Ivan Sergeevič Turgenev

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ivan Turgenev, foto di Félix Nadar (1820-1910)

Ivan Sergeevič Turgenev (1818 – 1883), scrittore e drammaturgo russo.

Citazioni di Ivan Turgenev[modifica]

  • [...] ma il talento soltanto non basta. Occorre tenersi in continuo contatto con l'ambiente che ci si accinge a riprodurre; è necessaria la sincerità, una sincerità implacabile nei confronti delle proprie sensazioni personali; è necessaria la libertà, una libertà piena di vedute e di idee. E, infine, è necessaria la cultura, è necessario il sapere!
  • L'istruzione non è soltanto luce, come dice il proverbio popolare, ma anche libertà. Niente libera l'uomo come il sapere, e la libertà è necessaria come non mai nel campo dell'arte, della poesia: non per niente, anche nel linguaggio ufficiale, si parla di arti "liberali".

Padri e figli[modifica]

  • Il nichilista è un uomo che non s'inchina dinanzi a nessuna autorità, che non presta fede a nessun principio, da qualsiasi rispetto tale principio sia circondato. (p.35)
  • Io non condivido il parere di nessuno; ho il mio. (p.79)
  • La Odincova stese in avanti tutt'e due le braccia e Bazarov premé la fronte contro il vetro della finestra. Soffocava; tutto il suo corpo tremava visibilmente. Ma non era il tremito d'una timidezza adolescente, non si era impadronito di lui il dolce sgomento della prima confessione: si agitava in lui la passione forte e pesante; una passione simile alla rabbia e, forse, affine ad essa... La Odincova ebbe paura, e sentì pietà di lui. (p.113)
  • La sua tranquillità non fu scossa; ma ella si rattristò, ed anzi pianse una volta, senza sapere di che, ma non già per l'offesa ricevuta. Non si sentiva offesa: si sentiva piuttosto colpevole. Sotto l'azione di diversi confusi sentimenti, della consapevolezza della vita che se ne andava, del desiderio di novità, si era spinta fino ad un certo limite, si era costretta a gettare uno sguardo al di là e aveva scorto al di là non un abisso ma il vuoto... o qualcosa di mostruoso. (p.114)
  • Si dice che la povertà non è un vizio. (p.124)
  • L'uomo è in grado di comprendere tutto, e come vibra l'etere, e cosa avviene nel sole; ma come un altro uomo possa soffiarsi il naso diversamente da come se lo soffia lui, questo egli non è in grado di comprendere. [Bazarov ironizzando su Pavel Petrovič] (p.151)
  • Da principio Anna Seergevna temeva che lo spettacolo della loro felicità non le sembrasse un po' pesante; ma risultò proprio il contrario: questo spettacolo non solo non l'opprimeva, ma la interessava, ed alla fine l'intenerì. Anna Sergeevna se ne rallegrò e insieme si attristò. "Si vede che ha ragione Bazarov" pensò "la curiosità, la sola curiosità, e l'amore del quieto vivere, e l'egoismo..."
    «Ragazzi» disse ad alta voce: «e così, l'amore è un sentimento finto?»
    Ma sia Katja, sia Arkadij non la compresero nemmeno. Essi la schivavano; il colloquio involontariamente ascoltato non usciva loro di mente. Del resto Anna Sergeevna li rassicurò presto; e non le fu difficile: si era calmata lei stessa.
    (p.191)
  • Ma pròvati a negare la morte. Essa nega me, e basta! (p. 200)
  • È una vecchia canzone la morte, eppure è nuova per tutti. (p.204)

Explicit[modifica]

Possibile che le loro preci, le loro lacrime siano infruttuose? Possibile che l'amore, il santo, devoto amore non sia onnipotente? Oh, no! Qualunque appassionato, peccaminoso cuore ribelle sia disceso nella tomba, i fiori che vi crescono ci guardano impassibili coi loro occhi innocenti: non di questa sola eterna pace ci parlano essi, di questa grande calma dell'"indifferente" natura; essi parlano anche dell'eterna riconciliazione e della vita infinita...

[Ivan Turgenev, Padri e figli, traduzione di Rinaldo Küfferle, Arnoldo Mondadori Editore, 2004]

Rudin[modifica]

Incipit[modifica]

Una dolce mattina d'estate. Il sole si trovava alto nel cielo puro, tuttavia i campi erano ancora umidi di rugiada, una freschezza olezzante saliva da la pianura e gli uccelli cinguettavano nella foresta piena di vapori e muta. Su la sommità della collina, dal versante intieramente coltivato a segala appena matura, si scorgeva un piccolo villaggio. Una giovane donna attraversava un sentiero in salita che conduceva al villaggio, vestita di un abito di mussola bianco con un cappello di paglia in testa, e con in mano un ombrellino. Un piccolo servo la seguiva da lungi.

