Jack Finney

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Jack Finney (1911 – 1995), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Gli invasati[modifica]

Devo avvertire i lettori che il libro che si accingono a leggere è pieno di problemi non risolti e domande che restano senza risposta. Gli avvenimenti di cui riferirò non porteranno ad una conclusione né saranno spiegati in modo soddisfacente. Non lo saranno da parte mia, almeno, perché in tutta coscienza non posso dire di sapere che cosa accadde esattamente o perché, o semplicemente come cominciò, e se ebbe una fine quello che sto per raccontare. Si tratta di una storia in cui mi sono trovato coinvolto mio malgrado. Ora, se a voi non piace questo genere di racconto, sono dolente ma farete bene a non leggerlo. Io non posso far altro che riferirvi tutto quello che so.

Indietro nel tempo[modifica]

Ero in maniche di camicia, come spesso mi capita quando lavoro, e stavo disegnando una saponetta attaccata con il nastro adesivo al bordo del mio tavolo da disegno. La carta stagnola dorata che la avvolgeva era sollevata accuratamente, in modo che risultasse leggibile gran parte del marchio che vi era stampato sopra; avevo dovuto buttare via un sacco di saponette prima di ottenere quell'effetto. Si trattava di un'idea nuova, il prodotto doveva risultare pronto per l'uso da parte di colei che lo slogan definiva: "Tu, più fragrante, più schiumosa, più splendida". Il mio compito era buttar giù una mezza dozzina di disegni di quella saponetta, vista da angolazioni leggermente diverse.

Un mondo di ombre[modifica]

Caro figlio, solo un messaggio veloce per dirti che se tu e Jan siete sicuri di volere una vecchia casa vittoriana, penso che potrebbe andarvi anche molto peggio: quelle case hanno un fascino che manca completamente alla gretta architettura dei nostri giorni. Io stesso ho vissuto in una costruzione vittoriana durante il mio periodo a San Francisco, e ti scrivo soprattutto per dirti che se nel corso delle vostre spedizioni in cerca di una casa doveste trovarvi dalle parti di un posta che si chiama Buena Vista Hill, ti chiederei di vedere se quella casa esiste ancora e di farmi sapere. Era nell'ultimo isolato all'estremità sud di Divisadero Street, al numero 114, ed era un bell'edificio a due piani (io avevo l'appartamento a pianterreno), vecchio, col tetto a due falde su timpano, un bovindo, e una vista sulla città e sulla Baia da lasciare senza fiato. Ho ricordi carissimi di quella casa, e se riuscissi a trovarne una come quella sono certo che tu e Jan sareste felici lì... Per essere felici, molte volte è solo questione di decidere di esserlo. Non aggiungo altro!

Bibliografia[modifica]

  • Jack Finney, Gli invasati, traduzione di Stanis La Bruna, Mondadori, 1997.
  • Jack Finney, Indietro nel tempo, traduzione di Marco Pinna, Riccardo Valla, Marcos y Marcos, 2004. ISBN 8871683862
  • Jack Finney, Un mondo di ombre, traduzione di Vittorio Curtoni, Mondadori, 1995.

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Opere[modifica]