Joanne Kathleen Rowling
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Joanne Kathleen Rowling (1965 – vivente), scrittrice britannica.
- Bisogna essere cauti nell'esprimere desideri, perché potrebbero avverarsi. [In riferimento alla molta carta regalatale dopo che aveva lamentato la difficoltà di trovarne in giro per Edimburgo nei momenti di ispirazione.] (dal Diario, 10 maggio 2006, nel sito jkrowling.com)
- Mi ricordo benissimo dei miei undici anni: a quell' età si è del tutto impotenti. Ma i bambini hanno un mondo segreto che per gli adulti sarà sempre impenetrabile. (Dalla seconda di copertina dei libri della serie Harry Potter)
[modifica] Harry Potter e la pietra filosofale
[modifica] Incipit
Il signore e la signora Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.
[modifica] Citazioni
- A Jessica che ama i racconti, | ad Anne, li ama anche lei | e a Di che ha sentito questo per prima. (dedica)
- Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere. (Albus Silente)
- La musica! Una magia al di là di tutto ciò che facciamo. (Albus Silente)
- In fin dei conti, per una mente ben organizzata, la morte non è che una nuova, grande avventura. (Albus Silente)
- Non esiste bene e male... esiste solo il potere e chi è troppo debole per usarlo! (Voldemort)
- Essere stati amati tanto profondamente ci protegge per sempre, anche quando la persona che ci ha amato non c'è più. È una cosa che ci resta dentro, nella pelle. (Albus Silente)
- Aveva gli occhi neri come quelli di Hagrid, ma del tutto privi del suo calore. Erano gelidi e vuoti, e facevano pensare a due tunnel immersi nel buio. (Harry, riferendosi a Piton)
- La verità è una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con cautela. (Albus Silente)
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e la pietra filosofale, traduzione di Marina Astrologo, Salani]
[modifica] Harry Potter e la camera dei segreti
[modifica] Incipit
Non era la prima volta che scoppiava un litigio durante la colazione, al numero 4 di Privet Drive. Il signor Vernon Dursley era stato svegliato all'alba da un fischio acutissimo proveniente dalla camera di suo nipote Harry.
«Tre volte in una settimana!» tuonò dall'altra parte del tavolo. «Se non riesci a tenere a bada quella civetta, dovrà andarsene!»
Ancora una volta, Harry provò a spiegare.
«Si annoia» disse. «Edvige è abituata a volare all'aperto. Se solo potessi lasciarla libera di notte...»
«Ma mi hai preso per scemo?» ringhiò zio Vernon con un pezzetto di uovo fritto impagliato nei baffoni. «So bene cosa succederebbe a lasciar libero quell'animale.»
E scambiò un'occhiata cupa con la moglie Petunia.
[modifica] Citazioni
- A Sean P.F. Harris | artista della fuga | e amico nelle avversità. (dedica)
- Sentire voci che nessuno altro può intendere non è proprio un buon segno, anche nel mondo della magia. (Hermione Granger)
- Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità. (Albus Silente)
- «Aspetta un po'...» mormorò Harry a Ron. «c'è una sedia vuota, al tavolo degli insegnanti... Dov'è Piton?»
«Forse è malato» disse Ron tutto speranzoso.
«Forse se n'è andato» disse Harry, «perché ancora una volta non è stato nominato insegnante di Difesa contro le Arti Oscure»
«O magari è stato licenziato» suggerì Ron con entusiasmo. «Voglio dire, tutti lo detestano...»
«O forse» disse una voce glaciale alle loro spalle «sta aspettando di sapere perché voi due non siete arrivati con il treno della scuola». (Harry, Ron e Severus)
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e la camera dei segreti, traduzione di Marina Astrologo, Salani]
[modifica] Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
[modifica] Incipit
Harry Potter era un ragazzo insolito sotto molti punti di vista. Prima di tutto, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell'anno. Poi voleva davvero fare i compiti, ma era costretto a studiare di nascosto, nel cuore della notte. E per giunta era un mago.
Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Bathilda Bath) aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d'aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perché i roghi di streghe nel Quattordicesimo secolo furono completamente inutili.
