Jostein Gaarder

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Jostein Gaarder (1952 – vivente), scrittore norvegese.

Indice

[modifica] C'è nessuno?

[modifica] Incipit

Cara Camilla
non ci vediamo ormai da quella lontana settimana di ottobre... Che magnifico regalo aver potuto trascorrere con te le vacanze autunnali! Non avrai dimenticato i granchi pescati giù nella caletta, spero... E certo ricordi il grande telescopio che volevi provare ogni sera – trane quella notte di nuvole, quando restammo in cucina a preparare le frittelle –, magari persino lo rimpiangi!
Forse ricorderai anche che promisi di scriverti una storia. Bene, eccola qui!

[modifica] Citazioni

  • Una risposta non merita mai un inchino: per quanto intelligente e giusta ci possa sembrare, non dobbiamo mai inchinarci a una risposta. Chi si inchina si piega. [...] Non devi mai piegarti davanti a una risposta. [...] Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre.
  • Gli uomini hanno impiegato migliaia e migliaia di anni per dare un nome a tutte le piante e a tutti gli animali della Terra, e ancora non hanno finito. È per questo che la durata di una sola vita umana non è sufficiente per imparare tutto.
  • Il fratellino non c'era mai stato prima; non aveva mai visto né il sole né le stelle, né gli animali né i fiori nei campi. E quindi non conosceva nemmeno le parole con cui chiamarli.
  • Più la notte è nera, più soli riusciamo a vedere nel cielo. Finché è giorno riusciamo a vedere soltanto il nostro.
  • Nulla al mondo è normale. Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma. Anche tu lo sei: noi siamo l'enigma che nessuno risolve.
  • Tanti auguri, fratello! Un mondo intero ti attende!
  • Chi sogna, e chi viene sognato, non sono svegli alla stessa misura.

[modifica] Il mondo di Sofia

  • L'unica cosa di cui abbiamo bisogno per diventare bravi filosofi è la capacità di stupirsi.
  • Ma la vita è triste e solenne. Ci fanno entrare in un mondo meraviglioso, ci incontriamo, ci salutiamo e percorriamo la stessa strada per un pezzo, poi scompariamo nel medesimo modo assurdo e improvviso in cui siamo arrivati.
  • Per molte persone il mondo è incomprensibile nello stesso modo in cui è impossibile capire come il prestigiatore possa estrarre un coniglio da un cappello a cilindro che un attimo prima era assolutamente vuoto.

[modifica] L'enigma del solitario

[modifica] Incipit

PICCHE
ASSO DI PICCHE
... pedalando per la stradina fra i boschi, arrivò un soldato tedesco...
Il grande viaggio verso la Terra dei Filosofi partì da Arendal, un'antica cittadina sulla costa sud della Norvegia. A Kristiansand c'imbarcammo sul traghetto Bolero, che ci scaricò a Hirtshals, in Danimarca. Sul viaggio in questo Paese, e poi attraverso la Germania, non ho molto da raccontare. A parte Legoland e l'immenso porto di Amburgo, non avevamo visto altro che autostrade e fattorie. Soltanto arriavando alle Alpi qualcosa cominciò a muoversi.

[modifica] Citazioni

  • Il mondo è diventato un'abitudine... Noi tutti impieghiamo anni e anni per abituarci al mondo. Basta osservare i bambini. Il mondo circostante li colpisce a tal punto che quasi non credono ai loro occhi. È per questo che continuano a puntare il dito a destra e a sinistra, e a fare domande su qualsiasi cosa capiti loro di vedere. Per noi adulti è diverso. Abbiamo visto tutto tante volte che finiamo col dare la realtà per scontata.
  • Il tempo non passa... E non fa tic tac. Siamo noi a passare, sono i nostri orologi a ticchettare.
  • Noi non posiamo i nostri piedi su un terreno saldo, ma nemmeno sulla sabbia. Noi siamo sabbia.
  • Eppure, dentro di noi, esiste qualcosa che il tarlo del tempo non riesce a distruggere, perché non appartiene a questo mondo.
  • Una volta, in Russia, un astronauta e un neurochirurgo si misero a discutere sulla fede cristiana. Il chirurgo era credente, l'astronauta no. "Sono stato nello spazio tante volte", si vantava quest'ultimo, "ma non ho mai visto un angelo." Il chirurgo, dopo un attimo di riflessione, ribatté: "E io ho operato una gran sfilza di cervelloni, eppure non ho mai visto un solo pensiero."
  • A ogni buon conto, il mio consiglio a chiunque desidere ritrovare se stesso è di rimanere esattamente dov'è. Altrimenti rischia davvero di perdersi una volta per tutte.
  • Da quel giorno, ho sempre creduto che la miglior medicina per il dolore fosse la rabbia.
  • In fondo, su questo pianeta, vivono cinque miliardi di esseri umani. Poi uno s'innamora di una certa persona e non vuole cambiarla con nessun'altra.
  • Il tempo ci rende adulti. E il tempo fa sì che antichi templi crollino e che isole ancora più antiche sprofondino nel mare. C'era davvero un libro nel più grosso dei quattro panini che il panettiere di Dorf mi aveva messo nel sacchetto? non c'è domanda che rivolga a me stesso con maggiore frequenza. Analogamente a Socrate, potrei dire: «Una cosa sola so: ed è di non sapere nulla». Ma qualcosa, dentro di me, sa che c'è ancora un Jolly in giro per il mondo. Sarà lui a far sì che il mondo non si addormenti. In qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, potrebbe spuntare un minuscolo giullare coperto di campanelli. E allora, guardandoci dritto negli occhi ci ripeterà le domande: «Chi siamo noi? Da dove veniamo?».
  • La vita è una grande lotteria, in cui vengono estratti soltanto biglietti vincenti.
  • Se il mondo è un trucco d'illusionismo, da qualche parte deve pur esistere anche un grande illusionista.

[modifica] La ragazza delle arance

  • La vita è una lotteria gigante dove si vedono solo i biglietti vincenti. Tu che stai leggendo sei uno di questi biglietti. Lucky you!
  • Sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo Speranza.

[modifica] Maya

  • La sintesi emerge soltanto quando non serve più a nulla. Proprio come il tuono, che non riesce mai a metterci in guardia dal lampo. Chi vuole conoscere il destino, deve sopravvivergli.

[modifica] Bibliografia

  • Jostein Gaarder, Il mondo di Sofia, traduzione di Margherita Podestà Heir, Longanesi, 1994.
  • Jostein Gaarder, L'enigma del solitario (Kabalmysteriet), traduzione di Danielle Braun Savio, revisione di Stella Boschetti, Longanesi & C. 1996.
  • Jostein Gaarder, C'è nessuno?, traduzione di Eva Kampmann, Adriano Salani Editore, 1997.
  • Jostein Gaarder, Maya, traduzione di Cristina Falcinella, Longanesi, 2000.
  • Jostein Gaarder, La ragazza delle arance, traduzione di Lucia Barni, Longanesi, 2004.

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