Jules Renard

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Jules Renard

Pierre-Jules Renard (1864 – 1910), scrittore francese.

  • Non tutti possono essere orfani.[1]
  • Per aver successo bisogna aggiungere acqua al proprio vino, finché non c'è più vino.[2]
  • Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza d'essere ancora felice.[3]
  • Se la castità non è una virtù, è certamente una forza. [4]
  • Se vuoi attirarti la simpatia delle donne di' loro le cose che non vorresti gli uomini dicessero a tua moglie.[5]

Diario[modifica]

  • Ci sono momenti in cui tutto va per il verso giusto. Non occorre spaventarsi. Sono momenti che passano. (31 ottobre 1908)
  • L'esperienza è un regalo utile che non serve a nulla. (8 gennaio 1907)
  • L'ironia è il pudore dell'umanità. (30 aprile 1892)
  • La paura della noia è la sola scusa del lavoro. (10 settembre 1892)
  • Un uomo di carattere non ha un buon carattere. (2 gennaio 1907)
  • Si hanno vent'anni dai quindici ai trent'anni.

[Jules Renard, Diario, traduzione di Orio Vergani, a cura di Guido Vergani, SE.]

  • Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città. (25 novembre 1887)[6]
  • Cercate il ridicolo in tutto, lo troverete. (17 febbraio 1890)[6]
  • L'uomo davvero libero è colui che sa rifiutare un invito a cena senza fornire pretesti. (25 novembre 1895)[6]
  • Libero pensatore. Pensatore sarebbe sufficiente. (26 giugno 1905)[6]
  • Non so se ci si corregge dei propri difetti, ma ci si disgusta delle proprie qualità, soprattutto quando le si ritrova negli altri. (10 marzo 1906)[6]

Note[modifica]

  1. Da Pel di Carota, traduzione di Frediano Sessi, Giunti Editore, Firenze, 2010, p. 126.
  2. Dal Diario.
  3. Citato in Letture, volume 57, edizioni 588-592, 2002.
  4. Citato in Focus N.112 pag.98
  5. Citato in Selezione dal Reader's Digest, febbraio 1976.
  6. a b c d e Aa. Vv., Moralisti francesi. Classici e contemporanei, a cura di Adriano Marchetti, Andrea Bedeschi, Davide Monda, BUR, 2012.

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