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, traduzione di Beatrice Masini, Salani]
[modifica] Citazioni
- A Jill Prewett e Aine Kiley | le madrine dello swing. (dedica)
[modifica] Harry Potter e il calice di fuoco
[modifica] Incipit
Gli abitanti di Little Hangleton la chiamavano ancora Casa Riddle, anche se erano passati tanti anni da quando i Riddle ci abitavano. Si trovava sulla collina che dominava il villaggio: alcune delle finestre erano inchiodate, al tetto mancavano delle tegole e l'edera cresceva incolta sulla facciata. Un tempo Casa Riddle era stata una dimora elegante, certo l'edificio più vasto e grandioso nel raggio di chilometri, ma ora era umida, desolata e disabitata.
Gli Hangletoniani convenivano tutti che la vecchia casa era "sinistra". Mezzo secolo prima, qualcosa di strano e terribile era successo là dentro, qualcosa di cui gli abitanti più anziani amavano ancora discutere quando erano a corto di pettegolezzi.
[modifica] Citazioni
- A Peter Rowling, in memoria del signor Ridley e a Susan Sladden, che ha aiutato Harry a uscire dall'armadio. (dedica)
- Se vuoi sapere com'è un uomo, guarda bene come tratta i suoi inferiori, non i suoi pari. (Sirius Black)
- Deve capire: capire è il primo passo per accettare, e solo accettando si può guarire. (Albus Silente)
- Quando e se per voi dovesse venire il momento di scegliere tra ciò che è giusto e ciò che è facile, ricordate cos'è accaduto a un ragazzo che era buono, e gentile, e coraggioso, per aver attraversato il cammino di Voldemort. (Albus Silente)
- Ah […] Sì, l'ultimo e il peggiore. Avada Kedavra… L'Anatema che Uccide. […] Non è bello. E non è piacevole. E non c'è contromaledizione. Non c'è modo di fermarlo. Solo una persona, che si sappia, è mai sopravvissuta, e questa persona è seduta qui di fronte a me. (Barty Crouch Jr nei panni di Alastor Moody)
- "Lui mancarmi? Niente affatto!" Ma era una bugia bella e buona. A Harry piaceva molto Hermione, ma non era come Ron. Ridevi molto meno, e passavi molto più tempo in biblioteca se Hermione era la tua migliore amica.
- Le sedie incatenanti stavolta erano quattro. I Dissennatori vi spinsero i prigionieri: c'era un uomo grosso che fissò Crouch con occhi vacui, un uomo più magro e nervoso i cui occhi si spostavano rapidi fra il pubblico, una donna con una folta, scura chioma lucente e le palpebre semichiuse, seduta sulla sedia con le catene come una regina su un trono, e un ragazzo sui vent'anni, che sembrava nientemeno che pietrificato. [...] Crouch si alzò e guardò i quattro con un'espressione di odio allo stato puro. "Siete stati condotti di fronte al Tribunale della Legge Magica [...] perché siate giudicati per un crimine atroce..." "Padre" disse il ragazzo dai capelli color paglia "Padre, ti prego..." "...del quale raramente abbiamo udito il pari in questa corte." Crouch alzò la voce, sovrastando quella del figlio "[...] Siete accusati di aver catturato un Auror – Frank Paciock – e di averlo sottoposto alla Maledizione Cruciatus, convinti che conoscesse l'attuale dimora del vostro signore, Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato..." "Padre, non è vero!" strillò il ragazzo in catene. "Non è vero, lo giuro, padre, non rimandarmi dai Dissennatori..." [...] "Avete progettato progettato di restaurare il dominio di Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, e di tornare alla vita di violenza che probabilmente avete condotto quando era potente. Io ora chiedo alla giuria..." "Madre!"[...]"Madre, fermalo, madre, non ho fatto niente, non sono stato io!" "Io ora chiedo alla giuria" gridò Crouch "di alzare la mano se è convinta, come me, che questi crimini meritino una condanna a vita ad Azkaban!" Tutti insieme, maghi e streghe dell'ala destra della segreta, alzarono la mano. La folla disposta lungo le pareti scoppiò in un applauso [...], i volti pervasi di selvaggio trionfo. Il ragazzo prese ad urlare. "No! Madre, no! Non ho fatto niente, non ho fatto niente, non sapevo! Non lasciare che mi mandi laggiù, non lasciarglielo fare!" I Dissennatori rientrarono scivolando. I tre compagni del ragazzo si alzarono in silenzio; la donna dalle palpebre presanti guardò Crouch e gridò: "Il Signore Oscuro risorgerà, Crouch! Gettaci pure ad Azkaban, noi aspetteremo! Risorgerà e verrà a cercarci, e ricompenserà noi più di ogni altro suo seguace! Solo noi siamo fedeli! Solo noi abbiamo cercato di trovarlo!" [...] "Portateli via!" ruggì [Crouch] ai Dissennatori, sputando saliva. "Portateli via, e che possano marcire laggiù!"
