Isabella Santacroce
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Isabella Santacroce (1970 – vivente), scrittrice italiana.
- Io voglio distruggere la tediosissima letteratura italiana: gli imperterriti scribacchini, i valorosi imbrattacarte, la loro ignominia. L'ambientino letterario (da sempre) mi disapprova: le mie maschere, le mie stravaganze, quale oltraggio alla grandezza della letteratura italiana!!! Mi vorrebbe mansueta, docile cagnetta sobriamente abbigliata, dispensatrice di quieti romanzi grondanti dialoghi e misericordia. S'infuria, spettegola, critica, volentieri sputerebbe sul volto di quella scostumata che osa non esser scimunita come i suoi esangui componenti. (da Lucio Anneo Seneca)
- Per me la scrittura è rivolta, io mi sento una rivoltosa, una strana guerriera spaventata e coraggiosa, da questo nasce l'idea di farmi fotografare con un maschera. L'inchiostro è la mia arma. Sì, violenza e lirismo, amore e rabbia, dolcezza e morte. (dall'intervista di Rossano Astremo, La famiglia secondo Isabella Santacroce, Coolclub.it, 3 marzo 2006)
- Non sono contro la famiglia, ma contro l'istinto gregale dell'obbedienza, tramandato per eredità. Sono contro la costruzione di una coscienza morale per opera delle famiglie, contro questo imporre la loro vita sui figli, quasi un bisogno di dilatare se stessi investendoli. (dall'intervista di Elisabetta Corsini, V. M. 18: intervista a Isabella Santacroce, Girodivite, 18 luglio 2007)
- Chi m'invita a cambiar mestiere è persona sciocca, dalla mente intrisa d'inutili pregiudizi e di altro di cui però non dirò nulla. Io dedico la mia vita alla letteratura e seguiterò a farlo. Non ho scelto la scrittura, è stata lei a scegliere me. Dovrà perciò decidere lei se andarsene: se m'abbandonerà allora sparirò. (dall'intervista di Maurizio Fiorino, "Isabella Santacroce", Veins Magazine, 2007)
Indice |
[modifica] Lovers
- Diventare un'Alice smarrita senza nulla da inseguire se non
ombre create dal sole. - Una mattina Elena la guardò puntandole addosso se stessa.
Le disse: "Un giorno ti dimenticherò". Aveva espressioni d'amore sottratto. Le disse: "Il giorno in cui uscirai dalla mia vita lotterò per dimenticarti all'istante". Virginia provò un sentimento simile alla paura. Intravide qualcosa di sconosciuto. Era come il segno di una ferita. Disse: "Odio i ricordi, non voglio mai odiarti". - Mi regalo continue amnesie
per rimanere in un ignoto che può far paura
ma che fa meno male del coraggio di affrontare
quello che la nascita mi ha riservato. - Si mise a correre. Via. Lontano per non vedere.
Ci sono corse che non hanno bisogno
di nessuno spostamento. Si può anche stare immobili
e finire lontani.
Quella era una corsa così.
Così
Così
Così.
[modifica] Luminal
- A volte penso sia stata la luna a partorirmi tra spasmi di cosce pallide sapientemente allargate tra le stelle proprio in alto. Così appesa sopra un concerto di David Bowie lei si apriva lasciandomi cadere.
Io sono Demon e la luna è mia madre. - Ci sono pareti bianche e angeli dalle piccole ali in volo attorno a noi abbracciate nello stesso letto con poca luce e il suo respiro sopra che ascolto stringendola in una delle tante notti-luminal con Davi-dolce accanto che ora avvicina le sue labbra alle mie sussurrandomi saremo amiche per l'eternità.
- Così dolce e crudele perdermi anche solo per secondi. Così dolce e crudele. Nel silenzio. Così dolce.
- Davi: ci troveranno?
Demon: no Davi
Davi: hai paura?
Demon: no Davi
Davi: cosa facciamo adesso?
Demon: aspettiamo
Davi: chi, Demon?
Demon: il sole. - Davi: hai paura?
