Johann Gottlieb Fichte
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Johann Gottlieb Fichte (1762 – 1814), filosofo tedesco.
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[modifica] Citazioni di Johann Gottlieb Fichte
- È stata la lettura delle sue opere e la costante meditazione sulle sue idee che mi ha suggerito questo sistema. Nonostante gli ostacoli di ogni genere, Pestalozzi, sorretto da un grande incoercibile sentimento, l'amore per i poveri ed i diseredati, è riuscito a fare una scoperta intellettuale destinata a rivoluzionare il mondo. Egli ha previsto un tipo di istruzione adatto per il popolo; con la forza dell'ingegno e dell'amore, ha creato una vera educazione nazionale capace di risollevare i singoli Stati e tutta l'umanità dalle deplorevoli condizioni in cui sono caduti. (Discorsi alla nazione tedesca, IX discorso; citato in William Boyd, Storia dell'educazione occidentale, traduzione di Trieste Valdi, Armando Armando Editore, 1966)
- Il fine supremo ed ultimo della società è la completa unità e l'intimo consentimento di tutti i suoi membri. (dalle Lezioni sulla missione del dotto, 1794)
- La scelta di una filosofia dipende da quel che si è come uomo, perché un sistema filosofico non è un inerte suppellettile, che si possa prendere o lasciare a piacere, ma è animato dallo spirito dell'uomo che l'ha. (dalla Prima introduzione alla dottrina della scienza, 1797)
- L'io è finito perché deve essere delimitato, però in questa finitezza è infinito perché il confine può essere spostato sempre più in là, all'infinito. È infinito secondo la sua finitezza e finito secondo la sua infinità. (da Fondamento dell'intera dottrina della scienza, 1794 – GA, I/2 p. 394)
- L'Io puro oppone nell'Io ad un io divisibile un non-io divisibile. (dalla Dottrina della scienza, 1794)
- L'umanità respinge il cieco caso e il potere del destino. Essa ha in mano il proprio destino. (citato in Roger Garaudy, Karl Marx)
- L'uomo ha la missione di vivere in società; se viene isolato, non è un uomo intero e completo, anzi contraddice se stesso. (dalle Lezioni sulla missione del dotto, 1794)
- L'uomo può ciò che egli deve; e se dice: "Io non posso", segno è che non vuole. (da Contributo per rettificare i giudizi del pubblico sulla Rivoluzione francese, 1793)
- Noi agiamo perché conosciamo, ma conosciamo perché siamo destinati ad agire; la ragion pratica è la radice di ogni ragione. (da La missione degli uomini, 1800)
- È implicito nel concetto stesso dell'uomo che il fine ultimo debba essere irraggiungibile e la sua via verso di esso infinita. La missione dell'uomo, quindi, non è di raggiungere questo fine, ma egli può e deve avvicinarsi sempre di più a questa meta; or dunque, l'avvicinarsi infinitamente a questa meta è la vera missione dell'uomo in quanto uomo, cioè in quanto essere ragionevole ma finito, in quanto essere sensibile ma libero. (La missione del dotto, lezione I, 1794)
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- Essere libero è niente, divenirlo è cosa celeste.
- Il mio mondo è oggetto e sfera dei miei doveri e assolutamente nient'altro.
- La perfezione non è essere perfetti, ma tendere continuamente ad essa.
- Lo scopo della vita dell'umanità sulla Terra è quello di conformarsi liberamente alla ragione in tutte le sue relazioni.
- Lo spirito umano, risvegliato da Jean Jacques Rousseau, ha compiuto un'opera che avreste considerata come la cosa più impossibile del mondo, se foste capaci di afferrarne l'idea: ha misurato se stesso nella sua interezza.
- L'uomo si ricostruisce una patria sotto qualsiasi lembo di cielo.
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- Alla filosofia fichtiana spetta il profondo merito di aver fatto avvertire che le determinazioni del pensiero son da dimostrare nella loro necessità; che sono essenzialmente da dedurre. (Georg Wilhelm Friedrich Hegel)
- Fichte è un titano che lotta per l'umanità e il suo raggio di azione non resterà limitato alle pareti della sua aula. (Friedrich Hölderlin)
- I Fondamenti della dottrina della scienza ci insegnano che il fine della nostra esistenza è instaurare il regno del razionale, in noi e fuori noi, nella natura e nella società. (Roger Garaudy)
- L'idea madre del sistema di Fichte è quella dell'uomo creatore, la concezione che l'uomo è ciò che egli stesso si fa. (Roger Garaudy)
[modifica] Bibliografia
- Roger Garaudy, Karl Marx (Clefs pour Karl Marx), traduzione di Marilena Feldbauer, Casa Editrice Sonzogno, Milano 1974.
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