John Milton

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

John Milton

John Milton (1608 – 1674), scrittore e poeta britannico.

Indice

[modifica] Citazioni di John Milton

  • Indubbiamente è piú giusto, se si giunge alla prova di forza, che un numero ristretto spinga un numero piú vasto a conseguire la sua libertà [...] piuttosto che un numero piú grande, per il piacere della propria iniquità, obblighi un numero ristretto ad essere, in modo altamente ingiurioso, suo schiavo. (alludendo al parlamento scheletro, Barebone, nel 1660; citato in Giampiero Carocci, La rivoluzione inglese. 1640-1660, Editori Riuniti, Roma, 1998, p. 95)
  • La Bellezza è la moneta della Natura, non bisogna accumularla ma farla circolare. (da Como)
  • La fama non è pianta che cresca su suolo mortale. (da Licida)

[modifica] Senza fonte

  • Ci sono anche domestici che sono sempre presenti e aspettano.
  • Cosa ha a che fare la notte con il sonno?
  • E nel bene ancor trovare il modo di far danno.
  • Esser cieco non è triste; esser cieco ma non essere capace di sopportare la cecità, questo è triste.
  • Gli oracoli sono muti.
  • Il luogo della desolazione, privo di luce.
  • Il mio esservi ignoto dimostra che voi stessi siete ignoti.
  • Il tempo tornerà indietro, e porterà l'età dell'oro.
  • La gelosia è l'inferno dell'amante tradito.
  • La libertà che io cerco è quella di apprendere, di parlare e di discutere, liberamente e secondo coscienza: questa, più di tutte le altre libertà.
  • La pace ha le sue vittorie, non meno celebri di quelle della guerra. (a Cromwell)
  • Lontano dal giusto si può trovare il significato del male.
  • Nessuna luce; piuttosto, visibili oscurità.
  • Nessuno, eccetto i brav'uomini, può amare sinceramente la libertà; gli altri non amano la libertà, ma la licenza.
  • Vana saggezza è tutto, e falsa filosofia.

[modifica] Versi

  • La bellezza è la moneta della natura, non deve accumularsi
    Ma aver corso.
  • Quando la notte
    Ottenebra le strade, allora vagano i figli
    Di Belial, colmi di vino e d'insolenza.
  • Cosa giova difendere un cancello,
    E ad un altro lasciar entrare il nemico?
  • Dio è la tua legge, tu la mia: non conoscere di più
    È della donna la conoscenza più felice, e la sua lode.
  • Tutto è per il meglio, anche se spesso dubitiamo,
    Quel che l'insondabile dispone.
  • Finita la mia corsa di gloria, e di vergogna,
    Presto sarò con quelli che riposano.
  • Ora vedo
    Che la pace corrompe non meno di quanto la guerra distrugga.
  • Così Belial, con parole ammantate dell'abito della ragione
    Suggerì una agio ignobile, e una pacifica pigrizia,
    Non la pace.
  • Era nero come la notte,
    Fiero come dieci furie, terribile come l'inferno
    E scuoteva un dardo terribile.
  • Perché la solitudine talvolta è la migliore compagnia,
    E un breve esilio rende dolce il ritorno.
  • Così addio speranza, e con la speranza, paura addio,
    Addio rimorso: ogni bene a me è perduto:
    Male, sii tu il mio bene.
  • La stella della sera,
    Messaggera d'amore.
  • Non amare, né odiare la tua vita: ma il tempo che vivi,
    Vivilo bene, lascia al cielo decidere quanto sia breve o lungo.
  • Via, vane gioie illusorie
    Prole della follia, generate senza padre.
  • L'infanzia mostra l'uomo,
    Come il mattino il giorno.

[modifica] Paradiso perduto

  • Meglio regnare all'inferno che servire in cielo. (Sanesi, I, 261)[1]
  • Chi ha prevalso sul proprio nemico | soltanto con la forza, lo ha vinto soltanto a metà. (Sanesi I, 648-9)
  • ...; il dubbio e l'orrore sconvolgono | i suoi pensieri turbati, e dal profondo in lui | si agita l'inferno, ché egli si porta l'inferno | dentro di sé ed attorno, e non si può staccare | dall'inferno o da sé di un solo passo, fuggire | mutando luogo. (Sanesi IV, 17-22)[2]
  • Milioni di creature spirituali | si muovono non viste sulla terra, quando siamo svegli | come quando dormiamo. (Sanesi IV, 677-8)
  • Il Diavolo | rimase vergognoso, e intese come il bene sia tremendo, e vide | come nella sua forma la virtù sia amabile. (Sanesi IV, 846-8)[3]
  • Scendi dal cielo, Urania, se è davvero questo | il nome con il quale sei chiamata, così | che seguendo la tua divina voce | io mi possa innalzare sopra il monte olimpio | superando nel volo anche l'ala di Pegaso. (Sanesi VII, 1-5)
  • La pace corrompe non meno | di quanto la guerra distrugge. (Sanesi XI, 784-5)
  • Il mondo era tutto davanti a loro, per scegliere | il loro posto o riposarvi, e la Provvidenza la loro guida. | Tenendosi per mano, con passi erranti e lenti | attraverso l'Eden presero la loro via solitaria. (citato in Charles Morgan, La fontana, Arnoldo Mondadori Editore, 1961)
  • Lunga ed impervia è la strada che dal paradiso si snoda verso la luce. (citato in Seven)

[modifica] Citazioni su John Milton

  • Sono contento che non lo amiate. Perché John Milton, sebbene abbia scritto dei nobili versi mai più eguagliati in bellezza, commette alle volte gravi equivoci, e scambia un uomo onesto per un briccone. Tutte le madri, poi, non sono così facili, certo, da capitolare né tutti i figli sono così lascivi come lui vorrebbe farci intendere. (Theodore Francis Powys)

[modifica] Note

  1. Citato ne L'avvocato del diavolo; nel film, il nome del personaggio principale interpretato da Al Pacino, incarnazione del diavolo, è John Milton. Citato anche in Animal Factory.
  2. Citato nel libro La fata delle tenebre in prosa: "Orrore e dubbio confondono i suoi pensieri affranti, e dal profondo l'Inferno gli si agita dentro, poiché l'Inferno ha dentro di sé, l'Inferno attorno a sé, e non c'è passo che valga ad allontanarlo dall'Inferno che in lui alberga".
  3. Citato nel film Il corvo nella traduzione: "Sbalordito il diavolo rimase, quando comprese quanto osceno fosse il bene e vide la virtù nello splendore delle sue forme sinuose".

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Opere

Strumenti personali