Citazioni[modifica]

  • La filosofia è un punto di vista supremo. Anche la mia morte appartiene al punto di vista supremo. Ma che cosa può imparare, l'uomo, considerando tutte le cose dalle vette?...Quando vorrà comperare un cavallo non lo considererà mica dalla cella campanaria di una chiesa! (p. 36)
  • L'egoismo equivale al suicidio. L'uomo egoista si piega come un albero solitario e sterile... ma l'amore di sé stesso, nel senso più elevato, in quanto è aspirazione reale verso il perfezionamento del proprio essere, è la sorgente di tutte le grandezze. L'uomo deve lasciare in sé questo egoismo ostinato della sua personalità, allora soltanto l'amor proprio avrà diritto di imporre la sua volontà. (p. 56)

Un nido di nobili[modifica]

Incipit[modifica]

La luminosa giornata primaverile volgeva a sera, alte nel cielo c'erano delle nuvolette rosa, e pareva che non si spostassero, ma piuttosto si allontanassero nell'azzurra profondità.
Davanti alla finestra spalancata di una bella casa, in una via periferica della città di O... (si era nel 1842), erano sedute due donne, una di circa cinquant'anni, l'altra già vecchia, di settant'anni.

Citazioni[modifica]

  • Guai al cuore che non ha amato fin da giovane! (cap. XI, p. 51)
  • [...] si riesce a capire davvero una persona che ci è vicina solo dopo esserci staccati da lei. (cap. XVI, p. 73)
  • L'anima degli altri è come un bosco oscuro, specialmente l'anima di una fanciulla. (cap. XVII, p. 79)
  • Succede talora che due persone le quali si conoscono, ma non intimamente, si avvicinino d'improvviso nel breve volgere di qualche attimo; e la coscienza di questo avvicinarsi si esprime allora nei loro sguardi, nei loro sorrisi. (cap. XXIV, p. 102)
  • Voi non potete immaginare ciò che un giovane inesperto, educato alla maniera sbagliata, può scambiare per amore! (cap. XXVIII, p. 123)
  • Che guaio, la vecchiaia! Del resto, la giovinezza non vale molto di più. (cap. XXXIX. p. 176)

Incipit di alcune opere[modifica]

Clara Militch[modifica]

Nella primavera del 1878 viveva a Mosca, in una piccola casa di legno a Shabolovka, un giovane di venticinque anni, di nome Jakov Aratov. Assieme a lui viveva una zia, sorella di suo padre, un'anziana zitella di più di cinquant'anni, Platonida Ivanovna. Ella provvedeva alle faccende domestiche e amministrava il suo denaro, compito per il quale egli si era rivelato totalmente inetto. Oltre a lei, non aveva altri parenti. Alcuni anni prima suo padre, un gentiluomo di campagna di condizioni non troppo agiate, si era trasferito a Mosca con lui e Platonida Ivanovna, che soleva chiamare Platosha.

Fumo[modifica]

Il 10 agosto 1862, alle quattro del pomeriggio, parecchia gente sostava davanti al Conversation, il noto ritrovo di Baden-Baden [...] In piazza, la banda municipale suonava ora un pot-pourri dalla Traviata, ora un valzer di Strauss, ora la romanza russa «Ditele voi», adattata agli strumenti di cui disponevano i suonatori.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Terre vergini[modifica]

Era la primavera dell'anno 1868 e batteva appena il mezzogiorno.
Nella via degli Ufficiali, a Pietroburgo, arrampicavasi su per una buia e sudicia scaletta d'una casa a cinque piani un uomo sui ventisette anni, sciattato e povero in arnese. Con uno strofinìo pesante delle ciabatte, dondolando sfiaccolato il corpo massiccio e goffo, arrivò questo uomo finalmente in cima alla scaletta, si fermò davanti a una porta sgangherata e socchiusa, e senza darsi il fastidio di suonare il campanello, andò oltre, sbuffando come un mantice, e si trovò in una piccola e scura anticamera.

Citazioni su Ivan Turgenev[modifica]

  • Di recente è tornato da Parigi il poeta Turghèniev [...] e sin dal primo giorno mi ha manifestato una tale amicizia, che Bielinskij, per giustificarla, dice che colui è innamorato di me. [...] Egli è un poeta, un grande ingegno, un aristocratico, un uomo bello fisicamente, ricco, intelligente, colto, ha venticinque anni; veramente non saprei che cosa la natura gli abbia negato. (Fëdor Dostoevskij)
  • La particolare abilità di Turgenev consiste nel mostrare, attraverso i rapporti con gli altri, quello che le persone realmente sono. Per questo riesce così bene nella rappresentazione dei vari tipi di società. (Edmund Wilson)

Bibliografia[modifica]

  • Ivan Turgenev, Clara Militch, traduzione di Adria Tissoni, in AA.VV., Il colore del male: i capolavori dei maestri dell'horror, a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • Ivan Turgenev, Padri e figli, traduzione di Mirco Gallenzi, Edizioni Frassinelli, 1997. ISBN 8876844465
  • Ivan Turgenev, Rudin, Bietti, Torino, 1963.
  • Ivan Turgenev, Terre vergini, traduzione di Federigo Verdinois, Fratelli Treves Editori, Milano, 1918.
  • Ivan Turgenev, Un nido di nobili, traduzione di Licia Brustolin, Alberto Peruzzo Editore, Milano, 1986.

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]