José Mourinho

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José Mourinho

José Mário dos Santos Mourinho Félix (1963 – vivente), allenatore di calcio portoghese.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Citazioni su José Mourinho.

Citazioni di José Mourinho[modifica]

FC Barcellona (1996 – 2000)[modifica]

  • [Il 24 novembre 1996] Luis Fernández ha fatto di questo turbamento una guerra tra cani. Io parlo solo di uomini, non di bambini maleducati.
Luis Fernández ha hecho de este choque una guerra de perros. Yo sólo hablo de hombres, no de niños maleducados.[fonte 1]
  • [Il 28 giugno 1997 durante i festeggiamenti per la vittoria della Coppa del Re] Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore.[fonte 2]

Benfica (2000-2001)[modifica]

  • Lavoro nuovo, vita nuova! Il Benfica è impegnativo, le dimensioni sociale del club sono comparabili al Barcellona, per essere professionale e senza limite bisogna vivere al Benfica.
Trabalho novo, vida nova! O Benfica absorve, a dimensão social do clube é comparável à do Barcelona, para se ser profissional sem limites tem de se viver «à Benfica.[fonte 3]

Porto (2001 – 2004)[modifica]

  • [Il 25 febbraio 2004, dopo aver battuto il Manchester United negli ottavi di UEFA Champions League] Capisco perché lui [Alex Ferguson] sia un po' emotivo. Lui ha alcuni dei migliori giocatori al mondo e loro dovrebbero fare un po' meglio di così... Saresti triste se la tua squadra fosse così chiaramente dominata da un avversario creato con il 10% del tuo budget.
I understand why he is a bit emotional. You would be sad if your team gets as clearly dominated by opponents who have been built on 10% of the budget.[fonte 4]
  • [Dopo la vittoria della Champions League con il Porto, il 26 maggio 2004] Non dimenticheremo mai questo giorno: le emozioni, le sensazioni, le immagini resteranno con noi per il resto della vita. Vivere con brutti ricordi è una tragedia; vivere con dei bei ricordi ci dà la forza per continuare la lotta. Siate voi stessi, non perdete l'identità come squadra, giocate come diavoli e vincete![fonte 5]

Chelsea (2004 – 2007)[modifica]

  • [Dalla conferenza di presentazione del 2 giugno 2004] Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d'Europa e credo di essere speciale.
Please don't call me arrogant, but I'm European champion and I think I'm a special one.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Voglio dare il mio meglio, migliorare le cose e creare la squadra in relazione alla mia immagine e alla mia filosofia calcistica.
To give my best, to improve things and to create the football team in relation to my image and my football philosophy.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Se tutti i nomi che avete scritto negli ultimi giorni fossero corretti, avrei una squadra di 50 giocatori e io odio lavorare con squadre grandi. Voglio una squadra piccola: 21 giocatori con un portiere e niente più.[1]
I would say if all the names you wrote in the last few days are correct we would have a 50-player squad and I hate to work with big squads. I want a small squad – 21 players plus the goalkeepers and no more.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Abbiamo i migliori giocatori e, scusate se sono arrogante, abbiamo il miglior allenatore.
We have top players and, sorry if I'm arrogant, we have a top manager.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] La più grande ambizione che ho è vincere la prima partita della Premiership il 14 agosto. [...] La seconda ambizione è di vincere la seconda partita della Premiership il 21 agosto e continueremo così.
The biggest ambition I have is to win the first Premiership match on 14 August. [...] The second ambition is to win the second Premiership match on 21 August and we will keep going like this.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Ho amato il calcio fin da quando posso ricordare e capisco la sua evoluzione e i suoi moderni bisogni.
I have loved football since I can remember and I understand the evolution of football and the modern needs of football.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Non sono un difensore di vecchi o nuovi allenatori di calcio. Credo che ci siano quelli bravi e quelli no, quelli che raggiungono il successo e quelli che non lo raggiungono.
I'm not a defender of old or new football managers. I believe in good ones and bad ones, those that achieve success and those that don't.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Ho sentito questo e secondo me, se uno di voi è un amico di Ranieri o ha il suo numero, dovreste chiamarlo e spiegargli che una squadra che vince la Champions League deve battere molte squadre di diverse nazioni. Non ho vinto la coppa giocando contro 20 squadre portoghesi. Ho giocato e battuto una squadra della sua nazione, l'Italia, della vostra e in quelle per la quale ha lavorato, l'Inghilterra. E per vincere la coppa Uefa è successa la stessa cosa.[2]
I heard that and I suggest if one of you is Mr Ranieri's friend or has his number you should call him and explain to him that for a team to win the European Cup it has to beat many teams from many countries. I did not win the cup playing against 20 Portuguese teams. I played and beat a team from his own country, Italy, from your country and the one he was working in, England. And to win the Uefa Cup that was the same kind of thing.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Sono un gran difensore dello spirito di squadra e del lavoro di squadra, la prima cosa che ho promesso ai miei nuovi giocatori è che li guarderò tutti allo stesso modo. Non voglio un rapporto speciale con quelcuno di loro. Odio parlare di una persona sola. I giocatori non vincono trofei, il gruppo vince trofei, la squadra vince trofei. Non riesco a dire "mi piace questo giocatore", ma generalmente mi piacciono i giocatori che amano vincere. Non solo quello che ama vincere nei 90 minuti, ma quello che ama vincere ogni giorno, in ogni sessione di allenamento e nel resto della sua vita.
I'm a great defender of team spirit and team work and the first thing I have to promise to my new players is that I will look at them all with the same eyes. I don't want special relations with one of them. I hate to speak about individuals. Players don't win you trophies, teams win trophies, squads win trophies. I cannot say I love this player, but generally I love the players who love to win. Not only the ones that love to win in 90 minutes but love to win every day, in every training session and in all of their lives.[fonte 6]
  • [Dalla conferenza di presentazione] Devo rendere omaggio al Porto. È un club fantastico, ha giocatori fantastici, i tifosi sono incredibili quando supportano la squadra. Ma loro devono capire il mio desiderio, la mia intenzione di andare verso una sfida differente. Auguro il meglio per loro. Se li trovassi contro in Champions League, spero che sia l'unica volta che perdiano. È stata una storia fantastica, ma le storie hanno una fine.
I have to pay my tribute to Porto. It is an amazing club, has amazing players, the board was fantastic, the supporters are incredible how they support the team. But they have to understand my wish, my desire, my dream to go to a different challenge. I hope everything goes well for them. If I meet them in the Champions League it will be the only time I wish them to lose. It was a wonderful story but the story has to end.[fonte 6]
  • [Il 10 luglio 2004] Non sono preoccupato dalla pressione. Se avessi voluto un lavoro facile, lavorando con la grande protezione di quello che avevo già fatto, sarei rimasto al Porto – una bella sedia blu, una Uefa Champions League, Dio, e dopo Dio, io. Se fossi rimasto là, perdendo 10 gare e senza vincere la Champions League, la gente avrebbe continuato a fidarsi di me e a pensare che sono il migliore.
I am not worried about pressure. If I wanted to have an easy job, working with the big protection of what I have already done before, I would have stayed at Porto – beautiful blue chair, the Uefa Champions League trophy, God, and after God, me. If I stayed there and lost 10 matches and didn't win another Champions League people would still trust me and think I am the best..[fonte 7]
  • Robson non s'interessava allo studio del calcio, al metodo, alla preparazione. È uno da prima linea, da contatto diretto con i giocatori, preoccupato soprattutto dell'attacco, della finalizzazione. Van Gaal è il contrario di Robson, pianifica tutto al limite. Con lui non mi restava che il lavoro sul campo.[fonte 8]
  • [Il 20 settembre 2004, dopo un Chelsea - Tottenham 0-0] Come diciamo in Portogallo, hanno portato un bus e lo hanno lasciato davanti alla porta. Sarei frustrato se fossi un tifoso che ha pagato £50 per vedere questa partita, perché Spurs sono venuti per difendersi. C'è stato solo una squadra che ha provato a vincere, loro sono solo arrivati per non perdere – non è giusto per il calcio a cui giochiamo.
As we say in Portugal, they brought the bus and they left the bus in front of the goal. I would have been frustrated if I had been a supporter who paid £50 to watch this game because Spurs came to defend. There was only one team looking to win, they only came not to concede – it's not fair for the football we played.[fonte 9]
  • [Il 14 novembre 2004, dopo un Tottenham - Arsenal 4-5] Non è un punteggio calcistico, è un punteggio da hockey... In allenamento spesso faccio giocare partite tre contro tre e quando il punteggio arriva a 5-4 rispedisco i giocatori nello spogliatoio, perché non hanno difeso correttamente.
That was not a football score, it was a hockey score... in training I often play matches of three against three and when the score reaches 5-4 I send the players back to the dressing room, because they are not defending properly.[fonte 9]
  • [14 gennaio 2005] Le persone vogliono una tempesta ma non ce n'è una. Non ci sono problemi o guerre o giochi mentali tra di noi. Rispetto molto Sir Alex perché è un grande allenatore, ma dovrebbe seguire la procedura, noi dobbiamo fare lo stesso. Sono un campione europeo come Ferguson, ma non importa chi sei. Io non parlo con gli arbitri e non voglio che altri allenatori lo facciano, è la regola. Una cosa è parlare, una cosa è gridare. Non c'è niente contro Sir Alex, niente di niente. Dopo la gara di mercoledì siamo andati nel mio ufficio a parlare e a bere vino. Sfortunatamente era un bittiglia molto cattiva di vino e lui ha reclamato, cos' quando andremo all'Old Trafford per il ritorno, nel giorno del mio compleanno, porterò una buonissima bottiglia di vino portoghese. Ma è un grande allenatore, intelligente e usa il suo potere e il suo prestigio. L'arbitro non deve permetterlo. Ho grande rispetto per Ferguson. Lo chiamo "boss" perché è il capo degli allenatori. È il migliore nel paese. Forse quando avrò 60 anni, i miei figli mi chiameranno allo stesso modo.
People want a storm but there isn't one. There's no problem and no war or mind games between us. I respect Sir Alex a lot because he's a great manager, but he must follow the procedure, we must all be the same. I'm a European champion and so is Ferguson, it doesn't matter who you are. I don't speak with referees and I don't want other managers doing it, it's the rule. One thing is to speak, one thing is to shout. This is nothing against Sir Alex whatsoever. After the game on Wednesday we were together in my office and we spoke and drank wine. Unfortunately it was a very bad bottle of wine and he was complaining, so when we go to Old Trafford for the second leg, on my birthday, I will take a beautiful bottle of Portuguese wine. But he is a great manager, he is clever and used his power and his prestige. The referee should not allow it. I have a lot of respect for Ferguson. I call him boss because he is the manager's boss. He's the top manager in the country. Maybe when I become 60, the kids will call me the same.[fonte 10]
  • [Il 27 febbraio 2005] Quando ho visto Rijkaard entrare nello spogliatoio dell'arbitro, non ci volevo credere. Quando Drogba è stato espulso non sono rimasto sorpreso.[3]
When I saw Rijkaard entering the referee's dressing room I couldn't believe it. When Drogba was sent off I didn't get surprised.[fonte 11]
  • [Il 6 maggio 2005, dopo una sconfitta con il Liverpool in Champions League] Il Liverpool ha segnato, se potete dire che lo ha fatto, ma forse dovreste dire che il guardalinea ha segnato.
Liverpool scored, if you can say that they scored, because maybe you should say the linesman scored.[fonte 9]
  • [Il 26 ottobre 2005] Voglio fare i miei complimenti a loro perché hanno vinto. Ma noi eravamo la squadra migliore. Non abbiamo perso la partita. In 90 minuti abbiamo pareggiato e dopo due ore era ancora un pareggio. Abbiamo perso ai rigori.[4]
I want to give my congratulations to them because they won. But we were the best team. We didn't lose the game. Ninety minutes was a draw and it was a draw after two hours. We lost on penalties.[fonte 9]
  • [31 ottobre 2005] Penso che [Arsène Wenger, allenatore dell'Arsenal] sia un guardone. Ci sono alcune persone che, quando sono a casa, hanno un grande telescopio per vedere cosa accade nelle altre famiglie. Lui parla, parla e parla del Chelsea.
I think he is one of these people who is a voyeur. He likes to watch other people. There are some guys who, when they are at home, have a big telescope to see what happens in other families. He speaks, speaks, speaks about Chelsea.[fonte 12]
  • [Il 20 febbraio 2006] A volte vedi bellissime persone senza cervello. A volte hai brutte persone che sono intelligenti, come gli scienziati. Il nostro campo è un po' come questi. Dall'alto sembra una disgrazia, ma la palla scorre a velocità normale.[5]
Sometimes you see beautiful people with no brains. Sometimes you have ugly people who are intelligent, like scientists. Our pitch is a bit like that. From the top it's a disgrace but the ball rolls at normal speed.[fonte 13]
  • [Il 23 febbraio 2006] Come si dice "imbrogliare" in catalano? Barcellona è una città culturale con molti grandi teatri e questi ragazzi hanno imparato molto bene. Lui [Lionel Messi] ha imparato a recitare.[6]
How do you say "cheating" in Catalan? Barcelona is a cultural city with many great theatres and this boy has learned very well. He's learned play acting.[fonte 11]
  • [Il 25 luglio 2006] Non è facile allenare così tanti grandi giocatori. Non posso dire che ogni giocatore è felice, alla fine della stagione abbiamo giocatori che vogliono andare via. Non vogliono lasciare per andare in un club migliore, loro vogliono lasciare perché vogliono essere più felici e questo significa giocare di più. È impossibile rendere tutti felici. Quest'anno avremmo 20 giocatori nella squadra e con una squadra più piccola penso che tutti si sentiranno utili.
It is not easy coaching so many top players. I can't say that every player is happy because at the end of the season we have players who want to leave. They don't want to leave to go to a better club, they want to leave because they want to be more happy in football and that means playing more. It is impossible to keep everyone happy. This year we will have 20 players on the squad and with a smaller squad I think everyone feels useful.[fonte 14]
  • Tutti si aspettano che il Chelsea fallisca. È una grande motivazione per noi. Non abbiamo comprato nuovi giocatori perché abbiamo bisogno di loro per renderci campioni. Non è una questione di soldi per il club o per i giocatori. È un tipo di missione differente, una nuova sfida di vita.
Everyone is waiting for Chelsea to fail. It is a great motivation for us. We have signed new players not because we need them to make us champions. It is not a question of money for the club or for the players. It is a different kind of mission, a new life challenge.[fonte 14]
  • Quanta gente cambia la propria capigliatura per il tempo? Ho tagliato i miei capelli per una ragione differente, perché voglio spingere i miei ragazzi a fare lo stesso. È caldo. Allenandosi due volte al giono, non ho tempo da spendere con i capelli lunghi. Inoltre voglio spingere i giovani giocatori della mia squadra ad avere una capigliatura appropriata. Cambiando il mio look, forse ho una faccia più aggressiva, ma è per prepararmi al calcio, per essere pronto alla guerra.
How many people change their haircut for the weather? I also cut my hair for a different reason, because I want to push my kid to do the same. And it was hot. Training two times a day, I have no time to spend with long hair. I also want to push the young players on my team to have a proper haircut. For me, I changed the look, maybe my face is more aggressive, to prepare myself for football, to be ready for war.[fonte 14]
  • [Il 18 ottobre 2006] Quel giocatore del Manchester City [Joey Barton] ha mostrato il suo sedere per due secondi, quello è stato un altro incubo. Ma penso che questo sia un incubo reale. [7]
That a player from Man City [Joey Barton] should show his arse for two seconds, that was also a nightmare. But I think this is a real nightmare.[fonte 15]
  • [Il 30 ottobre 2006, dopo che un tifoso aveva colpito Lampard con una bottiglia] Non penso che il club debba essere punito a causa di un individuo. Forse il ragazzo aveva bevuto vino rosso o birra a colazione, invece del latte.
I don't think the club can be punished because of one individual. Maybe the guy drank red wine or beer with breakfast instead of milk.[fonte 16]
  • [Il 21 febbraio 2007] Molti grandi allenatori nel mondo non l'hanno vinta [la Champion League]. Il grande esempio non è molto lontano da noi. [Arsenal e Chelsea sono entrambe squadre di Londra] Arsène Wenger è un grande allenatore nel mondo del calcio e non l'ha mai fatto; io posso ringraziare Dio per averla vinta una volta. L'ho fatto.
Many great managers in the world have never won it. The big example is not far from us; Arsene Wenger is a top manager in the world. He's a big manager in the world of football and he never did it so when I did it once, I can thank God for that. I have that.[fonte 17]
  • [Il 25 aprile 2007, riferendosi a Rafael Benítez] Tre anni senza un titolo in Premiership? Penso che non avrei ancora un lavoro.
Three years without a Premiership title? I don't think I would still be in a job.[fonte 11]
  • [Il 25 aprile 2007] La storia parla da sola e storicamente il Liverpool non è mai stato un grande club, sono un mostro. Ma negli ultimi anni si può notare giochino solo una competizione e si affermino nelle competizioni ad eliminazione diretta. Non sono uno statistico, ma penso che in Premiership il Chelsea possa avere 60 o più punti del Liverpool. Non so quanti – 50, 55 o 60 – ma punto sui 60 punti. Sono molti. Sono una grande squadra nelle gare ad eliminazione diretta. Dobbiamo ammetterlo ed elogiare loro per questo: hanno vinto Champions League, FA Cup, e sono di nuovo in una semifinale di Champions League. Ma sin da gennaio, hanno giocato solo una competizione: la Champions League.
History speaks for itself and historically Liverpool are not even a big club, they are a monster. But in the last years you can see that they play only one competition and they succeed in knockout competitions. I am not a statistics man, but I think that in the Premiership Chelsea can have 60 points more than Liverpool. I don't know – 50, 55 or 60 – but I would go with 60 points. That's a lot. They are a great team in knockout competitions. We have to admit that and praise them for that: they've won the Champions League, FA Cup, again they're in the Champions League semi-final. But since January, they have played only one competition: Champions League.[fonte 18]
  • [Il 25 aprile 2007, riferendosi al Liverpool avversario di Champions League] Se non sei un grande club, scegli una competizione e lotti in quella, dimenticandoti delle altre. I grandi club non possono fare questo. Dobbiamo andare avanti fino a dove possiamo cercando di fare il massimo. È un rischio provarci e si può vincere tutto o niente, o quasi niente perché noi abbiamo la Carling Cup.
If you are not a big club, you choose one competition and you fight in that competition and forget the others. Big clubs – we cannot do this. We have to go on until we can and try the maximum we can. It is a risk to try and win everything or nothing, or almost nothing because we have the Carling Cup.[fonte 19]
  • [Il 19 giugno 2007] I calciatori giovani sono un po' come dei meloni – solo dopo averlo aperto e assaggiato sei sicuro al 100% che il melone è buono. A volte hai meloni fantastici ma non sono molto buoni; altri meloni sono un po' brutti ma quando li apri hanno un sapore fantastico. Dal modo in cui Scott Sinclair ha giocato contro l'Arsenal e il Manchester United – conosciamo il melone che abbiamo.
Young players are a little bit like melons – only when you open them up and taste the melon are you 100 per cent sure that the melon is good. Sometimes you have beautiful melons but they don't taste very good; other melons are a bit ugly and when you open them the taste is fantastic. They way Scott Sinclair played against Arsenal and Manchester United – we know the melon we have.[fonte 20]
  • C'è bisogno di un grande allenatore per vincere la Champions League, ma non sempre i grandi allenatori vincono. Accetto il fatto che si debba giocare con più fantasia, che il Chelsea debba fare un gioco più intrigante e bello da vedere, ma dipende dalle partite. Alcune gare sono spettacolari, altre lo sono meno. È un po' come l'omelette e le uova. Se non hai le uova, non puoi fare l'omelette. E, comunque, anche l'omelette dipende dalla qualità delle uova. Al supermercato tu hai uova di classe 1, 2 e 3, alcune sono più costose di altre e danno migliori omelettes. Quando hai Drogba, Lampard, Ballack e Carvalho fuori, stai parlando del 40% della squadra. Quindi, il problema non è quando hai 4, 5 o 6 giocatori infortunati, ma chi sono gli infortunati e la loro importanza nella squadra.[8][fonte 21]
  • [Riferendosi ai dirigenti del Chelsea] Mi rimpiangerete, soprattutto quando comincerete a perdere anche le partite in casa. I fan del Chelsea non hanno mai lasciato Stamford Bridge in lacrime, perché non abbiamo mai subito sconfitte casalinghe e siamo stati imbattuti per 42 gare, che è un record, ma quando il Chelsea perderà il prossimo incontro davanti al suo pubblico, allora qualcuno si ricorderà che questa cosa non succedeva da tre anni.[fonte 22]
  • Sir Alex Ferguson è rimasto diversi anni, mi pare tre, al Manchester senza vincere nulla, eppure è ancora al suo posto. Stessa cosa per Wenger, anche lui al terzo anno senza titoli, ma ancora al suo posto. Se fosse stato per i tifosi, avrei avuto il contratto per vent'anni, perché la gente mi adora.[fonte 22]
  • È vero, ho pianto. Del resto, ho sempre detto che avevo una famiglia a casa e un'altra al lavoro e ho sempre avuto un ottimo rapporto con i miei giocatori e con il pubblico. Non li dimenticherò mai e so che loro non dimenticheranno me.[fonte 22]
  • Non mi potrei mai vedere sulla panchina di una nazionale che non sia il Portogallo. E poi io adoro il calcio inglese, ma per adesso non voglio tornarci. Ora mi piacerebbe continuare ad allenare un club, magari in Italia dove potrei mettermi alla prova con il loro tatticismo.[fonte 23]
  • Se fossi il c.t. di un'altra squadra, non potrei affrontare il Portogallo. Sarebbe sbagliato. Sono completamente contrario ai c.t. stranieri, credo che le nazionali dovrebbero mettere insieme non solo i migliori giocatori di un Paese, ma anche il miglior tecnico. Allenare una nazionale non è come guidare un club. È un lavoro per gente cui non piace lavorare troppo.[fonte 23]
  • Guidare il Portogallo è un'ambizione, ma non per il Mourinho di oggi. Allenerò la nazionale portoghese un giorno, per il piacere di vincere per il Portogallo, è una cosa che mi attira molto. Io voglio che il Portogallo vinca, e il c.t. di adesso non deve certo guardarsi alle spalle per vedere me che aspetto di prendere il suo posto. Ora la nazionale non è un'ossessione, arriverà alla fine della mia carriera, su questo non ci sono dubbi.[fonte 23]