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, traduzione di Beatrice Masini, Salani]
[modifica] Harry Potter e l'ordine della fenice
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Il giorno più caldo dell'estate – almeno fino a quel momento – volgeva al termine e un silenzio sonnacchioso gravava sulle grandi case quadrate di Privet Drive.
Le automobili di solito scintillanti sostavano impolverate nei vialetti e i prati un tempo verde smeraldo si stendevano incartapecoriti e giallognoli, perché l'irrigazione era stata proibita a causa della siccità. In mancanza delle loro consuete occupazioni – lavare l'auto e falciare il prato – gli abitanti di Privet Drive si erano rintanati nella penombra delle loro case fresche, con le finestre spalancate nella speranza di indurre una brezza inesistente a entrare. La sola persona rimasta all'aperto era un adolescente che giaceva lungo disteso sulla schiena in un'aiuola fuori dal numero quattro.
[modifica] Citazioni
- «Nell'Ufficio Misteri» lo interruppe Silente «c'è una stanza che viene tenuta sempre chiusa. Contiene una forza al tempo stesso più meravigliosa e più terribile della morte, dell'intelligenza umana e della natura. E forse il più misterioso fra i molti soggetti che vengono studiati laggiù. E la forza contenuta in quella stanza che tu possiedi in grande quantità, e che Voldemort non possiede affatto. E stata quella a spingerti laggiù stanotte per salvare Sirius. E ti ha salvato dalla possessione di Voldemort, perché egli non può risiedere in un corpo tanto pieno della forza che lui detesta. Alla resa dei conti, non ha avuto importanza che tu non riuscissi a chiudere la tua mente. E stato il tuo cuore a salvarti».
- «Ecco cosa dovrebbero insegnarci qui a Hogwarts» pensò, rigirandosi sul fianco «come funzionano i cervelli delle ragazze... sarebbe comunque più utile che Divinazione». (cap. 21)
- Ecco giungere il solo col potere di sconfiggere l'Oscuro Signore...
nato da chi lo ha tre volte sfidato, nato sull'estinguersi del settimo mese...
l'Oscuro Signore lo designerà come suo eguale, ma egli avrà un potere a lui sconosciuto...
e l'uno dovrà morire per mano dell'altro, perché nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive...
il solo col potere di sconfiggere l'Oscuro Signore nascerà all'estinguersi del settimo mese... (Sibilla Cooman)
- «È stato escluso dai maghi del Ministero dopo che ha tenuto un discorso per annunciare il ritorno di Lord Voldemort. L'hanno retrocesso dalla carica di Stregone capo del Wizengamot e stanno decidendo se levargli anche l'Ordine di Merlino, Prima Classe.»
«Ma Silente dice che non gli importa di quello che fanno finché non lo tolgono dalle figurine delle Cioccorane.» (Lupin, Bill: cap. 5, p. 100)
- «Silente deve aver avuto le sue ragioni per non volere che Harry sapesse troppo, e parlando come chi ha a cuore tutto l'interesse di Harry...»
«Non è tuo figlio», mormorò Sirius.
«È come se lo fosse», ribatté la signora Weasley con forza. «Chi altri ha?»
«Ha me!»
- Voglio che lei scriva Non devo dire bugie. (Dolores Jane Umbridge)
- «A volte penso che la mamma di Ron abbia ragione e che Sirius faccia un po' di confusione fra te e tuo padre, Harry.» [Hermione]
«Cioè credi che sia un po' tocco?» chiese Harry infiammandosi.
«No, credo soltanto che sia rimasto troppo solo troppo a lungo.» rispose Hermione con semplicità.
- Ron mostrò la spilla.
La signora Weasley emise uno strillo identico a quello di Hermione.
«Non ci credo! Non ci credo! Oh, Ron, è meraviglioso! Prefetto! Come tutti in famiglia!»
«Io e Fred chi siamo, i vicini della porta accanto?»
