John Varley

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John Herbert Varley (1947 — vivente), scrittore statunitense.

Incipit di alcune opere[modifica]

Beatnik Bayou[modifica]

La donna incinta ci stava già seguendo da più di un'ora quando Cathay fece quella cosa innominabile.
Dapprima era stato divertente. Denver ed io non sapevamo di che cosa si trattasse, sapevamo solo che lei aveva qualche lamentela nei confronti di Cathay. Lei e Cathay si erano appartati ed avevano parlato. La donna aveva cominciato a gridare e poco dopo anche Cathay la imitò. Alla fine, Cathay disse qualcosa che non riuscii a sentire e tornò indietro per unirsi alla classe. Che era composta da me, Denver, Trigger e Cathay; gli ultimi due erano insegnanti, mentre io e Denver eravamo gli studenti. Lo so, in teoria non si dovrebbe poter distinguere i ruoli, ma credetemi, normalmente lo si sa.

Demon[modifica]

Il localizzatore fu il primo a giungere nella valle.
Come la maggior parte degli esseri geneticamente adattati che vivevano su Gea, il localizzatore non aveva ses­so. Non aveva bocca né organi dige­renti. Quel che aveva erano un paio d'occhi panoramici e un'eccellente percezione spaziale.
Il localizzatore rumoreggiò sopra la valle librandosi su lunghi e sottili ro­tori, esitò, si volse attorno lentamen­te. Vide un fiume impetuoso scorrere in fondo a rupi di venti metri. Sopra i contrafforti di roccia si stendeva un altopiano di adeguate dimensioni, inanellato da alberi più che sufficienti per le necessità della Squadra in arri­vo. Lo pervase un caldo senso d'appagamento, come un gattino che abbia trovato una ciotola di latte. Quello era il luogo.

Lo spacciatore[modifica]

Le cose cambiano, e Ian Haise se l'aspettava. Tuttavia vi sono certe costanti, imposte dalla funzione e dall'uso. Ian le cercava, e sbagliava di rado.
Il campo giochi non somigliava molto a quelli che aveva frequentato da piccolo. Ma i campi giochi vengono creati per divertire i bambini. Ci sarà sempre qualcosa su cui dondolarsi, qualcosa su cui scivolare, qualcosa su cui arrampicarsi. Lì cerano tutte queste cose, e molto di più. In parte era fittamente alberato. C'era una piccola piscina. Alle strutture stazionarie si aggiungevano abbaglianti statue di luce che apparivano e sparivano. C'erano anche gli animali: rinoceronti pigmei ed eleganti gazzelle che arrivavano al ginocchio. Sembravano innaturalmente docili, e non mostravano paura.
Ma soprattutto, nel campo giochi c'erano i bambini.
A Ian i bambini piacevano.

Picnic su Lunachiara[modifica]

Questa è la storia di come sono andato a Lunachiara e ho trovato il vecchio Lester, e di come, forse, sono diventato un po' più adulto. Ed era ora, finalmente, come direbbe Carnival.
Carnival è mia madre. Di solito non andiamo molto d'accordo, e secondo me tutto dipende dal fatto che ho dodici anni mentre lei ne ha novantasei. Lei dice che questo non c'entra e che ha aspettato tanto prima di avere un figlio perché voleva essere sicura di sentirsi pronta. Allora io le rispondo che alla sua età è passato troppo tempo dall'infanzia perché possa ricordarsela. E lei ribatte che la sua memoria è perfetta fin dal giorno della nascita. E io dico...

Proprio un'altra bella giornata[modifica]

Non ti preoccupare.
È tutto sotto controllo.
So quello che provi. Ti sei svegliato da solo in una stanza sconosciuta, ti sei alzato, guardato intorno, e hai scoperto quasi subito che entrambe le porte sono chiuse da fuori. Sarebbe abbastanza per sconvolgere chiunque, specialmente quando uno prova e riprova a ricordarsi come sia finito lì, e non ci riesce proprio.
Ma, al di là di tutto questo, c'è quella particolare sensazione... so che la stai provando, adesso. Io so un sacco di cose, e te le rivelerò tutte, poco alla volta.

Bibliografia[modifica]

  • John Varley, Beatnik Bayou, traduzione di M. Cristina Pietri, in "Storie del Pianeta Azzurro", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1987.
  • John Varley, Demon, traduzione di Roldano Romanelli, Mondadori, 1990.
  • John Varley, Lo spacciatore, traduzione di Roberta Rambelli, in "I Premi Hugo 1976-1983", a cura di Sandro Pergameno, Ed. Nord, 1991.
  • John Varley, Picnic su Lunachiara, traduzione di Guido Zurlino, in "Millemondiestate 1986", Mondadori, 1986.
  • John Varley, Proprio un'altra bella giornata, traduzione di Massimo Patti, in "Millemondinverno 1995", Mondadori, 1995.

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