Inter (2008 – 2010)[modifica]

  • Sia come persona che come allenatore sono un tipo semplice. Vorrei che le persone, in compenso, fossero sempre aperte e disponibili. In fondo è facile lavorare con me. Basta seguirmi.[fonte 24]
  • [Riferendosi al suo soprannome "The special one"] Non sono affatto speciale. Sono solo un grande allenatore di calcio. Punto.[fonte 24]
  • Mi piace rendere felici le persone che mi amano, e fare arrabbiare chi non mi ama.[fonte 24]
  • Ho solo punti di forza, e se attraverso un momento di debolezza cerco di nasconderlo.[fonte 24]
  • Nel mio prossimo incarico dovrò affrontare un sacco di pressioni, ma è in situazioni come queste che divento più forte.[fonte 24]
  • Cronista inglese: Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?
    José Mourinho: Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?
    Cronista inglese: È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato.
    José Mourinho: Sì, siii... Ma io non sono un pirla.[9][fonte 25]
  • Frank Lampard è una persona diversa, non così estroversa. È il miglior professionista con cui abbia mai lavorato. È il giocatore che si allena meglio, con maggior concentrazione, impegno, sempre attento a migliorarsi. Non è mai soddisfatto delle sue prestazioni, vuole sempre imparare cose nuove. Se commette un errore in partita, in allenamento resta un'ora in più per esercitarsi in quella specifica situazione di gioco. Ricordo che una volta aveva sbagliato una difficile volée di sinistro. Il giorno dopo è rimasto in campo dopo l'allenamento per migliorare quel colpo. Lampard è un professionista incredibile. Dio dà il talento... poi alcuni lo sprecano. Altri, come Frank, con questa mentalità diventano anche migliori, e questi sono i giocatori che possono durare per sempre.[fonte 26]
  • Questo tipo d'ambiente non è assolutamente nuovo per me, ho già lavorato in una squadra di estrazione latina come il Porto e questa è la nostra passione. La gente latina trasmette emozioni.[fonte 27]
  • Posso essere un tecnico organizzato se tutti coloro che lavorano con me sono organizzati quindi prima devo ringraziare due persone: Andre Villas, un mio collaboratore, in giro a visionare avversari, e Roberto Samaden. Loro sono stati i primi che hanno lavorato qui per preparare tutti i dettagli, quelli che sono importanti per me. Poi ringrazio lo staff medico, i magazzinieri, la sicurezza e tutti quelli che in questo momento lavorano con me all'Inter. Lo fanno con motivazione e professionalità, così per me è più facile essere organizzato. Dal primo giorno di ritiro noi abbiamo orari per ogni cosa: una cosa incredibile è che nessuno ha mai ritardato per un solo attimo. Questo è incredibile.[fonte 27]
  • Fabio Capello ha dichiarato che il mio arrivo come tecnico in Italia può portare al massimo un un per cento in più all'Inter? Sono d'accordo: è vero che in Italia ci sono tanti bravi allenatori, non solo adesso, ma anche tempo fa ci sono state generazioni di grandissimi allenatori. Sono qui per imparare e non per fare il professore. Quelli che pensano di sapere tutto sono ignoranti, io non mi reputo un ignorante e voglio imparare qualche cosa ogni giorno. Per me è un privilegio lavorare in Italia e poter giocare con la mia squadra in una competizione come la serie A, affrontando squadre dirette da bravi allenatori. Il giorno che penserò di sapere tutto e che non avrò più nulla da imparare, sarà il giorno nel quale smetterò di allenare perché, come dicevo prima, non sono un ignorante.[fonte 27]
  • La mia filosofia è questa: non sono qui per insegnare ai miei come giocare a calcio, sono qui per insegnare loro a giocare a calcio insieme. È una sitiuazione completamente diversa e loro così capiscono che tutti gli esercizi che facciamo sono utili a migliorare il lavoro della squadra: lavoriamo sotto il punto di vista offensivo e difensivo e, in questo momento, credo che con le gambe pesanti sia difficile giocare bene. Ma l'organizzazione collettiva della squadra migliora giorno dopo giorno, oggi è sabato e forse domani non avremo la condizione per giocare una grande gara.[fonte 27]
  • Non voglio amichevoli nelle quali vincere dieci a zero, dopo le quali si scrive sul giornale che l'Inter di Mourinho gioca un calcio incredibile. L'obiettivo è un altro, è solo migliorare.[fonte 27]
  • Sono in Italia per lavorare non per fare una guerra di parole. Voglio far bene con l’Inter, il meglio possibile per noi e dimenticare il lavoro degli altri. Ranieri? Ha comunque ragione per quello che dice: io sono molto esigente con me stesso e ho bisogno di vincere per avere sicurezza delle cose. Per questo ho vinto tante trofei nella mia carriera. Lui ha, invece, la mentalità di uno che non ha bisogno di vincere e a quasi settanta anni ha vinto una Supercoppa e un’altra piccola Coppa. È troppo vecchio per cambiare mentalità.[fonte 28]
  • [Prima di Bayern-Inter del 5 agosto 2008] Non ci sono dubbi sul fatto che il Bayern Monaco sia uno dei migliori club al mondo. Ricordo che, quando ero bambino, mio padre mi portò allo stadio 'Da Luz' di Lisbona a vedere Benfica-Bayern. Non dimenticherò mai di aver visto dei giocatori incredibili in campo: Franz Beckenbauer, Gerd Muller, Sepp Maier e Paul Breitner. Era veramente un gruppo super.[fonte 28]
  • [Parlando di Zlatan Ibrahimovic] Oggi ha fatto tutto con la squadra e vedendolo lavorare con gli altri mi ha fatto capire che giocatore abbiamo. Per me è una motivazione extra aiutare un ragazzo così a fare qualcosa di speciale nella sua carriera. Si parla tanto di Kakà che ha vinto il Pallone d’oro, di Messi e di Cristiano Ronaldo, ma quando lavoro due tre giorni con Ibra, capisco che lui è speciale.[fonte 28]
  • [Riferendosi a Dejan Stanković] Ho parlato con lui e non abbiamo nessun dubbio: resterà all'Inter. La Juve può pensare quello che vuole, ma io e lui abbiamo messo le cose in chiaro; abbiamo parlato per noi e non abbiamo nessun dubbio, abbiamo fiducia nel lavoro che stiamo facendo insieme e siamo contenti del nostro rapporto. Molti pensano che il centrocampista centrale deve essere difensivo, invece io credo che debba avere visione di gioco, lancio, tecnica e non solo fase difensiva.[fonte 29]
  • Perché mi attaccano tutti? Facile, perché sanno che il giorno dopo le prime pagine dei giornali si occuperanno di loro. È tutta pubblicità gratis.[fonte 29]
  • [Riferendosi a Francesco Totti] È un giocatore fantastico, ma se non dovesse esserci dal primo minuto le cose cambieranno poco. La Roma lavora da tanti anni con la stessa squadra, non è un dramma perdere un solo giocatore. Anche lo scorso anno si sono adattati e sono rimasti in corsa per lo scudetto fino all'ultima giornata. Nel calcio comunque si vive di titoli, se non fosse così staremmo nel giardino a giocare con i bambini. E il titolo l'ha vinto l'Inter, anche se in Coppa è stata più forte la Roma. Oggi comunque ho detto ai miei che la Roma non è la stessa squadra senza Mancini.[fonte 30]
  • Non mi preoccupa il fatto che nessuno sia andato via. Avevo detto che siamo in troppi ma le carte sono tutte in tavola, come nel poker. Ognuno di loro conosce lo spazio che avrà a disposizione. Certo, mi piacerebbe che alcuni potessero scegliere una strada diversa, specie per chi sa già che resterà fuori dalla lista Champions o che avrà poco spazio. Quella di restare è una scelta personale, di certo nessuno si potrà lamentare di giocare poco. Se tutti decidono di non partire per me non sarà un problema, sono professionisti che lavorano molto bene. Rappresentano delle opzioni in più, magari ultime opzioni, ma io rispetto i contratti tra i giocatori e il mio club.[fonte 30]
  • I venti convocati per me sono i migliori giocatori del mondo e sono perfetti per giocare domani. A me piace più giocare che allenare, mi piace più giocare partite ufficiali che amichevoli e mi piace più giocare grandi partite che partite meno grandi: questa è l'essenza del nostro lavoro. La Supercoppa non è ovviamente la finale di Champions, non è la finale di una coppa nazionale, ma è una partita bella da giocare. L'ho vinta in Portogallo e in Inghilterra, l'ho persa anche in Inghilterra, e se possibile voglio vincerla alla prima possibilità.[fonte 30]
  • [Riferendosi all'involuzione di Andrij Ševčenko al Chelsea] È la vita, non puoi sapere cosa ti accadrà domani. Magari tra quattro anni farò fatica a trovare una squadra.[fonte 30]
  • [Rispondendo agli elogi della critica sulla prima partita di Scolari sulla panchina del Chelsea] Penso che il Chelsea debba mettere in vendita il dvd della partita, proprio come aveva fatto dopo Chelsea-Barcellona 4-2 che era andato a ruba. La cosa positiva è che adesso posso andare a Londra tranquillamente, potrò camminare senza essere travolto dall'affetto dei tifosi...[fonte 30]
  • Gli spaghetti mi piacciono molto, qui alla Pinetina si mangia bene, troppo bene. Voglio avere una buona linea, non prendere troppo peso...[fonte 30]
  • [Parlando di Andrij Ševčenko] Credo che in futuro tornerà a essere un giocatore di grande qualità, ma ha bisogno di un cambiamento, di una sfida diversa e di un ambiente diverso per essere felice. Non era la mia prima opzione, avevo chiesto un altro giocatore e sapevo che in quel momento il club stava facendo di tutto per darmi i giocatori che volevo, o almeno uno di loro, ma non è stato possibile per varie ragioni. E quando ho dovuto confrontarmi con l'ipotesi Shevchenko ho detto sì, perché è senza dubbio un giocatore di grande qualità. Era come un principe, ma al Chelsea la nostra filosofia era diversa. Non avevamo prìncipi, tutti sono uguali, tutti hanno bisogno di lavorare allo stesso modo, e tutti devono meritare di giocare. Per questo penso che abbia perso fiducia in se stesso". E poi ci sono altri fattori, come "una vita diversa, un club diverso, una lingua diversa, un campionato diverso e un ambiente diverso. Passo dopo passo, un giocatore va nella direzione sbagliata. [...] È un ottimo giocatore e gli auguro di tornare lo Sheva che tutti, me incluso, ammirano. La verità è che non ho mai avuto problemi personali con lui e gli auguro il meglio per il futuro.[fonte 30]
  • Allenare la Nazionale inglese non è impossibile, ma è sicuramente difficile perché hai tutti gli occhi puntati addosso, come sta succedendo a Capello questa settimana, e la pressione è altissima. Al di là dei soliti problemi legati agli infortuni e alla mancanza di tempo per stare con i giocatori, penso che la difficoltà maggiore per allenatori come il sottoscritto e come Capello stia nel fatto che non possiamo comprare i giocatori che vogliamo. Quando sei in un club e hai bisogno per esempio di un difensore centrale, ti guardi in giro e lo trovi. Ma in questo caso devi fare di necessità virtù.[fonte 31]
  • Capello si deve ritenere molto fortunato, perché ha la possibilità di lavorare con alcuni dei migliori calciatori del mondo, come John Terry, Rio Ferdinand, Steven Gerrard ed Ashley Cole, ma a volte devi avere il coraggio di dare un taglio al passato, devi prenderti i tuoi rischi e affidarti a qualche giovane, perché niente dura per sempre. E qui arriviamo al nocciolo della questione, perché il calcio inglese non ha talenti emergenti che possano fare la differenza, ovvero giocatori in grado di crescere e diventare campioni. Una delle cose che mi hanno sempre sorpreso quando stavo in Inghilterra è il modo in cui viene seguito il calcio giovanile. Si fa tanto chiasso sull'argomento, ma forse la soluzione è più semplice di quanto si creda. In Portogallo, un ragazzino può iniziare a giocare nel Porto a 10 anni e all'età di 16 aver già incontrato 10 o 12 volte il Benfica o lo Sporting Lisbona; aver disputato partite importanti, anche davanti a un pubblico numeroso, ed essere pronto al grande salto. In Inghilterra, invece, ciò non è possibile perché il calendario è fatto su base regionale e questo per me è il vero errore. Che senso ha per un giovane del Chelsea vincere 14 a 0 contro Cobham e incontrare i pari età di Liverpool o Manchester United giusto una volta l'anno, se va bene? Cosa può davvero imparare da una cosa del genere? Mi rendo conto che molti allenatori delle squadre della Premier League non sono inglesi e che non lo sono nemmeno molti giocatori, ma quando sei in un'altra nazione tu hai il dovere di migliorare il modo in cui funzionano le cose anche lì. Ed è esattamente quello che ho cercato di fare io quando sono arrivato al Chelsea nel 2004, ma sul calendario non ho potuto fare nulla. Ecco perché ritengo che allenare la Nazionale inglese sia un compito davvero arduo, ma almeno contro Andorra sarà una gara facile e non possono esserci assolutamente problemi nel conquistare i tre punti. Con la Croazia, invece, sarà un po' diverso, perché loro hanno grande qualità e poi sono fieramente nazionalisti. È vero, hanno già battuto l'Inghilterra due volte nelle ultime due partite, ma non credo affatto che ci sarà una terza occasione.[fonte 31]
  • Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità. Non vengo pagato per fare pubblicità a Monaco. [...] Qualche tempo fa ho detto che qualcuno che vuole la prima pagina sa come trovarla. [fonte 32]
  • Ho l'esperienza sufficiente per non essere pazzo di gioia perché abbiamo vinto una partita di Champions o perché abbiamo 4 punti in campionato. Io voglio migliorare sempre, il risultato, il modo di giocare. Non cambio la mia filosofia e metodologia di calcio, ho bisogno di tempo per vedere la squadra giocare come voglio io.[fonte 33]
  • [Rispondendo a chi lo accusa di essere uno che naviga nelle polemiche] Non è vero, Mourinho non crea polemiche, Mourinho 'run away' come si dice in Inghilterra. Io non fuggo le polemiche, ma nemmeno ci vado incontro, però se qualcuno tocca la mia squadra io sono il primo a difenderla, niente di più.[fonte 33]
  • Mia moglie, ad esempio, quando viaggiamo si porta dieci valigie. Io sono venuto in Italia e so quello che mi sono portato dietro. Anzi: io sono quello che mi porto dietro.[fonte 34]
  • Guardi che io, arrivato a Londra, dissi solo: 'Io non sono un allenatore normale, ma l'allenatore di un gruppo speciale'. Il giorno dopo ero The Special One, ma non mi sono mai definito speciale. Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me.[fonte 34]
  • [Prima di Torino-Inter] Dobbiamo entrare in campo per essere dominatori, l’importante è che la squadra non dimentichi questa voglia di vincere dal primo minuto – l'obiettivo ovviamente non è segnare subito, questo succede una volta ogni trenta partite. Ma non perdere tempo, entrare per essere dominatori e per dimostrare che vogliamo vincere veramente la partita.[fonte 34]
  • Mi sembra che gli italiani non sono tanto innamorati di calcio come io pensavo, sono innamorati più dello show televisivo. Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall'Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori eppure a fine gara tutti si sono preoccupati sul perché a parlare con la stampa è venuto Baresi. Questo è il nostro mondo, che io ho scelto. La decisione di venire in Italia è stata mia, ma pensavo che l'Italia avesse più passione per il calcio e meno per tutto quello che c'è intorno. Non mi sono pentito comunque di essere venuto in Italia, assolutamente.[fonte 35]
  • Io ho studiato cinque ore al giorno l'italiano per diversi mesi per poter comunicare con voi giornalisti, con i tifosi e pensate che vi abbia mancato di rispetto? Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire "good morning" e "good afternoon". Chi è lui? Chi può dirmi di non mandare Baresi in conferenza stampa è il presidente Moratti, nessun altro.[fonte 36]
  • Dopo una partita non mi sentirete mai criticare i miei giocatori. Io non mi nascondo mai, mi piace che loro si sentano protetti. [...] L'uomo antipatico sono io, l'arrogante sono io, l'allenatore senza capacità sono io e per noi questa cosa potrebbe essere molto positiva.[fonte 37]
  • Se ci sono due ruoli dove mi piace la continuità del lavoro e la crescita sono i due difensori centrali titolari. Al Porto giocavo sempre Costa e Carvalho. Così come con Terry e Carvalho al Chelsea. Quella è una posizione decisiva nella stabilità di una squadra. Qui ho trovato una situazione drammatica: tutti tranne Burdisso erano infortunati. Ho usato Cambiasso in difesa. Cordoba è in miglioramento, Samuel domani va in panchina, ma è più un premio a un professionista fantastico: non è pronto per giocare. Non si può dire che è infortunato, ma dal punto di vista funzionale gli manca qualcosa. Ha bisogno di tempo. Nella mia testa la mia coppia doveva essere composta da un destro e un sinistro. E giochiamo a zona, non mi piace il gioco a uomo.[fonte 37]
  • Nel modo in cui si parla di me, mi si manca di rispetto. Ma mi devo adattare. Non cambierò, il calcio italiano non mi cambierà, la società italiana non mi cambierà. E l'ultima cosa che voglio fare io è cambiare qualcosa. Non voglio cambiare niente.[fonte 38]
  • Antipatico o simpatico per me non è importante. Il vincente dipende dal vostro punto di vista: non conosco ancora bene la vostra cultura. Per esempio in Inghilterra uno che ha vinto in un determinato momento una cosa importante, che è entrato nella storia, questo è un vincente per tutta la vita. Qui sembra che bisogna fare qualcosa di straordinario per meritare il rispetto. Chissà, forse c'è una competizione sulla luna che devo vincere per essere considerato in altro modo.[fonte 38]
  • [Sul gesto di aver baciato un crocifisso prima di un rigore di Adriano] Sono cattolico, ho un'educazione tradizionale, con convinzione e fede. Quello è stato un momento: Adriano stava tirando il rigore, e me ne sono ricordato. È qua con me, ho bisogno di un aiuto per il 2-0, per stare tranquillo.[fonte 38]
  • Non sono più l'allenatore del Chelsea per cui non devo preoccuparmi di difendere gli interessi del club e credo che sia giusto segnalare che Fernando Torres è un simulatore, così come Drogba, Cristiano Ronaldo e Robin Van Persie. Il calcio inglese critica tanto la cultura della simulazione ma poi si smentisce. [...] Credo che Drogba sia oggi più forte rispetto a quando l'ho avuto al Chelsea, e Ronaldo e Torres sarebbero ancora più forti di quello che sono se pensassero a giocare. Ingannando, invece, sono diventati i giocatori a cui hanno fischiato più rigori a favore negli ultimi cinque anni.[fonte 39]
  • In Inghilterra gli allenatori insegnano ai ragazzi a giocare a calcio, in Italia, Spagna e Portogallo si insegna che conta solo vincere. Io odio la simulazione e le bugie anche se riconosco che non sono felice quando vedo che a un mio giocatore gli rifilano un colpo e lui cerca di restare in piedi. È raro che un arbitro fischi un rigore se il giocatore non cade. Nel mio caso dico ai miei ragazzi di giocare sempre pulito ma di non essere ingenui.[fonte 39]
  • [Rispondendo a chi gli chiede se controlla Adriano] Controllare no, educare sì, con i giocatori come con i figli. L'allenatore fa un po' di tutto, bisogna entrare nella testa dei giocatori, nella loro personalità, conoscerli e adattarsi, fa parte del nostro lavoro. Con Adriano c'è un rapporto di stima reciproca, sta lavorando bene dopo una stagione che per lui è stata difficile, ma io voglio ancora di più. Non sono, non sarò mai e non voglio essere il papà dei giocatori, voglio dare ad Adriano una seconda opportunità, con lui ho un rapporto di fiducia reciproca che per me è la cosa più importante.[fonte 40]
  • La stampa inglese è fantastica. [...] Impossibile paragonare la stampa italiana con l'inglese, puoi farlo con quella spagnola o portoghese, magari. Ma quella inglese è totalmente diversa. Non ci sono quotidiano sportivi. Ci sono due pagine di calcio in ogni giornale. Abbiamo Sky Sport che dà il calcio tutti i giorni, il weekend con la Bbc. Dopo la partita c'è un'intervista flash di un minuto e una conferenza stampa di cinque minuti. La stampa inglese è fantastica... Ma io sono portoghese, lavoro in Italia, rimpiangere il calcio inglese non mi aiuta e quello che succede qui non è un dramma perché la mia formazione non è molto diversa.[fonte 41]
  • Tutti i campionati sono difficili, gli allenatori sono tutti bravi, vincere è difficile ovunque – la prima replica di Mourinho – noi portoghesi siamo come voi italiani. È molto importante vincere, anche all'89', senza uno spettacolo bellissimo. È vero, quello italiano è un calcio difficile, esige una grande preparazione da parte di un allenatore. Ho cambiato contro il Genoa tre o quattro volte assetto tattico e il Genoa si è sempre adattato alla nostra formula. Per me, come allenatore, è uno spettacolo fantastico.[fonte 42]
  • [Prima di Inter-Juventus] L'ultima volta che nella mia carriera un presidente ha dichiarato di essere sicuro di vincere ha poi perso. Era un Porto-Benfica... Non conosco quello della Juve [Giovanni Cobolli Gigli] e non mi interessa più di tanto quello che ha detto. La mia squadra è sempre la più forte, era così quando allenavo l'Uniao Leiria, figurarsi oggi che sono all'Inter.[fonte 43]
  • Cosa mi piace della Juve? Mi piace di più l'Inter.[fonte 43]
  • Il vostro calcio è il mio calcio. È qua che lavoro ed è qua che voglio contribuire a far tornare questo calcio come negli anni '90. I miei principi di gioco sono questi, mi piace la zona, la profondità, ma se posso scegliere un modulo preferisco giocare con le ali, allargare il campo. Mi devo però adattare alla situazione, a quelli che sono in migliore forma. E le mie ali non sono al massimo.[fonte 44]
  • È molto più difficile fare l'arbitro che in Inghilterra. Lì c'è un gioco leale, con fair play. Quando l'arbitro fischia, la partita finisce e non ci sono analisi dettagliate di ogni singolo episodio. Qui, tutte le situazioni vengono sezionate e i direttori di gara sono sotto pressione enorme.[fonte 45]
  • [Su Mario Balotelli] Io dico che un ragazzo giovane come lui non può permettersi di lavorare meno di gente come Figo, Cordoba, Zanetti. Non lo posso accettare da uno che non è ancora niente, che non è arrivato, che è ancora un talento e una promessa. Abbiamo avuto una conversazione insieme questa settimana, sono preoccupato perché lui è un patrimonio nostro e del calcio italiano. Deve lavorare meglio, capire che ci sono delle cose importanti per me e che io penso siano importanti per lui e per il suo futuro. Perché se si allenasse al 50% rispetto a giocatori come Zanetti e gli altri, sarebbe tra i più forti al mondo; lui invece si allena al 25% degli altri e ha solo 18 anni.[fonte 46]
  • Tutti meritano una seconda opportunità. Se questa società ha dato la possibilità di allenarsi a uno che ha sputato in faccia a un avversario[10], perché non concedere un'altra possibilità di giocare ad Adriano? [...] L'allenatore in seconda dell'Inter è Baresi, ma Mihajlovic parla più di lui, sembra che sia ancora qui anche se in realtà non è cosi.[fonte 47]
  • A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l'opinione pubblica per un mondo che non è il mio. [...] Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali. [...] Ranieri? Se è al fianco di Spalletti, io sono al fianco di tutti gli allenatori che hanno perso punti contro la Juve per errori arbitrali. Mi sento vicino a Prandelli, a Del Neri, a Zenga. Io sono andato davanti alle telecamere per dire che la mia squadra ha vinto a Siena con un errore dell'arbitro. Il giorno dopo l'allenatore di una squadra con la maglia bianco e nera, che guarda le partite dell'Inter, è andato in televisione e ha ammesso di aver segnato un gol in fuorigioco... che bravo... [...] Io parlo con la stampa perché sono obbligato. Spalletti parla prima della partita, parla durante l'intervallo e parla dopo la partita: è "primetime", è amico di tutti. Io non sono così.[fonte 48]
  • Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me.[fonte 49]
  • Ibrahimovic? È un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club. Ibra all'Inter è diventato un giocatore importante, ma certi club sono più grandi di giocatori e allenatori.[fonte 50]
  • Se l'FC Porto fosse stato un club di una nazione con un altro potere economico, avrei potuto fare una stagione impressionante in Europa. Quella squadra era il meglio che abbia mai allenato. È stata distrutta a causa di fattori economici.
Se o FC Porto fosse um clube de um país com outro poder económico podia ter feito uma época marcante na Europa. Aquela equipa foi a melhor que já treinei. Foi destruída devido a factores económicos.[fonte 51]
  • Sono stato influenzato più dalla filosofia del Barça che da qualsiasi altro allenatore. Sono stati quattro anni della mia vita assolutamente fondamentali.
Fui mais influenciado pela filosofia do "Barça" do que por algum treinador. Foram quatro anos da minha vida absolutamente fundamentais.[fonte 51]
  • Me ne sono andato con frustazione, era l'inizio della mia carriera ed era una grande opportunità. È stato un punto fondamentale perché ho mostrato a me stesso che non avevo paura dei rischi. Ho mandato un messaggio a me stesso per non avere paura del futuro e per non perdere la mia identità.