- "Costringerò Goyle a scrivere cento volte la stessa frase, lui odia scrivere" disse Ron allegro. Abbassò la voce per imitare il ringhio di Goylee, contraendo il viso in un'espressione dolorosamente concentrata, fece il gesto di scrivere per aria.
"Io... non... devo... assomigliare..al sedere... di un babbuino."
- «Non ho nemmeno il coraggio di prenderlo in giro» disse Fred, guardando la figura ingobbita di Ron.
«Certo che... quando ha mancato il quattordicesimo...»
Fece dei gesti inconsulti con le braccia, come se nuotasse a cagnolino.
«...be' me la risparmio per le feste, eh?»
- Harry ebbe il tempo di riflettere che, tra Neville e Ron, sarebbe stato fortunato a sostenere due minuti di conversazione con Cho che poi potesse ricordare senza voler lasciare il paese.
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e l'ordine della fenice, traduzione di Beatrice Masini, Salani]
[modifica] Harry Potter e il principe mezzosangue
[modifica] Incipit
Era quasi mezzanotte e il Primo Ministro stava seduto da solo nel suo ufficio, a leggere una lunga relazione che gli scivolava via dalla mente senza lasciare la minima traccia. Aspettava una chiamata dal presidente di un paese remoto e, tra il chiedersi quando quel disgraziato avrebbe telefonato e il cercare di allontanare gli spiacevoli ricordi di una settimana lunghissima, faticosa e complicata, nella sua testa non c'era molto spazio per altro. Più cercava di concentrarsi sui caratteri stampati della pagina, più chiara vedeva la faccia maligna del suo avversario politico. Questi era apparso al telegiornale quel giorno stesso non solo per elencare tutte le cose terribili successe nell'ultima settimana (come se ci fosse bisogno di ricordarle), ma anche per spiegare perché fossero, dalla prima all'ultima, colpa del Governo.
[modifica] Citazioni
- A Mackenzie, | la mia bella figlia, | dedico | il suo gemello di carta e inchiostro. (dedica)
- To Mackenzie, | My beautiful daughter, | I dedicate | her ink-and-paper twin.
- All'improvviso si rese conto che il parco era silenzioso. Fanny aveva cessato di cantare. E seppe, senza sapere come, che la fenice era andata, che aveva lasciato Hogwarts per sempre, proprio come Silente aveva lasciato la scuola, aveva lasciato il mondo... Aveva lasciato lui.
- È l'ignoto che temiamo quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro.
- Era importante, aveva detto Silente, combattere e ancora combattere, e continuare a combattere, perché solo così il male poteva essere tenuto a bada, anche se non poteva mai essere completamente sradicato.
- Ma finalmente capiva quello che Silente aveva cercato di dirgli. Era, si disse, la differenza fra l'essere trascinato nell'arena ad affrontare una battaglia mortale e scendere nell'arena a testa alta. Forse qualcuno avrebbe detto che non era una gran scelta, ma Silente sapeva – e lo so anch'io – pensò Harry con uno slancio di feroce orgoglio – e lo sapevano anche i miei genitori – che c'era tutta la differenza del mondo.(Harry Potter)
- Perché hai paura di Tu-Sai-Chi? MEGLIO aver paura di No-Pupù-No-Pipì: la Sensazione di Occlusione che Stringe la Nazione!
- Silente avrà veramente lasciato la scuola solo quando non ci sarà più nessuno che gli sia fedele.
- «Al Signore Oscuro: So che avrò trovato la morte prima che tu legga queste parole, ma voglio che tu sappia che sono stato io ad aver scoperto il tuo segreto. Ho rubato il vero Horcrux e intendo distruggerlo appena possibile. Affronto la morte nella speranza che quando incontrerai il tuo degno rivale sarai di nuovo mortale.» (Regulus Arcturus Black)
- "Silente dice che è più facile perdonare gli altri quando si sbagliano che quando hanno ragione" (Ron Weasley)
- E senza riflettere, senza averlo premeditato, senza preoccuparsi del fatto che cinquanta persone li stavano guardando, Harry la baciò... (Harry e Ginny)
- "La Grandezza ispira l'Invidia, l'Invidia genera Rancore, il Rancore produce Menzogne." (Voldemort)
- Nessun altro stava guardando. Harry si chinò a raccoglierlo, e notò qualcosa scarabocchiato lungo la base della quarta di copertina, nella stessa minuscola grafia rattrappita delle istruzioni che gli avevano meritato la bottiglia di Felix Felicis [...]. "Questo libro è proprietà del Principe Mezzo-Sangue".