Demon: di svanire Davi, ho paura di svanire
Davi: tienimi così
Demon: e tu hai paura?
Davi: quando non ci sono fate dai capelli di fata
Demon: quando non ci sono né eclissi né canti
Davi: ma solo roghi che incendiano costellazioni scintillanti. - Dentro sonni eterni voliamo immortali regine maldestre ora le nostre urla non sono che un canto.
- Desdemona si trucca in reggiseno e io le sparo in testa
- Guardo il viso di Davi diventare il mio. E lei diventa specchio. E lei diventa specchio e io mi sdoppio. È solo avvicinarmi al riflesso e accarezzare la mia immagine dai non sincronizzati movimenti. E lei diventa tutta calda e dolce.
- Ho conosciuto giorni di famiglia dove mi si diceva cosa mangiare e come sulle gambe di mia madre già mi sentivo inquieta come a presagire un futuro non sinfonico.
- In attesa di giochi senza memoria dove vendersi e svendersi e poi dimenticare. Cosa di alta magia non ferirsi mai.
- Non voglio più lasciarti perché è già successo tra noi due anni fa per colpa del francese allora tuo boy friend modello C. K. Per gelosia siamo state giorni e giorni lontane disperandoci tanto con quel senso di forte astinenza da spasmi dolorosi piegate nel letto ci siamo pensate sentendo quanto male può fare un qualsiasi distacco. Dipendenza forse.
- Siamo alla Hauptbahnhof e io mi sento romantica e sola. Sola e romantica. Sai cosa vorrei? Incontrarti qui. Incontrarti e baciarti. Cosa di meglio di un bacio quando ci si sente romantici e soli. Io vorrei di quegli abbracci che sanno di braccia attorno che stringono facendo scivolare lacrime e c'è freddo cane in stazione che non regala brividi d'amore e io vorrei, perché mi sento romantica. Romantica e sola nella Hauptbahnhof veloci sul primo treno saliamo seguite da Toy appena conosciuta.
- Sono la regina degli angeli maldestri delle calde notti sole di violini ascoltati. Sono la regina del sottile sentire ansioso di angeli maldestri fragili gelsomini in fiore che passeggiano battendo ritmi che corrono dentro ferendo tremanti cuori in equilibrio sulla linea della mia inquieta lingua. Sono la regina di angeli in attesa di dolce risveglio tra le braccia entriamo un po' respirando piano tra le braccia in attesa di giochi senza memoria dove vendersi e svendersi e poi dimenticare. Cosa d'alta magia non ferirsi mai.
- Veloci verso casa in taxi vorrei ammaestrare le stelle per deciderne il rientro. Ancora un attimo donatemi il vostro ardore sacro microscopici fuochi assorbiti dallo schiarire del resto spegnetevi solo al mio dormire perché io vivo della vostra fiamma che nei sogni porto in una notte eterna.
- Vorrei che tu e io fossimo solo una fantastica foto.
- E il suo corpo ora è tuo ma non lo possiedi perché lei è altrove. Si regala una stravagante morte ogni volta che dura il tempo di finire. Una specie di pause per il cuore e l'anima che dura il tempo di finire e c'è ancora vita dopo lo spettacolo, dopo il suo appoggiarsi dolce contro la solita lastra di vetro lasciando che un qualche sconosciuto la penetri da dietro mentre tutti guardano.
- I nostri passati sono cosi simili. Sovrapposti le loro linee combaciano perfettamente e c'è musica dentro perfetti primi piani sfocati da persone ferite dalla nascita durante un concerto berlinese di David Bowie a volume d'inferno e una voce ripete perdendosi dimmi che mi ami 100 volte e poi svanisce chiudendo le nostre palpebre che scivolano nel vuoto di stanze senza temperatura né voci, in attesa di risveglio rimaniamo per più di un attimo sognando appena paesi delle meraviglie dove passeggiare con Alice tra fantastici fiori.E ora chiudi gli occhi e prova a immaginare cosa si prova. Ad ascoltare. Look Back In Anger. Cadendo. Nel vuoto.