Sai com frustração, era o início da minha carreira e era uma oportunidade grande. Foi um ponto marcante pois mostrei a mim próprio que não tinha medo do risco. Enviei uma mensagem a mim próprio para não ter medo do futuro e não perder a minha identidade. [fonte 51]
  • [Sul fatto di aver più responsabilità e di essere trattato come dottore] Non voglio esserlo e non fa parte della mia personalità. Rimarrò lo stesso che sono rimasto fino ad oggi, ma con più responsabilità.
Não quero e nem faz parte da minha personalidade. Vou passar a ser o mesmo que fui até hoje mas com mais responsabilidades.[fonte 51]
  • Confesso che non è facile entrare nel mondo del calcio con lo stesso nome di qualcuno che ne ha già fatto parte. Sento questo con mio figlio. Lui vive già sotto pressione per essere figlio mio. Per questo ammiro Rui Águas e Maldini, che sono costretti a vivere con il peso di questa pressione, e lo fanno da molto.
Confesso que não é fácil entrar no futebol com o nome de alguém que já está no futebol. Sinto isso com o meu próprio filho. Já vive sobre a pressão de ser filho de quem é. Por isso admiro tanto o Rui Águas e o Maldini, que conseguiram viver com o peso dessa pressão e chegaram onde chegaram.[fonte 51]
  • Il mondo è così competitivo, aggressivo, consumista ed egoista e durante il tempo che spendiamo qui noi dobbiamo essere tutto eccetto questo.
O Mundo é tão competitivo, agressivo, desgastante, egoísta e durante o tempo que passamos aqui temos que ser tudo menos isso. [fonte 51]
  • Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale, neanche Gesù piaceva a tutti.[fonte 52]
  • Io mi ricordo il 1 maggio, il 25 aprile che per noi portoghesi ha un altro significato rispetto a voi, mi ricordo il 25 dicembre, il 26 gennaio, il 4 novembre, il 2 febbraio. Il 5 maggio non è niente. Non capisco, non sono esperto in date. L'Inter se deve ricordare qualche data, ha quelle dei 16 scudetti che ha vinto. Il 18 maggio è più importante per il 5 maggio, quello sarà importante per la Juve, caso mai. Io ricordo le persone che ho perso nella mia vita, ma non mi ricordo quando le ho perse, voglio ricordare solo le cose belle. E così deve fare l'Inter. Ricorderò per sempre il giorno che vinceremo questo scudetto.[fonte 53]
  • [su Javier Zanetti] Sapevo che è una forza della natura, ma non pensavo fosse questo uomo. E poi il suo passaporto deve essere sbagliato. Non può può avere 36 anni, devono essere al massimo 25-26.[fonte 54]
  • Ho espresso un'opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui...[fonte 55]
  • Pazza Inter è molto bella, io imparo sempre l'inno del mio club è questo è davvero bello. Io amo l'Inter? Sì, perché quando sono arrivato a poco a poco ho capito la storia, i problemi, le cose positive e negative, mi sono dedicato sin da subito ai colori nerazzurri, è il mio modo di lavorare. E l'Inter mi piace davvero molto.[fonte 56]
  • [Sul derby di Milano disputato il 24 gennaio 2010 e finito 2-0 per l'Inter in doppia inferiorità numerica] Abbiamo dimostrato tutto, potevamo perdere questa partita solo in 6, era l'unico modo per perderla, perché in 7 la vincevamo.[fonte 57]
  • Area con venticinque metri c'è solo una in Italia.[11][fonte 58]
  • [Durante la conferenza stampa pre-Barcellona-Inter della semifinale di Coppa dei Campioni] Vogliamo inseguire un sogno, è vero, ma una cosa è inseguire un sogno ed un'altra cosa è inseguire un'ossessione e questa non è un'ossessione, è solamente un sogno.
We want to follow a dream, yes it's true, but one thing is follow a dream and one thing is follow a obsession and this is not a obsession, it's just a dream.[fonte 59]
  • Vogliamo inseguire un sogno. Ma una cosa è inseguire un sogno e un'altra cosa è inseguire un'ossessione. Per il Barcellona è un'ossessione. Il nostro sogno è più puro di questa ossessione. Il sogno riguarda l'orgoglio. I nostri giocatori sono orgogliosi di arrivare alla finale a Madrid. Per il Barcellona, loro hanno raggiunto il sogno vincendo [la Champions League] a Londra, Parigi e Roma. Adesso questa ossessione si chiama Madrid e Santiago Bernabéu. È un'ossessione che potete vedere e sentire. Sono stato qui nel 1997 e ho vissuto la finale di Coppa del Re al Bernabéu tra il Real Betis e il Barça. Sembrava che avessimo vinto i Mondiali. Avere striscioni catalani al Bernabéu è un'ossessione. È anti-Madridismo.
We want to follow a dream. But it's one thing to follow a dream and another to follow an obsession. For Barcelona it's an obsession. Our dream is more pure than obsession. A dream is about pride. Our players will be proud to reach the final in Madrid. For Barcelona, they reach the dream by winning [the European Cup] in London, Paris and Rome. Now it is an obsession called Madrid and Santiago Bernabéu. It's an obsession you can see and feel. I was here in 1997 and I lived a Spanish Cup final at the Bernabéu between Real Betis and Barça. It seemed like we won the World Cup. To have a Catalan flag in the Bernabéu is an obsession. It's anti-Madridismo. [fonte 60]
  • L'unica cosa che ho detto ai miei giocatori è che voglio che supportiano il lavoro dell'arbitro e se i giocatori del Barcellona vogliono fare lo stesso, sarà facile per l'arbitro.
The only thing I told my players was that I wanted them to support the work of the referee and if the Barcelona players want to do the same, it will be easy for the referee.[fonte 60]
  • Non sono stupido abbastanza da pensare che questo odio possa diventare amore. Rispetto il Barça e non dimenticherò mai quello che il club mi ha dato nei 4 anni in cui sono stato lì, ma qualcosa si è creato attorno a me ed è difficile renderlo positivo. È chiaro che finirò la mia carriera senza aver allenato il Barça.
I'm not stupid enough to think that this hate can be turned into love. I respect Barça and I'll never forget what the club gave me in the four years I was here, but something has been created around me that is hard to make positive. It is clear that I will end my career without having coached Barça.[fonte 61]
  • Figo [12] mi ha detto che era calmo e rilassato, perché ero l'unico odiato al momento, perché ero il loro nuovo nemico.
Figo told me he was calm and relaxed because I was the one they hate now, because I was their new enemy.[fonte 61]
  • [Parlando della partita Barcellona-Inter] Noi non volevamo la palla perché il Barcellona pressava e ritornava in possesso della palla di nuovo, mentre noi perdevamo la nostra posizione – Non volevo mai perdere la posizione in campo, così non volevo che avessimo la palla, la lanciavamo lontano. Ho detto ai miei giocatori di permettere alla palla di aiutarci a vincere e che dovevamo essere compatti, chiudendo gli spazi.
We didn't want the ball because when Barcelona press and win the ball back, we lose our position – I never want to lose position on the pitch so I didn't want us to have the ball, we gave it away. I told my players that we could let the ball help us win and that we had to be compact, closing spaces.[fonte 61]
  • Ho un grande orgoglio di allenare l'Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell'Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l'allenatore dell'Inter.[fonte 62]
  • Van Gaal è una persona molto sicura e quando ero giovane, è stato molto importante. Mi ha dato la fiducia per allenare la squadra dalla panchina. Nelle amichevoli, nelle partite di Copa Cataluña, mi ha dato la responsabilità di essere l'allenatore. Mi diceva: 'Vado in tribuna, fai le sostituzioni alla squadra', quindi è stato molto importante nella mia crescita.
Van Gaal is a very confident person and at a moment when a coach like me was young, that was very important. He gave me the confidence to coach the team on the pitch. In friendly matches, in Copa Cataluña matches, he gave me the responsibility of being the coach. He told me: 'I go to the stands, you take charge of the team', so he was very important in my development.[fonte 63]
  • Messi è Messi, ma quando Arjen è capace di giocare per quattro, cinque, sei mesi consecutivi, è un giocatore incredibile. È un giocatore di cui ci dobbiamo preoccupare, ma non cambio la mia strategia, come Messi e [Cristiano] Ronaldo – lui è un giocatore di movimento. Quindi la nostra difesa è il pressing a zona. Noi non cambiano anche se, certamente, Arjen ha bisogno di una doppia attenzione, perché è un super giocatore.
Messi is Messi, but when Arjen is able to play four, five, six consecutive months, he is an incredible player. He is a player you have to be worried about, but I don't change my approach, even if he is like Messi and [Cristiano] Ronaldo – he is a player of movement. So our defence is zonal pressing. We don't change though, of course, Arjen needs double attention, because he is a super player.[fonte 63]
  • Il gruppo è più della somma delle parti. Eto'o è un gran esempio. Lui è un giocatore con una grande reputazione, un attaccante, ma quando la squadra è in difficoltà e ha bisogno di lui per un lavoro aggiuntivo, lui è il primo a farlo. Quando hai questo tipo di giocatori e sono capaci di fare questo, è facile essere un leader.
The group is more than the sum of our parts. [Samuel] Eto'o is a great example. He is a player with big status, an attacking player, [but] when the team is in difficulty and need him to do extra work he is the first to do it. When you have that kind of player and they are able to do this, it is easy to be a leader.[fonte 63]
  • Non è un problema di contratto o di soldi e mi fa anche un po' di vergogna quello che guadagno con la crisi che c'è. È un problema di soddisfazione personale, di sentirmi rispettato o no in un Paese calcistico in cui ho avuto tanti problemi. [...] Non cambio quanto ho detto qualche giorno fa, non è vero che sono l'allenatore del Real. Dopo la finale voglio due tre giorni per pensare con tranquillità del mio futuro. Ovviamente l'Inter non può fare niente di più per farmi essere felice e sentirmi importante: i giocatori sono fantastici, c'è empatia con i tifosi, tutti in società sono fantastici. [fonte 64]
  • Il risultato di sabato conta zero, non cambierà la mia consapevolezza di aver fatto tutto il possibile. L'Inter non mi deve niente e io non devo nulla all'Inter, perché ho dato tutto. Sono tranquillo, il risultato non inciderà sulla decisione che prenderò sul mio futuro. Il mio successore? La società ha scelto me e ha scelto bene. Quando dovrà farlo di nuovo, lo farà bene. Dopo la finale rifletterò sul mio futuro. Devo pensare e non ho pensato ancora. In questo momento sono io l'allenatore dell'Inter. Ho un contratto fino al 2012 o 2013, non mi ricordo bene. Non voglio dare l'identikit di qualcuno, perché magari sono io...[fonte 64]
  • La dimensione umana dei giocatori aiuta molto a costruire la forza di un allenatore. La gente che gioca in questa squadra mi ha reso un allenatore più bravo e farà lo stesso con qualcun altro.[fonte 64]
  • [Replicando alle parole di Luis van Gaal] Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all'attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l'aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoshuk.[fonte 64]
  • Quando Iniesta ha segnato contro il Chelsea l'anno scorso ha corso come un pazzo. Perché non posso farlo io? Van Gaal dice che non avrebbe festeggiato come me? Non può farlo perché è lento. Io corro veloce. Io festeggio coi miei tifosi, non per provocare.[fonte 64]
  • [Parlando di Louis van Gaal] È una persona fantastica, con me è stato molto onesto, abbiamo avuto un rapporto di tre anni di lavoro e io posso parlarne solo bene. I rapporti oggi? Lui ha la sua vita, io la mia, ogni tanto ci scambiamo qualche sms o una telefonata. Io lavoravo con lui dal '97 al 2000, ma non posso dire di conoscere il suo modo di allenare ora. Da allora lui ha fatto una lunga strada e oggi sarà un allenatore diverso. Mi conosce solo come assistente, non come allenatore e anch'io da allora ho fatto una strada lunghissima e le persone cambiano. È uno che lavora tanto e anche i suoi collaboratori lavorano tanto.[fonte 64]
  • [Alla domanda su come si diventa un vincente] Prego tanto. Penso anche che sia perché lavoro duro e bene. Ritengo di avere una buona leadership con i giocatori per il modo in cui mi interfaccio con loro. All'Inter tutti si sentono parte del gruppo, anche chi lavora in cucina. Io sono una brava persona, sono cattolico e a volte Dio mi aiuta.[fonte 64]

