Jean Racine
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Jean-Baptiste Racine (1639 – 1699) scrittore e tragediografo francese.
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Citazioni di Jean Racine [modifica]
- La mia unica speranza è nella mia disperazione. (da Baiazette, in Teatro, atto I, scena 4)
- Ondeggia, esita; in una parola, è donna. (da Atalia, in Teatro, atto III, scena 3)
Andromaca [modifica]
- Ah! troppo l'ho amato per non odiarlo. (II, 1)
- La mia innocenza comincia alla fine a pesarmi. (III, 1)
- Ti amavo incostante; che avrei fatto fedele! (IV, 5)
Britannico [modifica]
- Questa diffidenza è sempre l'ultima cosa che un grande cuore impara: lo si inganna a lungo. (I, 4)
- Non ho meritato né un onore così grande né tanta ingiuria (II, 3)
- Je n'ai mérité | Ni cet excès d'honneur, ni cette indignité.
- Abbraccio il mio rivale, ma per soffocarlo. (IV, 3)
- J'embrasse mon rival, mais c'est pour l'étouffer.
Fedra [modifica]
- Non è più un fuoco nascosto nelle mie vene, è Venere tutta intera che s'avvinghia alla sua preda. (I, 3)
- L'innocenza non ha nulla da temere. (III, 6)
- Come la virtù, anche la colpa ha i suoi gradi. (IV, 2)
- La luce non è più pura del fondo del mio cuore. (IV, 2)
- Odiosi adulatori, voi siete il dono più funesto che la collera divina possa fare ai re. (IV, 6, 1325-1326)
- Détestables flatteurs, présent le plus funeste | Que puisse faire aux rois la colère céleste.
I litiganti [modifica]
- Come si suol dire, coi lupi s'impara a urlare. (I, 1)
- Ma senza danaro il rispetto è solo una malattia. (I, 1)
- Pazzo davvero chi fida nell'avvenire: chi ride di venerdì, piange la domenica. (I, 1)
Citazioni su Racine [modifica]
- Dà soddisfazione pensare che il primo scrittore della letteratura francese non è un moralista, né uno scienziato, né un generale, né un re, ma un uomo di lettere. (Jean Giraudoux)
- La moda di amare Racine passerà come [quella del] caffè. (Voltaire)
- Quasi nello stesso tempo perdemmo il celebre Racine, tanto conosciuto per le sue belle opere teatrali. Nessuno aveva intelligenza più profonda e più aperta, né più piacevolmente volta: niente del poeta nel suo commercio, ma tutto dell'onesto uomo, dell'uomo modesto, e verso la fine della sua esistenza, dell'uomo dabbene. (Louis de Rouvroy de Saint-Simon)
Bibliografia [modifica]
- Jean Racine, Teatro, a cura di Maria Ortiz, Sansoni, 1963: Andromaca, Britannico, Fedra, I litiganti.
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