- Gli strumenti toccati nella confusa tensione di pensieri. Arrivanano inconsapevoli del danno. Lastricando sensibile provare. Mi abbandonavo regalandomi, vittimi dalla facile resistenza. Cadevo Precipitando come Alice gli inferi mi accoglievano non sorpresi.
[modifica] Destroy
- Ascoltami. Sono sola e in lacrime dentro una chiesa vuota. L'incenso acre soffia sui ceri accesi. Torta di compleanno piena di terrore. Qualcuno intoni un Happy Birthday denso di riverberi.
- Toccami. Ti piace l'odore del mio collo. Sono cosi fragile e indifesa, inginocchiata davanti alla tua ombra. Stringimi i fianchi e annullati.
- Il primo aereo. Cosa da niente. Londra, Berlino, capitali esotiche. Qualsiasi scelta pur di sollevarti da questa riva già studiata. A memoria. Ogni microparticella. Ogni suono. Prepotente bisogno di emozioni nuove. Non è scappare. Non è paura. Può salvarti non respirare più salsedine.
- Camminavo in una primavera mediterranea. Sola. Ancora oceani di pensieri inquieti acceleravano ritmi cardiaci sincopati e ansiosi. Nel confuso di un tramonto marino. Il porto a pochi passi. Liberi i gabbiani in volo. La mia ombra addosso rimproverava sicurezze più che ventenni. Mi vorrei forte e coraggiosa. Pensavo. Integra stella lucente e intanto lame metalliche mi stringevano stronze i fianchi saziandosi, rubando il dolce rimasto sulla mia pelle. Frenetica inquietitudine bisognosa di felice quiete. Cosi poetico e triste insieme. Sentirmi romantica nel tramonto. Come sempre musica di violini elettrificati registrati in nebbiose pianure padane ad azzerare il sonoro naturale delle onde nervose.
- Viziosa incontentabile esistenza. Nel tramonto. Tutto ti ricorda tutto qua e sono tanti i ricordi da sedare, annullare, abbandonare. Parole e volti da evitare cercando sconosciute situazioni. Reinventare. Reinventarsi un passato e un futuro. Nuova polvere e nuove acque. Camminavo lentamente sulla mia cattiva terra mentre l'arancio del sole penetrava infuocato l'orizzonte.
- So che mi stai pensando. Da 15 minuti. Da 30 minuti. Mi pensi. Lo sento. Voglio sia cosi. Tu innamorato di me. Non sono un'amante o qualsiasi cosa tu voglia. Indecifrabile emozione e nient'altro. Mi stai leggendo e c'è musica. Il tuo cane distrugge un'intimità serale che tieni in mano. Sono tra le pagine. Sempre più fragile e leggera. Soffia e vedrai la mia Fred Perry cadere ai tuoi piedi. Penetrati senza inibizioni di parole che ho scritto con una Staedtler tedesca. I momenti di maggio abbandono sono per me rari e intensi e entrarmi dentro non basta. Ti sto scrivendo. Possedendo quello che mi va. Posso farlo. Questo rende la mia debolezza arma potente. Penso al romantico come qualcosa di estremamente violento. Violento. L'odore della carta che stai tirando picchia il tuo palato. Mi vorresti presente, libera dai miei sogni, ma non sono altro che un'impalpabile emozione, una dislessica professionista del nulla.
- ..e sarò dolce quando sfilerò maestra dagli slip una lama lucente per tagliare la tua gola, e tu non reagirai, perché la dolcezza è silenziosa, e ti addormenterai prima di assaggiare il sapore denso del tuo sangue..
- Siamo tutti molto fragili qua dentro eppure c'è chi si spaventerebbe ad averci addosso.
[modifica] Bibliografia
- Isabella Santacroce, Destroy, Feltrinelli, 1996.
- Isabella Santacroce, Luminal, Feltrinelli, 1998.
- Isabella Santacroce, Lovers, Mondadori, 2001.
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