Real Madrid (2010 – 2013)[modifica]

  • Penso che un allenatore deve essere pronto all'esonero. Ma se l'allenatore ha paura di qusto, non lavora bene e ha grandi problemi. Sono un allenatore che ha molta autostima e fiducia e non penso alla possibilità di essere esonerato. Penso che quattro anni di contratto siano abbastanza per vincere, per costruire una squadra forte per il presente e per il futuro. L'esonero di Pellegrini non mi ha reso felice. Non sono mai felice quando un allenatore viene esonerato. Ma il calcio è anche questo. Ho molta fiducia nei miei giocatori, e spero che i miei giocatori abbiano fiducia in me.
I think a coach needs to be ready to be sacked. But if a coach fears that, he doesn't work well and has great problems. I am a coach that has a lot of self-esteem and confidence and I don't think about the possibility of being sacked. I think four years of contract is enough to win, to build a strong team for the present and the future. The sacking of Pellegrini doesn't make me happy. I am never happy when a coach is sacked. But football is like that. I have a lot of confidence in my players, I have the hope that my new players have confidence in me.[fonte 65]
  • È troppo presto per parlare di cambiamenti. Credo che sia il tempo di analizzare la situazione, di cercare di conoscere il mio club, fare un sacco di domande e ricevere risposte. Ho bisogno di realizzare la direzione del mio lavoro. La cosa più importante non è l'allenatore o i giocatori, ma il club. Siamo troppo piccoli per essere comparati alla dimensione del club, Se lavoriamo come un gruppo, non è difficile ottenere risultati. Voglio che questo gruppo abbia un'identità, per vincere tutto. La forza della mia squadra è sempre il gruppo e non gli individui.
It's too early to speak about changes. I believe it's time to analyse the situation, to get to know my club, ask lots of questions and get answers. I need to realise the direction of my work. The most important thing is not the coach or the players but the club. We are too small compared to the dimension of the club. If we work as a group, it's not difficult to get results. I want this group to have an identity, to win everything. The strength of my team is always the team and not the individuals.[fonte 65]
  • Non posso dire se questa sia la più grande motivazione della mia carriera. La mia più grande ambizione è sempre la prossima. Adesso è il Real Madrid. Non cambio il mio livello di ambizione o motivazione. Ho dato tutto a tutti i club in cui sono stato e farò lo stesso qui. Non sento nessuna pressione differente. Sono un allenatore che migliora giorno dopo giorno. Arrivo con tutto quello che un allenatore può vincere in una squadra di calcio.
I cannot say this is the biggest motivation in my career. My biggest ambition is always the next one. Right now it is Real Madrid. I don't change my level of ambition or motivation. I gave everything to every club where I have been and I will do the same here. I don't feel any kind of different pressure. I am a coach that improves day-by-day. I arrive with everything a coach can win at club football.[fonte 65]
  • Non sono l'anti-Barcellona. Sono l'allenatore del Real, ma il Barca non mi preoccupa. Il mio unico interesse è far crescere il Real. Il Barca è un gran rivale e noi lo rispettiamo. Se sono odiato a Barcellona, è un loro problema, non mio. La parola "paura" non c'è nel mio dizionario calcistico.
I am not anti-Barcelona. I am coach of Real but Barca doesn't worry me. My only concern is to grow Real. Barca are great rivals and we respect them. If I am hated at Barcelona, it is their problem but not mine. Fear is not a word in my football dictionary.[fonte 65]
  • Ad eccezione di Capello, il resto degli allenatori che sono stati al Real volevano iniziare a farsi un curriculum. Quando sono arrivati si sono dovuti mettere a sperimentare ed hanno accusato la differenza di livello rispetto ai giocatori. Per questo motivo il club ha scelto ora un allenatore che ha vinto più dei giocatori ed ha un curriculum più importante.[fonte 66]
  • La Champions è un'ambizione logica per il Real Madrid, ambizione che non può non avere in questo momento una grande squadra che ha in organico alcuni dei migliori giocatori del mondo. [...] Il più importante club del mondo non può stare due, tre stagioni, senza vincere niente; né stare 10 o 20 anni senza vincere una Champions. Che il Real Madrid si batta con il Barcellona è poi una motivazione extra per me. [fonte 66]
  • Il Barcellona? È la miglior squadra del mondo. È una squadra giá costruita che gioca ad occhi chiusi. Ha una filosofia che ha mantenuto inalterata e se la vedrá contro una squadra in costruzione. Parte davanti, ma quello che voglio è che siamo noi quelli davanti alla fine.[fonte 66]
  • Il primo anno non è il più indicato per arrivare al successo. Ma mi piace mettermi addosso quel tipo di pressione. Il lungo termine implica un certo rilassamento. Mi piace dire che è necessario vincere subito.[fonte 66]
  • Credo che la gente si sia un po' stufata di vedermi vincere. Dicono che sono un difensivista, ma non è veritá, e poi un allenatore difensivo vince una volta, non due, tre o 17 volte. I titoli parlano per me.[fonte 66]
  • La mia Inter era un gruppo fantastico, anche a livello umano; non era, però, la squadra più forte e per questo era costretta a lavorare il doppio. C'erano diversi giocatori con tanti titoli alle spalle, ma anche diversi ragazzi che in Champions non erano arrivati mai nemmeno ai quarti.[fonte 67]
  • Non so se sono nato per alleare il Real Madrid, ma sono nato per essere un allenatore di calcio. Amo le sfide importanti. Sono José Mourinho e non cambio. Arrivo con tutte le mie qualità e i miei difetti. La mia attrazione verso il Real Madrid è a causa della sua storia, le sue frustazioni negli anni recenti e le sue aspettative di vincere. È un club unico e credo che non allenarlo lascio un vuoto nella carriera dell'allenatore. Fortunatamente, ho avuto una bellissima carriera e questo mi rende orgoglioso di essere arrivato qui. Sono molto entusiasta. Voglio che i miei giocatori la pensino così. Il bello non è tanto allenare o giocare al Real, ma è vincere con il Real Madrid.
I don't know if I was born to coach Real Madrid but I was born to be a football coach. I love important challenges. I am Jose Mourinho and I don't change. I arrive with all my qualities and my defects. My attraction to Real Madrid is due to its history, its frustrations in recent years and its expectations to win. It's a unique club and I believe that not to coach Real leaves a void in a coach's career. Luckily, I've had a beautiful career and it makes me proud to have come here. I am very enthusiastic. I want my players to think that way. The beauty is not so much to train or play at Real, but to win at Real Madrid.[fonte 68]
  • Darei 50 anni di contratto a Pep Guardiola. [...] Sa quello che vuole, è cresciuto nella filosofia del club, è intelligente, catalano, fortunato. Se lo merita tutto.
Le daría 50 años de contrato a Pep Guardiola.[...] Sabe lo que quiere, ha crecido en la filosofía del club, es inteligente, catalán, culé. Lo tiene todo [fonte 69]
  • Pep deve fare quello che gli dice il suo intuito. Possibilmente non ha bisogno di parlare di Mourinho perché lo fanno i suoi giocatori. Al [Real] Madrid i miei non parlano di Pep.
Pep debe hacer lo que le diga su intuición. No necesita posiblemente hablar de Mourinho porque sus jugadores sí lo hacen. En el Madrid los míos no hablan de Pep.[fonte 69]
  • Mi trovavo con Pep al Barcellona, ho una foto con lui mentre ci diamo un super abbraccio. La mia relazione è buona.
Coincidí con Pep en el Barcelona, tengo una foto con él dándonos un súper abrazo. Mi relación es buena.[fonte 69]
  • Tutti i campionati hanno due aspiranti. Inghilterra inclusa, dove c'è il Chelsea, se il Manchester United non presta attenzione. Nel campionato spagnolo tutti sono candidati a vincere le partite. Barcellona e Real Madrid vanno a lottare per vincere la Liga.
Todas las ligas tienen dos aspirantes. Inglaterra incluso uno, el Chelsea, si el Manchester United no presta atención. En la liga española todos son candidatos a ganar todos los partidos. Barcelona y Real Madrid van a pelear por ganar la Liga.[fonte 69]
  • Non sono tenero, sono giusto. Sono diretto. La nostra empatia viena dalla giustizia.
No soy cariñoso, soy justo. Soy directo. Nuestra empatía viene de la justicia.[fonte 69]
  • Non sono nessuno, però mi piacerebbe un Bernabeu un pochettino più caldo. Nel derby, sopra 2-0, la gente se ne stava tranquilla. So che sono questioni culturali e bisogna accettarlo, però i giocatori meritano un pochettino di più. Non mi aspetto l'ambiente di San Siro, però un pochettino di più sì.[fonte 70]
  • [Riferendosi al Pallone d'oro 2010 a cui potevano aspirare solo giocatori del Barcellona: Andres Iniesta, Xavi e Leo Messi] Chi vince un trofeo non è il migliore. È un modo pragmatico per giudicare una situazione.[fonte 71]
  • [Al Galà del Pallone d'oro] Sono il miglior allenatore al mondo perché sono stato l'allenatore della migliore squadra del mondo nel 2010.[fonte 72]
  • Voglio che l'Inter vinca sempre, tifo Inter, soffro con l'Inter e voglio che la gente dell'Inter sia felice.[fonte 73]
  • Leonardo non è milanista, Leonardo è professionista. È un ragazzo fantastico, ho un rapporto molto positivo con lui da tanti anni.[fonte 73]
  • Per me il peggio, in Italia, è il dopo partita. Non perché non mi piace. A me piaceva tanto parlare via tv, via camera, parlare con Gianluca Vialli, con Arrigo Sacchi, tutta gente con un’opinione, un’opinione sincera che ti fa pensare e ti fa anche imparare. Dopo una partita, però, come i giocatori sono stanchi, anche noi allenatori siamo stanchi. Dopo una partita uno deve mangiare, andare a casa, riposare. Invece dopo una partita, un’ora di tv era la cosa che meno mi piaceva in assoluto. Ricordo quello che mi diceva Crespo, quando lo allenavo al Chelsea, perché gli facevo tante domande sull'Italia: "Quando siamo in Italia, siamo stanchi dell'Italia. Ma quando non siamo in Italia, l'Italia manca." Ed è vero, è un poco vero. Mi diceva poi: "In Italia, quando segno un gol, durante la settimana lo rivedo in televisione 50 volte. In Inghilterra, se segno un gol e non lo vedo negli highlights della BBC dopo la partita, non lo vedo più perché nessuno lo trasmette durante la settimana." Ed è vero. In Italia è stressante però è bello, è bello.[fonte 74]
  • [Dopo la vittoria nella la Coppa di Spagna contro il Barcellona] La gente pensa che il calcio sia solo possesso palla, io penso invece col lavoro difensivo e l'occupazione degli spazi. Mi hanno definito un allenatore da titoli e non un allenatore di calcio. Ma a me piace. Amo vincere. Sono contento di aver vinto le coppe nazionali in quattro paesi diversi: nel mio paese, in Portogallo, poi la coppa di Spagna, la coppa Italia e la FA Cup. Tre coppe nei paesi calcistici più importanti di Europa.[fonte 75]
  • [Durante la conferenza stampa post-Real Madrid-Barcellona della semifinale di Coppa dei Campioni] Se io dico a lei e alla UEFA quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Perché l'anno scorso l'Inter, che è stato un miracolo? Non so se è la pubblicità dell'UNICEF, non so se è il potere del signore Villar all'interno della UEFA. Non lo so, non capisco. Loro sono arrivati a questo, gli altri non hanno nessuna possibilità. Con il Chelsea Drogba sanzionato, Bosingwa sanzionato, con l'Inter Thiago Motta che non ha giocato la finale, con l'Arsenal Wenger sanzionato, Nasri sanzionato, Robin van Persie espulso, oggi io sanzionato. Perché una squadra di questa dimensione necessita di una cosa ovvia? Per cosa? [...] Io ho vinto due Champions sul campo e le ho vinte con due squadre che non erano il Barcellona, il Porto di un paese che normalmente non vince Champions l'Inter che non la vinceva da 50 anni e abbiamo vinto lottando e con lavoro. Josep Guardiola ha vinto una Champions che a me darebbe vergogna di vincere perché l'ha vinta con lo scandalo di Stamford Bridge e se quest'anno vince la seconda con lo scandalo del Bernabeu. Per questo io spero che lui un giorno abbia la possibilità di vincere una Champions intera, bianca, che merita.