- «Che cos'è che sai fare?» «Di tutto» esalò Riddle. Un rossore eccitato gli salì dal collo alle guance incavate; sembrava febbricitante. «Muovo le cose senza toccarle. Faccio fare agli animali quello che voglio senza addestrarli. Faccio capitare cose brutte a chi mi dà fastidio. So ferirli, se voglio».
- Perché Weasley è il nostro re, ogni due ne manca tre; Weasley è nato in un bidon, ha la testa nel pallon, così noi cantiam perché; perché Weasley è il nostro re. (coro di scherno di Serpeverde contro Ron).
- Perché Weasley è il nostro re, ogni due ne azzecca tre; Weasley è il nostro salvator, col suo gioco pieno d'ardor, vinceremo noi perché; perché Weasley è il nostro re. (coro di trionfo dei Grifondoro, volutamente ispirato a quello dei Serpeverde, dopo che hanno vinto la partita grazie a Ron che ha salvato il gioco)
- Errore di Voldemort, Harry, errore di Voldemort... l'adulto è sciocco e immemore, quando sottovaluta la giovinezza. (Albus Silente)
- È l'ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient'altro (Albus Silente).
- "Andrà tutto bene, signore" ripeté ancora e ancora, più preoccupato del mutismo di Silente di quanto lo fosse stato della sua voce indebolita. "Ci siamo quasi... Posso farci Materializzare tutti e due... non si preoccupi"
"Non sono preoccupato, Harry" rispose Silente, la sua voce un po' più forte nonostante l'acqua gelida. "Sono con te". - "Mi ha accusato di essere 'l' uomo di Silente, sempre e comunque"
"Molto maleducato da parte sua"
"Gli ho risposto che è vero."
Silente aprì la bocca per parlare e poi la richiuse.
Con enorme imbarazzo, Harry all' improvviso si accorse che i vividi occhi azzurri di Silente erano umidi, e si affrettò ad abbassare lo sguardo sulle proprie ginocchia. Quando Silente parlò, tuttavia, la sua voce era ferma.
"Sono molto commosso, Harry" - Harry guardò Ginny, Ron e Hermione: il volto di Ron era contratto come se la luce del sole lo accecasse. Quello di Hermione era lucido di lacrime, ma Ginny non piangeva più. Incrociò gli occhi di Harry con la stessa espressione dura e ardente di quando lo aveva abbracciato dopo aver vinto la Coppa di Quidditch senza di lui, e lui seppe che in quel momento si capivano alla perfezione e che, quando lui le avesse detto che cosa avrebbe fatto, non avrebbe detto 'sta' attento' o 'non farlo', ma avrebbe accettato la sua decisione, perché non si sarebbe aspettata da lui niente di meno.
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e il principe mezzosangue, traduzione di Beatrice Masini, Salani]
[modifica] Harry Potter e i Doni della Morte
[modifica] Incipit
I due uomini apparvero dal nulla, a pochi metri di distanza, nel viottolo illuminato dalla luna. Per un istante rimasero immobili, le bacchette puntate l'uno contro il petto dell'altro; poi si riconobbero, riposero le bacchette sotto i mantelli e si avviarono rapidi nella stessa direzione.
«Novità?» chiese il più alto dei due.
«Le migliori possibili» rispose Severus Piton.
[Joanne Kathleen Rowling, Harry Potter e i Doni della Morte, traduzione di Beatrice Masini, Salani]
[modifica] Dedica
La
- dedica
-
- di questo libro
- è divisa
-
- in sette modi:
a Neil,
- a Jessica,
- a David,
- a Kenzie,
-
- a Di,
-
- ad Anne
- a Kenzie,
- e a te,
- a David,
se sei
- rimasto
- con Harry
- fin proprio
- alla
- con Harry
- fine.
[modifica] Citazioni
- Era molto strano trovarsi in quel silenzio e sapere che stava per uscire da quella casa per l'ultima volta. Molto tempo prima, quando i Dursley andavano a divertirsi e lo lasciavano lì, le ore di solitudine erano una festa rara: interrompendosi solo per rubare qualcosa di buono dal frigo, stava di sopra a giocare col computer di Dudley, o accendeva la televisione e faceva zapping quanto e come voleva. Ricordare quei tempi gli diede una strana sensazione di vuoto: era come ricordare un fratello minore perduto. (cap. 4, p. 47)
- Harry lasciò cadere i capelli nel liquido melmoso. Non appena toccarono la superficie, la Pozione cominciò a schiumare e fumare, poi di colpo diventò limpida e brillante come l'oro.
