Jun'ichirō Tanizaki

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Jun'ichirō Tanizaki, 1913

Junichiro Tanizaki (谷崎 潤一郎 Tanizaki Jun'ichirō, 1886 – 1965), scrittore giapponese.

Citazioni di Jun'ichirō Tanizaki[modifica]

  • Poi, quando sarò morto, non potrà non pensare: Quello stupido vecchio dorme sotto questi piedi bellissimi. Sto ancora calpestando le ossa di quel povero vecchio sotto terra. (da Diario di un vecchio pazzo)
  • V'è, forse, in noi Orientali, un'inclinazione ad accettare i limiti, e le circostanze, della vita. Ci rassegniamo all'ombra, così com'è, e senza repulsione. La luce è fievole? Lasciamo che le tenebre ci inghiottano, e scopriamo loro una beltà. Al contrario, l'Occidentale crede nel progresso, e vuole mutare di stato. È passato dalla candela al petrolio, dal petrolio al gas, dal gas all'elettricità, inseguendo una chiarità che snidasse sin l'ultima parcella d'ombra. (da Libro d' Ombra, Milano, Bompiani, 2002)
  • Per prima cosa i nostri antichi ricavarono, nello spazio illuminato dalla luce solare, una chiusa nicchia d'ombra; posero poi, proprio al centro dell'ombra, l'essere più chiaro che conoscevamo: la donna. Perché biasimarli? La chiarezza della pelle era, per loro, il sigillo della beltà femmilile. Solo l'ombra poteva proteggerla e darle risalto. (da Libro d' Ombra, Milano, Bompiani, 2002)

Incipit de La chiave[modifica]

Capodanno — Quest'anno mi voglio accingere a scrivere liberamente su un tema che in passato esitavo persino a menzionare in questo diario. Ho sempre evitato di accennare ai miei rapporti sessuali con Ikuko, nel timore che lei di nascosto potesse leggere il mio quaderno e offendersene.
[traduzione di Sakoto Toguchi, citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Citazioni su Jun'ichirō Tanizaki[modifica]

  • Il lettore italiano è in grado di apprezzare questo grande vegliardo, che a settant'anni ha osato scrivere uno dei libri più scabrosi ma anche tra i più puliti del secolo: L'amante di Lady Chatterely è un'opera ingenua e torbida, paragonata a La chiave. (Giancarlo Vigorelli)
  • Se c'è scrittore che scatena tutti i sensi senza però mai inquinare i sentimenti, ed anzi ricomponendo alla fine gli uni con gli altri in un'unica integrità, questi è Tanizaki, e senz'altro La madre del generale Shigemoto è il suo libro che va più lontano in questo itinerario parallelo di tenebre e di luce, di onore e di grazia, di perdizione e di salvezza: benché queste siano, le ultime soprattutto, parole più nostre che sue. (Giancarlo Vigorelli)

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