Si yo digo a el y a UEFA lo que pienso y lo que siento, termina mi carrera hoy. Y como no puedo decir lo que siento dejo solo una pregunta, que espero que un dia conseguir la respuesta, que es: por qué? Por qué? Por qué Ovrebo? Por qué Busacca? Por qué De Bleeckere? Por qué Ovrebo hace tres años? Por qué el Chelsea no podìa ir a final? Por qué año pasado con Inter, que ha sido un milagro? No se si es la publicidad de la UNICEF, no se si es el poder del señor Villar en UEFA. No se, no entiendo. Ellos han conseguido este, los otros no tienen ninguna posibilidad. Con Chelsea despues Drogba sanzionado, Bosingwa sanzionado, con el Inter Thiago Motta que no ha jugado la final, con el Arsenal Wenger sanzionado, Nasri sanzionado, Robin van Persie expulso, hoy yo sanzionado. Por qué un equipo de esta dimension necesita de una cosa que es ovia. Para que? [...] Yo ganè dos Champions en el campo y la ganè con dos equipos que no eran el Barcelona, el Porto de un paìs que normalmente no gana Champions y el Inter que no la ganaba de 50 años y ganamos luchando y con trabajo. Josep Guardiola ha ganado una Champions que a mi me darìa verguencia de ganar porquè la ganò con el scandalo de Stamford Bridge y si este año gana la segunda gana con el scandalo del Bernabeu. Por eso yo espero que Guardiola un dia tenga la oportunidad de ganar la Champions intera, blanca, que merece.[fonte 76]
  • Io sono interista, non pseudo-interista. Voglio sempre che la squadra vinca, quale che sia l'allenatore.[fonte 77]
  • È la prima volta che sento parlare di fratture nello spogliatoio. Il mio rapporto con i giocatori dal primno giorno è positivo, ma in questo mondo vale tutto. Soprattutto per vendere. Qualcuno di voi è felice per questa situazione, ma penso che domani la vostra gioia finirà. Se i tifosi pensano che io sia il responsabile delle difficoltà di quest'ultimo periodo, sono felice. Domani staranno con i giocatori: fischino me e applaudano i giocatori durante la partita.[fonte 77]
  • Qualcuno parla di crisi, di situazione drammatica nella quale non possiamo nemmeno lottare per la salvezza. C'è gente che ha interesse a parlare di crisi e c'è chi racconta solo quello che succede: non c'è crisi, abbiamo solo giocato male. Tre partite negative, non tre settimane. Si tratta di una situazione negativa, non di una crisi. Io ho un percorso da allenatore e non lo dimentico. Voi, invece, sì. Mi sento bene, alla grande.[fonte 77]
  • Tutti i titoli sono belli, ma la Liga è stato il più difficile dei sette campionati che ho vinto. Ho vinto lo scudetto con l'Inter nell'ultima partita di campionato, ma questo è stato sicuramente il più difficile, perché avevamo di fronte un avversario che è da tutti considerato il migliore del mondo degli ultimi anni. Siamo stati sotto pressione per tutto il torneo, perché sapevamo che bastava pareggiare una partita per perdere punti. È stata una lotta titanica tra le due migliori squadre del mondo. È stato il titolo più difficile che ho vinto, ma anche il più giusto.[fonte 78]
  • [Riferendosi a Cristiano Ronaldo] In Nazionale non ha lo stesso tipo di organico che ha nel Real e non possiamo aspettarci che faccia 10-15 gol agli Europei, fermo restando che stiamo parlando del miglior giocatore del mondo.[fonte 78]
  • [Sulla Liga appena conquistata] È stato il campionato più sofferto della mia carriera, il più complesso dei sette che ho vinto. Pensate che quando ero all'Inter, l'ultimo titolo, l'ho vinto all'ultima giornata fuori casa. Eppure, questo è stato più difficile.[fonte 79]
  • [Su Manolo Preciado] Aveva tutto quello che apprezzo nelle persone e negli sportivi: carattere, trasparenza e il coraggio per lottare contro le avversità, che furono particolarmente dure nel suo caso.[fonte 80]
  • Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore; della Roma. Non lo sapevo... Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google cosa ha fatto e cosa ha vinto...[fonte 81]
  • [Riferendosi alla mancata partecipazione di Antonio Conte al Forum Allenatori Club d'Elite UEFA] Non l'hanno invitato perché è squalificato? Ma quante storie... Mica ci alleniamo qui, mica scendiamo in campo con le nostre squadre: è un incontro fra tecnici in terra neutrale. Siamo o non siamo in Svizzera? Dite che i tifosi lo chiamano il Mourinho italiano? La cosa mi onora, Antonio mi piace un sacco come allenatore. È un vincente, sa quello che vuole, ha carisma.[fonte 82]
  • Amo il calcio, amo allenare e probabilmente sarò in panchina anche dopo i settant'anni: sono solo all'inizio della mia carriera.[fonte 83]
  • Capisco perfettamente perché Alex Ferguson è ancora al lavoro a quell'età e penso che anch'io farò lo stesso. Amo il calcio e amo allenare. Sarò ancora giovane quando avrò compiuto 50 anni e ho ancora molto tempo davanti.[fonte 83]
  • [Il traguardo dei cinquant'anni] può avere un impatto psicologicamente negativo su molte persone. Ci si rende conto che il mondo gira molto, molto veloce e la vita è molto, molto breve. È un numero che mi fa guardare molto indietro, ma anche avanti. Sono una persona felice perché credo di aver fatto cose incredibili. Ma allo stesso tempo guardo avanti e mi vedo meglio che mai, più forte che mai, con più esperienza e penso di essere soltanto all'inizio della mia carriera professionale.[fonte 83]
  • Odio la mia vita sociale. La odio. La gente non mi conosce veramente. Se quando finisce la partita potessi spegnere le luci e diventare uno sconosciuto, lo farei. Non posso andare a vedere una partita di mio figlio. Se vado a una partita di dodicenni, verranno quelli che si vogliono fare una foto, quelli che vogliono un autografo, quelli che vogliono insultarmi, quelli che vogliono andare dietro la porta per insultare mio figlio, un ragazzino di 12 anni. Per strada vorrei poter essere normale.[fonte 84]
  • Per molte ragioni, molto probabilmente dopo il Real Madrid tornerò in Inghilterra. Per me lo scenario perfetto tornando in Inghilterra sarebbe avere ancora Ferguson come avversario. Se lui smette, a perderci è il calcio. Non è una questione di allenatori giovani o vecchi. Lo chiamo il capo. Perché per me lui è il capo di tutti gli allenatori. Quando tornerò in Inghilterra spero di trovarlo ancora sulla panchina del Manchester United.[fonte 84]
  • Anche se non vincessi la Champions con il Real, non si potrà parlare di fallimento. Ma se si dovesse pensare così, forse è un po' colpa mia: ho vinto così tante volte che il mondo adesso non si aspetta altro.[fonte 84]
  • Potrei scrivere un libro di 200 pagine sui miei due anni all'Inter con Mario ma non sarebbe un romanzo drammatico, piuttosto una commedia perché è un ragazzo divertente.[fonte 85]
  • [Riferito a Mario Balotelli] [Mancini] È stato il suo primo allenatore da professionista, quindi prima di me. Mario aveva 18 anni quando c'era Mancini all'Inter, 20 quando era con me, ora ne ha 22 e sarebbe naturale che crescesse e diventasse il giocatore talentuoso che è. Non sono in contatto con Mario ma spero che diventi un campione. Roberto lo conosce bene, parla il suo stesso linguaggio, lo conosce da quando è un ragazzino per cui se non esplode con Roberto, sarà difficile che ci riesca con un altro allenatore ma spero ci riesca perché è un talento.[fonte 85]
  • Se Cristiano [Ronaldo] non vince il premio quest'anno è solo perché non va a genio alla gente. Vende male la sua immagine. [...] Messi è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall'Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente.[fonte 86]
  • Sarebbe un crimine, se Cristiano Ronaldo non vincesse il premio. [...] Essere Cristiano Ronaldo è molto più difficile che essere Messi. Il mio attaccante non è mai stato tutelato fisicamente, non è mai protetto da niente o da nessuno.[fonte 86]
  • So che alcuni mi criticheranno, ma per giocare in casa io scelgo San Siro. È uno stadio che fornisce un supporto unico nel suo genere.[fonte 87]
  • Quando si avverte la fatica, bisogna tirar fuori altre qualità come la forza mentale e lo spirito di sacrificio. Ho visto Stepanek, che ha 34 anni, giocare 3 match in 3 giorni nella finale di Coppa Davis [vinta dalla Repubblica Ceca contro la Spagna]. Era pronto a dare la vita per il suo paese. Ragazzi di 23 o 26 anni possono giocare il mercoledì e il sabato senza problemi: nello sport conta il cuore, non contano solo le gambe.[fonte 88]
  • L'Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L'Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l'ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro.[fonte 89]
  • [Rispondendo sul motivo che lo ha spinto a lasciare Milano per Madrid] Anch'io mi sono chiesto perché l'ho fatto. È giusto, allora, che lo spieghi. Era la terza volta che il Real mi proponeva la sua panchina. I miei amici dicevano: "Puoi essere un grande allenatore, ma se non sei campione con il Real Madrid ci sarà sempre nella tua carriera un qualcosa che mancherà, un buco sempre aperto". Capello ce l'aveva fatta. Allora ho deciso di impegnarmi personalmente con Florentino Perez. E ci sono andato. Ma per l'Inter ho una nostalgia che è sempre presente.[fonte 89]
  • Il mio primo scudetto all’Inter non lo abbiamo vinto in campo bensì al centro sportivo di Appiano Gentile. Era un sabato e il nostro inseguitore era il Milan, che nell’anticipo di quella sera era stato battuto rendendoci così campioni. Era la terz'ultima di campionato e noi dovevamo giocare il giorno dopo col Siena. Al centro esplose subito la baldoria, con tutta la squadra a chiedermi di andare a festeggiare in Piazza Duomo assieme ai tifosi. Io ho pensato: se ci andiamo non andremo a letto prima delle tre-quattro del mattino e poi scendiamo in campo stanchi e addormentati e la striscia di partite di fila sempre vinte finisce lì. No, non possiamo farlo: "Tutti a letto" ho tuonato. Quando già ero in camera mia pronto a coricarmi bussa alla porta Júlio Cesar. Il suo era un grido di dolore, piangeva a dirotto: "Mister, dobbiamo andarci in Piazza Duomo, ci aspettano in migliaia. Se non ci andremo tu in vita tua non vincerai più niente". Parole che sembravano una maledizione. Ho pensato: "Sono fregato". Non sono superstizioso, ma quelle parole mi hanno lasciato traballante. Bene. Andiamoci tutti: e così è avvenuto. I tifosi quando ci hanno scoperto sono diventati pazzi. Siamo tornati ad Appiano verso le tre di domenica e nel pomeriggio i giocatori sono stati fantastici, dando tutto per non perdere l'imbattibilità e per non consentire agli avversari di dire che avevano battuto i neocampioni d'Italia. Questi ricordi, lo ripeto, mi procurano tanta nostalgia. Gioisco per i successi dell’Inter e soffro quando l’Inter viene battuta o fermata, com’è successo in queste ultime settimane... Fra l’altro, l'unica volta in vita mia in cui ho vinto ai rigori è stata la Supercoppa Italiana conquistata contro la Roma, il primo dei miei trofei nerazzurri. È che quando si va ai rigori per decidere il vincitore mi assale il panico. Così perdo sempre, comprese due finali di Champions League. Soltanto l’Inter mi ha regalato anche questa gioia.[fonte 89]
  • [Prima di Real-Madrid-Manchester United, gara valida per l'andata degli ottavi di finale della Champions League 2012-2013] Non sarò l'erede di Ferguson perché smetteremo insieme, lui a 90 anni e io a 70. Ma l'Inghilterra sarà il mio prossimo passo. Il Real vuole conquistare la sua decima Champions e io la terza, non finirò la carriera con due. Ci sono grandi club che non hanno mai vinto la Champions, e anche grandi allenatori che non l'hanno mai conquistata. Il Real Madrid ne ha vinte nove, io due e quindi siamo due privilegiati. Ma ora il Madrid vuole vincere la decima, e io la terza. Per questo lotterò finché non arriverà e ho fiducia di potercela fare.[fonte 90]

