John Donne
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John Donne (1572 – 1631), poeta e religioso inglese.
- Che i nostri affetti non uccidano noi, né muoiano essi. (citato in prefazione a Clive Staples Lewis, I quattro amori, Jaca Book, 1982)
- E la morte non esisterà più; morte, tu morirai. (da Morte non essere orgogliosa)
- And Death shall be no more | Death, thou shalt die.
- Debole quell'amore di cui più forte è la paura, | e non è tutto spirito limpido e valoroso | se è misto di timore, di pudore, di onore. | Forse, come le torce che debbono esser pronte | sono accese e rispente, così tu tratti me. | Venisti per accendermi, vai per venire. Ed io | sognerò nuovamente | quella speranza, ma per non morire. (da Il sogno)
- Dopo un breve sonno, vegliamo in eterno, | E la morte non sarà più: morte, tu morirai. (da Holy Sonnets, X)
- I confronti sono odiosi. (da Elegy, VIII, citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 296)
- La morte di un altro mi diminuisce in modo direttamente proporzionale al suo sesso e alla matrice dell'attentato. Chiediti pure per chi suona la campana ma prima sincerati che campana è. (citato in Luca Goldoni, Dipende,, p. 63, Arnoldo Mondadori Editore, 1980)
- Ma, ahimè, perché così lungamente, | e tanto, freniamo i nostri corpi?. (da L'Estasi; citato in Charles Morgan, La fontana, Arnoldo Mondadori Editore, 1961)
- Ma venga pure la cattiva sorte | le aggiungeremo la nostra forza | le insegneremo l'arte... (da Canzone)
- Morte non essere superba, anche se molti ti hanno chiamata | Terribile e potente, perché, tu non lo sei, | Perché, quelli che tu decidi, tu li abbatti | Non morire, povera morte. (da Morte non essere orgogliosa)
- Death be not proud, though some have called thee | Mighty and dreadfull, for, thou art not so, | For, those, whom thou think'st, thou dost overthrow, | Die not, poore death, nor yet canst thou kill me.
- Nessun uomo è un'isola, | completo in sé stesso; | ogni uomo è un pezzo del continente, | una parte del tutto. | Se anche solo una zolla | venisse lavata via dal mare, | l'Europa ne sarebbe diminuita, | come se le mancasse un promontorio, | come se venisse a mancare | una dimora di amici tuoi, | o la tua stessa casa. | La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, | perché io sono parte dell'umanità. | E dunque non chiedere mai | per chi suona la campana: | suona per te. (da Nessun uomo è un'isola)
- Non c'è nulla di quanto Dio ha fondato su una causa naturale costante, e che perciò avviene ogni giorno, che non ci sembrerebbe un miracolo degno di ammirazione se avvenisse una sola volta. (da Sermone del giorno di Pasqua, 25 marzo 1627)
- Prendimi a te, imprigionami, perché io | tranne che tu mi soggioghi, non sarò mai libero, | né sarò mai casto, tranne che tu mi usi violenza.
- Take mee to you, imprison mee, for I | except you enthrall me, never shall be free, | nor ever chast, except you ravish mee. (da Holy Sonnets, 14, vv. 11-14; si adotta la numerazione dell'edizione del 1635)
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- Disdegno Dio e i Suoi angeli per il ronzio di una mosca, per il baccano di una carrozza, per il cigolio di una porta.
- Il grande capolavoro della natura, l'elefante; l'unica creatura gigantesca e innocua.
- Io sono un piccolo mondo fatto abilmente | Di elementi e uno spirito angelico.
- L'umiliazione è l'inizio della beatificazione.
- Lei è tutti gli stati, tutti i principi, io, | Niente altro è. | I principi non fanno altro che imitarci.
- Non essere parte di qualcosa, significa essere niente.
- Non faccio nulla contro me stesso, eppure sono il mio carnefice.
- Per amor di Dio stai zitto, e lasciami amare.
- Perché l'amor controlla amor d'ogni altra vista | E fa di una stanzetta un universo.
- Quando un uomo muore, un capitolo non viene strappato dal libro, ma viene tradotto in una lingua migliore.
- Questa è la mezzanotte dell'anno, e del giorno.
- Tu mi hai fatto, e dovrà perire dunque la tua opera?
[modifica] Citazioni su John Donne
- Nessun uomo è un'isola», ha scritto il poeta teologo John Donne, perché «quando la campana suona, essa suona anche per te». Ad ogni modo, quando la posta in gioco non è la salvezza eterna ma la sopravvivenza politica o fisica, la reinvenzione della propria identità, e si cerca una tana in cui rifugiarsi per leccarsi le ferite, un'isola è un posto eccellente in cui stare, come scoprì il Robinson Crusoe di Defoe. (Richard Newbury)
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