Jacques Tati

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Targa in memoria di Jacques Tati, in Rue de Penthièvre, Parigi

Jacques Tati, pseudonimo di Jacques Tatischeff (1907 – 1982), mimo, attore, sceneggiatore e regista cinematografico francese di origine russa.

Questo buffo buffo mondo[modifica]

Incipit[modifica]

Qualche tempo fa ero a cena in un raffinato ristorante di New York. Gli importanti uomini d'affari di cui ero ospite ordinarono una costosa bottiglia di vino d'annata e vollero che io, come francese, lo assaggiassi per primo. Ma quando il cameriere me ne versò un dito, gli altri commensali erano ormai immersi in un'animata conversazione e nessuno badava più a me. Perciò invece del bicchiere del vino presi quello dell'acqua, ne assaporai con aria da intenditore il contenuto e annunciai che era squisito. Nessuno si accorse di nulla.

Citazioni[modifica]

  • La vita è un grande spettacolo, dice il signor Hulot: basta avere occhi per osservare.
  • I passeggeri che sbarcano da un aereo spesso portano scritte addosso le loro caratteristiche nazionali. Le donne con occhiali a farfalla ornati di strass sono quasi certamente americane. Ci sono uomini con scarpe gialle o grigie? Non potete sbagliare, sono tedeschi. Fatalone dall'aria misteriosa, in visone scuro, non possono che essere italiane o sudamericane. Il francese tiene il passaporto come se fosse un biglietto da visita, mentre ho scoperto che gli inglesi, con o senza l'ombrello, viaggiano quasi sempre con poco bagaglio o niente del tutto.
  • Prima di girare film ero un mimo: dovevo riprodurre per la gioia degli spettatori quello che osservavo nella vita. Nel cinema ho portato la stessa tecnica di osservazione del prossimo, copiando la vita, mostrando le piccole assurdità e i tratti tipici dei singoli individui.
  • Io ho sempre raccomandato ai miei due figli: «Non squadrate la gente, ma osservatela.» [...] Osservare gli altri serve a migliorare i rapporti umani.

Explicit[modifica]

«Tutto il mondo è un palcoscenico.» È vero. Il mondo è un palcoscenico e gli uomini sono attori, ma alcuni devono essere anche spettatori. E questi ultimi sono quelli più dotati di ricchezza interiore.

[Jacques Tati, Questo buffo buffo mondo, Selezione dal Reader's Digest, giugno 1974]

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