Jean-François Revel

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Jean-François Revel

Jean-François Revel nato Jean-François Ricard (1924 – 2006), scrittore, giornalista, filosofo, politico e accademico francese.

Nietzche in go-kart[modifica]

Incipit[modifica]

L'ingresso di Malraux nella letteratura, tra le due guerre. somiglia a quello, avvenuto più tardi, del Cordobes nella tauromachia. Lo sbigottimento provocato dal suo coraggio fisico relegava in secondo piano il problema della sua arte. Arrivando dal fronte, ripartendo per il fronte, Malraux praticava eroicamente il «tremendismo» (come dicono i toreri), cioè esponeva a tal punto la sua vita, che sembrava immorale interrogarsi sul suo stile.
Il seguito non fu l'azione pericolosa, furono la pittura e la scrittura a servirgli d'appoggio. Rembrandt e Goya ispirarono al lettore di Malraux lo stesso terrore rispettoso della Rivoluzione cinese e della guerra di Spagna.

Citazioni[modifica]

  • L'arte consiste nel rappresentare ciò che non esiste.
  • Dà soddisfazione pensare, ha scritto Giraudoux nel suo miglior libro, il saggio su Racine, dà soddisfazione pensare che il primo scrittore della letteratura francese non è un moralista, né uno scienziato, né un generale, né un re, ma un uomo di lettere.
  • Romanziere, saggista e memorialista, Malraux è sopra tutto uno scrittore ideologico. Ha soddisfatto i desideri culturali del nostro tempo (come uomo di lettere, voglio dire, non come ministro) prodigandogli la soddisfazione di quei «placebo» intellettuali che sono la formula-lampo che sintetizza ogni complessità; l'idea metaforica dove si ricongiungono Stendhal e Mao-Tse, Marx e Budda.

[Jean-François Revel, Nietzche in go-kart, La Fiera Letteraria, 19 ottobre 1967]

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