Chelsea (2013 – attuale)[modifica]

  • [All'arrivo al Chelsea] Nella mia carriera ho avuto due grandi passioni, l'Inter e il Chelsea, e il Chelsea è molto più che importante per me. È stato molto difficile giocare contro questo club. Ai tifosi prometto le stesse cose che ho promesso nel 2004 e dico: sono uno di voi.[fonte 91]
  • È stata una decisione semplice. Ho chiesto al presidente 'Vuoi che torni?' E lui mi ha risposto 'Tu vuoi tornare?'. Dopo pochi minuti la decisione è stata presa e io sono molto felice. Dovevo prepararmi per non essere troppo emozionato al mio arrivo al club, ma ovviamente sono molto felice. Se analizzi il tutto in maniera fredda e lasci le tue emozioni da parte, penso che sia stato fantastico. Io ho proseguito la mia carriera, mentre il Chelsea ha continuato a vincere.[fonte 91]
  • Voglio provare a migliorare i miei giocatori e la mia squadra, ma senza fare follie. Se non ci riuscirò non sarò contento con me stesso. Se poi possiamo migliorare ulteriormente la squadra con qualche giocatore allora è fantastico, ma voglio migliorare la squadra con il mio lavoro. Non ho bisogno di fare una vacanza. Mi spiace che gli allenamenti non comincino domani. Ai giocatori io dico durante la stagione, quando sono stanchi, che le vittorie fanno miracoli. Quando vinci, vinci, vinci, non sei mai stanco. Nel mio caso, la felicità è più forte della stanchezza.[fonte 91]
  • [All'arrivo al Chelsea] Non voglio esser chiamato una leggenda, però ho una storia difficile da comparare a quella di un altro. Mi considero un grande tecnico. Quando arrivai al Chelsea dissi di essere speciale perché perché avevo già vinto una Champions col Porto. Per essere un vincente, devi avere un talento speciale. Non sei speciale se non vinci, ma io vinco.[fonte 92]
  • È stato amore a prima vista. Il Chelsea è nel mio cuore. Ho sempre desiderato che avesse successo, tranne quando ho dovuto affrontarlo. Solo in quel caso volevo ammazzarlo![fonte 92]
  • Da lì [Dopo l'addio al Chelsea, prima dell'esperienza all'Inter] ho subito sentito la mancanza del calcio inglese, ma sapevo che sarei tornato. Il mio ritorno era obbligatorio, tuttavia non immaginavo sarebbe avvenuto tanto presto. Ho sempre voluto allenare in Inghilterra, in Spagna e in Italia, sapevo quindi che non sarei tornato qui senza aver prima allenato negli altri Paesi.[fonte 92]
  • Mi sveglio presto e vado via tardi, pensando al calcio ogni minuto. Non importa in quali club sono stato. La mia giornata lavorativa è rimasta uguale. Un sacco di allenatori arrivano da me chiedendomi la ricetta del successo. Ma se vogliono una ricetta dovrebbero andare da un dottore. Il calcio non è così.[fonte 92]
  • Se qualcuno dice di essere il migliore, allora ha grandi possibilità di lavorare con me. Mi rialzo con i proeittili che mi sparano addosso e lo farò sempre. Sono nato in questo modo nel calcio e così morirò.[fonte 92]
  • Nel mio atteggiamento c'è sempre un obiettivo: la difesa degli interessi del mio club, senza riguardi per la mia immagine. Se è un difetto o una virtù? Chiedetelo a quelli che hanno lavorato con me.[fonte 92]
  • La mia posizione è sempre stata in pericolo perché alleno soltanto grandi squadre ambite da tantissimi tecnici; perché lascio squadre già assemblate per gli anni futuri; perché lascio ottime condizioni di lavoro ed eccellenti strutture per chiunque subentri.[fonte 92]
  • Ho avuto grandi anni ma i prossimi saranno i più importanti. Non festeggio mai con eccesso una mia conquista perché non voglio pensare che sia l'ultima. Chiunque volesse vedermi fallire resterà deluso. Penso sia naturale il fatto che vincerò altri trofei nella mia carriera.[fonte 92]
  • [Sul possibile arrivo di Boateng al Chelsea] Non cerco fotomodelli, il Chelsea insegue calciatori. Nell'ultimo anno ha fatto più cambi di look che gol.[fonte 93]
  • Quando mi trovo fra le mani un ragazzo che ha tutto per poter stare in prima squadra e diventare un top player, non mi sono mai tirato indietro. L'ho sempre fatto, a partire dal Porto. Carlos Alberto è ancora il più giovane ad aver segnato in una finale di Champions League [19 anni nel 2004]. Ma in Italia forse non si conosce il migliore. Parlo di Davide Santon, che adesso è al Newcastle. Santon ha avuto due grossi, grossi infortuni. Ma a 17 anni tutti dicevano che sarebbe diventato per l'Inter ciò che Maldini è stato per il Milan. Il ragazzo ha iniziato a giocare con me a 18 anni. A 18 anni giocava contro il Manchester United negli ottavi di Champions League.[fonte 94]
  • Come allenatore ho cominciato nel 2000 ma prima ho fatto da assistente in grandi club e con grandi allenatori e ho allenato i migliori calciatori del mondo. A 30 anni allenavo Ronaldo, non Cristiano, il 'vero' Ronaldo, il brasiliano'. Allenavo Rivaldo, Figo, Guardiola, grandissimi giocatori e io ero giovanissimo. Non ero l'allenatore ma un assistente, ma sentivo di avere del potenziale e quattro anni dopo aver cominciato ho vinto la mia prima Champions. E il resto è venuto di conseguenza.[fonte 95]
  • È un club speciale ma non è solo un club. Il Real è politica, non è una questione di calcio o di sport ma di tutto quello che lo circonda. Al secondo anno abbiamo vinto la Liga, siamo stati la miglior squadra nella storia della Liga, abbiamo fatto 100 punti e segnato 121 gol. Il terzo anno era quello delle elezioni e ci siamo ritrovati in mezzo a cose che non erano normali e che solo le persone che stanno lì possono capire. La stagione non è stata malvagia, abbiamo raggiunto la finale della Coppa del Re anche se abbiamo poi perso, siamo arrivati in semifinale di Champions uscendo per un gol di differenza. Ma abbiamo finito la stagione senza trofei, abbiamo vinto solo la Supercoppa spagnola contro il Barcellona ma per me non è sufficiente.[fonte 95]
  • [Riferendosi a Gareth Bale] Avevo chiesto alla società di comprarlo già la scorsa estate ma non è stato possibile. È un calciatore fantastico, ma le cifre in ballo sono enormi e il ragazzo potrebbe sentire la pressione di dover dimostrare che vale quell'investimento. Comunque Ancelotti è un allenatore esperto e sono sicuro che tirerà fuori il meglio da lui.[fonte 95]
  • Ozil è unico, non c'è un altro giocatore come lui, è il miglior numero 10 al mondo. Con la sua visione di gioco e la sua personalità ha reso le cose più facili a me e ai suoi compagni. Nelle sue qualità rivedo sia Figo sia Zidane. Con l'ingaggio di Ozil anche l'Arsenal potrà lottare per la vittoria della Premier.[fonte 96]
  • Moratti è unico. Moratti è un papà vero per i giocatori e un amico per gli allenatori. Per lui avrò sempre amicizia, ammirazione e rispetto. Mi sono bastati cinque minuti per capire che il calcio e l'Inter sono la sua vita. Ha respirato Inter fin da piccolo e ha una memoria straordinaria. E non parla mai della "sua" Inter: la squadra, per lui, è dei tifosi. L'Inter sarà sempre Moratti e Moratti sarà sempre l'Inter. Una cosa sola. Al punto che, nel mondo, i tifosi quasi confondono presidente e squadra, dal padre Angelo al figlio Massimo ai più giovani oggi: se dici Inter pensi a Moratti e viceversa. Una famiglia innamorata di calcio e di Inter. Vende perché pensa che questo faccia soltanto il bene della società e della squadra. La più grande gioia che ho ricevuto dal calcio è stato regalargli quella coppa (la Champions). In questo mondo, ne sono sicuro, Moratti è diventato un presidente completo, al quale non manca nessun trofeo. Anche per lui penso sia stato il momento più bello in assoluto.[fonte 97]
  • [Su Adriano Galliani] Di lui posso solo parlare bene. È un galantuomo e provo nei suoi confronti il massimo rispetto. È stato il dirigente più importante della vera squadra rivale delle mie stagioni all'Inter. È un dirigente conosciuto nel mondo e gli auguro di godersi la vita perché il calcio dà molto, ma toglie altrettanto, soprattutto sul piano privato.[fonte 98]
  • Giggs è un calciatore storico. Era al top dello United negli anni Novanta. Ricordo di averlo visto per la prima volta nel 1998 e ora che siamo nel 2013 è ancora una star dello United. Merita il massimo rispetto un giocatore capace di essere ancora protagonista alla sua età.[fonte 98]
  • Eusebio è immortale, è una delle grandi figure del Portogallo, sappiamo bene cosa significhi per il Portogallo e per il calcio portoghese. Eusebio come Amalia Rodrigues, artista scomparsa nel 1999 e considerata la voce del Portogallo. Non dico che sia stato fonte di ispirazione, ma è sempre stato un punto di riferimento per valori, principi e sentimenti anche dopo aver chiuso la carriera. Lascia un vuoto enorme, ma preferisco pensare alla prospettiva dell'immortalità. Eusebio apparteneva ad un'altra generazione. Se si provasse a fare un paragone con il calcio attuale, lui sarebbe al livello dei migliori in assoluto. Se oggi avesse 20 o 30 anni, sarebbe qualcosa di meraviglioso.[fonte 99]

Note[modifica]

  1. Parlando dei giocatori accostati al Chelsea durante la sessione di calciomercato.
  2. Rispondendo alla critica di Ranieri, che riteneva uno sforzo impegnativo il salto dal campionato portoghese alla Premiership.
  3. Sostenendo che l'allenatore del Barcellona Frank Rijkaard abbia incontrato l'arbitro Anders Frisk durante l'intervallo della loro partita in Champions League.
  4. Dopo aver perso ai rigori in Carling Cup contro il Charlton.
  5. Rispondendo alle accuse sulla condizione dello Stamford Bridge, da parta del Barcellona, prima della loro partita in Champions League.
  6. Riferendosi all'azione in cui Messi ha fatto espellere Asier Del Horno, in un match di Champions League perso contro il Barcellona.
  7. Comparando Joey Barton e l'infortunio di Cech.
  8. Roman Abramovich aveva dichiarato tramite l'amministatore delegato Peter Kenyon che il Chelsea non doveva solo vincere, ma vincere con stile. Mourinho rispose dando la colpa agli infortuni che non gli permettevano di scegliere i giocatori adatti ad un miglior stile di gioco e lo fece attraverso questa metafora. Dopo quella partita, Mourinho venne esonerato.
  9. Durante la prima conferenza stampa in Italia.
  10. Riferendosi a Siniša Mihajlović
  11. Riferito ad un rigore concesso ad Alessandro Del Piero la domenica prima durante Genoa 2-3 Juventus (14 febbraio 2009).
  12. Figo era tornato al Camp Nou come ambasciatore dell'Inter, dopo i suoi burrascosi precedenti con il Barcellona.

