John le Carré

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John le Carré, pseudonimo di David John Moore Cornwell (1931 – vivente), scrittore britannico.

  • Da lettore sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti libri sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20. (da John Le Carré, elogio del dottor Watson, traduzione di Maria Sepa, Corriere della sera, 5 dicembre 2004, p. 34)
  • Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita. (da La talpa, p. 27)

Indice

[modifica] Senza fonte

  • Non credo che uno scrittore tragga veramente le persone dalla vita reale per trasferirle di peso nelle pagine di un libro. Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.
  • I pubblicitari non possono ideare nuovi progetti a metà strada del loro lavoro.
  • Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. (da L'onorevole scolaro)

[modifica] Il visitatore segreto

[modifica] Incipit

Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomanti l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto.

[modifica] Citazioni

  • Già, cosa puoi dire? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani.

[modifica] L'onorevole scolaro

[modifica] Incipit

In seguito, negli angoli polverosi di Londra e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella.

[modifica] Citazioni

  • Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161)
  • Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161)
  • Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un orientale, ma non contarci neppure. Amen. (p. 162)

[modifica] La passione del suo tempo

[modifica] Incipit

Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.
Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione.

[modifica] Citazioni

  • Non sono un uomo di Dio, anche se credo che la società sia migliore con Lui che non senza. (p. 116)
  • Chi non abbia vissuto in segretezza non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119)
  • L'aria di una chiesa è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120)

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] Il giardiniere tenace

La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo cuore inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua voce gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente

[modifica] Il sarto di Panama

Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a Londra, e attualmente in Vía España, Panama City.
O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B.

[modifica] La spia che venne dal freddo

L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."
Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."
"No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."
"Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore."

[modifica] La talpa

La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto.

[modifica] Lo specchio delle spie

Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente
Kipling
La neve copriva l'aeroporto.
Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal vento notturno, odoroso di mare. Sarebbe rimasta tutto l'inverno, una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La nebbia mobile, simile al fumo della guerra, pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco.

[modifica] Un delitto di classe

La grandezza di carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla storia del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile politica del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i Re Tudor, sono tali per volere di Dio.

[modifica] Bibliografia

  • John le Carré, La talpa (Tinker Tailor Soldier Spy), traduzione di Francesco Greenburger, BUR, 1977.
  • John le Carré, L'onorevole scolaro (The Honourable Schoolboy), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978.
  • John le Carré, Lo specchio delle spie (The Looking Lass War), traduzione di Adriana Pellegrini, BUR, Milano 1981.
  • John le Carré, Un delitto di classe, (A Murder of Qualty), traduzione di Giancarlo Cella, BUR 1984.
  • John le Carré, La spia che venne dal freddo, traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi.
  • John le Carré, Il sarto di Panama, traduzione di Luigi Schenoni, revisione di Raul Montanari, Feltrinelli.
  • John le Carré, Il giardiniere tenace, traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori.
  • John le Carré, La passione del suo tempo (Our Game), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1996. ISBN 88-04-42-339-0

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