Jean Piaget

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Jean Piaget

Jean Piaget (1896 – 1980), pedagogista ed epistemologo svizzero.

  • La società ha inizio a partire da due individui, quando il rapporto fra questi individui modifica la natura del loro comportamento. (da Il giudizio morale nel fanciullo, a cura di G. Petter, traduzione di B. Garau, Taylor & Francis, 1996)

Lo sviluppo mentale del bambino[modifica]

Incipit[modifica]

Lo sviluppo psichico, che comincia con la nascita e termina con l'età adulta, è paragonabile alla crescita organica: come quest'ultima, consiste essenzialmente in un cammino verso l'equilibrio. Infatti, così come il corpo è in evoluzione sino ad un livello relativamente stabile, caratterizzato dal compimento della crescita e la maturità degli organi, analogamente possiamo concepire la vita mentale come evolventesi in direzione di una forma di equilibrio finale rappresentata dalla mente adulta.

Citazioni[modifica]

  • Al momento dell'apparizione del linguaggio, il bambino si trova alle prese non più soltanto con l'universo fisico, come gli accadeva prima, ma con due nuovi mondi, d'altronde strettamente collegati tra loro: il mondo sociale e quello delle rappresentazioni interiori. (p. 26)
  • L'animismo infantile è la tendenza a concepire le cose come viventi e dotate d'intenzionalità. (p. 34)
  • Un aspetto colpisce nel pensiero del bambino piccolo: il soggetto afferma sempre, e non dimostra mai. (p. 37)
  • La prima morale del bambino è quella dell'obbedienza, e il primo criterio del bene è per molto tempo, per i più piccoli, la volontà dei genitori. (p. 44)
  • I bambini capiscono benissimo che la prima bugia ha lo scopo di ottenere una ricompensa non meritata, mentre la seconda è una semplice esagerazione. (p. 45)

Bibliografia[modifica]

  • Jean Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino, traduzione di Elena Zamorani, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1967.

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