Joyce Carol Oates

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Joyce Carol Oates

Joyce Carol Oates (1938 – vivente), scrittrice statunitense.

Citazioni di Joyce Carol Oates[modifica]

  • Il nostro nemico è per tradizione il nostro salvatore, perché c'impedisce di essere superficiali.[1]
  • La vita è come la boxe in molti particolari inquietanti. Ma la boxe è soltanto come la boxe.[2]

Incipit di alcune opere[modifica]

Acqua nera[modifica]

La Toyota a noleggio, guidata con impaziente esuberanza dal Senatore, filava lungo la strada sterrata senza nome, imboccando le curve con vertiginose sbandate, strisciando sul terreno, poi, all'improvviso, uscì chissà come di strada per finire nell'impetuosa acqua nera dove, inclinata sul lato destro, affondò rapidamente.
Devo morire?... così?

La ballata di John Reddy Heart[modifica]

Nella cittadina di Willowsville, Stato di New York, popolazione 5640 abitanti, diciassette chilometri a est di Buffalo, vi fu un periodo in cui ogni ragazza fra i dodici e i vent'anni (e molte altre in segreto) era innamorata di John Reddy Heart.
John Reddy fu il nostro primo amore. E il primo amore non si dimentica mai.
E nei casi in cui John Reddy non era stato veramente il primo amore (poiché le nostre madri avevano senz'altro amato i nostri padri prima di lui, nell'imperscrutabile abisso del tempo prima della nostra nascita) lui aveva sostituito quel primo amore e addirittura il suo ricordo.

Lato notte[modifica]

6 FEBBRAIO 1887. QUINCY, MASSACHUSETTS. MONTAGUE HOUSE

Esperienza inquietante in casa della signora A..., ieri sera. Poca teatralità... ambiente comodo anche se piuttosto scialbo... un'atmosfera soltanto moderatamente sinistra (in contrasto soprattutto con la Notte di Walpurgis presentata da quello sfrontato ciarlatano di Portsmouth: quel Dwarf Eustace che aveva la presunzione di presentarmi a Swedenborg in persona, sotto le vesti erronee di un membro della Chiesa di Nuova Gerusalemme... io!). Ciononostante, sono venuto via turbato e la conversazione che ho avuto dopo col dottor Moore, a cena, per quanto spassionata e persino a volte un po' leggera, non mi ha snebbiato la mente.

Le rovine di Contracoeur[modifica]

Fu in giugno, poco tempo dopo l'inizio del nostro esilio a Contracoeur. Nella mortale immobilità di una notte illuminata da una luna fredda e spettrale. Non erano passati neppure dieci giorni da quando le nostre vite erano state sconvolte; da quando nostro padre, sconfitto e in disgrazia, sradicò la famiglia dal palazzo del governo dello stato per portarla a vivere tra le rovine di Cross Hill, la tenuta del suo bisnonno ai piedi dei Monti Chautauqua. Rimanete al mio fianco, bambini. Dovete credere in me! Sarò redento. Mi riscatterò con le mie forze.

Occhi di Tempesta[modifica]

Attraversare un guado: era questo che mi veniva in mente quando ci ripensavo. Forse anche mia madre stava facendo lo stesso. Attraversava un guado. Passando da una terra nota a una ignota. Da un luogo dove tutti ti conoscono a uno dove semplicemente credono di conoscerti.
Come quando attraversi a nuoto un fiume reale, imprevedibile e infido, e se riesci a raggiungere l'altra sponda sei una persona diversa rispetto a quella che è entrata in acqua.
Iniziò tutto un anno fa, lo scorso luglio. Poche settimane dopo il mio quattordicesimo compleanno. Fu allora che Occhi di Tempesta mi entrò nel cuore.

Sorella, mio unico amore[modifica]

"Skyler aiutami     Skyler mi sento così sola in questo posto     Skyler ho tanta paura     Mi fa tanto male Skyler     non mi lascerai in questo posto spaventoso vero     Skyler?"
Nove anni, dieci mesi, cinque giorni.
Questa voce di bambina nella mia testa.

Note[modifica]

  1. Da Master Race, Partisan Review, vol. LI, n. 4, 1985.
  2. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 79, ISBN 88-8598-826-2.

Bibliografia[modifica]

  • Joyce Carol Oates, Acqua nera, traduzione di Maria Teresa Marenco, Net/Saggiatore.
  • Joyce Carol Oates, La ballata di John Reddy Heart, traduzione di Marco Pensante, Edizioni Marco Tropea (Le Gaggie)
  • Joyce Carol Oates, Lato notte, traduzione di Grazia Alineri, in "Il colore del male. I capolavori dei maestri dell'horror", a cura di David G. Hartwell, Armenia Editore, 1989. ISBN 8834404068
  • Joyce Carol Oates, Le rovine di Contracoeur, in "999", a cura di Al Sarrantonio, traduzione di Tullio Dobner, Annabella Caminiti, Francesco Di Foggia, Sperling & Kupfer, 1999.
  • Joyce Carol Oates, Occhi di Tempesta, traduzione di Angela Ragusa, Mondadori.
  • Joyce Carol Oates, Sorella, mio unico amore, traduzione di G. Costigliola, Mondadori, 2009. ISBN 9788804588269

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]