«Ooh, sembri molto più appetitoso di Tiger e Goyle, Harry» commentò Hermione prima di notare le sopracciglia aggrottate di Ron. Arrossì e aggiunse: «Insomma, sai cosa voglio dire... la Pozione di Goyle sembrava moccio». (cap. 4, p. 53) - «Pensi che sia un idiota?» gli chiese Harry.
«No, penso che tu sia come James» rispose Lupin. «Per lui sarebbe stato il massimo del disonore diffidare degli amici».
Harry sapeva dove voleva arrivare Lupin: suo padre era stato tradito dal suo amico Peter Minus. Si sentì invadere da una rabbia irragionevole. (cap. 5, p. 81) - Mi apro alla chiusura. [Frase sul boccino d'oro lasciato da Silente a Harry] (cap. 7)
- La mattina dopo Harry si svegliò in un sacco a pelo sul pavimento del salotto. Una striscia di cielo era visibile tra le tende pesanti; aveva il colore azzurro fresco e limpido d'inchiostro annacquato, era tra la notte e l'alba e tutto taceva, tranne i respiri profondi e tranquilli di Ron e Hermione. Harry guardò le sagome scure che si disegnavano sul pavimento accanto a lui. Ron, in uno slancio di galanteria, aveva insistito perché Hermione dormisse sui cuscini tolti dal divano, quindi lei era più in alto. Il braccio le ricadeva sul pavimento, le dita a pochi centimetri da quelle di Ron. Forse si erano addormentati tenendosi per mano. (cap. 10, p. 167)
- Lui distolse lo sguardo, cercando di non far trasparire il proprio risentimento. Eccolo di nuovo: scegliere che cosa credere. Lui voleva la verità. Perché erano tutti così decisi a impedirgli di arrivarci? (cap. 10, p. 175)
- Naturalmente Voldemort avrà considerato le caratteristiche degli elfi domestici assolutamente indegne della sua attenzione, proprio come tutti quei Purosangue che li trattano come animali... non gli sarebbe mai venuto in mente che potessero avere un potere che lui non aveva. (Hermione; cap. 10, p. 184)
- «[...] Ho sempre detto che i maghi alla fine pagano per come trattano i loro elfi domestici. Be', è successo a Voldemort... e anche a Sirius».
Harry non seppe ribattere. Guardando Kreacher che singhiozzava sul pavimento, gli vennero in mente le parole di Silente, poche ore dopo la morte di Sirius: "Io temo che Sirius non abbia mai visto Kreacher come una creatura dotata di sentimenti profondi quanto quelli di un essere umano..." (cap. 10, p. 187) - L'ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte. [Frase incisa sulla lapide di James e Lily Potter e ripresa nella copertina] (cap. 16)
- Ron si tolse la catena e gettò il medaglione sulla sedia. Si rivolse a Hermione.
"Tu che fai?"
"Cosa vuoi dire?"
"Resti o cosa?"
"Io..." era a pezzi. "Sì, io resto, Ron, avevamo detto [...] che l'avremmo aiutato..."
"Capito. Scegli lui."
"Ron, no... ti prego..." (p. 287) - "Dopo che te ne sei andato [Hermione] ha pianto per una settimana. Forse anche di più, ma non voleva farsi vedere." (Harry)
- «Direi che questa notte ti sei fatto perdonare» ribatté Harry. «Hai preso la spada. Hai distrutto l'Horcrux. Mi hai salvato la vita».
«Detto così, mi fa sembrare molto più figo di quello che sono stato» borbottò Ron.
