Jane Austen
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Jane Austen (1775 – 1817), scrittrice britannica.
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[modifica] Citazioni di Jane Austen
- Passo il mio tempo tranquillissima e piacevolissimamente con Catherine. Miss Blachford è abbastanza gradevole; non desidero che la gente sia gradevolissima, in quanto mi salva dal problema di piacerle molto. (da una lettera alla sorella Cassandra, 24 dicembre 1798)
- Io fui felicissima di essere stata risparmiata dall'affanno di vestirmi e andare ed essere stanca prima di essere a metà, così il mio vestito e il mio cappello sono ancora da indossare. (da una lettera alla sorella Cassandra, 14 – 15 ottobre 1813)
- Non voglio che la gente sia troppo simpatica: questo mi risparmia il disturbo di volerle molto bene. (da Lettere)
- Certa gente, più si fa per loro, meno fanno per sé. (da Emma)
- L'amicizia è certamente il migliore balsamo per le piaghe di un amore deluso. (da Northanger Abbey)
- Nella riservatezza c'è sicurezza, ma non attrazione. Non si può amare una persona riservata. (da Emma)
- Quando un'opinione è generale, è per lo più corretta. (da Mansfield Park)
- I miei mal di gola sono sempre peggiori di quelli degli altri. (da Persuasione)
- Non conversavano insieme, non si parlavano se non per scambiarsi i saluti richiesti dalla più elementare buona educazione. Una volta avevano rappresentato tanto l'uno per l'altra! Ora nulla! Vi era stato un tempo in cui, nella numerosa compagnia che ora affollava il salotto di Uppercross, avrebbero trovato estremamente difficile smettere di parlare tra loro. Con l'eccezione forse dell'ammiraglio e della signora Croft, che sembravano molto legati tra loro e felici (Anne non ammetteva altre eccezioni, neppure tra le coppie sposate), non potevano esservi stati altri due cuori così aperti, altri gusti così simili, altri sentimenti così all'unisono, altri volti così amati. Ora erano come estranei; no, peggio che estranei, poichè non avrebbero mai potuto diventare amici. La loro era un'estraneità perpetua. (da Persuasione)
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- Forse, come sai, gli affari portano denaro, ma l'amicizia quasi mai.
- La festa migliore è quella che finisce prima.
- Preferisco che la gente non sia molto simpatica per non essere obbligata a farmeli piacere molto.
- La vita non è altro che una veloce successione di cose inutili.
[modifica] Orgoglio e pregiudizio
[modifica] Incipit
È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie.
[Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, Garzanti, traduzione di Isa Maranesi]
[modifica] Citazioni
- L'immaginazione delle donne è molto rapida: balza in un attimo dall'ammirazione all'amore, dall'amore al matrimonio.
- È una verità conosciuta universalmente, che un uomo solo in possesso di una grande fortuna è in cerca di moglie.
- Una persona che sa scrivere una lunga lettera con facilità non può scrivere male.
[modifica] Emma
[modifica] Incipit
Emma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere allegro, sembrava riunire in sé il meglio che la vita può offrire, e aveva quasi raggiunto i ventun'anni senza subire alcun dolore o grave dispiacere.
[Jane Austen, Emma, Newton & Compton, traduzione di Pietro Meneghelli]
[modifica] Citazioni
- Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell'altra metà.
- Ci sono persone che, quanto più si fa per loro, meno fanno per se stesse.
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] L'abbazia di Northanger
Nessuno che avesse conosciuto Catherine Morland nella sua prima infanzia avrebbe mai supposto che il suo destino sarebbe stato quello di essere un'eroina. Tutto era contro di lei: la posizione sociale, il carattere del padre e della madre, il suo aspetto fisico e perfino le sue inclinazioni.
[Jane Austen, L'abbazia di Northanger, Newton & Compton, traduzione di Elena Grillo]
[modifica] Ragione e sentimento
La famiglia Dashwood si era stabilita nel Sussex da molto tempo; le loro proprietà terriere erano vaste, e al centro sorgeva Norland Park, la residenza in cui per molte generazioni avevano vissuto in modo tanto rispettabile da essersi guadagnati la stima di tutti nei dintorni. L'ultimo proprietario era stato un vecchio scapolo, che aveva raggiunto un'età molto avanzata, e che per molti anni aveva avuto come compagna e direttrice della casa la propria sorella. Ma la morte di lei, avvenuta dieci anni prima della sua, aveva prodotto un gran cambiamento nella sua esistenza; perché, per sopperire alla perdita, aveva invitato e accolto in casa la famiglia del nipote, Henry Dashwood, che era l'erede legittimo della proprietà di Norland e la persona a cui lui intendeva lasciarla alla propria morte.
[Jane Austen, Ragione e sentimento, Newton & Compton, traduzione di Pietro Meneghelli]
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