al bianconero... Ma non ho mai seguito il calcio e solo da qualche anno ho cominciato a guardare le partite in televisione. (Vasco Rossi)
  • Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo. (Giorgio Muggiani)
  • Qui all'Inter è stato tutto stupendo sin dal primo giorno. Vedere oggi la società con mille trofei conquistati in tutto il mondo, per uno che ha vissuto il prima e il durante, è davvero bello. Se devo sceglierne uno, dico il primo scudetto sul campo dell'era Moratti con la Juventus in serie B. Per chi ha sofferto tanto nell'Inter, per chi come me è arrivato dietro la Juventus anche con altre maglie, è difficile dimenticare la gioia di quel giorno. (Hernán Crespo)
  • Ormai questa maglia comincio a sentirla sulla pelle. Quando sono arrivato a Milano mi è cresciuta la voglia di vincere, mi è venuta una fame mai avuta sin lì. (Giampaolo Pazzini)
  • Pazza Inter? Può darsi, ma finché la pazzia è questa credo sia bello essere l'Inter, una squadra capace di imprese così e di partite così intense, vibranti, come piacciono a me. (Marco Materazzi)
  • Per inquadrare lo spessore concettuale della squadra Inter, credo non si possa prescindere dalla sua data di nascita, frutto di una "scissione" dal Milan, avvenuta il 9 marzo del 1908. L'idea della differenza, della diversità, una scissione costitutivamente ontologica che è difficile, se non addirittura impossibile, ricomporre in un quadro di certezze condivise, è il grande archetipo originario di questa squadra. L'Inter ha, infatti, una vocazione antisistematica congeniale, che produce un campo di tensione irriducibile. [...] L'Inter ha metabolizzato nel profondo questa sua diversità e, in alcuni momenti della sua storia, come nella stagione odierna costellata da errori gestionali, infortuni clamorosi e reiterati, sviste arbitrali ripetute, sembra quasi volersi punire per questa colpa originaria, un'idea della colpevolezza destinale a cui non si può sfuggire, quella stessa idea che, nel secondo atto della Vita è un sogno di Calderon de La Barca, esprime il principe Sigismondo nel suo soliloquio: "Qual è stata la mia colpa se non quella di essere nato?". (Elio Matassi)
  • Per me l'Inter è un sogno, un giorno l'ho pensato, l'ho coltivato questo sogno e poi, come in una favola, finalmente si è realizzato. Sono emozionato, poter essere qui, a vestire la maglia di un club così importante, io che ho avuto un'infanzia difficile: è davvero un sogno. (Fredy Guarín)
  • [Sulla scelta di diventare allenatore dell'Inter] Quando ho finito l'anno col Milan non ero sicuro di voler continuare in panchina. Ma ora è arrivata la chiamata dell'Inter e ho trovato qualcosa che mi facesse alzare dal letto con entusiasmo. Allora ho avuto la certezza di ciò che volevo fare [...] Volevo qualcosa di stimolante, e non esiste una sfida più grande di questa. È un sogno, per come lo intendo io. (Leonardo)
  • Quello che abbiamo fatto all'Inter resterá nella storia. Queste vittorie ti danno gioia e voglia di continuare a giocare. In Italia non si ha mai la pancia piena. Si ha sempre voglia di vincere. Noi e i tifosi abbiamo vinto la Champions e ne vogliamo subito un'altra. (Esteban Cambiasso)
  • Quelli che quando perde l'Inter o il Milan dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli. (Enzo Jannacci)
  • San Siro, quando gioca l'Inter, perde il brillio entusiasta e diavolesco del rosso milanista, diventa un catino ombroso, spesso anche adombrato, il catino che riflette e raccoglie l'incertezza degli umori celesti, mezzo azzurri mezzo neri. (Michele Serra)
  • Se sei all'Inter devi pensare a vincere, il resto non conta. (Claudio Ranieri)
  • Sì [ero interista]. Il mio idolo era Mazzola. Ero stato comprato, diciamo, da tifoso, perché avevo mio cugino che viveva a Milano e mi aveva portato un completo dell'Inter, con la maglia e i pantaloncini, e da quel giorno ero diventato tifoso dell'Inter. (Carlo Ancelotti)
  • Siamo l'Inter e l'Inter vuole sempre vincere. (Goran Pandev)
  • So tutto dell'Inter. È la mia squadra, lo sarà per sempre. È una questione affettiva difficile da spiegare. Quando la vedo giocare, dentro di me è un tumulto di emozioni. (Lothar Matthäus)
  • Sono molto contento di essere all'Inter, in una società così forte. Sono orgoglioso. Credo che sia importante anche per il calcio spagnolo, una via per aprire un cammino come è successo in Inghilterra. Qui può essere lo stesso. (Rafael Benítez)
  • Sono molto orgoglioso di questa squadra, dei colori che indosso. Lo sono sempre stato e lo sono ancora di più nei momenti di difficoltà. (Dejan Stanković)
  • Sono tifoso dell'Inter, noi siamo la squadra della legalità. (Antonio Ingroia)
  • Sopra il cielo c'è l'Inter.[1] (Antonio Cassano)
  • Squadra umanissima d'emozioni e insicurezze, vincitrice attraverso l'epopea e poi capace di perdersi, com'è la nostra vita. (Gad Lerner)
  • Tutto all'Inter è in odore di romanzesco, di eccessivamente emotivo, in un clima eccitato e ipercritico che in fondo rassomiglia poco al pragmatismo settentrionale e ha qualche cosa di intimamente meridionale. (Michele Serra)
  • Un sogno non solo a livello personale ma anche di gruppo, perché nessuna squadra italiana è mai riuscita a fare una cosa del genere e poche squadre in Europa sono riuscite a realizzare il Triplete come abbiamo fatto noi. (Diego Milito)
  • Venire qui ad allenare l'Inter – la sua maglia importante, una società con una grande storia non solo nel panorama italiano, ma anche in quello mondiale – mi trasmette un grande senso di rispetto e responsabilità che mi convogli e mi rende orgoglioso. (Claudio Ranieri)