«Questo genere di cose sembra sempre più figo di quello che è stato» replicò Harry. «Sono anni che cerco di dirtelo». (cap. 19, p. 350) - Allora uccidimi, Voldemort, io accetto volentieri la morte! Ma la mia morte non ti darà quello che cerchi... ci sono tante cose che non capisci... (Grindenwald a Voldemort, sentito da Harry attraverso la cicatrice; cap. 23, p. 432)
- La cicatrice bruciava, ma lui dominava il dolore; lo provava, ma ne era distaccato. Aveva finalmente imparato a controllarlo, a chiudere la mente a Voldemort, proprio come Silente aveva voluto che apprendesse da Piton. Voldemort non era riuscito a possedere Harry quando era divorato dal dolore per Sirius, e adesso i suoi pensieri non potevano penetrarlo mentre piangeva Dobby. Il dolore, sembrava, scacciava Voldemort... anche se Silente avrebbe detto che era l'amore... (cap. 24, p. 441)
- Hai dato a Ron il Deluminatore. L'avevi capito... gli hai dato un modo per tornare...
E avevi capito anche Codaliscia... sapevi che c'era un briciolo di rimpianto da qualche parte dentro di lui...
E se conoscevi loro... cosa sapevi di me, Silente?
Il mio destino è sapere, ma non cercare? Sapevi quanto mi sarebbe stato difficile? È per questo che l'hai reso così complicato? In modo che avessi il tempo di capirlo? (cap. 24, p. 445) - Mentre seguiva Bill nel salotto, lo attraversò un pensiero assurdo, senza dubbio generato dal vino che aveva bevuto. Sembrava destinato a diventare per Teddy Lupin un padrino sconsiderato quanto Sirius Black lo era stato per lui. (cap. 25, p. 478)
- Harry rimase in silenzio. Non era il momento di manifestare i dubbi che lo arrovellavano da mesi. Aveva fatto la sua scelta scavando la tomba per Dobby; aveva deciso di proseguire lungo il tortuoso, rischioso sentiero tracciato per lui da Albus Silente, di accettare che non gli fosse stato detto tutto ciò che avrebbe voluto sapere, ma di fidarsi e basta. Non nutriva alcun desiderio di dubitare ancora, non voleva sentir dire nulla che lo distogliesse dal suo scopo. Incrociò lo sguardo di Aberforth, straordinariamente simile a quello del fratello: gli occhi azzurri sembravano passare ai raggi X l'oggetto del loro esame, proprio allo stesso modo, e Harry pensò che Aberforth sapesse che cosa stava pensando e lo disprezzasse per questo.
«Il professor Silente teneva a Harry, ci teneva molto» mormorò Hermione.
«Ma davvero?» ribatté Aberforth. «È buffo: un sacco di persone a cui mio fratello teneva molto sono finite peggio che se le avesse lasciate in pace». (cap. 28, p. 519) - Harry rifletté in fretta, mentre ancora la cicatrice bruciava e la sua testa minacciava di aprirsi di nuovo. Silente l'aveva avvertito di non parlare degli Horcrux con nessuno tranne Ron e Hermione. Segreti e bugie, ecco come siamo cresciuti, e Albus... aveva un talento naturale... Si stava trasformando in Silente, si teneva i segreti stretti al petto, aveva paura di fidarsi degli altri? Ma Silente si era fidato di Piton e a cos'aveva portato? A un assassinio sulla torre più alta... (cap. 29, p. 536)
- No. Sei un uomo molto più coraggioso di Igor Karkaroff. Sai, a volte credo che lo Smistamento avvenga troppo presto. (Silente a Piton, cap. 33)
- [Dialogo tra Severus Piton e Albus Silente, Piton parla di Harry]
Silente aprì gli occhi. Piton era sconvolto.
«L'hai tenuto in vita perché possa morire al momento giusto?»
«Non esserne stupito Severus. Quanti uomini e donne hai visto morire?»
«Di recente solo quelli che non sono riuscito a salvare» rispose Piton. Si alzò. «Tu mi hai usato». (cap. 33) - [Dialogo tra Albus Silente e Severus Piton, Silente parla di Harry]
«Ti sei affezionato al ragazzo, dopotutto?»
«A lui?» Urlò Piton «Expecto Patronum!»
Dalla punta della sua bacchetta affiorò la cerva d'argento: atterrò sul pavimento dell'ufficio, fece un balzo e si tuffò fuori dalla finestra. Silente la guardò volar via e quando il suo bagliore argenteo svanì si rivolse a Piton, con gli occhi pieni di lacrime.
«Dopo tutto questo tempo?»