Fonti[modifica]

  1. Citato in Así nació el Mourinho que hoy conocemos, Eurosport.com, 27 aprile 2010.
  2. Citato in "Oggi, domani e sempre con il Barça nel cuore", Eurosport.com.
  3. Citato in Mourinho descreve um dia como treinador, Maisfutebol.iol.pt, 25 gennaio 2001.
  4. Citato in Mourinho mocks Ferguson, News.bbc.co.uk, 25 febbraio 2004.
  5. Citato in Luis Lourenço, Mourinho. La biografia ufficiale dello Special One, Mondadori, 2008, Interruzioni.com, agosto 2009.
  6. a b c d e f g h i j Citato in What Mourinho said, news.bbc.co.uk, 2 giugno 2004.
  7. Citato in Mourinho boasts "After God, me", The guardian.com, 11 luglio 2004.
  8. Citato in Giancarlo Gavalotti, "Arrogante io ? no, sono un tipo speciale", Sportweek, anno 5, n. 224, 11 settembre 2004, p. 28.
  9. a b c d Citato in The world according to Mourinho, news.bbc.co.uk, 31 ottobre 2005.
  10. Citato in Mourinho dismisses Ferguson feud, News.bbc.co.uk, 14 gennaio 2005.
  11. a b c Citato in Mourinho in his own words, News.bbc.co.uk, 20 settembre 2007.
  12. Citato in Wenger is a voyeur, snipes Mourinho, Theguardian.com, 31 ottobre 2005.
  13. Citato in Mourinho makes Barca proposition, News.bbc.co.uk, 20 febbraio 2006.
  14. a b c Citato in Mourinho: 'I can't keep everyone happy', Dailymail.co.uk ripresa da un intervista al "New York Times", 25 luglio 2006.
  15. Citato in Mourinho accused of getting facts wrong, theguardian.com, 18 ottobre 2006.
  16. Citato in Jail bottle thrower, says Mourinho, Dailymail.co.uk, 30 ottobre 2006.
  17. Citato in Mourinho turns up heat with Wenger dig, Telegraph.co.uk, 21 febbraio 2007.
  18. Citato in Liverpool are just a cup team now is the message from Mourinho, The Guardian.com, 25 aprile 2007.
  19. Citato in Jose: Liverpool not a big club, Metro.co.uk, 25 aprile 2007.
  20. Citato in Mourinho tips kids to topple United, Dailymail.co.uk, 19 giugno 2007.
  21. Citato in L'ultimatum di Abramovich, Gazzetta.it, 18 settembre 2007.
  22. a b c Da un'intervista al giornale portoghese Maisfutebol; citato in La rabbia di Mourinho "Mi rimpiangerete", Gazzetta.it, 25 settembre 2007.
  23. a b c Citato in Mourinho, no all'Inghilterra "Vorrei allenare in Italia", Gazzetta.it, 21 ottobre 2007.
  24. a b c d e Da un'intervista al Jornal de Negocios; citato in Mourinho: "Lavorare con me? È facile, basta seguirmi", Gazzetta.it, 30 maggio 2008.
  25. Citato in Nicola Cecere, «L'Inter è un team speciale Ma io non sono... un pirla», Gazzetta dello Sport, 4 giugno 2008.
  26. Da un'intervista al sito Feelfootball.com; citato in Mourinho esalta Lampard e Abramovich è arrabbiato, Gazzetta.it, 11 luglio 2008.
  27. a b c d e Citato in Mourinho: "Miglioriamo di giorno in giorno", Gazzetta.it, 26 luglio 2008.
  28. a b c Citato in Mourinho risponde a Ranieri "Ha vinto poco, è vecchio" , Gazzetta.it, 4 agosto 2008.
  29. a b Citato in Mourinho: "Stankovic resta" Ma Mihajlovic lo attacca, Gazzetta.it, 7 agosto 2008.
  30. a b c d e f g Citato in Mourinho non ha paura "Più forti della Roma", Gazzetta.it, 23 agosto 2008.
  31. a b Citato in Capello sotto pressione E Mourinho lo difende, Gazzetta.it, 2 settembre 2008, ripresa da un'intervista al Daily Telegraph.
  32. Citato in Lo Monaco contro Mourinho José: "Vuole pubblicità? Paghi", Gazzetta.it, 15 settembre 2008.
  33. a b Da un'intervista a Sky Sport 24; citato in Mourinho il perfezionista "Voglio migliorare tutto", Gazzetta.it, 18 settembre 2008.
  34. a b c Citato in Mourinho: "Io sono così", Gazzetta.it, 20 settembre 2008.
  35. Citato in Mourinho contro tutti, Gazzetta.it 27 settembre 2008.
  36. Citato in Mourinho-Ranieri, ancora scintille: "Dopo 5 anni sa dire good morning", Repubblica.it, 27 settembre 2008.
  37. a b Citato in Mou: "Io, l'antipatico Così proteggo i miei", Gazzetta.it, 3 ottobre 2008.
  38. a b c Da un'intervista al TG5; citato in Mourinho anti-recessione "Mi taglierei lo stipendio", Gazzetta.it, 10 ottobre 2008.
  39. a b Da un'intervista a Feelfootball.com; citato in "Torres e Drogba simulatori", Sportmediaset.mediaset.it, 21 ottobre 2008.
  40. Citato in Mou: "Niente formazione Mi sto italianizzando", Gazzetta.it, 25 ottobre 2008.
  41. Citato in Mou: "Domani Juve dietro" Adriano e Quaresma a casa, Gazzetta.it, 14 novembre 2008.
  42. Citato in Mourinho punge la Serie A "Un prodotto che non piace", Gazzetta.it, 17 novembre 2008.
  43. a b Citato in Mourinho convoca Adriano "Fa bene a voler chiarezza", Gazzetta.it, 21 novembre 2008.
  44. Citato in Mourinho: "Per il presidente" Ranieri: "L'Inter ha meritato", Gazzetta.it, 22 novembre 2008.
  45. Citato in Mourinho e gli arbitri "In Italia è più difficile", Gazzetta.it, 25 novembre 2008.
  46. Citato in Mou fa il duro coi tifosi "Devono aiutarci di più", Gazzetta.it, 30 novembre 2008.
  47. Citato in Mou-Mihajlovic, che rissa, Gazzetta.it, 13 dicembre 2008.
  48. Citato in Mourinho contro tutti "Questa è prostituzione intellettuale", Repubblica.it, 3 marzo 2009.
  49. Citato in Io sono il film, Il Foglio, 3 marzo 2009.
  50. Citato in Mourinho: «Ibra? Importante, ma non tanto quanto l'Inter», Tuttosport.com, 22 marzo 2009.
  51. a b c d e f Citato in FC Porto foi a melhor equipa que já treinei, aeiou.expresso.pt, 23 marzo 2009.
  52. Da Chiambretti Night, 1° aprile 2009; citato in Mourinho al Chiambretti show: "Nemmeno Gesù piaceva a tutti", La Stampa, 2 aprile 2009.
  53. Citato in Mourinho: «Il 5 maggio? Per me non esiste», Tuttosport.com, 30 aprile 2009.
  54. Citato in Festa grande a San Siro, L'Inter si gode lo scudetto, Corriere.it, 15 maggio 2009.
  55. Citato in «Sento il rumore dei nemici» Mourinho si diverte già, Corriere della Sera, 22 agosto 2009.
  56. Citato in Mourinho, sotto Natale parole dal cuore: "Posso dirlo, amo l'Inter", Fcinternews.it, 23 dicembre 2009.
  57. Citato in Inter show, Mou polemico "Non vogliono farci vincere", Gazzetta.it, 24 gennaio 2010.
  58. Dalla conferenza stampa del 19 febbraio 2010, Youtube.com.
  59. Citato in "Barca ossessionato dalla finale" - Mourinho: per l'Inter è solo un sogno, Sportmediaset.it 27 aprile 2010.
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  67. Citato in Mourinho: Inter fantastica non più forte, Corriere.it, 18 luglio 2010.
  68. Citato in Mourinho unveiled as new Real Madrid boss, Espnfc.com, 31 maggio 2010.
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  74. Citato in Nostalgia Mourinho "Italia mi manchi", Eurosport.com, 2 febbraio 2011.
  75. Citato in Mourinho: "Io allenatore da titoli? Mi piace", Tuttomercatoweb.com, 20 aprile 2011.
  76. Citato in Mourinho: "Por qué? Ho vinto Champions con club a secco da 50 anni", Tuttomercatoweb.com, 27 aprile 2011.
  77. a b c Citato in Mou: Ranieri? Io sono interista, Sportmediaset.it, 23 settembre 2011.
  78. a b Da un'intervista al quotidiano portoghese Record; citato in Liga campionato più duro. Ronaldo più forte di tutti, Repubblica.it, 15 maggio 2012.
  79. Citato in Mou: "Titolo soffertissimo. Eppure io con l'Inter...", Tuttomercatoweb.com, 15 maggio 2012.
  80. Citato in Mourinho: "Preciado era una persona speciale", Sport. Libero.it, 7 giugno 2012.
  81. Citato in Mourinho: "Zeman? Lo cercherò su Google", Eurosport. Yahoo.com, 21 giugno 2012.
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  83. a b c Citato in Mou, più giovane che mai: "Allenerò anche a 70 anni", Gazzetta.it, 25 settembre 2012.
  84. a b c Da un'intervista rilasciata alla CNN; citato in È dura essere Mourinho: "Odio la mia vita sociale", traduzione di Tancredi Palmeri, Gazzetta.it, 1° ottobre 2012.
  85. a b Da un'intervista rilasciata alla CNN; citato in Mourinho apre al Paris Saint Germain: "E su Balotelli potrei scrivere un libro", Gazzetta.it, 4 ottobre 2012.
  86. a b Da un'intervista rilasciata al quotidiano portoghese A Bola; citato in Pallone d'oro, Mou vota CR7: "Un crimine se non lo vince", Gazzetta.it, 12 ottobre 2012.
  87. Citato in Mou: "Nulla meglio di San Siro"", Sportmediaset.it, 20 novembre 2012.
  88. Durante la conferenza stampa dopo la sconfitta per 1-0 sul campo del Betis Siviglia; citato in Real Madrid va ko, Mourinho furioso, Lastampa.it, 25 novembre 2012.
  89. a b c Da un'intervista rilasciata alla TVI; citato in Mou, nostalgia canaglia "Come mi manca l'Inter", Gazzetta.it, 28 novembre 2012.
  90. Citato in "Non vincerò solo due Champions", Sportmediaset.it, 12 febbraio 2013.
  91. a b c Citato in Mourinho al Chelsea per 4 anni: è ufficiale. "Ho due passioni: i Blues e l'Inter...", Gazzetta.it, 3 giugno 2013.
  92. a b c d e f g h Da un'intervista al Sun; citato in Mou a 360°: "Volevo l'Italia. Mi rialzo con i proiettili e vincerò ancora! Vi dico perché sono lo Special One", Fcinternews.it, 9 giugno 2013.
  93. Citato in Boateng al Chelsea, ore decisive: l'agente incontra Mourinho, Sportmediaset.it, 9 giugno 2013.
  94. Citato in Inter, Mourinho: "Santon il top, poteva diventare il Maldini nerazzurro", Tuttomercatoweb.com, 23 luglio 2013.
  95. a b c Citato in Mourinho: "Il vero Ronaldo era brasiliano. Il Real? Conta molto la politica", Gazzetta.it, 3 agosto 2013.
  96. Citato in Mourinho punzecchia Ancelotti su Ozil: "È il miglior numero 10 al mondo", Gazzetta.it, 4 settembre 2013.
  97. Citato in Fabio Licari, Mou, formidabili quei 2 anni «Il papà dei giocatori, l'amico degli allenatori», La Gazzetta dello Sport, 21 settembre 2013.
  98. a b Citato in Stefano Boldrini, Mourinho: "Galliani il più importante al Milan. Lukaku spieghi perché non è al Chelsea...", Gazzetta.it, 29 novembre 2013.
  99. Citato in Morte Eusebio, lutto nazionale in Portogallo, Gazzetta.it, 5 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica]

  • Bruno Oliveira, Nuno Amieiro, Nuno Resende, Ricardo Barreto, Mourinho. Questione di metodo, Tropea, 2009. ISBN 9788855800877

Altri progetti[modifica]