Jules Renard
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Pierre-Jules Renard (1864 – 1910), scrittore francese.
- Le più affascinanti pagine sulla campagna si scrivono nel bel mezzo di una città. (citato in Focus, n. 45, p. 102)
- Mica possiamo essere tutti orfani! (citato in Focus, n. 56, p. 148)
- Non so se uno si corregge dei suoi difetti, ma certo si disgusta delle sue qualità, specialmente quando le ritrova negli altri. (da Diario)
- Per aver successo bisogna aggiungere acqua al proprio vino, finché non c'è più vino. (da Diario)
- Se vuoi attirarti la simpatia delle donne di' loro le cose che non vorresti gli uomini dicessero a tua moglie. (citato in Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1976)
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- Bisogna dire la verità, almeno qualche volta, tanto per essere creduti il giorno in cui mentiremo.
- Cerca in qualunque cosa il ridicolo, e lo troverai.
- Ci sono persone che quando parlano pestano i piedi alla nostra anima.
- Ci sono persone così noiose che ci fanno perdere una giornata in 5 minuti.
- È curioso come gli uomini di carattere non abbiano mai un buon carattere.
- Era così triste che sorrideva con un labbro solo.
- Il critico è un soldato che spara sulle sue truppe.
- Il successo degli altri mi disturba, ma molto più che se fosse meritato.
- Il pedante è un uomo che ha la digestione intellettuale difficile.
- La pigrizia non è altro che l'abitudine di riposarsi prima di essere stanchi.
- La vecchiaia è quando si comincia a dire: "Non mi sono mai sentito così giovane."
- Libero pensatore. Basterebbe dire pensatore.
- L'amore è come una clessidra: quando si riempie il cuore, si svuota il cervello.
- L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà di essere schiavo.
- L'uomo veramente libero è colui che rifiuta un invito a pranzo senza sentire il bisogno di inventare una scusa.
- Non basta essere felici. Bisogna pure che gli altri siano infelici.
- Non chiedetemi di essere gentile; chiedetemi solo di comportarmi come se lo fossi.
- Non essere mai soddisfatti: l'arte è tutta qui.
- Non siamo capaci di capire meglio la vita a quaranta anni che a venti, ma almeno lo sappiamo e lo ammettiamo.
- Non sono sincero perfino quando dico di non essere sincero.
- Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
- Quella letteraria è l'unica professione in cui nessuno ti considera ridicolo se non guadagni del denaro.
- Salvo complicazioni sta per morire.
- Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotto.
- Se la castità non è una virtù, è certamente una forza.
- Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa.
- Se vuoi essere sicuro di far sempre il tuo dovere, fa quello che ti riesce sgradevole.
- Sono un uomo felice perché ho rinunciato alla felicità.
[modifica] Diario
- Ci sono momenti in cui tutto va per il verso giusto. Non occorre spaventarsi. Sono momenti che passano. (31 ottobre 1908)
- L'esperienza è un regalo utile che non serve a nulla. (8 gennaio 1907)
- L'ironia è il pudore dell'umanità. (30 aprile 1892)
- La paura della noia è la sola scusa del lavoro. (10 settembre 1892)
- Un uomo di carattere non ha un buon carattere. (2 gennaio 1907)
[Jules Renard, Diario, traduzione di Orio Vergani, a cura di Guido Vergani, SE.]
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