José Mourinho[modifica]

  • Ho un grande orgoglio di allenare l'Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell'Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l'allenatore dell'Inter.
  • Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L'Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l'Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto.
  • Io sono interista, non pseudo-interista. Voglio sempre che la squadra vinca, quale che sia l'allenatore.
  • L'Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L'Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l'ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro.
  • La mia Inter era un gruppo fantastico, anche a livello umano; non era, però, la squadra più forte e per questo era costretta a lavorare il doppio. C'erano diversi giocatori con tanti titoli alle spalle, ma anche diversi ragazzi che in Champions non erano arrivati mai nemmeno ai quarti.
  • Pazza Inter è molto bella, io imparo sempre l'inno del mio club è questo è davvero bello. Io amo l'Inter? Sì, perché quando sono arrivato a poco a poco ho capito la storia, i problemi, le cose positive e negative, mi sono dedicato sin da subito ai colori nerazzurri, è il mio modo di lavorare. E l'Inter mi piace davvero molto.

Giuseppe Prisco[modifica]

  • A Milano ci sono due squadre: l'Inter e la primavera dell'Inter.
  • Ho una scaramanzia. La domenica compro la Settimana enigmistica e cerco di risolvere i quesiti della sfinge. Credo che riuscendoci l'Inter poi vinca.
  • I tifosi interisti non si preoccupino, dopo tanti anni in questa società posso affermare che la serie B non è nel nostro codice genetico.
  • L'Inter nacque da una scissione del Milan... Ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!
  • La formazione ideale di tutti i tempi: Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi.

Beppe Severgnini[modifica]

  • Il tifoso interista è uno scettico per vocazione. Un amante cauto, perché sa che quando apre le porte al cuore qualcuno le richiude di colpo, e lui ci lascia dentro le dita.
  • L'Inter non è una squadra. È un happening. Da noi i tedeschi si librano leggeri come brasiliani (Klinsmann, Valchiria Rummenigge). Era prevedibile che un brasiliano [Ronaldo] si comportasse da tedesco, e cominciasse a fare i conticini.
  • L'interismo è una corsa ad ostacoli, e gli ostacoli sono sempre interessanti.
  • La Juventus, solida e rassicurante come un labrador, certamente vincerà ancora. L'Inter, matta come una gatta, vincerà ancora – probabilmente. La differenza è negli avverbi. Come dire: la Juve è un investimento, l'Inter una forma di gioco d'azzardo – l'unica che pratico, da trentasette anni.
  • Noi amiamo l'Inter che, come ogni squadra di calcio, è un'idea platonica: chi smette di indossare quei colori viene rimosso, presto o tardi.
  • Non posso negarne l'esistenza ma, dal punto di vista ontologico, la dicotomia è una sola: Inter-Juve. L'Inter (come i gatti e Londra) è fascinosa e imprevedibile. La Juventus (come i cani e Parigi) è solida e rassicurante. Il resto è contorno. Ho scritto dicotomia, ma Inter-Juve è di più. È una contrapposizione come Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, Usa e Urss, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, yin e yang, moto Bmw e moto giapponesi. Non si tratta di stabilire chi è meglio e chi è peggio (anche se io un sospetto ce l'avrei). Inter e Juve sono pianeti distanti, che entrano in contatto solo in occasione di una partita, di un'amicizia o di un matrimonio. Allora, qualcosa succede. Gli interisti sono romantici, con una punta di decadenza. Gli juventini, neoclassici. Noi siamo idealisti, loro positivisti. Gli interisti sono una nazione dolente (tre scudetti in trent'anni e un Helsingborgs quando non te l'aspetti); gli juventini credono nelle magnifiche sorti e progressive (e spesso vengono accontentati).
  • Scegliere l'Inter è come entrare in un labirinto. Un favoloso dedalo neroazzurro, pieno di sorprese a ogni svolta. Al centro c'è l'obiettivo, il premio, la gioia che attendiamo. Il problema è: come arrivarci?