«Sempre» rispose Piton. (cap. 33) - "Un momento!" fece Ron brusco. "Abbiamo dimenticato qualcuno!" "Chi?" chiese Hermione. "Gli elfi domestici, saranno tutti giù in cucina, no?" "Vuoi dire che dobbiamo farli combattere?" domandò Harry. "No" rispose Ron serio. "Dobbiamo farli andare via. Non vogliamo altri Dobby, no? Non possiamo chiedergli di morire per noi..." Le zanne del Basilisco caddero con un gran fragore dalle braccia di Hermione. Corse da Ron, lo abbracciò e lo baciò sulla bocca. Ron gettò via le zanne e il manico di scopa e rispose con tanto entusiasmo che sollevò Hermione da terra. (p. 575)
- Voleva essere fermato, portato indietro, a casa...
Ma era a casa. Hogwarts era la prima e la migliore casa che avesse conosciuto. Lui e Voldemort e Piton, i ragazzi abbandonati, avevano tutti trovato una casa lì... (cap. 34, p. 640) - «E la sua conoscenza è rimasta terribilmente lacunosa, Harry! Ciò che Voldemort non ritiene importante, non si dà la pena di comprenderlo. Di elfi domestici e storie per bambini, di amore, fedeltà e innocenza Voldemort non sa e non capisce niente. Niente. Che tutti hanno un potere che va oltre il suo, oltre la portata di qualunque magia, è una verità che non ha mai afferrato.
«Ha preso il tuo sangue convinto che l'avrebbe rafforzato. Ha accolto nel suo corpo una minuscola parte dell'incantesimo che tua madre aveva imposto su di te quando morì per te. Il suo corpo tiene vivo il sacrificio di Lily, e finché quell'incantesimo sopravvive, sopravvivi anche tu, e sopravvive l'ultima speranza di Voldemort per se stesso». (cap. 35, p. 652) - «[...] A me nel frattempo fu offerto il posto di Ministro della Magia, e non una sola volta. Naturalmente rifiutai. Avevo imparato che non ero adatto al potere».
«Ma lei sarebbe stato molto, molto meglio di Caramell o Scrimgeour!» sbottò Harry.
«Pensi?» chiese Silente in tono grave. «Non ne sono così sicuro. Da giovane avevo dimostrato che il potere era la mia debolezza e la mia tentazione. È curioso, Harry, ma forse i governanti migliori sono quelli che non l'hanno mai desiderato. Quelli che, come te, si vedono affidare la guida e raccolgono lo scettro perché devono, e scoprono con loro sorpresa di impugnarlo bene. (cap. 35, p. 659) - Tu sei il vero padrone della Morte, perché il vero padrone non cerca di sfuggirle. Accetta di dover morire e comprende che vi sono cose assai peggiori nel mondo dei vivi che morire. (Silente a Harry; cap. 35, p. 662)
- Non provare pietà per i morti, Harry. Prova pietà per i vivi e soprattutto per coloro che vivono senza amore. (cap. 35, p. 664)
- Certo che sta succedendo dentro la tua testa, Harry. Ma perché diavolo dovrebbe voler dire che non è vero? (Silente; cap. 35, p. 664)
- "Cerca di batterlo [Scorpius] in tutti gli esami, Rosie. Per fortuna hai il cervello di tua madre." "Ron, per l'amor del cielo!" ribatté Hermione, un po' seria un po' divertita. "Non cercare di metterli contro ancora prima che la scuola sia cominciata!" "Hai ragione, scusa" concesse Ron, ma non riuscì a trattenersi e aggiunse: "Non dargli troppa confidenza, Rosie. Nonno Arthur non ti perdonerebbe mai se sposassi un Purosangue."
- «Albus Severus» mormorò, in modo che nessuno sentisse a parte Ginny, e lei, con molto tatto, finse di salutare Rose, già sul treno. «Tu porti il nome di due Presidi di Hogwarts. Uno di loro era un Serpeverde e probabilmente l'uomo più coraggioso che io abbia mai conosciuto». (Harry; epilogo, p. 696)
- E la Morte parlò a loro. Era arrabbiata perché tre nuove vittime l'avevano appena imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato tanto abile da sfuggirle.
Così il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo [...].
Il secondo fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la Morte e chiese il potere di richiamare gli altri dalla Morte. [...]
Infine la Morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Il fratello più giovane era il più umile e anche il più saggio dei tre, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità.
[modifica] Citazioni su Joanne Kathleen Rowling
- I romanzi di Harry Potter sono uno svago impareggiabile, storia pura dall'inizio alla fine. (Stephen King)
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