James Ellroy

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Lee Earle Ellroy (1948 – vivente), scrittore statunitense.

Librialice, a cura di Grazia Casagrande, 27 aprile 2001[1]
  • [a proposito di 6 pezzi da mille] E poi, badi bene, una domanda alla quale non risponderò mai relativamente a questo libro, è quella che si riferisce a "che cosa c'è di vero e che cosa c'è di falso". Non risponderò perché lo scopo di questo libro è stato proprio quello di creare una "infrastruttura umana" che faccia da fondamenta a tutta una serie di eventi pubblici che sono successi, creando un tutt'uno coesivo e quindi una narrazione, dove non siano più chiari i confini fra quello che è reale e quello che è fittizio.
  • [a proposito di American Tabloid e 6 pezzi da mille] Non posso dire cosa siano e cosa abbiano rappresentati i Kennedy o Bob Kennedy per l'America. Non posso sapere come vengano visti dalla maggior parte degli americani. Posso dirle che cosa ne penso io. Io penso che John Fitzgerald Kennedy fosse un uomo politico, uno statista un po' di serie B e che Robert Kennedy fosse il più grande combattente contro il crimine che sia mai vissuto. Dal punto di vista dei miei libri, i Kennedy vengono visti sempre e comunque con gli occhi (e questo non ce lo dobbiamo mai dimenticare) dei tre protagonisti delle storie.

Indice

[modifica] Corpi da reato

[modifica] Incipit

Los Angeles Times, 5 giugno 1998:
ALL'ASTA LE LETTERE D'AMORE DI LANA TURNER
Smith & Kleindeinst, la rinomata casa d'aste di Beverly Hills, ha annunciato in data odierna la messa all'incanto, nel corso dell'asta che si terrà a Century City il prossimo 16 agosto, delle lettere d'amore scritte da Lana Turner al presunto gangster Johnny Stompanato. Un portavoce della Smith & Kleindeinst ha dichiarato che il carteggio è stato consegnato alla casa d'aste da una fonte che desidera manetenere l'anonimato. Le missive sono quattordici, datate tra il 9 ottobre 1957 e il 12 marzo 1958, e verranno vendute in un unico lotto.

[modifica] Citazioni

  • Il suo dolore era stato maggiore del mio. Quel dolore delinea il confine che ci separa. La sua morte mi ha insegnato a guardarmi dentro e a mantenermi distante. Quel dono di consapevolezza mi ha salvato la vita.
  • La morte di mia madre corruppe e ingagliardì la mia immaginazione. Mi liberò e al contempo mi imprigionò. Si appaltò il mio curriculum mentale. Mi laureai in omicidio con specializzazione in donne vivisezionate. Crebbi e scrissi romanzi sul mondo maschile che sanciva le loro morti.

[modifica] Incipit di alcuni libri

[modifica] American Tabloid

Si faceva sempre alla luce del televisore.
Alcuni latinoamericani agitavano armi da fuoco. Il capo del gruppo si piluccava insetti dalla barba e fomentava i suoi. Immagini in bianco e nero: tecnici della Cbs in divisa mimetica. Cuba, brutta storia, disse un annunciatore. I ribelli di Fidel Castro contro l'esercito regolare di Fulgencio Batista.
Howard Hughes trovò la vena e si iniettò la codeina. Pete lo osservò di soppiatto: Hughes aveva lsciato la porta della camera socchiusa.

[modifica] Sei pezzi da mille

L'avevano spedito a Dallas ad ammazzare un pappone negro di nome Wendell Durfee. Non era sicuro di farcela.
Il Consiglio dei gestori di casinò gli aveva offerto il viaggio. In prima classe. Avevano attinto dai loro fondi neri. L'avevano pagato. Gli avevano dato sei pezzi da mille.

[modifica] Le strade dell'innocenza

Venerdi 10 giugno 1964 la stazione KRLA aveva dato inizio a una rassegna di vecchi successi. I due cospiratori che esaminavano il territorio su cui inscenare il "sequestro" alzarono al massimo il volume della radio portatile, per coprire il rumore dei seghetti elettrici, dei martelli e dei palanchini; il concerto dei lavori di restauro della classe al terzo piano e la musica dei Fleetwood combattevano per avere la supremazia del frastuono.

[modifica] Perché la notte

Il negozio di liquori si trovava al termine di una lunga file di insegne al neon, nel punto in cui la Hollywood Freeway tagliava il Sunset, linea divisoria fra le luci scintillanti e il buio della zona residenziale.

[modifica] Dalia Nera

Non l'ho mai conosciuta da viva. Lei, per me, esiste solo attraveso gli altri, nell'evidenza delle loro reazioni alla sua morte. Scavando a ritroso e attenendomi ai fatti posso dire che era una ragazza triste e una puttana. Nella migliore delle ipotesi era una fallita, un'etichetta che, del resto, potrei applicare a me stesso. L'avrei consegnata volentieri a una fine anonima, poche righe su un rapporto della Omicidi, una copia carbone per l'ufficio del magistrato, i formulari per la fossa comune. Ma lei non avrebbe approvato questa conclusione: avrebbe preferito rendere manifesta la sua storia in tutta la sua brutalità. Le devo molto e poiché io solo conosco i fatti per intero, tocca a me mettere per iscritto queste righe.

[modifica] Il grande nulla

Il temporale era cominciato poco prima di mezzanotte e aveva spazzato via il concerto dei clacson e tutto il frastuono che normalmente annuncia l'anno nuovo sulla Strip. Nella sottostazione di West Hollywood, il 1950 si era presentato sotto forma di un'ondata di appelli urgenti, ciascuno dei queli seguito dall'intervento di ambulanze e altri automezzi.

[modifica] L.A. Confidential

Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo. Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d'eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell'auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.

[modifica] White jazz

Tutto quello che mi resta è la volontà di ricordare. Non c'è più il tempo: solo sogni febbrili. Mi sveglio con un senso d'ansia; ho paura di dimenticare. Nelle fotografie la donna è sempre giovane.

[modifica] Note

  1. http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/interviste/ellroy.html Intervista a James Ellroy, di Grazie Casagrande

[modifica] Bibliografia

  • James Ellroy, American Tabloid (1995), traduzione di S. Bortolussi, Mondadori, 2001. ISBN 8804498617
  • James Ellroy, Corpi da reato (1999), traduzione di Sergio Claudio Perroni, Bompiani, 1999. ISBN 8845244636
  • James Ellroy, Sei pezzi da mille (2001), traduzione di S. Bortolussi, Mondadori, 2001. ISBN 8804490349
  • James Ellroy, Le strade dell'innocenza (1984), traduzione di M. Pensante, Oscar Mondadori, 1993. ISBN 8804373849
  • James Ellroy, Perché la notte (1984), traduzione di M. Pensante, Oscar Mondadori, 1993. ISBN 8804376880
  • James Ellroy, Dalia Nera (1987), traduzione di L. Lorenzin, Mondadori, 2001. ISBN 8804496452
  • James Ellroy, Il grande nulla (1988), traduzione di C. Oliva, Mondadori, 1990. ISBN 8804506539
  • James Ellroy, L.A. Confidential (1990), traduzione di C. Oliva, Mondadori, 1997. ISBN 8804451394
  • James Ellroy, White jazz (1992), traduzione di C. Oliva, Mondadori, 1992. ISBN 880439997X

[modifica] Altri progetti

[modifica] Opere

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