Javier Zanetti[modifica]

  • Il tifoso interista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso interista è un'innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino.. È fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico.
  • L'Inter è sempre sola nel senso di solitaria, staccata da tutto il resto, al confine; è sola nel senso di unica, nel modo di pensare, di agire e di rapportarsi con il mondo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, a costo di sembrare banale: l'Inter è una creatura diversa rispetto a tutte le altre squadre. Nel nostro DNA c'è una piccola dose, o forse qualcosa di più, di sana, lucida follia; l'Inter è genio e sregolatezza, l'Inter è sofferenza, l'Inter è dolore, l'Inter è estasi. Dall'Inter ci si può aspettare tutto e il contrario di tutto. Vittorie impossibili e tonfi clamorosi, partite della vita e passaggi a vuoto inimmaginamili. È così, storicamente.
  • La prima volta che ho sentito parlare dell'Inter è stato in una partita col Napoli, perché c'era Maradona e in Argentina davano tutte le partite importanti del calcio italiano. Prima ancora c'erano stati i racconti di mio padre e di mia madre, perché io abitavo vicino allo stadio del'Independiente e lì l'Inter ha giocato partite importanti. Poi, dopo un'amichevole in Sudafrica con la Nazionale, Passarella mi chiamò e mi disse che l'Inter mi aveva preso, non me l'aspettavo.
  • Ringrazio questa società, che mi ha dato fiducia, la famiglia Moratti per prima, perché quando sono arrivato ero uno sconosciuto. Avere fiducia in una squadra come l'Inter non è stata cosa da poco. Arrivare a Milano non era facile, ho fatto questo percorso e sono molto felice di essere rimasto così a lungo con l'Inter.
  • Sarò sempre legato all'Inter, che fa parte della mia vita e di quella della mia famiglia. Essere interisti è bellissimo: siamo diversi da tutti gli altri, è stupendo. Continuerò a esserlo sempre, così come sempre rimarrò legato all'Inter: magari in un altro ruolo ma continuerò a essere legato a questa grande famiglia.
  • Sinceramente quando ho giocato la mia prima partita con questa maglia non avrei mai pensato che sarebbe potuta essere la prima di 800, giocate con la stessa maglia, con la stessa società. Questo mi riempie di orgoglio, soprattutto all'interno di un grande ambiente e di una grande famiglia come quella nerazzurra. Ho attraversato diversi momenti, ma sempre con la consapevolezza di essere il capitano di una grande squadra.

Striscioni[modifica]

  • Creò l'inferno ma non lo sopportò… Nacque il biscione e la Curva Nord.[2]
  • DAL 1908... SIETE VOI LA VERA COMMEDIA
    ... e che trofeo giammai non veda | questa perduta gente in nerazzurro | ma che di scherno e delusione sia sempre preda.[3]
  • De Coubertin era interista.[4]
  • Il cuore della nord batte dentro di te.[5]
  • Mi fai tremare il cuore... mi fai smettere di respirare.[6]

Note[modifica]

  1. In riferimento alle parole che il calciatore disse durante la sua presentazione al Milan: «Sopra il Milan c'è solo il cielo».
  2. Striscione esposto dalla curva interista allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 13 maggio 2003 in occasione della gara Inter 1-1 Milan.
  3. Questo striscione venne esposto dalla curva Sud milanista allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 14 aprile 2006 in occasione della gara Milan 1-0 Inter. Nello striscione di scherno verso i "cugini" interisti veniva raffigurato anche un gigantesco Dante Alighieri.
  4. Striscione esposto dai tifosi parmensi allo Stadio Ennio Tardini di Parma il 25 marzo 2006 in occasione della gara Parma 1-0 Inter.
  5. Striscione esposto dalla curva interista allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 15 febbraio 2009 in occasione della gara Inter-Milan 2-1.
  6. Striscione esposto dalla curva interista allo stadio Giuseppe Meazza di Milano il 24 febbraio 2013 in occasione della gara Inter-Milan 1-1. Lo striscione cita la canzone Gabri, tratta dall'album Gli spari sopra (1993) di Vasco Rossi.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]