Jack White

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Jack White

Jack White, pseudonimo di John Anthony Gillis (1975 – vivente), chitarrista, bassista, tastierista, cantante e produttore discografico statunitense, componente del duo White Stripes.

  • [A proposito di Seven Nation Army] È incredibile come il caso trasformi una canzone che è nata spontaneamente nel camerino di un teatro, durante una turnèe in Australia, in un inno. Mi dicono che hanno visto anche Napolitano, il presidente della Repubblica, canticchiarla. [...] Sono onorato che gli italiani abbiano adottato la mia canzone. Per un compositore non c'è niente di più gratificante della gente che si appropria di una melodia, solo in quel momento entri a far parte del pantheon della musica folk. È qualcosa che nessun cantautore può pianificare, soprattutto in questi anni flagellati dalla corporate music. Mi intriga anche il fatto che la maggior parte della gente che fa "po-po-po-po-pooo" non ha assolutamente idea di chi abbia scritto quelle note. (dall'intervista a la Repubblica, 14 luglio 2006)
  • Non sono certo un esperto, ma trovo che il calcio, come ogni altra competizione atletica, sia una grande espressione di bellezza e vitalità. Poi ognuno la bellezza se la cerca un po' dove vuole: chi nel calcio, chi in una statua, chi nella musica. (da un'intervista a Rolling Stone) Indicare la data Indicare la data
  • [A proposito della sua famiglia] C'è una piccola parte del mio cervello che, contro ogni logica, crede ancora che un giorno ritorneremo a vivere tutti e 10 nella stessa casa, anche se so che quei tempi sono andati. La parola 'casa' nei miei testi mi riporta inconsciamente a quei giorni. (da un'intervista a "Mojo Magazine", 2007)
  • Quando qualcuno entra nella tua vita, devi decidere: quale 'te stesso' gli darai? Molte volte, nelle cattive relazioni gli dai la versione finta, ed è per questo che le cose finiscono male. (Da un'intervista a "The Age", 27 maggio 2007)
  • Una cosa con cui ho dovuto combattere per tutta la mia vita è stata come presentarmi alle altre persone. Sembra che quando mi sto divertendo un casino, dicendo qualsiasi cosa mi passa nella testa, vengo sempre messo a tacere. (Da un'intervista a "Rolling Stone", 8 settembre 2005)
  • Vedi, tutti i bastardi della storia del rock'n'roll che sono stati una manica di stronzi completamente ego-riferiti, non hanno avuto altro che ricompense. Sei generoso? Verrai punito per questo. (Da un'intervista a Robert Hillburn, 2005)
  • La libertà che ti viene data è anche una responsabilità. (Da un'intervista a "The Age", 27 maggio 2007)
  • A volte ti ritrovi ad andare al piano di sotto a scrivere una canzone, anche se vorresti solo dormire. È una cosa fuori dal tuo controllo. (Da un'intervista a "The Age", 27 maggio 2007)
  • Ho detto loro che non volevo i soldi. Non volevo grandi proposte. Volevo solo la completa libertà artistica. (Da un'intervista a "Rolling Stone", 8 settembre 2005)
  • È veramente difficile sentire un'idea nuova. Non c'è niente che mi ispiri, che mi spinga in avanti. Quella è musica per ragazzini bianchi idioti. Mi annoia e basta. E la musica che annoia è un peccato mortale. (Da un'intervista a "Rolling Stone", 8 settembre 2005)
  • Odio la celebrità. Trivializza tutto. (Da un'intervista a "Rolling Stone", 8 settembre 2005)
  • Niente, né l'aumento delle vendite né vedere la tua foto su un giornale, vale quanto poter camminare a testa alta. (Da un'intervista a "The Age", 27 maggio 2007)
  • Alcuni vedono una band che indossa jeans e t-shirts e pensano 'Loro sono come me. È vero'. Ma non è necessariamente vero. E se pensi che Ashlee Simpson sia la verità, devi farti vedere da uno bravo. (Da un'intervista a "The Age", 27 maggio 2007)

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